Le mie piante grasse

Con l’avvento della bella stagione molte piante cominciano a fiorire, a me in particolare piaccione le piante grasse o succulente perchè sviluppano dei tra i più belli e strani che madre natura ci abbia regalato. Per esempio l’agave (la classica pianta messicana) può vivere 100-150 anni e fiorisce una sola volta nella vita, dopo di che muore; in un esemplare alto circa un metro il fiore può arrivare a 30-35 metri di altezza con uno stelo che è un vero e proprio tronco! La staphelia invece produce un fiore di rara bellezza ma che puzza di carne putrefatta, così da attirare gli insetti che vanno ad impollinare altri esemplari; c’è poi chi fiorisce in tarda notte per sfiorire all’alba! E c’è chi, come me , fa la notte in piedi per fotografare quell’esemplare che come una cometa, si mostrerà di nuovo agli appassionati l’anno successivo.
Ma sono migliaia le specie di piante grasse che, per un verso o per l’altro, sono uniche nel loro genere…. per questo ho deciso di fotografare , non solo la pianta grassa in se per se, ma il fiore che quotidianamente si sviluppa inserendo appunto le date delle per viverle come in una sequenza di fotogrammi.
Preciso che le foto che inserirò, non sono foto di repertorio trovate in internet o scattate da me negli anni passati, ma rispecchiano fedelmente il periodo storico che la pianta sta vivendo, coi suoi giorni di pioggia, i suoi spostamenti, le sue malattie e quant’altro le succeda quotidianamente.
Spero che con ciò riesca a far innamorare qualcuno di questo meraviglioso mondo, come io stesso ne sono rimasto innamorato, capisco pure chi all’inizio non troverà interessante questo argomento, perchè cambiamenti significativi si apprezzano col tempo, ma se mi seguirete fino a settembre-ottobre la vostra tenacia sarà ripagata!

Rispondere a questo thread farà guadagnare a te un punto arcade, e farà capire a me che qualcuno lo ha letto, o meglio, lo sta leggendo …. perchè considero questo thread perennemente aperto .


PRIMA QUALCHE CURIOSITA’

Crema doposole o cappottino?
Guardate questa stephelia (a sinistra), ha la superfice esterna di colore bruno e quella interna, meno esposta alle basse temperature e al sole diretto, rimane verde. In reltà molte specie hanno la pelle termosensibile e/o fotosensibile, come c’è pure chi al troppo sole si scotta presentando delle vere e proprie piaghette da ustione (a destra). Impariamo a guardare le nostre piante, ci diranno molto più di quanto immaginiamo.

Sapevate che le spine non nascono come arma di difesa?
In realtà le spine non sono altro che le foglie atrofizzate che col passare del tempo le piante hanno mutato per ridurre al minimo l’evaporazione idrica, crescendo per lo più in climi caldi e secchi. Ovviamente, già che sono presenti, hanno acquisito anche funzione difensiva.

Da dove provengono le piante grasse?
Principalmente (e grossolanamente) dividiamo il mondo delle piante grasse o succulente in tre gruppi a seconda di dove presentino la loro succulenza: nelle radici, nel fusto o nelle foglie. Le prime, parlando sempre per gandi linee, si riscontano principalmente in qualche zona isolata del sud-est asiatico e sono numericamente trascurabili rispetto alla grande varietà di specie che popolano gli altri due gruppi. Le seconde, maggiormente composte da cactacee, provengono principlmente dall’America (il classico cactus) e presentno di norma la superficie spinosa (con qualche eccezione), mentre le terze, le suculenti fogliari, provengono per lo più dall’africa, e di norma non hanno spine (anche qui con qualche eccezione).

Anche le piante grasse vanno in letargo
Da settembre–ottobre a marzo (dipende dal clima e dalla specie di pianta) le grasse, come quasi tutte le piante in genre, rallentano il proprio metabolismo ed entrano in un vero e proprio letargo che termina coi primi caldi, quando cioè la pianta cominia a cercare nutrimento ed è il caso di ricominciare ad annaffiare moderatamente, e dosar un minimo di conime specifico.

Qualche cenno di botanica
Come gia detto distinguiamo le succulenti fogliari (generalmente senza spine) dalle succulente caulinari con tronco carnoso (tipo cactus) e per lo più prive di foglie, trascurando le succulente caudiciformi con radici carnose.
Prima di comprendere il mondo delle “anomale” piante grasse, forse è meglio fare un passo indietro e spiegare, per grandi linee, i meccanismi di vita delle pinte non grasse, le mesofite.
E’ risaputo che un essere vivente ha bisognio di aria acqua e luce per esercitare le minime funzioni vitali, se uno di questi elementi venisse a mancare, verrebbe mancare la vita, ammenochè non si mettano in atto degli stratagemmi per sopperire alla mancanza sopraggiunta. Ci sono animli che vivono al buio, i pipistrelli è risaputo che fanno del radar il proprio organo “visivo”; i pesci, si sono adattati alla vita acquatica sviluppando le branchie per respirare; le piante grasse, non da ultime, per vivere non in assenza ma in carenza di acqua hanno sviluppato una serie di meccanismi atti ad immagazzinarla od a limitarne l’evporazione. Nascono così i fusti, le foglie o le radici succulente. Le foglie delle caulinari (quelle che presentano il fusto carnoso) per limitare la traspirazione dell’acqua in esse contenuta, si sono tramutate in spine .
Nelle comuni piante, quelle non grasse, per intenderci, dette mesofite, le foglie sono la sede dei processi fotosintetici, perchè a dispetto del fusto legnoso contengono clorofilla. Nelle grasse prive di foglie (ma con le spine), i processi di fotosintesi si sono spostati nel tronco, verde come le foglie di un qualunque vegetale.
Il carattere succulento della piante non è soltanto connesso all’espanzione dei fusti o delle foglie o, ancora, delle radici, quali magazzini d’acqua, ma anche allo sviluppo di vari meccanismi che ne limitano la perdita, o ancora allo sviluppo di un grande apparato radicale che corre appena sotto la superfice del terreno alla ricerca di ogni singola goccia d’acqua potendo non piovere in alcune zone desertiche anche per due o tre anni consecutivamente. La succulenza, di per se, sarebbe di scarsa utilità alle piante che affrontano condizioni gravi di siccità se non vi fossero ulteriori meccanismi attuati dalla pianta per trattenere l’acqua o limitarne la perdita.
All’interno del fusto di un cactus la temperatura è molto più alta che nell’ambiente circostante, e queste piante possono rimnere in vita grazie alla capacità delle cellule di sopportare temperature superiori di circa 20°C rispetto a quelle che danneggerebbero qualunque altra pianta. In periodi di siccità le cellule utilizzano l’acqua contenuta in esse con conseguente “svuotamento” e rimpicciolimento della pianta. Basta una pioggia isolata che la pinta crece rimpiendo di nuovo la propria riserva idrica. Tutto questo è possibile grazie ad una straordinaria capacità elastica dei tessuti. Inutile precisare che l’acqua contenuta in queste piante, se eposte al freddo invernale con temperature prossime allo 0, ghiaccerebbe spaccandone i tessuti. Le piante mesofite dicevamo, utilizzano l’anidride carbonica, che entra nella pianta attraverso speciali pori detti stomi, ed in presenza di acqua, di luce e clorofilla, preoduce zuccheri e ossigeno; questo processo è detto fotosintesi e, dovendo avvenire in presenza di energia solare, e ovvio che avvenga solo di giorno; la notte infatti gli stomi si chiudono. Nelle piante succulente, invece, la fotosintesi così come sopra descritta avviene a stomi chiusi, per non far evaporare l’acqua, ed aperti solo in ore notturne quando cioè l’aria è più satura di umidità così da disperderne una quantità inferiore. Quando gli stomi sono aperti , avvengono gli scambi gassosi e la fuoriuscita di prezioso vapore acqueo, cosa poco grave per le mesofite che possono attingere all’acqua attraverso le loro rdici. le grasse invece non possono permettersi questo lusso ed hanno imparato ad aprire gli stomi solo durante la notte, incamerando anidride carbonica che utilizzeranno il mattino seguente per i necesari processi fotosintetici.

Per problemi tecnici non ho potuto inserire le foto in questa pagina, per cui ne ho creata una per ciascuna pianta, il collegamento a questa lo trovate direttamente nella firma :


Aloe spinosissima http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10449&hl


Mammillaria spinosissima
http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10450&hl


Chamaecereus silvestrii http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10451&hl


Echinopsis subdenudata
http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10443&st=0#entry73213


Echinopsis eyriesii http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10444


Haworthia tessellata http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10445


Sulcorebutia tarabucoensis http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10452


Mammillaria elongata gialla http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10448&hl


Staphelia variegata http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10559


Echeveria elegans http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10648


Gymnocalicium damsii http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10660


Aptena cordifolia http://www.freeplayclub.org/index.php?showtopic=10661

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