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GRAN BRETAGNA – in , materia d’insegnamento alle elementari
L’autorità britannica per la sicurezza dell’infanzia in Internet -nuovo organismo composto di 140 associazioni- ha elaborato una campagna di sicurezza in Rete per alunni della scuola primaria, riferisce la BBC. L’idea è d’insegnare ai bambini come non dare informazioni personali, bloccare i messaggi non desiderati nelle reti sociali e dar conto di ogni comportamento inadatto. Le misure predisposte da UKCCIS, con il sostegno di varie organizzazioni quali , Microsoft e , saranno pubblicate nel 2010, utili a fare da riferimento al governo. Attualmente, la sicurezza in Internet è materia nella scuola secondaria, ma in Gran Bretagna si pensa che educare contro i rischi d’Internet sia utile già a cinque anni, alla pari di altri temi: droghe, sessualità, vita sana, economia personale.

MONDO – Iniziativa: il prossimo Nobel per la pace … a Internet
L’impatto suscitato dall’assegnazione del Nobel per la Pace a Barack Obama ha fatto sì che un gruppo di ricercatori, attivisti e artisti promuovesse un manifesto perché il vincitore del prossimo premio non sia una persona ma uno spazio virtuale, ossia Internet. L’iniziativa dispone di una pagina web su cui ognuno può aderire a questa candidatura, e del sostegno di importanti ambasciatori come Giorgio Armani, Umberto Veronesi, Shirin Ebadi -Nobel per la pace nel 2003. Il manifesto spiega che Internet è molto più di una rete di computer. E’ un luogo interminabile di persone collegate: uomini e donne di ogni luogo connesse le une alle altre grazie alla maggiore rete sociale che l’umanità abbia mai conosciuto. Il promotore è Riccardo Luna, caporedattore di Wired in Italia, propulsore dell’idea nata con le elezioni in Iran. Il principio che sottende la campagna è che il contatto tra le persone è sempre stato “l’antidoto più efficace” contro l’odio e il conflitto. E dunque Internet è uno “strumento di pace”.

ITALIA – : i diritti d’autore sui video scaricati da Internet si paghino nella bolletta telefonica
Dare ai consumatori un’offerta di prodotti audiovideo legale, alternativa alla pirateria, concertata con le compagnie telefoniche ma anche con tutti gli operatori del settore. E’ questo l’obiettivo per il 2010 della Societa’ italiana autori ed editori (Siae) in tema di rispetto di diritti d’autore nell’era di Internet e delle multipiattaforme.
‘Stiamo dialogando con le compagnie telefoniche per inserire con un extra all’interno del canone, il pagamento della fruizione dei prodotti audiovisivi – ha detto Virginia Filippi, consulente multimediale della Siae, in un incontro organizzato dall’Anart (l’associazione nazionale degli autori teatrali e tv) a cui erano presenti anche rappresentanti di Rai e Mediaset -.
Bisogna iniziare a cambiare le abitudini del consumatore, come e’ stato fatto per il settore delle scommesse clandestine: da quando sono state legalizzate il gettito erariale ha superato quello dell’Iva’.
Filippi ha spiegato che il coinvolgimento delle compagnie telefoniche per il pagamento del ‘valore generato’ e non della ‘singola fruizione’, nasce dalla considerazione che in Italia sono ’8 milioni gli abbonati alla banda larga per usi domestici (12 milioni quelli Telecom)’, ‘la media dei contenuti audiovideo che passa e’ di 1.300 files al mese’, e che ‘il pirata medio non e’ un ragazzino ma appartiene alla fascia d’eta’ 25-44 anni, cioe’ quella che in altri mercati e’ definita responsabile d’acquisto’ ‘Oggi il valore della pirateria e’ dieci volte il valore legale, in Italia e’ stimato in 300 milioni di euro – ha ricordato Virginia Filippi – La Siae e’ da tempo impegnata su questo fronte: abbiamo creato Legal Bay, in contrapposizione a Pirate Bay, una piattaforma di offerta integrata di contenuti audiovideo che prevede accordi con i titolari dei diritti.
Stanno aderendo produttori musicali e cinematografici, siamo in contatto con produttori televisivi’. ‘E’ arrivato il momento di non parlare piu’ di Internet, ma di un’azione comune e tempestiva per capire come e dove andare a prendere i guadagni’, ha detto Carlo Nardello, amministratore delegato di Raitrade, mentre David Bogi di Mediaset Premium ha spiegato ‘che oltre alla questione dei pagamenti e’ importante considerare i diversi terminali di fruizione (tv, pc, cellulari) che forse necessitano di contenuti creati ad hoc’.

USA – Gli anziani amano Google, e Facebook
L’ultima indagine di Nielsen mostra che gli internauti assidui non sono solo i digital natives. Negli Stati Uniti si contano 17,5 milioni di utenti oltre i 65 anni, il 55% in più rispetto al 2004. Ciò significa che gli ultrasessantacinquenni, il 13% della popolazione, stanno ormai colmando il ritardo in campo digitale. Secondo Nielsen, il traino è merito soprattutto delle donne il cui tasso di crescita supera di 6 punti quello maschile. Come usano Internet i senior? Intanto in cinque anni è aumentato il tempo di navigazione -da 52 ore al mese a 58 (+11%). Prevale l’uso pratico. Alla posta elettronica vi si dedica l’88,6%, ma molto gettonate sono anche la stampa di carte geografiche e i siti delle previsioni meteorologiche; le notizie interessano il 49%; con oltre 10 milioni di visitatori Google è il sito più consultato; bene anche Facebook e YouTube (rispettivamente in terza e quarta posizione).

ITALIA – Siae: tassa anche su telefonini e pc per remunerare i diritti d’autore. E piovono critiche
E dopo le connessioni Internet anche i telefonini finiscono nelle mire della Siae, che sta cercando di recuperare soldi per ridurre i danni della pirateria informatica, questa la giustificazione alla proposta, che punta ad omologare telefonini e pc a cd e dvd, supporti su cui gia’ grava un costo, scaricato sugli utenti. Il presidente di Asstel (operatori telefonici), Stefano Parisi, ha preso le distanze da quella che sarebbe una sorta di ‘tassa’ su telefonini e pc per remunerare il diritto d’autore.
Contrari pure Luca Nicotra (Segretario dell’Associazione radicale Agorà Digitale) e Marco Cappato (Presidente, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) che hanno cosi’ commentato.
“La proposta di nuove tasse da parte della SIAE sta diventando una riflesso automatico inaccettabile. Dopo quella sulle connessioni ADSL di appena qualche giorno fa, ora spunta l’imposta su cellulari e PC. Conosciamo la rodata retorica della SIAE che, riciclando dati messi in discussione ormai da numerosi studi, sostiene una perdita di circa 300 milioni di euro dovuta alla pirateria e che nel tempo ha già usato per giustificare l’introduzione delle tasse sui supporti vergini analogici, supporti digitali, videoregistratori, masterizzatori e perfino microchip, o chiavette USB. Sempre a carico dei cittadini.
Ma le tasse servono a pagare un servizio, e nel caso della SIAE abbiamo difficoltà a capire di quale servizio si tratti. Parliamo di una società che i suoi stessi associati contestano. Il cui costo di iscrizione e di rinnovo annuale è così alto che il 60% degli autori musicali è in perdita; che neppure i big riconoscono, tanto che una settimana fa 130 tra i più noti autori e 30 dei maggiori editori si sono scagliati contro di essa con una lettera aperta a cui i dirigenti dell’associazione non hanno ritenuto di dover rispondere. Una società il suo vertice è costituito al 50% da membri che non appartengono alla sua base associativa, con una massiccia ingerenza da parte dello Stato, senza alcun piano strategico e per il cui solo funzionamento vengono impiegati quasi 200 milioni di euro all’anno.
Dati che dimostrano sempre più che SIAE da ente di tutela si è tramutando in uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo del settore e che cerca di sfruttare un monopolio sempre più illegittimo e che noi radicali sosteniamo debba essere abolito. L’alternativa non è il far-west, ma un mercato tra libere associazioni per l’intermediazione dei diritti d’autore che da tempo abbiamo delineato con una proposta di legge depositata alla Camera dal deputato radicale Marco Beltrandi e che il Governo dovrebbe fare propria.”

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