Reflusso gastroesofageo, Consigli e Dieta

e

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto diffuso caratterizzato da sintomi come il bruciore di , l’ ed il rigurgito. E’ causato, fondamentalmente, da una risalita involontaria del contenuto gastrico lungo l’esofago. Se tale risalita è particolarmente intensa e frequente si può parlare a tutti gli effetti di malattia da reflusso gastroesofageo.

Soprattutto nelle forme più lievi questa patologia viene spesso curata con un po’ di leggerezza dato che tra i pazienti è molto diffuso il ricorso all’automedicazione. Sia per chi decide di affrontarla con mezzi propri, sia per chi si rivolge ad un , la cura del reflusso gastroesofageo non può prescindere dall’adozione di una dieta e di uno stile di vita corretti.
Il ruolo della dieta e dello stile di vita

Dieta e reflusso gastroesofageo. Uno stile alimentare sobrio è importante sia per prevenire, sia per curare la malattia da reflusso gastroesofageo.

PRIMA REGOLA: MANGIARE LENTAMENTE

La prima digestione, si sa, avviene in bocca e questo è vero non solo perché la saliva contiene una sostanza chimica con proprietà digestive, ma anche perché la triturazione del cibo durante la masticazione facilità l’attività gastrica. Mangiare un panino frettolosamente ingurgitando interi bocconi favorisce il reflusso in quanto allunga il tempo di permanenza del cibo nello stomaco. Per questo motivo è essenziale che la masticazione sia molto lenta e che la dieta preveda l’assunzione di quattro o cinque piccoli pasti anziché una o due grandi abbuffate giornaliere.

QUALI CIBI?

Uno dei primi pensieri ad insorgere nella di una persona che lamenta un certo bruciore di stomaco riguarda il tipo di cibo ingerito durante l’ultimo pasto. A tal proposito occorre distinguere due diversi tipi di alimenti che, se presenti nella dieta, possono favorire il reflusso gastroesofageo:

alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco aumentando le possibilità che si verifichi una risalita di succhi acidi. Come abbiamo visto per evitare il reflusso è infatti importante che lo stomaco si svuoti rapidamente. Di conseguenza in presenza di tale patologia la dieta dovrà essere povera di tutti quegli alimenti che aumentano la permanenza del cibo nello stomaco (ad esempio i cibi ricchi di grassi come i formaggi stagionati, il cioccolato, gli insaccati e le fritture).

Le bibite gassate e l’abitudine di masticare chewingum aumentano direttamente o indirettamente la quantità di aria presente nella sacca gastrica. La presenza di questi gas aumenta la pressione all’interno dello stomaco favorendo la risalita verso l’alto del contenuto gastrico.

Alimenti che hanno caratteristiche intrinseche irritanti (vino bianco, aceto, alcolici, superalcolici, succo di pomodoro o di agrumi). Tali cibi, a cui vanno aggiunti anche the, caffè, cacao e gli alimenti o le bibite che gli contengono, favoriscono la produzione acida nello stomaco

COSA FAVORISCE IL REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO? TENERE SOTTO IL REFLUSSO CON LA DIETA

I pasti abbondanti, i cibi ricchi di grassi, specie se cotti, fritti o soffritti, l’obesità ed il sovrappeso. Alcuni alimenti particolari come caffè, the, menta, alcol, cioccolato. In presenza di malattia da reflusso oltre a curare la propria dieta è molto importante abolire il fumo.

Evitare i pasti troppo abbondanti, soprattutto alla sera
Evitare di eccedere con cibi grassi, alcol e caffè
Evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato. Una passeggiata può essere utile
Evitare quei movimenti che aumentano la pressione addominale (flessioni del busto) e gli indumenti troppo stretti
Elevare di 10-15 cm la testiera del letto durante il riposo notturno

ULTERIORI DIETETICI E NON

BERE DI PIU’: la saliva ed i liquidi proteggono le muscose esofagee dai succhi gastrici

SMETTERE DI FUMARE: il fumo favorisce il reflusso, aumenta l’acidità gastrica e rende più suscettibili le pareti dello stomaco agli attacchi dell’acido

NON ABUSARE DI ALCUNI FARMACI: come i FANS (aspirina, ibuprofene, alcuni sedativi e tranquillanti ecc.). Si consiglia in ogni caso di comunicare il loro utilizzo al medico, in modo da controllarne la compatibilità con la malattia e trovare, eventualmente, delle alternative più salutari

E IL LATTE?

Il latte, essendo un cibo alcalino, ha un immediato effetto positivo in quanto la sua basicità va a contrastare (tamponare) l’acidità del reflusso. Il latte, soprattutto quello intero, è però ricco anche di grassi e proteine che aumentano l’acidità gastrica e rallentano lo svuotamento dello stomaco.

Il latte ha quindi un effetto benefico nell’immediato ma, soprattutto se si esagera con le quantità, dopo il sollievo iniziale può causare una veloce ricomparsa dei sintomi.

SOVRAPPESO

L’aumento della pressione intraddominale, premendo contro le pareti dello stomaco, favorisce la risalita del contenuto gastrico. Tale pressione può aumentare in situazioni assolutamente fisiologiche come la gravidanza o in caso di obesità e sovrappeso.

E LO STRESS?

Specie in questi ultimi anni, un po’ come fosse la madre di tutti i mali, quando si parla di dell’apparato digerente lo stress viene sempre chiamato in causa. In presenza di reflusso gastroesofageo tale ipotesi non va esclusa dato che l’ansia e la collera trattenuta possono, per esempio, acuire i sintomi tipici della patologia. E’ invece assai poco probabile che lo stress sia la causa diretta della comparsa del reflusso.

E DI NOTTE?

Il bruciore di stomaco di notte è particolarmente fastidioso dato che tende a durare a lungo. Tale bruciore è spesso causato da una incontinenza della valvola cardiale che favorisce la risalita degli acidi in esofago dove rimangono a lungo irritando le mucose. Oltre alla dieta può essere utile in questi casi posizionare un rialzo sotto il materasso per far sì che la forza di gravità ostacoli la risalita degli acidi.


Clicca qui per entrare nel forum o commentare

Share

AIDS: SCOPERTA PICCOLA MOLECOLA IN GRADO DI BLOCCARE HIV

ROMA – L’ ha un nuovo nemico. E’ una piccola diretta contro un ‘enzima cellulare’ che si è rivelata in grado di l’. La scoperta, frutto di una ricerca congiunta del Cnr e dell’Università di Siena, è stata pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry.

“Il HIV – spiega dell’Igm-Cnr – è un parassita delle umane e dunque non è capace di riprodursi al di fuori dell’organismo infetto”. Per moltiplicarsi, infatti, l’Hiv si introduce in una cellula, solitamente un linfocita del sangue, e la ‘spoglia’ delle sue risorse nutritive ed energetiche per duplicare il proprio genoma e costruire nuovi virioni.

“All’interno della cellula infetta – continua Maga – il virus prende il controllo di numerosi cellulari, ‘obbligandoli’ a lavorare per produrre nuove particelle . Uno di questi è la cellulare DDX3 che ha il compito di facilitare il flusso di informazione genetica tra il nucleo, dove l’informazione viene custodita, e il citoplasma, dove l’informazione viene tradotta in nuove proteine”.

Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno utilizzato tecniche computerizzate per disegnare una molecola ‘su misura’ per la proteina DDX3, che è stata poi sintetizzata e provata nei test biologici. “Questa piccola molecola – sottolinea Maga – si è dimostrata in grado di bloccare l’azione di DDX3, causando l’interruzione della replicazione virale dell’ HIV, senza però danneggiare le cellule non infette”.

Una scoperta che, secondo gli esperti, apre nuove possibilità di cura dell’Aids dato che un farmaco diretto contro un enzima cellulare avrebbe più probabilità di conservare la sua efficacia anche per tempi lunghi di terapia. Le terapie attuali si basano invece su farmaci diretti contro ‘enzimi virali’, che sviluppano facilmente farmacoresistenze.

Leggi e commenta l’articolo sul forum

Share

L’INFLUENZA

L’influenza
L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata da un detto appunto influenzale e le epidemie si verificano pressoché ogni anno in un periodo che va, all’incirca, dal mese di novembre ai mesi di gennaio – febbraio. Dunque la stagione tipicamente influenzale comprende il tardo autunno e l’inverno, quando cioè l’aria fredda diventa veicolo ideale per la trasmissione del , favorita anche da “scambi respiratori” tra persone e persone in ambienti chiusi poco aerati.

Infatti l’infezione del virus influenzale avviene soprattutto per contatto con le secrezioni respiratorie di persone, con infezione acuta attraverso “aerosol” generati da e starnuti. Il virus inizialmente infetta alcune “dell’albero respiratorio” (faringe, laringe, trachea, bronchi e non i polmoni) dove in 4-6 ore si riproduce. Dopo questo breve periodo viene “liberato” infettando via via altre adiacenti o vicine dove ancora si riproduce. Tutto ciò determina la diffusione dell’infezione da pochi punti ad un gran numero di respiratorie nell’arco di diverse ore e questo periodo, detto di incubazione, varia da 18 a 72 ore circa in rapporto sia alla quantità di virus infettante sia alla capacità di difesa dell’organismo (reazioni anticorpali del sistema ).

I Sintomi

In genere l’influenza è descritta come un esordio brusco di sintomi generali quali: mal di testa, , brividi, dolori muscolari diffusi, malessere generale, tutti accompagnati da sintomi respiratori caratterizzati per lo più da tosse e mal di gola. Tuttavia è possibile non avere sempre l’insieme dei sintomi sopra descritti, tanto che l’influenza può manifestarsi anche in altri modi che vanno da lievi respiratorie senza (simile al raffreddore comune), a esordio sia graduale sia acuto, a stati di grave malessere e prostrazione con scarsi sintomi respiratori.

Nella maggior parte dei casi è presente febbre da 38 gradi fino, a volte, 41 gradi, temperatura che sale rapidamente nelle prime 24 ore di malattia e che scende gradualmente nell’arco di 2-3 giorni (a volte però la febbre può durare anche una settimana circa). I disturbi particolarmente fastidiosi sono: mal di testa frontale o generalizzato; dolori muscolari interessanti quasi ogni parte del corpo; dolori agli arti inferiori e soprattutto nella parte lombare della schiena. Il mal di gola, la tosse, il dolore o il senso di costrizione al petto (sterno), il bruciore agli occhi o il dolore al loro movimento, sono sintomi che molte volte durano per una settimana o più anche dopo la scomparsa della febbre e dei sintomi sopra descritti.

Nella maggioranza dei casi l’influenza acuta si risolve in 2-5 giorni ed in genere quasi tutti gli ammalati sono guariti entro una settimana. In una minoranza significativa (20-30%) di individui può esserci una stanchezza o debolezza generalizzata (astenia postinfluenzale) che, a volte, persiste anche per parecchie settimane, astenia molto fastidiosa, di cui non si conosce la causa, soprattutto per coloro che desiderano ritornare prontamente alle proprie attività.

Le possibili complicazioni

La più frequente tra le possibili complicazioni dell’influenza è la polmonite, cioè l’interessamento infiammatorio del tessuto polmonare. Si distinguono due tipi di polmonite postinfluenzale. Eccole.

Polmonite primaria. L’interessamento polmonare è dato dalla diffusione del virus ai polmoni. Questo tipo di polmonite può colpire preferenzialmente persone con problemi cardiaci (in genere chi ha “stenosi” mitralica) o individui anziani con problemi polmonari preesistenti (bronchite cronica – enfisema).

I sintomi sono caratterizzati da una influenza acuta che non si risolve ma tende ad aggravarsi progressivamente con febbre persistente, difficoltà respiratorie a volte con segni cutanei di cattivi scambi respiratori di ossigeno come una colorazione bluastra delle labbra (cianosi).

Polmonite secondaria. Quando il sistema immunitario (sistema di difesa dell’organismo) è particolarmente indebolito sia dal virus sia da svariati motivi come stress e malattie preesistenti, può instaurarsi una polmonite batterica, cioè un’infezione polmonare da germi in genere (ben controllati dagli anticorpi).

I sintomi sono caratterizzati da una ripresa della febbre (dopo 2-3 giorni dalla sua comparsa) accompagnata da tosse con catarro purulento (giallastro) e difficoltà respiratoria.

La Terapia

La terapia dell’influenza è sintomatica, cioè mirata soprattutto al mal di testa, ai dolori muscolari, alla febbre quando supera i 38 gradi e mezzo, al mal di gola, usando acido acetilsalicilico (da evitare nei bambini sotto i 6 anni per possibili complicazioni neurologiche), paracetamolo, farmaci antitosse, colluttori per il mal di gola.

Di solito i medici consigliano fondamentalmente più che i farmaci il riposo a letto. Inoltre raccomandano di umidificare l’ambiente, di bere molta acqua per favorire l’espettorazione e di idratare il corpo. Gli antibiotici sono da riservare solamente alle complicazioni batteriche poiché non le prevengono ma anzi favoriscono la selezione di germi a loro resistenti.

Negli ultimi anni si sono impiegati farmaci antivirali, come l’amantadina, che possono ridurre i sintomi e la durata della malattia, dando però a volte effetti collaterali come sonnolenza, insonnia, vertigini, difficoltà a concentrarsi, nausea, inappetenza, gonfiore agli arti inferiori.

La

La più importante misura di salute pubblica per la dell’influenza consiste nell’impiego di vaccini, cioè virus influenzali inattivati (uccisi) da effettuare durante il mese di novembre.

Poiché il virus influenzale tende a modificare la sua struttura esterna di anno in anno il vaccino è necessariamente preparato di solito con il virus dell’anno precedente e la sua efficacia è di circa il 50-80%, riducendo negli altri casi l’intensità e la durata dei sintomi.

Se una persona non è mai stata vaccinata si fanno due dosi a distanza di due settimane una dall’altra, mentre chi è stato vaccinato l’anno precedente ha solo una dose di richiamo.

Vediamo a chi è consigliata la vaccinazione antinfluenzale:

*agli anziani dopo i 65 anni
*alle persone che hanno malattie polmonari croniche (asma, bronchite cronica, enfisema)
*ai cardiopatici
*a bambini e ragazzini in terapia cronica con acido acetilsalicilico
*ai diabetici ed ai malati cronici renali
*a persone che vivono in comunità (come personale sanitario, insegnanti soprattutto di scuole materne)
*a individui con seria anemia
*a persone con sistema immunitario indebolito da farmaci oppure malattie croniche.

Tutti i rimedi naturali

Nell’ambito della medicina naturale l’influenza viene combattuta rinforzando le difese del corpo sia quando la malattia è in atto sia preventivamente. Ecco come le varie medicine “naturali” attuano una prevenzione e una cura dell’influenza.

Agopuntura
Particolarmente attenta alle energie stagionali la medicina cinese cerca sempre, nei suoi interventi, di mantenere l’uomo in equilibrio con la natura. Se la primavera rappresenta la generazione e la rinascita, mentre l’estate rappresenta l’energia della creazione rigogliosa e lussureggiante, l’autunno e l’inverno esprimono invece la raccolta e la concentrazione di questa energia, alla cui conservazione è deputata la stagione più fredda in preparazione della successiva primavera.

Secondo la medicina cinese, soprattutto in autunno, occorre potenziare la capacità del corpo di “tesaurizzare” l’energia delle altre stagioni attraverso due organi che rappresentano nel corpo questa parte terminale dell’anno solare: i polmoni e i reni.

I primi, con naso – gola – bronchi, sono il primo baluardo difensivo contro il freddo. I secondi aiutano il sistema immunitario a mantenere l’integrità del corpo umano attraverso una difesa considerata più profonda.

Per prevenire le malattie invernali e per curarle al loro iniziale presentarsi, il esperto in medicina cinese tonifica ed insegna a tonificare, anche senza il suo diretto intervento, le energie renali e polmonari attraverso la dietetica, la moxa (particolare erba da scaldare ed avvicinare ai punti di agopuntura), i massaggi, le correzioni degli stili di vita sbagliati, l’agopuntura, farmaci composti da erbe.

Le cure omeopatiche
Per questo tipo di medicina il modo migliore è prendere un “rimedio”, così si chiamano i farmaci omeopatici, che corrisponda alla propria costituzione psicofisica. Con l’aiuto di un medico omeopata si focalizza un rimedio che corrisponda il più possibile alla costituzione o tipologia psicofisica dell’individuo. Grazie a questo rimedio assunto una volta al mese, è come se il corpo ritrovasse, ricaricasse via via le proprie energie rinforzando così i meccanismi di difesa. Tuttavia anche chi non conosce la tipologia cui appartiene può ottenere una vera e propria “vaccinazione” omeopatica contro le malattie dell’inverno usando un rimedio prescritto ormai da decenni per la prevenzione delle malattie da freddo (soprattutto influenza e raffreddore). Questo preparato è composto da fegato e cuore d’anatra lasciati essiccare a 40 gradi e poi trattati secondo le regole della farmacologia omeopatica per essere ingeriti una volta alla settimana per tutto l’inverno. Lo stesso farmaco è indicato anche per i primi sintomi di influenza e va assunto quotidianamente tre volte al giorno per tre giorni di seguito. Altri rimedi omeopatici sono utili sia per prevenire sia per curare l’influenza:

*Ribes nigrum. Le gemme di questa pianta svolgono un’importante azione antinfiammatoria tanto che, ai primi sintomi influenzali, è utile assumere l’estratto mattina e sera. Durante la stagione a rischio di influenza invece il ribes nigrum è un ottimo rinforzante del sistema immunitario tanto che in molte “ricette” omeopatiche, per una vaccinazione naturale antinfluenzale, è consigliato al mattino appena svegli tutti i giorni per lungo tempo;

*Aconitum napellus. E’ il rimedio per chi ha la febbre alta con il viso congesto che però tende a diventare pallido quando si alza in piedi, con sete intensa e ansia o agitazione intensa. Aconitum è poi adatto quando l’influenza si caratterizza anche con tosse secca ad insorgenza prevalentemente serale e accompagnata da oppressione toracica, dolore bruciante dietro lo sterno, sensibilità all’inspirazione;

*Belladonna. Nelle persone molto facili ai raffreddori e sensibili ai “colpi d’aria”, belladonna è il rimedio più indicato, soprattutto quando l’influenza presenta tosse che compare di notte e febbre alta cosiddetta “a campanile”, cioè che raggiunge il suo massimo nel pomeriggio. Il tipo di persona, in cui è particolarmente adatto belladonna, è quella che ha una notevole variazione dell’umore quando si ammala a tal punto da sembrare un “angelo” quando sta bene ed un “intrattabile diavolo” quando ha l’influenza;

*Ferrum phosphoricum. E’ il tipico rimedio per l’influenza con tosse inizialmente secca e poi “produttiva” accompagnata spesso da mal di testa pulsante, ronzii auricolari, con ipersensibilità ai rumori, tachicardia e febbre che comincia improvvisamente di sera con brividi, piedi e mani freddi, viso sempre arrossato.

Stimolazione immunitaria
Nella moderna biologia, e così in quasi tutte le medicine alternative a cominciare da quella millenaria cinese, si afferma che un terreno biologico, nella fattispecie l’organismo umano, viene attaccato da un germe soprattutto quando è indebolito nei suoi specifici meccanismi di difesa.

Ebbene il sistema immunitario è la grande difesa che il corpo possiede di fronte ai cosiddetti “agenti patogeni” esterni e dipende soprattutto da lui il fatto che ci si ammali o no di influenza, con o senza vaccinazione.

Si sa che molti sono i fattori che influenzano positivamente o negativamente il sistema immunitario, importanti gli stress emotivi, il modo e la qualità dell’alimentazione, l’attività fisica, e che molto si può fare per potenziarlo.

Dal punto di vista della medicina naturale occorre individuare quali sono da un lato apparati o funzioni organiche in disequilibrio tanto da indebolire il sistema immunitario e dall’altro intervenire per stimolare il corpo a recuperare un’armonia globale delle sue funzioni attraverso agopuntura, omeopatia, erbe, integratori alimentari, sostanze minerali, dietetica.

Vediamo alcuni disequilibri funzionali, individuali, per esempio, con la “chinesiologia applicata”, metodo usato dai chiropratici, o con test bioelettronici come il Vega, impiegato ormai da molti medici esperti in terapie naturali.

Disbiosi intestinale. Antibiotici, sulfamidici, cortisone, pillola anticoncezionale assunta da lungo tempo, metalli pesanti contenuti in alcuni cibi, come cadmio, mercurio, contaminanti ambientali, infezioni intestinali sono tutte cause di “disorganizzazione della flora batterica intestinale fisiologica”, sistema utile alla difesa del corpo e alla digestione di molte sostanze. Questo disequilibrio provoca la crescita di germi normalmente disattivati dalla flora fisiologica come candida albicans, streptomiceti, fusobatteri, dando appunto una “disbiosi” intestinale.

I sintomi di questa sono: costipazione, meteorismo, rallentamento del metabolismo rilevabile nella difficoltà, per esempio, a dimagrire nonostante svariate diete, mal di testa, stanchezza e, appunto, diminuzione delle reattività immunitarie con conseguente facilità a contrarre influenza e malattie dell’apparato respiratorio.

Stress psicofisici. Da studi di neurofisiologia è ormai dimostrata l’influenza negativa che gli stress emotivi e gli “strapazzi” fisici hanno sul sistema immunitario. Ebbene, proprio per quanto riguarda l’influenza si è notato, sulla base di numerose statistiche, che molte persone contraggono con grande facilità l’influenza quando nelle settimane precedenti l’infezione hanno subito stress emotivi di particolare intensità o attività lavorativa intensa soprattutto senza adeguati periodi di riposo.

Le regole d’oro per combattere i sintomi

Il succo di cipolle è un efficace antisettico a carico delle vie respiratorie

Ecco alcuni suggerimenti pratici per combattere efficacemente l’influenza e il raffreddore:

*E’ la qualità degli indumenti che crea l’effetto caldo: indossate quindi tessuti che permettono di trattenere il calore del corpo. A contatto con la pelle vanno bene il cotone e la seta e, sopra, la lana.

*Evitate indumenti attillati o comprimenti perché in inverno il sangue circola meno in superficie e maggiormente in profondità. Poiché questo è alla base della sensazione di freddo con indumenti larghi il sangue circola meglio a livello cutaneo.

*Quando uscite di casa proteggetevi, soprattutto in giornate fredde e ventose, con sciarpe di lana o anche di seta. Soprattutto chi vive nelle grandi città abbia l’accortezza di coprire anche la bocca.

*Meglio vestirsi “a strati” quando si esce, per liberarsi eventualmente di una parte degli abiti entrando in un luogo riscaldato.

*D’inverno meglio un bagno caldo piuttosto che una doccia. Infatti il bagno riscalda e rilassa di più. Nell’acqua poi si possono sciogliere piante balsamiche utili all’apparato respiratorio ed alla pelle come pino, lavanda, timo ed eucalipto. Per un’azione antinfiammatoria si può aggiungere all’acqua del bagno un estratto di artiglio del diavolo, ottimo nei confronti dei dolori di tipo artrosico.

*Il cosiddetto “colpo d’aria” potrebbe mietere meno vittime se trovasse organismi allenati a convivere con il freddo. Per questo è opportuno mantenere nell’abitazione una temperatura di 20 gradi, anche aprendo ogni tanto le finestre.

*Umidificate gli ambienti. L’umidificazione migliora con essenze di timo, verbena, eucalipto. ¨

*Per contrastare l’insorgere del raffreddore si può bere succo di cipolla: è diuretico, antireumatico e svolge anche una funzione antisettica per le vie respiratorie.

*Durante l’influenza occorre seguire una dieta liquida con spremute, succhi di frutta e verdura.

*Quando si sente un dolore retrosternale le vecchie polentine di farina di riso sul petto, tanto care alle nostre nonne, sono ancora miracolose.

*Per un effetto antidolorifico ed antinfiammatorio del mal di gola si può ricorrere a gargarismi quotidiani con un decotto di equiseto, fiori d’arnica e fieno greco.

*Per prevenire e curare le malattie della gola è consigliabile assumere quotidianamente della tintura madre di propoli. Quando la gola brucia troppo questo rimedio è preparato anche con glicerina per non irritare la gola con la piccola quantità di alcol presente nelle tinture madri.

CLICCA QUI PER ENTRARE O COMMENTARE NEL FORUM

Share

CURARSI CON LE ERBE “Piccolo Dizionario”

“Curarsi con le

I principali utilizzi delle piante e delle erbe officinali nella tradizione erboristica

Lettera A

ACHILLEA : spasmi delle vie digestive ed uterine, dismenorrea, amenorrea, disturbi della menopausa, disturbi della circolazione, varici, flebiti, emorroidi, gotta, reumatismi, stanchezza generale, nevrosi, perdite bianche. AGLIO : ipertensione, aterosclerosi, bronchite cronica. AGNOCASTO : vertigini, palpitazioni, dolori plesso solare, spasmi intestinali, insonnia. AGRIMONIA : diarrea, asma, epatismo, albuminuria, emottisi, coliche renali e litiasi, obesità, diabete, stomatite, afte, piaghe, distorsioni, contusioni. ALCHEMILLA : spasmi gastrici, congestione epatica, cefalea, affaticamento nervoso, reumatismi, debolezza muscolare, mestruazioni abbondanti, dismenorrea e leucorrea, enterite, arteriosclerosi, obesità, prurito vulvare. ALFALFA (erba medica ): unghie e capelli deboli, astenia, stanchezza, anemia, spasmofilia. ALGA MARINA : obesità dovuta a squilibrio ghiandolare, cellulite, ipotiroidismo, reumatismi, gotta, linfatismo e dermatosi. ALOE FEROX : stipsi, derivativo nelle congestioni cerebrali e nelle cefalee ribelli. AMAMELIDE: fragilità capillare, gambe pesanti, varici, emorroidi, disturbi circolatori della menopausa. ANANAS : edemi, cellulite, ematomi. ANGELICA: gonfiori intestinali, enteriti, epatismo, acidità di , atonia digestiva, emicrania nervosa, clorosi, colite. ANICE STELLATO : digestione difficile (dispepsia), vomiti nervosi, gonfiori al ventre ARANCIO : nervosismo, ansia, disturbi del sonno, palpitazioni, tachicardie, emicranie, nervosa. ARNICA MONTANA : pertosse, arteriosclerosi, contusioni, traumi muscolari ed ossei (tutti i generi). ARTEMISIA : sindrome premestruale, mestrui irregolari, dolori addominali. ARTIGLIO DEL DIAVOLO : dolori articolari, artrite, artrosi, reumatismi, gotta. ASSENZIO ROMANO : problemi mestruali, amenorrea, leucorrea, gastriti, spasmi allo , epatismo, flatulenza. ASPARAGO OFFICINALE : idropisia, dolori renali, cardiosedativo, ittero. AVENA : diuretica, rinfrescante, emolliente, dietetica e vitaminica.

Lettera B

BACCELLO DI FAGIOLO: eccesso di peso, ritenzione idrica, edema. BALLOTTA: ansia, stress, tosse, dolori gastrici e colitici. BAMBOOSIL: dolori articolari, unghie e capelli fragili, osteoporosi. BARDANA: problemi di pelle, acne, dermatosi, eczema, psoriasi, fegato pigro, disintossicante. BETULLA: uricemia, gotta, ritenzione idrica, calcoli urinari, edema. BIANCOSPINO: ridotta funzionalità cardiaca, senso di compressione e oppressione nella regione cardiaca, cardiopatie associate alla senilità che non necessitano ancora di trattamento con digitalici e forme lievi di bradicardia, palpitazioni, ansietà, nervosismo, insonnia. BOLDO: digestione difficile, epatismo, dispepsia, insufficienza epatica, calcoli biliari. BORRAGINE: oliguria, febbri eruttive, affezioni delle vie respiratorie, pelle secca, rughe, smagliature.

Lettera C

CALENDULA : dolori mestruali, amenorrea, oliguria, congestione epatica, ulcera gastrica, verruche, ulcere cutanee, piaghe, foruncoli, ascessi, scottature, ustioni. CAMOMILLA : ansia, nervosismo, insonnia, emicrania, digestione difficile, nausea, diarrea, infiammazioni intestinali, dolori mestruali, dolori articolari, parassiti intestinali. Blando sedativo, antiflogistico, spasmolitico, carminativo, antiulceroso, battericida, fungicida e stomachico. Per uso interno si utilizza soprattutto per la gastrite, la colite, l’enterite, il meteorismo, il nervosismo e disturbi mestruali. CARBONE VEGETALE: meteorismo, flatulenza, digestione difficile, dolori intestinali, gas. CARCIOFO : disturbi epato-biliari, emicrania digestiva, ipercolesterolemia, aterosclerosi, uricemia. CARDIACA: ansia, nervosismo, stress, palpitazioni, tachicardia. CARDO MARIANO : insufficienza epatica, cirrosi epatica, epatite virale, intossicazioni alimentari, alcolismo, emorragie. CAROTA: disturbi della vista, dermatosi, della pelle, crescita bambini, abbronzatura. CENTAUREA : disturbi epatici, dispepsia, debolezza generale, convalescenza, gotta, inappetenza, parassiti intestinali, dermatosi, febbre. CENTELLA ASIATICA : varici, vene varicose, cicatrizzazioni difficili. CILIEGIA: ipertensione in fase iniziale, insufficienza renale, edemi, gonfiori, cistite, colibacillosi, calcoli urinari. CHINA (radice) è impiegata come amaro per stimolare l’appetito e favorire la secrezione dei succhi gastrici. Nella medicina popolare anche per stati , affaticamento generale e convalescenze. CHRYSANTHELLUM A .: varici, gambe pesanti, disturbi della circolazione venosa, couperose. CIPRESSO : emorroidi, varici, emorragie uterine, gambe pesanti. COLA: astenia psicofisica, stanchezza, stress.

Lettera D

DAMIANA: Tonica e ricostituente del sistema nervoso, stimolante a livello psicosomatico, antidepressivo, testosterogenica, afrodisiaco, ricostituente sessuale utile nel trattamento dell’impotenza e dell’eiaculazione precoce, mestruazioni dolorose, irregolari e problemi ad esso legati come mal di testa, ritenzione idrica, ecc., antisettico urinario per chi soffre di cistite ed uretrite. Può risultare lassativo nel caso in cui la stipsi sia dovuta a scarso tono muscolare delle viscere.

Lettera E

ECHINACEA : malattie , febbre, mal di gola, malattie invernali, convalescenza, ferite, scottature. EDERA TERRESTRE: bronchite, raffreddore, tosse. EFEDRA: asma, bronchite, raffreddore da fieno, rinite, sinusite, obesità. ELEUTEROCOCCO : stanchezza, debolezza, ridotta capacità di rendimento e di concentrazione, convalescenza, stress, astenia psicofisica. ELICRISIO: è un ottimo sedativo della tosse, si può usare anche in caso di bronchite acuta e cronica. ENOTERA: disturbi premestruali, irritabilità, dolori di pancia, mal di testa, rughe, smagliature, rigenerazione della pelle. EQUISETO : dolori articolari, tendinite, rimineralizzazione ossea. ERICA: cistite, uretrite, edema, albuminuria, colibacillosi urinarie. ERIGERO: reumatismi, edema, dolori articolari. ESCHOLTZIA : ansia, depressione, nervosismo, insonnia, mal di testa, psoriasi, orticaria, prurito. EUCALIPTO : raffreddore, influenza, bronchite, sinusite, tracheite, diabete (non insulino-dipendente). EUFRASIA : corizza, congiuntivite, blefarite, cheratite, faringite, stomatite. EUPATORIO: influenza, raffreddore, malattie virali, febbre, rinofaringiti, stipsi, fegato pigro, affaticamento generale, ipercolesterolemia

. Lettera F

FALLAX ALPINA : stipsi spasmodica, insufficienza biliare, emorroidi e disturbi circolatori. FIENO GRECO : ipertensione, acne, diabete, sviluppo muscolare. FICUS CARICA : stipsi, tosse secca e bronchite, infiammazioni ed ascessi gengivali. FINOCCHIO : colite, dispepsia, gonfiori addominali, gas (meteorismo, aerofagia), scarsa montata lattea. FIORDALISO : tonico amaro e stimolante digestivo, migliora le funzionalità epatiche e la resistenza alle infezioni. Il decotto si usa per i disturbi reumatici. FUCUS VESICULOSOS (KELP ): Contiene molto iodio ed è quindi indicato per chi soffre di ipotiroidismo e per problemi di sovrappeso ed obesità legati alla ghiandola tiroidea. E’ inoltre, un ottimo rimedio per la patologia reumatica. ( ATTENZIONE! mai in gravidanza, durante l’allattamento o a persone che soffrono di ipertiroidismo ) FRANGOLA: insufficienza epatica, stitichezza. FRASSINO: artrite, artrosi, dolori articolari, gotta. FUMARIA: dispepsia, stipsi, calcoli biliari.

Lettera G

GALEGA : molto utilizzata per i diabetici, infatti può ridurre notevolmente il livello di zuccheri nel sangue. E’ usata anche come diuretico e galattagogo. GENZIANA : tonico digestivo, migliora la funzionalità dello stomaco, della cistifellea e del fegato. E’ utile per tutti i problemi legati alla cattiva e lenta digestione, risolve l’aerofagia e la scarsità d’appetito migliorando l’assorbimento dei valori nutritivi dei cibi in particolare del ferro e della vitamina B12. GERME DI GRANO: azione preventiva su senescenza, aterosclerosi, arterite. GINEPRO : (bacche) stanchezza generale, affezioni delle vie urinarie, fermentazioni intestinali, reumatismi, artritismo, pesantezza alla testa e problemi legati al ciclo mestruale. GINKO BILOBA : disturbi circolatori cerebrali e periferici. GINSENG : tonico ed adattogeno, migliora il fisico a d adattarsi alle situazioni della vita come stress, freddo, stanchezza, variazioni forti di clima, temperatura, orario, ecc. GIRASOLE SEMI : i semi di girasole sono rimineralizzanti, vitaminici, proteici possono dunque risultare utili in caso di debolezza, per i bambini in fase di crescita, per gli anziani, per le donne incinta e per gli anemici. Può essere utile anche per tutti i problemi causati da ansia e nervosismo come mal di testa. Molto utilizzata anche per prevenire l’ingrossamento della prostata (contiene molto zinco). Decongestiona in caso di mal di gola tosse e catarro. GLUCOMANNANO: stitichezza, spezza-fame. GRAMIGNA : cistite, calcoli urinari, edema, infezioni e infiammazioni vie urinarie. GUARANA’: stanchezza psicofisica, astenia, convalescenza, obesità. GUGUL: ipercolesterolemia, aterosclerosi, trigliceridi (eccesso).

Lettera I/K

IPERICO : sedativo della tosse, espettorante… anche per le forme asmatiche. Tonico e potente antidepressivo. Per uso esterno è utile fare massaggi per l’artrite, i reumatismi, la sciatalgia, infiammazioni cutanee, dermatiti, piaghe, couperose, irritazioni, ecc. IPPOCASTANO: fragilità capillare, varici, emorroidi, gambe pesanti, couperose. ISPAGHUL: stitichezza, spezza-fame KARKADE’ : aumenta le difese del sistema grazie al suo ricco contenuto di vitamina C e flavonoidi, regolarizza l’intestino e ostacola il progredire dell’osteoporosi e delle malattie reumatiche in genere. Favorisce l’espulsione delle tossine tramite reni e sudorazione .

Lettera L

LAMIO BIANCO: gotta, acido urico in eccesso, metrorragie, perdite bianche. LAVANDA : irrequietezza, esaurimento nervoso, insonnia, emicrania, vertigini, isteria, conseguenze di paralisi, oliguria. LATTUGA (virosa): la lattuga è un sedativo molto sicuro particolarmente utilizzato per i bambini ipereccitabili. E’ utile per calmare la tosse. LECITINA DI SOIA: ipercolesterolemia, aterosclerosi, fatica intellettuale. LIEVITO DI BIRRA: stanchezza generale, convalescenza, prevenzione malattie invernali, cura della pelle. LIMONE (scorza): antiflebopatico, raffreddori, emicranie, acidità di stomaco. LIQUIRIZIA: ulcera gastrica, ipotensione. LUPPOLO viene impiegato come sedativo, soprattutto sotto forma di estratto, in associazione ad altre droghe dalla medesima azione, contro stai di agitazione, ipereccitabilità, insonnia e stai di tensione anche associati a stress.

Lettera M

MAGGIORANA : coliche, flatulenza, disturbi digestivi e respiratori. E’ un tonico calmante, aiuta ad alleviare l’ansia e gli spasmi di origine nervosa. Riduce la spinta sessuale. ( non utilizzare in gravidanza ) MAIS: cistite, prostata, gotta, coliche nefritiche, cure dimagranti. MALVA : bronchite, tosse, catarro, stitichezza, colite e spasmi intestinali. MARRUBIO BIANCO: asma, bronchite, tosse, tracheite, palpitazioni. MELILOTO: vampate di calore, menopausa, mestruazioni dolorose, varici, gambe pesanti. MELISSA : azione sedativa, spasmolitica ed antibatterica, digestione difficile, disturbi gastrointestinali di origine nervosa, disturbi cardiaci, psico-vegetativi, emicranie, nervino, azione coleretica, malattie da raffreddamento, disturbi circolatori funzionali, palpitazioni nervose, emicranie, isteria, malinconia. MENTA : digestione difficile, indigestione, mal di testa, astenia, colite spasmodica, fermentazione intestinale. MIGLIO : è un cereale molto energetico grazie al suo elevato contenuto di vitamina A, proteine, e minerali che lo rendono utile per le donne in gravidanza o che allattano e per tutte le persone sottoposte a superlavoro fisico o intellettuale. E’ utilizzato anche per migliorare la salute di unghie, capelli e pelle. MILLEFOGLIO: (vedi ACHILLEA). MIRTILLO (bacche): diarrea, disturbi visivi, colon irritabile, colite, spasmi intestinali, disturbi della microcircolazione. MIRTILLO (foglie): varici, emorroidi, gambe pesanti, couperose, diabete (non insulino-dipendente). MIRTO : le foglie hanno azione tonica, antisettica ed astringente. Utile per ulcere cutanee e problemi legati all’apparato gastro-intestinale.

Lettera N

NASTURZIO (CRESCIONE): contiene molti minerali come iodio, ferro, fosforo e vitamine come A, B1, B2, C ed E che lo rendono indispensabile per le malattie di tipo cronico. Ha anche azione diuretica, digestiva, mucolitica e “detossinante sanguigno”.

Lettera O

OLIVELLO SPINOSO : grazie al suo elevato contenuto di vitamina C e flavonoidi aumenta notevolmente le difese immunitarie. OLIVO : ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete. OLMARIA: depurativo, diuretico, cellulite, edema, febbre, dolori articolari. ORTICA : artrosi, unghie fragili, caduta dei capelli. ORTOSIPHON : dolori fegato, calcoli biliari, gotta, coliche renali (nefritiche), cure dimagranti.

Lettera P

PAPAIA: digestione difficile, cellulite, cure dimagranti. PAPAVERO : disturbi delle vie respiratorie, insonnia, nervosismo, ansia, palpitazioni, antidolorifico. PAPPA REALE: astenia, immunodeficienza, ansia, convalescenza, senilità. PARIETARIA : molto utile per tutti i disturbi renali come la nefrite, calcoli, coliche renali, cistiti ed edemi da ritenzione idrica (non assumere in caso di allergie come febbre da fieno ) . PARTHENIA: emicranie. PASSIFLORA : nevrastenie, distonie neurovegetative, insonnia, disturbi nervosi, stati d’ansia, disturbi gastrointestinali dovuti a nervosismo. PERVINCA: vertigini, perdita di memoria, scarsa concentrazione, cattiva circolazione cerebrale. PIANTAGGINE : asma, malattie respiratorie allergiche, tosse, bronchiti, rinite, faringite, laringite, sinusite, raffreddore da fieno. PILOSELLA : edema, ipertensione, cure dimagranti. PINO SILVESTRE: influenza, bronchite, sinusite, tosse, asma, tracheite. POLLINE (dei fiori): astenia, stanchezza generale, surmenage psico-fisico, ipertrofia della prostata, invecchiamento (senilità). POMPELMO: stitichezza (stipsi), cellulite, cure dimagranti, colite spasmodica. PUNGITOPO: fragilità capillare, varici, gambe pesanti, emorroidi, edemi circolatori.

Lettera R

RABARBARO : stipsi, infiammazioni gastrointestinali, epatismo, debolezza generale. RAVANELLO NERO: disturbi epatico-biliari, fegato pigro, insufficienza epatica, calcoli biliari, stipsi, digestione difficile (dispepsia), bronchite, sinusite, tosse secca. RIBES NERO : ritenzione idrica, dolori reumatici, ipertensione, cure dimagranti. ROSA CANINA : malattie virali, raffreddore, diarrea, affaticamento generale, convalescenza, tabagismo. ROSMARINO : superlavoro fisico ed intellettuale, ipotensione, epatismo, insufficienza epatica, emicranie, disturbi cardiaci, nervosi, vertigini, sincopi, bronchite, tosse, crampo asmatico, dolori addominali. ROSOLACCIO: (vedi PAPAVERO). RUSCO : problemi circolatori, cellulite, acne rosacea, vene varicose, emorroidi. ( non utilizzare in caso di pressione molto alta )

Lettera S

SALICE BIANCO: reumatismi, febbre, influenza, dolori articolari e muscolari, mal di schiena, artrosi. SALSAPARIGLIA: reumatismi, dolori, febbre, menopausa (azione ormonale), psoriasi. SALVIA : flatulenza, disturbi digestivi, dispepsia, aerofagia, disturbi mestruali. SAMBUCO: stitichezza (stipsi), febbre, malattie virali, raffreddore, ritenzione idrica, edema. SENNA : intestino pigro, stitichezza occasionale. SPIREA ULMARIA : cellulite, ritenzione idrica, gambe gonfie, problemi linfatici, oliguria, artrite, gotta. SPIRULINA: stanchezza generale, astenia, convalescenza, cure dimagranti.

Lettera T

TARASSACO : cure disintossicanti, epatismo, insufficienza epatica, calcoli biliari, ipercolesterolemia, stipsi cronica. TE’ VERGINE : astenia, stanchezza generale, obesità. TIGLIO : insufficienza epatica, calcoli biliari, disturbi coronarici. TIMO : tosse convulsa, bronchite, affezioni e parassiti intestinali, diarrea, affezioni polmonari, stanchezza generale, herpes. TRIFOGLIO: astenia, dermatosi, digestione difficile, spasmi gastrici, emicranie.

Lettera U

UVA URSINA : edema, albuminuria, cistite, uretrite, colibacillosi urinarie.

Lettera V

VALERIANA : agitazione, insonnia, ipereccitabilità fisica, disturbi della menopausa, coadiuvante nel trattamento dell’epilessia. VERBASCO: bronchite, tosse, tracheite, infiammazioni della gola. VINACCIA: cellulite, cure dimagranti. VIOLA DEL PENSIERO: problemi di pelle, acne. VISCHIO: pertosse, ipertensione. VITE ROSSA: fragilità vascolare e capillare, varici, gambe pesanti, couperose.

Lettera Z/Y

ZENZERO: astenia, stanchezza generale, nausea, mal da viaggio, aerofagia, digestione difficile, impotenza sessuale. YOHIMBE: impotenza sessuale vascolare.


Clicca qui per leggere o commentare nel forum

Share

Scoperta la culla dei ricordi, dove fissiamo i fatti

la culla dei , dove fissiamo e parole

ROMA – Come abbiamo fatto a dimenticare un vecchio amore, o il nome del compagno di banco delle elementari, o la prima volta che abbiamo visto il mare? Ma anche il più banale: “dove ho lasciato le chiavi della macchina”? Tutti questi ricordi potrebbero trovare una risposta grazie alla degli scienziati americani, che hanno scoperto la culla dei ricordi nella nostra . Un semplice trucco mnemonico, di quelli usati dai bambini per imparare poesie ed elenchi, ha aiutato i ricercatori dell’University of California Davis (Usa) a scoprire il ruolo finora sottovalutato di un’area del cervello, la peririnale, che contribuisce alla formazione dei ricordi. 

Come un puzzle. La scoperta, si legge su Neuron, aumenta la comprensione dei meccanismi che ci permettono di fissare nella mente fatti e parole. Il cervello mette insieme diversi elementi come le tessere di un puzzle – cosa, chi, dove e quando – per formare un ricordo completo. “Si pensava che tutto questo procedimento si verificasse interamente nell’, ma sembra proprio non sia così” spiega Charan Ranganath, docente del Centro di neuroscienze dell’ateneo e del Dipartimento di psicologia, che ha diretto lo studio. “Volevamo sapere come le aree cerebrali che codificano la memoria fossero organizzate – aggiunge Ranganath – per capire se, quando la memoria fa cilecca per colpa dell’età o dell’Alzheimer, c’è un modo di sapere se possiamo contare su altre strutture cerebrali, che ancora funzionano bene”.

La ricerca. Così il gruppo di studiosi è ricorso alla risonanza magnetica funzionale e a un gruppo di “cavie umane”, per vedere quale parte del cervello fosse attiva, quando i volontari erano impegnati in un semplice esercizio: memorizzare coppie di parole come “motore e orso” o ‘”fegato e albero”. In questo esperimento i volontari hanno le coppie sia come parole separate che potevano essere unite in una frase, sia come componenti di una nuova parola, ad esempio “orso a motore”. “Insomma, abbiamo usato una sorta di trucco della memoria”, spiegano i ricercatori.

La culla dei ricordi. Quando i volontari hanno memorizzato le coppie di parole sotto forma di composti, i ricercatori hanno visto accendersi la corteccia peririnale. E proprio questo fenomeno permetteva di prevedere se i volontari sarebbero poi stati in grado di ricordare con successo queste coppie di parole, anche in futuro. Insomma, questa parte del cervello è una sorta di culla dei ricordi, destinata a registrare semplici associazioni. Queste informazioni, poi, vengono passate all’ippocampo, che può creare ricordi più complessi, come ad esempio fissare il memento e il luogo in cui abbiamo visto un oggetto o una persona, spiegano gli autori del lavoro, finanziato anche dai National Institutes of Health americani.

Clicca qui per leggere e commentare nel forum

Share

I prodotti dopo-sole

I prodotti dopo-sole

L’ prolungata alle sottrae alla nostra pelle un’ingente quantità di liquidi che dobbiamo ripristinare per evitare fenomeni di secchezza e di desquamazione. A questo scopo si utilizzano i prodotti dopo-sole che hanno funzioni restitutive e lenitive, contengono cioè sostanze dotate di proprietà rinfrescanti e (ad es. achillea, calendula, aloe, tiglio, jojoba, ecc.) e idratanti (ad es. allantoina, acido ialuronico, ecc.). Spesso a questi componenti sono associati sostanze ad azione antiradicalica, per contrastare il “fotoinvecchiamento” causato dall’esposizione ai solari. Sono presenti in commercio in diverse forme (emulsione, gel, crema ecc.), tutte caratterizzate da una elevata presenza di acqua e tali da soddisfare le preferenze individuali.

Questi prodotti idratano e conferiscono elasticità alla pelle, dando una piacevole sensazione dopo una giornata di intensa esposizione al sole. Purtroppo non si possono sovvertire a piacimento i processi fisiologici: la pelle si rinnova continuamente eliminando gli strati più superficiali, per cui l’abbronzatura è destinata prima o poi a scomparire.

Leggi e commenta sul forum

Share

Nei (prevenzione del melanoma)

Nei ( del )

*Cosa sono
* Come si manifestano
* Quali sono i rischi
* Cosa si deve fare
* Quando rivolgersi al medico

Cosa sono
I nei ( o nevi) sono delle piccole formazioni scure (di colore dal marrone al nero), piane o in rilievo, presenti sulla pelle di tutte le persone, in numero variabile da poche unità sino a qualche centinaio. I nei costituiscono quindi un aspetto normale ed innocuo della pelle. Una minoranza è presente sin dalla nascita (2%), mentre altri nei si sviluppano durante la prima metà della vita. Di regola hanno piccole dimensioni: un diametro inferiore ai 6 millimetri. Talvolta un neo può trasformarsi in un melanoma, un maligno che compare quasi esclusivamente sulla cute. E’ necessario allora imparare a conoscere i propri nei e tenerli sotto perchè questa è la migliore forma di prevenzione. Inoltre, occorre sapere che circa la metà dei melanomi compare direttamente sulla pelle sana (non deriva cioè dalla trasformazione di un neo) e che la causa è spesso costituita da una eccessiva ai del sole.
[torna su] Come si manifestano
Il melanoma si vede, ma non sempre dà dei fastidi, come dolore, anche se è molto sviluppato. Bisogna imparare a conoscere e ricordare le caratteristiche più importanti che servono a riconoscere precocemente la trasformazione di un neo già esistente in un melanoma o la pericolosità di un nuovo neo.

Per ricordarsi più facilmente può essere utile imparare questa regola:
Un melanoma si presenta con:

* A come ASIMMETRIA della lesione
* B come BORDI irregolari, frastagliati, a ”carta geografica”
* C come COLORE policromo (nero, bruno, rosso, rosa)
* D come DIMENSIONE superiore a 6 millimetri
* E come EVOLUZIONE PROGRESSIVA:
la lesione tende a crescere, ad allargarsi (raddoppia in 3-6 mesi) Nessuno deve trascurare segni come quelli descritti, ma nessuno si deve allarmare inutilmente. E’ bene allora sapere che i bambini e i ragazzi al di sotto dei 15 anni di regola non sviluppano il melanoma. Inoltre, non tutte le ”macchie” che insorgono sulla pelle di un adulto sono melanomi: spesso si tratta di lesioni benigne.

Quali sono i rischi
Il melanoma è un tumore molto pericoloso: è pertanto importantissimo rispettare le norme di prevenzione sotto ricordate.
Cosa si deve fare

* Se si hanno molti nei o comunque un neo del diametro superiore ai 6 millimetri, è necessario farsi esaminare dal medico curante e/o dallo Specialista Dermatologo.
* Se il Medico consiglierà l’asportazione chirurgica a scopo precauzionale di un qualche nevo, non ci si deve preoccupare ma si deve acconsentire di buon grado: non esiste alcun pericolo ad asportare i nei. Infatti lo si può tranquillamente fare anche solo per motivi estetici, purchè si esegua sempre una verifica istologica.
* In seguito è necessario controllarsi da soli, con l’aiuto di uno specchio o di un familiare, ogni 3-6 mesi soprattutto se si sono superati i 30 anni di età.
* Rivolgersi al più presto ad uno Specialista Dermatologo se si nota la comparsa di un nuovo neo, se ci si accorge che un vecchio neo si modifica cambiando la sua forma abituale.
* Quando ci si rivolge ad un Medico per un controllo preventivo o per risolvere un dubbio, chiedere che venga esaminata tutta la pelle e le mucose visibili, cioè la bocca e i genitali
* Non bisogna avere inutili pudori, ma spogliarsi completamente e permettere al Medico di esaminare la pelle nella sua totalità. Il melanoma può insorgere dovunque sulla pelle: prenderlo per tempo significa eliminarlo e guarire definitivamente.
* Non esporsi al sole in modo eccessivo, soprattutto se si ha la pelle chiara e ci si ustiona facilmente. Utilizzare sempre protettivi con adeguato fattore di (vedere, per maggiori informazioni, la scheda Ustione da raggi ).

Quando rivolgersi al medico
Anche se è già stato detto sarà bene ripeterlo: tutte le volte che si osserva un neo di diametro superiore ai 6 millimetri o quando un vecchio neo cambia la sua forma abituale, secondo quando indicato in precedenza, è necessario rivolgersi al Medico.

NON DIMENTICARE CHE LA TEMPESTIVA ASPORTAZIONE CHIRURGICA DI UNA LESIONE SOSPETTA TI PUO’ SALVARE LA VITA.

Leggi e commenta nel forum

Share

Ustioni da sole

DA SOLE

L’ustione solare è una della pelle provocata da una eccessiva alla luce del sole (ma anche alla luce di lampade , quali quelle utilizzate nei saloni di bellezza). I ultravioletti (o UV) che si irradiano dal sole, infatti, oltre ad abbronzare la pelle, inducendo la produzione di melanina, provocano anche effetti dannosi sulla pelle. L’effetto dipende molto dal tipo di pelle di ogni persona (fototipo): chi ha la carnagione scura è meno sensibile ai UV rispetto a chi ha i capelli biondi o rossi, la pelle chiara e gli occhi azzurri. Anche le parti del corpo non sono tutte ugualmente sensibili: gli occhi, il naso, le labbra sono più sensibili di braccia e gambe. I bambini e gli anziani inoltre sono più sensibili degli adulti. Un elemento importante è l’ora del giorno in cui ci si espone al sole: tra le 11 e le 15 il sole è più pericoloso, soprattutto laddove siano presenti superfici riflettenti la luce, come la neve, specchi d’acqua e sabbia.
Manifestazioni

I segni più comuni sono l’arrossamento della pelle (o eritema), che compare dopo alcune ore dall’esposizione. La pelle diventa dolorosa al minimo contatto e nei casi più gravi si presenta gonfia, con formazione di bolle, mentre possono comparire malessere generale, , mal di testa. Il soggetto colpito va incontro a disidratazione e deve bere abbondantemente. La guarigione avviene nell’arco di alcuni giorni (da 3 a 20) a seconda della gravità dell’ustione, e la comparsa dell’abbronzatura nell’area va interpretata come un meccanismo di difesa dell’organismo ad eventuali successive esposizioni ai raggi solari.
Rischi

Ripetute ustioni solari possono provocare un precoce invecchiamento della pelle (perdita di elasticità, formazione di rughe), alterazioni della struttura della pelle e, nei casi più gravi, sviluppo di tumori cutanei quale il .
Cosa fare

* Evitare l’ulteriore esposizione ai raggi del sole fino a quando l’eritema non si è risolto.
* Applicare impacchi di acqua fresca o tiepida (non troppo fredda) per alleviare il dolore. Utilizzare successivamente creme emollienti ed idratanti.
* Se l’infiammazione della pelle è notevole, applicare una crema contenente idrocortisone allo 0,5% (es. Lenirit); se la superficie ustionata è estesa l’uso di questo farmaco deve avvenire su parere del medico. È sconsigliato l’uso di antistaminici sotto forma di creme, poiché possono dar luogo a reazioni fototossiche per esposizione alla luce solare.
* Se il dolore è molto intenso si può far ricorso a semplici analgesici per via orale a base ad esempio di paracetamolo (es. Tachipirina) o ibuprofene (es. Moment).
* In caso di ustioni con comparsa di bolle il trattamento è lo stesso indicato nel caso delle ustioni da calore.
* Bere molti liquidi.
* Prevenire le ustioni solari esponendosi al sole in modo progressivo nei primi giorni e utilizzando filtri solari con adeguato fattore di . Indicativamente, le persone con pelle molto chiara devono usare prodotti con fattore di elevato (es.15) per tutto il tempo in cui si espongono al sole, mentre le persone di carnagione scura possono usare prodotti con fattori di più bassi. Applicare un filtro solare sulla pelle però non significa potersi esporre al sole per tutto il tempo che si vuole, ma solo che ci si può esporre più a lungo prima che compaia l’eritema. Per esempio, se in assenza di protettivo solare ci si può esporre per 5 minuti senza incorrere nel rischio di eritemi, con un filtro solare a fattore 4 ci si potrà esporre per 20 minuti.

Evitare l’impiego di deodoranti, cosmetici contenenti bergamotto e non esporsi al sole se si assumono particolari farmaci .

(FONTE http://www.saninforma.it)

leggi e commenta  l’articolo sul forum

Share

Puntura di medusa

di , 10 utili

Impropriamente si parla spesso della puntura di medusa, in realtà le non pungono né tantomeno mordono ma provocano un’irritazione della pelle mediante i tentacoli urticanti. Negli ultimi anni, nel mediterraneo, si è assistito ad un incremento delle dovuto a diversi fattori come l’innalzamento della temperatura delle acque e l’aumento della salinità dei mari costieri a causa di un minor apporto d’acque dolci da parte dei fiumi.

Cosa bisogna fare se si viene a contatto con una medusa ? Prima di tutto bisogna evidenziare che le meduse presenti nei nostri mari, a differenza di alcune specie tropicali del Pacifico come la Physalia Phisalis che ha un molto tossico, non uccidono. In caso di un incontro con meduse i “rimedi della nonna” sono del tutto sbagliati, quindi niente ammoniaca o succo di limone. Il è quello di applicare delle pomate cortisoniche e non antistaminiche, che con il sole possono provocare problemi di fotosensibilizzazione.

Dieci utili consigli in caso di contatto con le meduse

1. Non strofinate bocca e occhi

2. Evitate di lavare la parte colpita dai tentacoli della medusa con acqua dolce, questo potrebbe favorire la produzione di neurotossine in grado di causare danni a livello del sistema nervoso centrale

3. Non utilizzate acqua fredda o ghiaccio

4. Non grattate la zona dove è presente l’irritazione in quanto questa azione stimolerebbe l’attività muscolare mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica

5. Lavate la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato

6. Evitare l’utilizzo, secondo quanto consigliato dalle credenze popolari, di impacchi con aceto o ammoniaca, perchè sulla loro efficacia la medicina moderna ha avanzato numerosi dubbi

7. L’uso di alcool è sconsigliato in quanto potrebbe stimolare l’apertura dei nematocisti, le urticanti delle meduse

8. Prima di adoperare pomate e creme è sempre bene chiedere il consiglio di un o uno specialista

9. Non rimuovete i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, meglio utilizzare le mani evitando così la lacerazione dei tessuti con conseguente fuoriuscita delle tossine dannose

10. In casi estremi, se presi dal panico, utilizzate pomate cortisoniche o antistaminiche, sempre comunque sotto il di un medico o un esperto

Il rimedio migliore in caso di contatto con i tentacoli delle meduse è l’applicazione di Gel Astringente al cloruro d’alluminio. Questo ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. Cortisonici ed antistaminici non andrebbero bene come primo soccorso in quanto la loro azione si manifesta dopo circa mezz’ora dall’applicazione quando la fase acuta è già passata. Purtroppo non è ancora comune in Italia l’abitudine di portare con sé un Gel Astringente al cloruro d’alluminio, che è peraltro utile anche per le punture di zanzara.

Alcune informazioni sulle meduse

Le onde del mare, la salinità dell’acqua e le correnti calde e temperate facilitano l’avvicinamento passivo a riva delle meduse, animali celenterati di colore biancastro con il corpo a forma di sacco e tentacoli di lunghezza variabile. I tentacoli hanno potenzialità orticanti, nel caso in cui le meduse vengono a contatto con la cute delicata dei più piccoli, si potrebbero determinare lesioni dolorose e di una certa entità.

Se le lesioni sono contenute e il bambino è grandicello, può essere utile l’applicazione di una pomata a base cortisonica; in caso di lesioni estese o manifestazioni allergiche è consigliabile l’intervento di un medico.


FONTE

leggi la discussione sul forum

Share

Morso di vipera, pediatria (piccoli consigli)

di

Qui ci limiteremo a parlare del morso di vipera, l’unico presente in Italia. Se avete in programma vacanze all’estero che prevedono permanenze o escursioni in aree non urbane, informatevi sui possibili rischi di morso da velenoso e sui provvedimenti da prendere in questa eventualità.

La vipera europea è un serpente lungo circa un metro, di colore grigio-marrone, talora rossastro o giallastro, con una striscia a zig-zag sul dorso. La testa è triangolare ed è più larga del corpo. E’ presente pressocchè in tutta Italia, sia in pianura che in media montagna. In inverno va in letargo, per risvegliarsi in primavera. Il suo habitat ideale sono le pietraie, i cumuli di sterpi, l’erba alta, soprattutto delle zone esposte al sole e nelle giornate di sole caldo che seguono un periodo di pioggia. Non attacca mai se non viene disturbata, in genere accidentalmente perchè pestata o perchè si sente minacciata da una mano incautamente appoggiata su un sasso vicino. In questo senso il bambino è particolarmente a rischio di essere morso, proprio per la sua istintiva tendenza ad esplorare l’ambiente e la sua incoscienza del pericolo.

Il morso di vipera non è quasi mai mortale per un adulto o per un bambino di età superiore a 6-8 anni; il bambino piccolo, invece, può subire conseguenze gravi, anche mortali. La gravità dipende anche dalla quantità di iniettato (minore se la vipera ha da poco morso un altro animale) e dalla sede del morso (più pericolosi i morsi al collo o alla testa, meno quelli agli arti inferiori).

Come si manifesta

Non sempre si assiste alla scena del morso, dato che il tutto si svolge in una frazione di secondo. Il bambino, o perchè non si è reso conto della causa del dolore o perchè troppo piccolo, può non riferirla. Infine, anche se ci si è accorti dell’attacco del serpente, ci può essere il dubbio che si tratti di un serpente innocuo e non di una vipera.

Il morso di vipera deve essere quindi sempre sospettato quando il bambino, durante un escursione o mentre gioca nell’erba, lancia un urlo o lamenta improvvisamente dolore.

Come riconoscerlo? Come distinguerlo da quello di un serpente non velenoso?

1. In caso di morso di vipera, sulla pelle sono ben evidenti due forellini distanziati di circa 6-8 mm, da cui fuoriesce sangue misto a siero, circondati da un alone rosso
2. Ben presto, la zona colpita diviene bluastra, molto gonfia e dolente.
3. Se la quantità di veleno iniettata col morso è notevole, il bambino lamenta altri sintomi:

* diventa pallido e sudato, ha i brividi
* ha vomito, diarrea e mal di pancia
* fa fatica a respirare
* infine, dopo una fase di agitazione, diventa sonnolento ed entra in coma

Cosa fare

1. Mantenete la calma; è inutile agitarsi o discutere o rimproverare il bambino!

2. Portate immediatamente il bambino al più vicino Pronto Soccorso, o posto di Guardia Medica, o ambulatorio

3. Se il bambino è cosciente e non ha ancora disturbi dovuti al veleno, è necessario ritardare il più possibile l’entrata in circolo del veleno stesso:

* Cercate di tenere il bambino il più possibile calmo e fermo (non con la forza, ma con la dolcezza)
* Se è possibile, lavate abbondantemente la ferita con acqua (e sapone se c’è); altrimenti pulite il più possibile la ferita con un fazzoletto (senza strofinare troppo!) e copritela con un indumento pulito (meglio una garza sterile)
* Se la ferita è ad un arto
o applicate una benda elastica alta almeno 7-10 cm, il più presto possibile; la fascia va applicata dal morso alla radice dell’arto, e deve essere stretta a sufficienza per la circolazione linfatica (la via attraverso cui il veleno entra in circolo); verificate però che si riesca a sentire il battito cardiaco a valle della fascia (v. polsi arteriosi nel capitolo dell’ emorragia grave)
o immobilizzate l’arto con una stecca 
o evitate qualsiasi movimento dell’arto durante il trasporto
o rimuovete la benda solo al Pronto Soccorso, quando è disponibile il siero antivipera
* Se la ferita è al collo o alla testa o al tronco
o applicate un cerotto adesivo ed elastico che comprima il più possibile la parte intorno al morso, per limitare l’entrata in circolo del veleno

4. Se il bambino presenta già disturbi dovuti al veleno

* copritelo se ha freddo
* rianimatelo se si arresta il respiro e/o il battito del cuore

Cosa non fare

* Non agitatevi: il bambino ha bisogno di essere calmato e rassicurato
* Non incidete la ferita nè succhiate o aspirate il sangue: il veleno entra in circolo per via linfatica e solo in piccolissima parte col sangue; inoltre, rischiereste a vostra volta l’avvelenamento per l’entrata in      circolo del veleno attraverso lesioni anche piccole della mucosa della bocca!
* Non somministrate il siero antivipera: si stima che in Europa muoiano più persone per la scorretta somministrazione del siero che per il morso di vipera!
* Non date da bere alcoolici
* Non fate camminare il bambino che è stato morso: ciò favorirebbe l’entrata in circolo del veleno

1. Evitate di fare soste e picnic in zone pietrose, con sterpaglia o erba alta, soprattutto se esposte al sole

2. Ispezionate prima la zona dove avete deciso di sostare: anche il semplice rumore da voi provocato spingerà le vipere a cercare luoghi più tranquilli

3. Insegnate al bambino come comportarsi per non correre il rischio di essere morso durante le escursioni:

* guardare sempre bene dove si mettono i piedi e le mani
* non sedersi o giocare il luoghi dove si possono annidare le vipere (v. sopra)
* non allontanarsi dal gruppo
* non giocare nel prato a piedi scalzi
* non lasciare zaini o sacchetti aperti incustoditi
* se si avvista una vipera, stare calmi e non fare nulla: ci penserà lei ad allontanarsi

4. Fate indossare al bambino scarponcini e pedule alte, con tallone rinforzato

5. Non lasciate la tenda aperta di notte (il freddo spinge la vipera verso il calore del corpo); chiudete la tenda durante il giorno se vi allontanate

6. Tenete sempre ben rasata l’erba del giardino della casa in montagna

7. Portate sempre con voi due fasce elastiche alte almeno 7-10 cm durante le escursioni


Fonte: http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/Morso_di_vipera_.htm

Leggi e commenta l’articolo sul forum

Share