Calcio world

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è un nuovo sito del circuito e si occuperà di notizie, curiosità, e tutto quello che riguarda il mondo del calcio in generale.
Amministratore del sito è luiselmatador97, ma nonostante il nick che fa capire qual’è la squadra del cuore dell’admin, lui giura che sarà imparziale e che accetterà tutti i commenti (non c’è bisogno di iscrizione per commentare ma se vi iscriverete potete avere la vostra visibilità sempre con lo stesso niick), da qualunque parte vengano e quindi anche eventuali critiche.
Tre, per il momento, sono le categorie in cui vengono suddivisi i messaggi, ma potete scommetterci che presto ce ne saranno altre, tutto dipenderà da voi e da tutti quelli che frequenteranno il sito che potranno proporre o magari anche aiutare il nostro luis a gestire il blog. Più ci saranno spunti e più ci saranno incentivi a pubblicare nuovo materiale e nuovi spunti di discussione.

Quindi se volete chiacchierare un po di calcio o volete sapere un po di novità sulla vostra squadra potete anche chiedere in uno qualsiasi dei messaggi aperti, vi assicuro che luiselmatador97 è informatissimo su tutti i calciatori e squadre dei campionati più importanti a livello planetario ed è una vera e propria miniera di dati e informazioni. Questo è il suo primo sito e se buon sangue non mente sono sicuro che presto diventerà frequentatissimo e ci sarà da divertirsi.

 

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Arriva Il Telefonino Con Doppia Sim E Rasoio Incorporato: Ecco Il Vero “business Phone”, Radersi… col cellulare

Radersi la barba con il cellulare?

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I Giochi Preferiti Di Lady G

3D LOGIC

Questo mese ho scelto 3DLogic . E’ un gioco che vi farà perdere il sonno, chi non ha mai giocato al famoso ?
30 per arrivare alla fine del gioco, devi unire semplicemente lo stesso colore senza interrompere la catena.
Molti nostri utenti si sono per prendersi il record di questo gioco.
Vieni a trovarci non te ne pentirai….. ;-)

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Il viaggio parte dalle poste

Il sbarca negli uffici di tutt’. Grazie a un accordo fra Italiane e dell’Interno, il servizio che già da quasi due anni funzionava nei capoluoghi di regione, è esteso al resto del .

Non sarà più necessario, dunque recarsi in Questura o al Commissariato. Basterà presentarsi in uno degli oltre 5mila sportelli abilitati sul tutto il territorio nazionale, con la documentazione necessaria: due fotografie formato tessera, la fotocopia del di riconoscimento e un contrassegno telematico reperibile presso le tabaccherie autorizzate. Le Poste inoltreranno la richiesta alla Questura, occupandosi poi di riconsensare il direttamente al domicilio del cittadino con un’assicurata. In alternativa, il passaporto si potrà ritirare presso l’ufficio postale che ha accettato la domanda.

Oltre al rilascio del passaporto, è possibile chiederne il rinnovo, il duplicato e la proroga. Si potrà chiedere anche il rilascio del lasciapassare. Il servizio costa 20 euro cui vanno però aggiunti il pagamento del libretto e la marca da bollo di 40,29 euro per le concessioni governative 
E’ possibile informarsi sullo stato di avanzamento della domanda chiamando il call center di Poste Italiane al numero gratuito 803.160. L’elenco degli uffici abilitati è disponibile sul sito delle Poste italiane. (F. Cocco)

Fonte:Il sole 24 ore


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Asus annuncia ufficialmente Eee Box

Preparandone l’arrivo sul mercato, ha svelato nuovi dettagli sull’imminente , il mini desktop a basso costo con cui intende cavalcare l’onda del successo di PC.
Le caratteristiche ufficiali, in buona parte già note, parlano di un processore Intel Atom N270 a 1,6 GHz, un chipset Intel (non specificato), 1 GB di memoria DDR2 SO-DIMM, un hard magnetico da 80 GB, un lettore di schede SD/MMC, un modulo wireless 802.11n e una porta Gigabit Ethernet. Confermata l’assenza di un drive ottico.

Secondo le più recenti indiscrezioni, l’hard disk girerà a 5400 RPM e sarà disponibile anche con capacità di 160 GB; il chipset sarà costituito dall’Intel 945GSE + ICH7M, mentre della grafica si occuperà il componente GMA 950, sempre di Intel; la RAM potrà essere aggiornata a 2 GB; le porte di espansione comprenderanno anche due USB 2.0, un’uscita video DVI, un’uscita audio S/PDIF e cuffia, un ingresso microfono e un ingresso per antenna WiFi.

Asus ha poi rivelato che il proprio mini PC potrà essere montato sul retro dei monitor LCD dotati di un attacco in standard VESA, consentendo così agli utenti di risparmiare ulteriore spazio sulla scrivania o nel salotto. Il pulsante di accensione sarà invece a sfioramento, come si addice all’estrema leggerezza del sistema che sotto una pressione del dito rischierebbe di spostarsi all’indietro.

Grande delusione, tra i simpatizzanti del software open source, per la mancanza di una versione di Eee Box con pre-installato: almeno inizialmente, infatti, il piccolo desktop taiwanese potrà essere acquistato esclusivamente con Windows XP Home. E se è vero che il sistema conserverà probabilmente la piena compatibilità con Linux, consentendo all’utente di rimpiazzare Windows con una distribuzione del Pinguino a propria scelta, è altrettanto vero che il prezzo di Eee Box comprende anche i 30 dollari della licenza di XP: una somma che difficilmente Asus sarà disposta a rimborsare.

Secondo TechSpotAsus avrebbe in piano di lanciare una versione Linux-based di Eee Box più avanti nel tempo. Per il momento, tuttavia, l’azienda non ha ancora comunicato la propria strategia in merito.

Anche se non sarà il sistema operativo principale di Eee Box, Linux farà comunque parte di tutti i mini PC di Asus. Questo grazie alla tecnologia Express Gate, che permette all’utente di avviare un ambiente desktop ai minimi termini in soli 7 secondi: da qui è possibile, secondo Asus, “accedere ad Internet, gestire le proprie foto o comunicare con IM/Skype”.

Il sistema operativo ultraleggero alla base di Express Gate è, come noto, la speciale distribuzione Linux sviluppata da DeviceVM e chiamata Splashtop. Asus ha già integrato Express Gate su oltre una decina di modelli di schede madre, ed entro la fine dell’anno conta di portare questa tecnologia su tutta la propria gamma di motherboard per PC.

Dal comunicato di Asus si apprende infine che Eee Box utilizza “uno speciale modulo di dissipazione del calore” dotato di una ventola la cui velocità viene regolata automaticamente in base alla temperatura interna. Secondo il produttore, Eee Box genera al massimo 26 decibel di rumorosità e consuma fino al 90% in meno di energia rispetto ad un PC desktop tradizionale.

Asus ha preferito tenere ancora segreti prezzo e date di lancio di Eee Box. Secondo le indiscrezioni, il fratellino desktop dell’Eee PC debutterà sul mercato taiwanese verso la fine dell’estate, probabilmente in contemporanea, o quasi, con l’introduzione in USA: qui Eee Box è atteso al prezzo di 299 dollari (circa 190 euro, che con tasse e altri balzelli dovrebbero corrispondere ad un prezzo europeo di 249 euro). Si può presumere che il mini desktop di Asus raggiungerà i negozi italiani in tempo per le festività natalizie.

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Marco Travaglio a Che tempo che fa’

Marco Travaglio è uno di piu’ noti giornalisti che si batte per al liberta’ di stampa. Mai una delle sue che non abbia avuto un riscontro di prove e di fatti, vi riporto di seguito l’articolo sul “” relativo alla puntata dell’ 11 maggio di “che tempo che fa’” in cui è stato ospite lo stesso Travaglio, e per la quale sono nate polemiche nell’ambito politico Italiano.Premetto che su internet si trova anche solo la parte relativa alle dichiarazioni di Travaglio su Schifani ma ascoltarla tutta la puntata per chi non l’ha vista è divertimento assicurato.

Articolo de “il messaggero”

Travaglio accusa Schifani in tv da Fazio: è bufera

Il presidente del Senato: vogliono minare il dialogo
Il si è scusato e stasera ha letto la replica ufficiale della Rai

ROMA (11 maggio) – Nuova bufera in Rai. Alla di Rai 3 “Che tempo che fa” di sabato sera il giornalista Marco Travaglio ha attaccato pesantemente il neo presidente del Senato, , e subito è scoppiata la polemica. , capogruppo del Pdl al Senato, minaccia di adire le vie legali: «Ancora una volta il cosiddetto servizio pubblico della Rai viene messo a disposizione della condotta diffamatoria di Travaglio. Le offese a Schifani troveranno la giusta risposta nelle sedi giudiziarie».

«Non posso che scusarmi», ha detto oggi , conduttore di “Che tempo che fa”, rivolgendosi al presidente del Senato. «Che tempo che fa – ha aggiunto Fazio – ha sempre cercato di rispettare due principi. Il primo: consentire la totale libertà di espressione a tutti i propri ospiti, evidentemente anche quando non se ne condividono le opinioni, come ho esplicitamente sottolineato in diretta ieri sera a proposito di alcune affermazioni fatte da Marco Travaglio nel corso della puntata. Il secondo è quello di non offendere nessuno. Tanto più se assente e dunque impossibilitato a difendersi. L’offesa non mi appartiene. Quindi, quando ciò accade, non posso che scusarmi. A maggior ragione in questo caso per il rispetto che è dovuto alla istituzione che il presidente Schifani rappresenta. E desidero ribadirgli che, se e quando lo riterrà opportuno, sarà il benvenuto a “Che tempo che fa”. Rispettare la doppia libertà – conclude Fazio – quella di chi c’è e quella di chi non c’è, è sempre stato e rimarrà l’obiettivo di questa trasmissione».

Schifani: qualcuno vuole minare il dialogo. «Si tratta di fatti inconsistenti e manipolati che non hanno dignità di generare sospetti. La verità è che qualcuno vuole minare il dialogo e il confronto costruttivo che ha caratterizzato l’inizio di questa legislatura». Renato Schifani, presidente del Senato, risponde così ai microfoni del Tg1 agli attacchi ricevuti ieri da Marco Travaglio. «La via per perseguire il dialogo – dice Schifani – parte da un fatto storico, la reciproca legittimazione che è avvenuta con lo storico incontro Berlusconi-Veltroni sulla riforma elettorale. E poi lavorare, così come lavorerò io sulla maggioranza e sul governo affinché in Aula le proposte dell’opposizione, quelle compatibili, possano essere condivise ed eventualmente approvate. Se c’è qualcuno che deve pagare dei prezzi li pagherà. Io sto pagando in queste ore, ma sono sereno, nessuno fermerà la mia azione per fare in modo che sui temi della legalità delle riforme e delle proposte condivise si possano abbattere gli steccati e lavorare insieme, perché ce lo chiede il e anche il Capo dello Stato».

La replica ufficiale della Rai. La Rai ha replicato stasera ufficialmente all’attacco di Travaglio a Schifani in apertura di “Che tempo che fa”. Fabio Fazio, che si è scusato nuovamente per l’episodio, ha detto: «Nel mio mestiere possono capitare incidenti di percorso, ma parole come “trappola”, “macchinazione”, “complotto”, non fanno parte del mio modo di lavorare, non esistono secondi fini: usare le parole è un privilegio, non un rischio, ma non si può essere all’altezza di questo privilegio se non si corrono rischi». Fazio ha quindi letto una nota «del nostro editore, cioè la Rai, nella persona del direttore generale Claudio Cappon». Questa la nota: «Il direttore generale, in relazione alle dichiarazioni rilasciate ieri da Marco Travaglio nel corso di questa trasmissione, non solo si dissocia a nome della Rai e manifesta nei confronti del presidente del Senato, Renato Schifani, la più alta considerazione e rispetto, ma non può che stigmatizzare un comportamento – inaccettabile in qualsiasi programma del Servizio pubblico – che mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contraddittorio».

Cappon: episodio deprecabile. Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, aveva già espresso in giornata profondo rincrescimento e vivo rammarico per le affermazioni di Marco Travaglio. Un episodio che ha definito «deprecabile», un comportamento a suo avviso «ingiustificabile», tanto da aver preso contatti con le strutture aziendali per le iniziative del caso.

Ma Travaglio si difende. «Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia, e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia – ha affermato il giornalista -. È agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia. A Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile».

Lainati: ancora un esempio di faziosità. «Ancora una volta la Rai ha offerto un esempio di incredibile faziosità – ha affermato Giorgio Lainati, capogruppo Fi-Pdl in Commissione di vigilanza sulla Rai -. Chiediamo al presidente della Rai Petruccioli e al direttore generale Cappon se è ancora ammissibile questo uso privato da parte di Travaglio della tv pubblica, quella pagata con gli abbonamenti di milioni di italiani, in assenza di un minimo contraddittorio e di una qualsiasi forma di pluralismo dell’informazione. Del resto non ci stupiamo che questo sia avvenuto nel programma “Che tempo che fa”, il cui conduttore Fabio Fazio non ha mai perso l’occasione di offrire simili tribune a giornalisti militanti della sinistra».

Ruffini: grave offesa a chi rappresenta istituzioni. Si dissocia da Travaglio anche Paolo Ruffini, direttore di Rai tre. «Mi dissocio dalle affermazioni di Marco Travaglio e ne stigmatizzo il comportamento, a maggior ragione perché ha violato uno spazio come quello di “Che tempo che fa”, che si caratterizza per l’equilibrio e la correttezza dei toni. L’esercizio della libertà di opinione non può mai sconfinare nell’offesa personale ed è ancora più grave se questa viene rivolta a chi rappresenta le istituzioni. Bene ha fatto Fabio Fazio a dissociarsi immediatamente dalle dichiarazioni di Travaglio».

Finocchiaro: inaccettabili accuse così gravi. Critiche sono state rivolte a Travaglio anche da Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato: «Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio».

Matteoli: evitare il ripetersi di episodi del genere. Contro l’intervento di Travaglio si è schierato anche il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli: «Ho lavorato insieme a Renato Schifani per due anni. So cosa pensa della organizzata e soprattutto so quanto si è battuto nelle aule parlamentari per approvare provvedimenti legislativi per contrastarla. L’attacco di ieri sera, utilizzando senza contraddittorio il mezzo televisivo pubblico, è una vergognosa imboscata. Mi auguro che vi si possa porre riparo evitando almeno che episodi del genere si possano ripetere».

Di Pietro difende Travaglio
. A difesa del giornalista si è schierato invece Antonio Di Pietro: «Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti – ha affermato -. Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato. Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio – ha aggiunto l’ex pm -. Paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta un giornalista scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore. Il contraddittorio, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro».

Fonte: IL MESSAGGERO


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GOMORRA; Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra

Fonde in forma di fatti autobiografici, giornalismo d’inchiesta e analisi sociale per raccontare la realtà della nelle sue dimensioni economiche, imprenditoriali, sociali ed ambientali. Il si propone di raccontare i meccanismi del mondo camorrista che dalla e dalla periferia napoletana ha esteso i suoi orizzonti affaristici ad un livello sempre più internazionale, con la complicità di altre organizzazioni criminali e delle classi politiche ed imprenditoriali. Compaiono i nomi dei componenti delle famiglie camorriste più famose e potenti della , quali i Di Lauro, i Nuvoletta, i Casalesi e molti altri.

Indice

Prima parte:

* Il porto – descrive il commercio di scarpe, abbigliamento, accessori d’importazione cinese attraverso il porto di
* Angelina Jolie – la sartoria di qualità per i grandi marchi della moda italiana realizzata in condizioni di miseria umana e imprenditoriale.
* Il Sistema – descrizione del funzionamento della Camorra
* La guerra di – i , gli equilibri, le regole della scalata al potere nel quartiere di Secondigliano
* Donne – la vita delle donne degli affiliati e le boss

Seconda parte:

* Kalashnikov – descrizione dei traffici e dell’utilizzo dell’arma preferita dalla Camorra
* Cemento armato – l’impero economico dei cantieri edili nella zona di , San Cipriano d’Aversa e Casapesenna in provincia di Caserta
* Don Peppino Diana – il sacerdote Giuseppe Diana, ucciso a Casal di Principe perché manifestava la sua opposizione al Sistema camorristico
* Hollywood – Somiglianze e scimmiottamenti dei film hollywoodiani da parte dei boss
* Aberdeen, Mondragone – I rapporti della camorra in Gran Bretagna
* Terra dei fuochi – L’affare dello smaltimento dei rifiuti urbani e tossici in Campania e tutta Italia, e la catastrofe sanitaria derivata.

(fonte:recensione wikipedia)

l’ho finito di leggere propio questa mattina (al lavoro :P )… che dire? Non so se il disgusto è più forte della rabbia o viceversa.
Chi tenta di seguire le cose del mondo con un po’ di attenzione e molto cinismo non rimane impreparato del tutto…
che la organizzata fosse uno dei pilastri dell’economia italiana è un fatto palese se si prende la briga di voler guardare appena al disotto delle notizie riportate secondo comodo da gran parte degli organi di informazione… ma vedersi sbattere in faccia delle realtà che superano di gran lunga la più pessimistica delle fantasia… beh, è tutto un altro discorso.

la connivenza tra politica e malavita organizzata, il potere politico, imprenditoriale e militare dei clan, la fitta rete di terrore che partendo dalla Campania hanno esteso a tutto il mondo, la dittatura imposta ad un intera regione ed a un intero popolo, a cavallo tra omertà, connivenza, semplice terrore oppure la brutale necessità di dover ingollare tutto per poter non già vivere ma almeno sopravvivere; con spietata lucidità porta il lettore all’interno di questo mondo.
Una sorta di girone infernale, dove non si è nemmeno più in grado di distinguere fino in fondo tra dannati e persecutori, tra vittime e carnefici… ma sopratutto una sorta di bomba lanciata nel calderone del conformismo italiano. Un dito puntato contro chi parla e straparla di criminalità da combattere “dimenticando” il piccolissimo dettaglio che con quella criminalità, come direbbe Camilleri “ci sparte il pane”… quando non ci si accoppia direttamente.
Imprenditori di moda che sfruttano la manodopera al nero messa a disposizione dai clan per abbattere i costi di produzione…
il ricco nord-est, locomotiva economica d’italia, che può permettersi di essere tale facendo seppellire i propri rifiuti tossici nelle terre dei clan in campania…
grandi imprenditori,additati come business-man vincenti, che impongono i loro prodotti sfruttando le tattiche ricattatorie degli uomini dei raket…
i giornalisti che tagliano e cuciono le storie a seconda del vento che tira e del valore sensazionalistico di una notizia, tacendo però sul significato vero dei fatti…
uno impietosamente assente che ha da tempo immemorabile capitolato, lasciando che siano loro a decidere della vita e della morte di una delle terre, in potenza, più ricche del mondo

Più che un libro una mazzata nello stomaco.. ma ci voleva

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I telefonini fanno male?

al nostro sui . Dopo aver visto i filmati nel thread sul sito

I telefonini fanno davvero male oppure è tutta una balla?

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Redditi in rete la frittata è fatta, sono su emule

MILANO – «Scaricarsi i da è illegale?». Se lo chiede Ilaria83 sul blog di Yahoo! Answers. Già, perché se i degli italiani non sono più consultabili da mercoledì sul sito dell’Agenzia delle Entrate, lo stop del Garante della non è servito a frenare la curiosità fiscale dei privati cittadini. E le capacità delle reti peer to peer hanno reso «eterni» i dati che il Garante ha inteso bloccare.

A CACCIA DI DATI – «Sono le 0.45 di giovedì Primo Maggio e su Emule sono presenti numerosi file in formato Excel e TXT curatamente suddivisi per comune contenenti i dati pubblicati ore prima sul sito agenziaentrate.it», si legge sul blog di Stefano C. (un programmatore che scrive di sentirsi «tradito dallo »). Qualcuno dunque, prima che la decisione del viceministro Visco di rendere consultabili online i redditi degli italiani spingesse il Garante della Privacy a far fare marcia indietro all’Agenzia delle Entrate, era già riuscito a copiare i file dei redditi, inserirli in reti peer to peer e renderli condivisibili attraverso programmi come eMule.

TAM TAM IN RETE – Fatto che ha scatenato un vero e proprio tam tam in Rete, soprattutto tra chi non ha fatto in tempo a ficcare il naso nei redditi altrui. Blog e forum sono pieni di gente che domanda come fare a scaricare i dati fiscali e di gente disposta a spiegarlo. «VI PREGO – si legge su un blog – HO URGENTE BISOGNO DEI REDDITI DI Roma!!!! qualcuno sa come trovarli su emule???dite qualcosa se sapete come fare!! oppure scrivetemi a laura…. (segue indirizzo e-mail, ndr)». E la risposta arriva, manco a dirlo, ancora dalla Rete. «Aprite emule – scrive Antonello C.- e inserite nel campo di ricerca il codice del comune di cui volete scaricare i file contenenti i redditi degli italiani. Da questo link (http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/ebbd4909f48fc4f/codicicatastali_ICI_oblazione_18_05_2007.pdf) potete scaricare il pdf contenente tutti i codici dei comuni italiani. Io personalmente sono riuscito a trovare quasi tutti i file di Milano e Roma e tutti quelli di Bergamo….che grande cosa il file sharing….la conoscenza è di tutti…e ricordate che le dei redditi sono atti pubblici quindi non c’è nessuna illegalità….buon spionaggio».

ADICONSUM – I dati insomma sono ancora in qualche modo consultabili online. Per questo il segretario generale dell’associazione di consumatori Adiconsum, Paolo Landi, pur lodando la trasparenza («è giusta» dice) ricorda che «porre i dati personali sul Web espone milioni di cittadini al furto di identità, raggiri e truffe». Per Adiconsum è ora «indispensabile un appello da parte delle istituzioni ai vari motori di ricerca su Internet e a tutti coloro che hanno registrato i dati dell’Agenzia delle Entrate ad evitare di rimettere in Rete» le informazioni che erano state diffuse. Ma forse è davvero troppo tardi.

Fonte: corriere.it

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