CAST SANREMO 2017: I COMMENTI DEL REGNO DEL TRASH


PARAPPAPPAPPAPPARA’

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sanremo2017

Perché Sanremo è Sanremo!

Ieri sera, come la gran parte di voi già sa, cari amici del trash, il direttore artistico più baudiano della storia, Carlo Conti (ormai più baudiano dello stesso Pippo Baudo), nero come la carbonella sulla brace della domenica, ha annunciato la fiumana di BIG che il prossimo febbraio prenderanno parte al 67° Festivàl (con l’accento sulla “a”, alla Baudo) di Sanremo.  Ben 22 ARTISTI: un’alluvione di canzoni che ci terranno compagnia per la settimana festivaliera e, nelle migliore delle ipotesi, fino all’estate. O almeno fino a quando il mercato discografico le terrà a galla.

Data la mole spropositata di partecipanti, i commenti al cast saranno divisi in più parti (e ce mancherebbe! C’avemo pure na vita, le serie tv di certo non si guardano da sole).  C’è tanto (forse troppo) da dire, anche perché Carlo Conti quest’anno ci ha voluti DAVVERO BENE, e capirete perché. Dunque, PARTIAMO.

ALBANO CARRISI – Di rose e di spine

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EEEE VAAAAAAAAAAAAAAAA!
Reduce da un doppio infarto (notizia che ci ha fatti tremare), e ripresosi in tempo di record, già pronto a saltare staccionate per lo spot dell’olio Cuore e a seminare ettari di campo a cicorie, l’imperatore di Cellino, lo Zar delle Puglie, la colonna portante del Mezzogiorno tornerà al festivalone, a 6 anni di distanza da quel capolavoro di “Amanda è libera”, con un brano che racconterà le rose e le spine della vita (così, a occhio eh). Con questa partecipazione Albano tocca quota 15 e raggiunge gli inossidabili Peppino DI Capri, Milva e Toto Cutugno nell’albo sanremese. Lo attendiamo felici e trepidanti, con in mano una friseddha al pomodoro, emergere dalle quinte dell’Ariston in sella ad un trattore Euro6, comandare e dettare legge come sempre. In ottica Eurovision, poi, sarebbe perfetto. Pioggia di 12 punti dal blocco sovietico, che lo venera al pari di Putin, e la Svezia fighetta muta.
Previsione: top 3. Ha dalla sua un consenso trasversale, un’intera generazione ai suoi piedi e l’esperienza sul palco. Nonché la mafia russa.

ALESSIO BERNABEI – Nel mezzo di un applauso

“Nel bel mezzo di un applauso?” L’unico che te farei sarebbe quello del ritiro dalle scene.
Ex frontman dei DEAR JACK (progetto fallito miseramente come il matrimonio tra Paolo Limiti e Justine Mattera), Alessio Bernabei, dopo la sconfitta ad Amici, dov’è stato sorpassato a destra da Deborah Iurato (ed è tutto dire), il 7° posto nel 2015 (con i D.J.), il 14° del 2016 (da solista), il calendario sexy (hahahahahaha), non sa più come farsi notare. Il problema è che Bernabei sarà pure carino, con la faccia ggiusta, il piercing ggiusto, la pettinatura ggiusta… ma, ahimè, gli manca tutto il resto: voce, repertorio, uno straccio di roba da dire, ‘na storia da raccontare. Ecco, sì. Non si può campare di solo Sanremo oppure si rischia di fare la fine di Danilo Amerio. 
Del suo calendario, Bernabei dice “non metto in mostra gli addominali ma la mia anima.” Anche perché gli addominali nun ce l’hai, stacce.
Previsione: Il televoto gli assicurerà la finale e poco altro. Si piazzerà nelle retrovie come l’Atletico Ospitaletto e venderà meno dischi di Bianca Atzei. 


BIANCA ATZEI – Ora esisti solo tu

Bianca Atzei è come quell’amica cessa e antipatica che cerchiamo di evitare in tutti modi ma che alla fine ci ritroviamo sempre tra le balle a casa di amici comuni. Non ce ne liberiamo, niente da fare. Dopo il CocaCola Summer Festival, Sanremo 2015 (14° con un pezzo di KEKKOdeiMODA’), Tale e Quale Show, la donna col graffiato più farlocco della storia della musica si ripropone, indefessamente, cercando di colpire l’attenzione di qualche passante. Pur avendo collezionato più ore di tv di Matteo Renzi nell’ultimo anno solare, non riuscirebbero a riconoscerla neanche se minacciasse di gettarsi giù dalla Torre di Pisa. Trovare qualcuno che ricordi a memoria UNA sua canzone è più difficile che catturare MewTwo su Pokemon Go. “Ora esisti solo tu” sembra proprio una frase che non riceverà mai da un fan. Per la serie: ma chi te conosce.
Previsione: l’accesso alla finale è molto difficile, perché se perfino ricordare il suo volto risulta complicato, figuriamoci associargli un codice per il televoto. Processi mentali per soci del MENSA. 


CHIARA – Nessun posto è casa mia

Vincitrice di un X Factor praticamente senza rivali, Chiara Galiazzo, nel giro di due mesi, si è ritrovata da cantare davanti ad Arisa e Morgan al palco dell’Ariston. All’attivo conta 300mila copie vendute in carriera, due festival chiusi sempre in top 10, un duetto con Mika che è stato hit radiofonica e migliaia di euro di danni in testicoli frantumati per i suoi spot tim OVER DE REIMBOOOU, con i quali ha militarizzato la tv per mesi, tanto da aver cominciato a rimpiangere la Strega dell’Ovest.
Chiara è sempre un’incognita, perché come tante ex talent non ha uno stile ben definito ma arraffa autori come può come fossero carte del mercante in fiera. Oltre a un nocciolo duro di fans potrebbe avere dalla sua anche buona parte della critica, tutto dipenderà dal pezzo. Oltre a “Due respiri” e “Stardust” non ha macinato di certo hit, ma rispetto al nulla siderale che abbiamo visto sopra possiamo aspettarci qualcosa di interessante, con buona pace del solito, misuratissimo Michele Monina che preferirebbe saperla sgozzata da un treno in corsa piuttosto che all’Ariston.
Previsione: top 10, in linea con i risultati degli anni passati. Con buona pace di Monina. 

CLEMENTINO – Ragazzi fuori 

Dopo aver latrato meno di un anno fa con “Quando sono lontano” e riuscendo nell’impresa di piazzarsi settimo (ma con una Napoli attivissima al televoto che gli copriva le spalle) pur con la musa del canto tra le fauci, moribonda e sanguinante, l’Eminem di Avellino ci riprova e fa una cosa veramente rap e trasgry: decide di cantare la malavita campana. Almeno questo ci suggerisce il titolo, che richiama un vecchio film di Marco Risi, sequel del ben più famoso “Mary per sempre”. E pure quest’anno abbiamo la pausa pipì coperta.
Previsione: la finale è alla portata, ma finirà per confondersi con i mille altri nomi che affolleranno la metà classifica.  

ÉLODIE – Tutta colpa mia


La Pink Lady di Amici 15, medaglia d’argento defilippiana, ha dalla sua una buona personalità, tanta gavetta e un’ottima tenuta del palco, nonostante la giovane età. E, ahimé, interi eserciti di adolescenti pronti a polverizzarsi le falangi sullo schermo del telefonino. Basterà il segnale di Emma Marrone (autrice del pezzo e mentore di Élodie) AL MIO SEGNALE SKATENATE LU KORE e orde di sms partiranno da ogni anfratto d’Italia. 
Insomma, ci si aspetta moltissimo da lei, pur senza uno straccio di repertorio. Maria, dall’altra parte della strada, è pronta ad aprirle le porte della promozione mediaset. Attendiamo.
Previsioni: Considerando i protagonisti della sala stampa (Dondoni, Giordano, ecc), servi della gleba DeFilippica, il suo accesso in finale è uno dei più scontati.

ERMAL META – Vietato morire


Ermal Meta, nonostante sia uno che attiri senza volerlo la classica espressione alla “MA CHIIII?“, ormai cristallizzata nell’immaginario generale con Valeria Marini, è al suo terzo Sanremo. Mentre il primo, nel 2010 con il gruppo La fame di Camilla, è stato un mezzo flop, il secondo ha registrato un buon riscontro, con la medaglia di bronzo nel settore giovani. Che poi tanto giovane Ermal Meta non è, dato che ha 35 anni ed è stato autore praticamente per chiunque negli ultimi 5 anni: Emma, Annalisa, Chiara, Marco Mengoni ecc ecc (paradossi sanremesi). Pur scrivendo meglio di come canta, Ermal Meta è un nome dal quale potrebbe venir fuori un buon pezzo, e quindi tramutarsi in outsider da classifica. T’aspettiamo al varco.
Inquietante la sua somiglianza con Edward Mani di Forbice.
Previsioni: tutto o niente. Gode di un buon seguito tra i fans, un buon pezzo potrebbe farlo amare dalle giurie demoscopiche. Potrebbe stupire come i #caccamoiurato dell’anno scorso o rimanere ignorato come una Bianca Atzei qualunque.

FABRIZIO MORO – Portami via

Il fricchettone Fabrizio Moro è un po’ una creatura di Sanremo. Ha partecipato nel 2000 (e nessuno se ne ricorda), nel 2007 (e ha vinto la sezione giovani con la ruffianissima “Pensa”, canzone che celebra la lotta alla mafia), nel 2008 (terzo con un brano ideale per accarezzare pensieri suicidi guidando nottetempo) e nel 2010 (eliminato praticamente subito), ma a lui dobbiamo anche la bellissima “Sono solo parole” di Noemi (2012), pezzo che tutt’oggi ricordiamo tutti con grande affetto. Nonostante risultati di alterna fortuna, la costante è la pediculosi, problema al quale, da qualche anno, il povero Fabrizio ovvia con berretti di discutibile fattezza. 
Ormai in piena quota Amici, ha barattato un posto in hit parade per uno, molto più prestigioso, tra i banchi della scuola degli studi Elios. Speriamo solo che il titolo “Portami via” non si riferisca allo shampoo.
Previsioni: nel mare magnum di quest’anno, rischia di essere una vittima sacrificale del televoto.


FIORELLA MANNOIA – Che sia benedetta

Era ormai qualche settimana che si vociferava della Mannoia a Sanremo, ma la notizia era così incredibile che in pochi ci hanno creduto, incluso il sottoscritto. E invece è vero: la rossa della musica italiana torna a calcare il palco dell’Ariston dopo ben 29 anni. Era il 1987 quando “Quello che le donne non dicono” si piazzava ottava, dietro Toto Cutugno, Peppino di Capri, Marcella Bella e soprattutto il trio Morandi – Tozzi – Ruggeri, trionfatori di quell’anno. Lo smacco fu talmente forte che di certo nessuno potrebbe biasimare Fiorella per il lungo esilio dalla città dei fiori, ma vuoi il boicottaggio delle Feste dell’Unità pe fa’ i karaoke co’ Di Maio dei 5 stelle, vuoi i duetti con CHIUNQUEPARTECIPIADUNTALENT (ormai manca giusto Calpurnia Mazzoleni di The Voice of Jesolo), vuoi l’essersi presa carico quel caso umano di Loredana Berté, Fiorella sarà della partita. E punta dritta dritta al leoncino.
Previsioni: beh, che je voi dì? Al netto dei duetti con chiunque passi davanti casa sua, continua a cavalcare sulla cresta dell’onda da più di trent’anni, è vicina al mondo dei talent e pertanto potrebbe beneficiare del televoto, le demoscopiche la ameranno, la sala stampa non oserà mettersi contro, la giuria di qualità di certo non può preferirle Bianca Atzei pena l’ignominia a vita, devo dire altro?

FRANCESCO GABBANI – Occidentali’s Karma


Torna anche il buon Francesco Gabbani, vincitore della sezione giovani proprio lo scorso anno e quindi, per prassi Sanremese, ammesso nei big per meriti sul campo. In realtà, a parte l’ottima Amen, ricordiamo volentieri Gabbani per questioni non propriamente musicali (se vi state chiedendo se siamo proprio così triviali ebbene sì, lo siamo, ma d’altronde se avete capito a cosa ci riferiamo è inutile fare i timorati di dio, zozzoni), e per un’intensa attività televisiva / social, che l’ha visto protagonista di ogni evento musicale / benefico nel quale il titolo di campione in carica di Sanremo Giovani fosse vagamente spendibile. Adesso è arrivato il momento di cedere lo scettro, caro Franci. Passa pure da queste parti che io e Sabbrina ti diamo na mano. 
Previsioni: un grandissimo boh. Non gode di un nocciolo duro di seguaci come Ermal Meta, tutto dipenderà dal pezzo in gara. Non c’è l’outsider feeling, ma vedremo. 



GIGI D’ALESSIO – La prima stella

Non diirgli mai che siamo stati alletto perungiooornointerooooh
e la paura di quel temporaaale comecistriiingevaaaa

E chi se la dimentica questa meraviglia trash? Correva l’anno 2000 e Gigi D’Alessio, erede con beneficio d’inventario di Mario Merola, già superstar in quel di Napoli, finalmente oltrepassava i confini partenopei per conquistare il mondo. Il risultato fu clamoroso: centinaia di migliaia di album venduti, concerti oltreoceano, investitura popolare di cantante della gente semplice. Dopo alcune partecipazioni passate inosservate, Giggino torna al festival nel 2012, dove compie almeno due miracoli: riportare in gara Loredana Berté senza farla imprecare e cantare in PLAYBACK sul palco, contro il regolamento della kermesse. L’occasione fu un duetto con dj Fargetta, che in pochi minuti trasformò l’Ariston nella peggiore delle discoteche della riviera ligure anni 90. Riviviamo quei magici momenti cliccando qui.
Di ciò che ne è stato dopo rimane un grande punto interrogativo. Gigi viene coinvolto in affari loschissimi da Valeria Marini, comincia a frequentare beoni poco raccomandabili, come tutti vive un momento di sbandamento, rilascia interviste in cui dichiara di dover lavorare altri vent’anni per pagare i debiti facendo cadere tutti nello sconforto (per ovvie ragioni).
Diciamocelo: Gigi scrive ‘na chiavica di canzoni, roba da scomunica con effetto immediato, ma le storie di padri di famiglia oberati dai debiti muovono corde inattese nel cuore di tutti. Se poi la creditrice in questione è quell’adorabile arpìa di Valeria Marini, allora la solidarietà è un atto dovuto. 
Previsioni: La finale è sicura, d’altronde come si può scartare uno dei big più big  (almeno valutandone la popolarità) quando in gara ci sono autentici sconosciuti? Io dico top 10, con la speranza di grandi momenti trash.

GIUSY FERRERI – Fatalmente male (o Fa-talmente-male)

Giusy Ferreri, nome d’arte di Giuseppa Gaetana Ferreri (Esselunga, 18 aprile 1979), è una queen dei tormentoni. Dopo “Nohooon ti scorda aaar maidimmhé” che ha ridotto gli Aram Quartet alla depressione, i retrogusti amari di una preannunciata fine “Aaaannovvèmbreh” e aver cercato un uomo tra Roma e Bangkok esaurendo tutti punti delle mille miglia, prova a fare sul serio.  Il pezzo è firmato da R. Casalino (no, non Rocco dei 5stelle, Roberto), autore di numerose hit per i nomi più influenti del pop italiano, pertanto so’ cazzi pe’ tutti, è finita ‘a pacchia pure pe’ voi!
Cosa faccia fatalmente male a Giusy non ci è dato saperlo. Sarà che il galeotto di Roma-Bangkok s’è dato di nuovo alla macchia? Sarà la ceretta all’inguine? Sarà l’anal? Boh. 
Previsioni: il riscontro radiofonico è ben più certo di una vittoria. Top 10 e te passa la paura. 

GIULIA LUZI E RAIGE – Togliamoci la voglia

La partecipazione di Luzi e Raige è stata accolta da tutta Italia con un solennissimo: MA CHI CAZZO SONO
E cos’altro pensare di sti due? 
Chiamiamo in soccorso il buon Google che ci risolve sempre tutti i problemi e leggiamo. Giulia Luzi vanta nel cv l’interpretazione di Jolanda ne “I Cesaroni” (stigrancazzi), tre serie di “Un medico in famiglia”, il ruolo di Giulietta a teatro in un musical… e sarebbe rimasta comunque sconosciuta ai più, se non avesse partecipato all’ultima edizione di Tale e Quale Show. Ed è proprio a T&Q che matura la sua partecipazione al Festival, in quanto con Carlo Conti, la nostra Vattelapesca Luzi ci condivide il manager.
Raige invece è un rapper che probabilmente, fino a lunedì sera, non sapeva neanche di essere rapper. Uno pescato dal mazzo, insomma.
La canzone si intitola “Togliamoci la voglia”, quindi si prevedono fornicazioni assortite in eurovisione. Sarebbe pure ora che qualcuno torni a limonarci dopo Albano e Romina. 
Ciò che più mi turba è la classificazione di sti due scappati di casa come BIG. Ma big de che? Ma chi ve conosce. Big BOH. 
Previsioni: le più pessimistiche possibili. Eliminazione, oblìo e prese per il culo a vita.

LODOVICA COMELLO – Il cielo non mi basta

Stava per partire la classica esclamazione da lord inglese “MA C CAZZ JE“, quando, digitando “Lodovica Comello” su google mi sono ritrovato a scoprire il vaso di Pandora.
3 MILIONI di like su Facebook, 1,4 MLN di followers su twitter, n’altro paio de mijoni su instagram e na pagina Wikipedia più lunga dello stacco de cosce di Alba Parietti. E ME COJONI. Ma da dove sbuca questa? A quanto pare la Comello, oltre a condurre diversi programmi su tv8, è una delle star di Violetta, serie tv argentina di grande popolarità tra le marmocchie in età pubescente di mezzo mondo. Oltre a ciò, la Comello vanta 2 album, 6 singoli e anche una partecipazione ad un film. Insomma, se proprio continuate a non sapere chi sia, sono tutti stracazzi vostri. 
La sua partecipazione al Festival potrebbe consacrarla nel mercato discografico italiano e, perché no, europeo. Da un rapido ascolto delle sue hit su youtube, pare proprio che la Comello sia PERFETTA per l’Eurovision come un fuoco d’artificio a caso nella performance dell’Azerbaijan. Daje Lodovì, pija du’ posti.
Previsioni: prendete la previsione di Com’èchesichiama Luzi e capovolgetela. 


MARCO MASINI – Spostato di un secondo

La quota toscana non può mancare nei festival di Carlo Conti. A dire il vero abbiamo rischiato che quest’anno toccasse a Paolo Vallesi e percaritàdiddio ci è andata di lusso, anche perché il pezzo che Masini ha portato due anni fa dallo stesso Conti non era poi così male, pur ricordandocelo in 3 (io, Masini e il parrucchino di Masini).
The King of Malinconoia, eroe vincitore del Sanremo più s f i g a t o della storia (quello senza cantanti del 2004), ha un passato glorioso che spazia dalla fase “cacciatore di ragazze eroinomani” (Perché lo fai disperata ragazza mia non parlava certo di una che fa bollo a scuola) a quella “LASOCIETA’FASCHIFO NESSUNOMICAPISCE ANNATEAMORIAMMAZZATI” di “Vaffanculo” e “Bella stronza“, pietre miliari della poetica Masiniana che per noi, fanciulli degli anni 90 sembravano il top della trasgressione. Cosa avrà in serbo per noi con “Spostato di un secondo”? Lo scopriremo presto.
Previsioni: Finale e parte bassa della classifica. L’eccedenza è tutto grasso che cola.  

MICHELE BRAVI – Il diario degli errori

Ha vinto X Factor qualche anno fa per meriti soprattutto di Morgan, che gli ha cucito addosso un percorso musicale praticamente perfetto, e per i demeriti degli altri giudici che si sono limitati a guardare. Dopo il talent targato sky, però, il nulla. L’oblìo, il vuoto cosmico. La sfortuna è stata un po’ quella di capitare a fagiolo per lo spocchiosissimo Sanremo di Fazio del 2014, che vedeva i talent praticamente esiliati a favore di boriosissimi (e dimenticatissimi) cantautori impegnati nel civ..ZZzzZZzzZZ… e un po’ quella di ritrovarsi senza qualcuno che gli parasse il culo al di fuori del talent. Ne è seguito un album in inglese con copertina ispirata a David Bowie (ma ndo vai) e il riciclo di carriera come youtuber isterico che si riprende mentre lava il suo cane e fa del “mainagioia” il suo ridondante grido di battaglia. Wow, che originalità. Ah, ha pure vinto Maria Express *segnamocelo pure tra le cose di cui non ce ne fotte una mazza*.
Possiamo pertanto parlare di Michele Bravi come un esordiente assoluto, al pari di Giorgia Luzi della quale non conosciamo nemmeno il colore dei capelli.
Previsioni: Ha più seguito social come youtuber che come cantante, quindi penso che in molti lo voteranno a prescindere. Con un buon pezzo potrebbe ripercorrere le orme di Francesca Michielin lo scorso anno, chissà. 

MICHELE ZARRILLO – Mani nelle mani



Una rosa blu, Cinque giorni, L’elefante e la farfalla sono solo alcuni dei suoi successi degli anni 90, decennio che ha segnato il suo picco di popolarità e in cui i cd non erano più venduti delle MUSICASSETTE. Una volta approdati nel terzo millennio, il simpaticissimo Zarrillo ha cominciato a puzzare di vecchio, e di lui sono rimasti solo i concerti di piazza per la festa della Madonna dello Sconforto di chissà quale remota provincia italiana e sporadiche ospitate televisive in trasmissioni per over 60. A sorpresa torna a Sanremo con “Mani nelle mani”, che siamo sicuri racconterà del disagio profondo di un uomo di mezza età. D’altronde, proprio non riesco ad immaginare Zarrillo cantare col volto rilassato, senza la classica fronte corrucciata di chi pondera qualcosa di altamente drammatico. Lui per me rimarrà sempre quello di “sono l’elefante, e non ci passo”, canzone che noi, ex adolescenti tracagnotti ci siamo sentiti cantare alle spalle almeno una volta nella vita. Li corna ca tieni Miché. 
Previsioni: rimarrà al palo e alla prima occasione possibile verrà fatto fuori, perché nella scelta tra televotare Albano o televotare Michele, il pensionato sceglierà sempre lo Zar di Cellino. Le leggende non si discutono.

NESLI & ALICE PABA – Do retta a te

Mentre Nesli è sempre stato il fratello carino di Fabri Fibra, Alice Paba è la vincitrice più carina del disastroso The Voice of Italy, nonché l’unica alla quale è stata data una chance concreta di costruirsi ‘no straccio di carriera (Fabio Curto, can you hear me?).
La coppia è inedita, Alice Paba non ha praticamente repertorio e Nesli, in pochi anni, è passato dal rap a una ballad stracciamaroni come Buona fortuna amore, brano con quale si è piazzato 13mo nel 2015 (magari, se avesse cantato in maniera vagamente intonata avrebbe potuto raccogliere qualche consenso in più, ma vabè, già è caruccio e non possiamo chiedere troppo), pertanto non riusciamo proprio ad immaginare cosa potrebbero riservarci. Non saprei cos’altro dire se non “Nesli, se leggi questo blog contattaci perché mi piacerebbe dartela”.
Previsioni: finale e metà classifica, anche se le variabili da considerare sono davvero troppe. 

PAOLA TURCI – Fatti bella per te

Ecco finalmente un nome che mi piace al 100%! Paoletta Turci manca dal palco dell’Ariston da 16 anni, praticamente dai tempi di Saluto l’inverno scritto a quattro mani con la cantantessa Carmen Consoli. Negli anni, secondo i bene informati, la Turci, che fino al 2001 è stata una presenza costante a Sanremo, ha cercato in tutti i modi di rientrare nel giro, e nel 2009 sembrava che ce l’avesse quasi fatta quando Paolo Bonolis le preferì quella vecchia stronza di Iva Zanicchi infoiata. La nostra Paoletta, stanca di essere considerata un’alienata del giro delle “cantautrici raffinate”, ha cominciato ad annusare il “giro ggiusto” nel quale potersi introdurre per tornare alla ribalta, e pertanto si è data al mondo social, postando a ritmi sostenuti qualunque cosa, dirette facebook, accettando ospitate pian piano sempre più blasonate, fino all’amicizia con Emma ed Élodie, con le quali ormai fa parte di un trio inseparabile. C’è chi urla alla “mafia lella”, c’è chi semplicemente pensa che se lo sia meritato. Noi siamo felici di rivederla comunque siano andate le cose. 
Previsioni: il suo ritorno farà piacere ad un pubblico maturo e, se sarà capace di giocarsela al meglio, sarà sostenuta anche dai vari fandom della compagnia del dito.  Noi le auguriamo il meglio possibile!

RON – L’ottava meraviglia

Dopo l’ultima apparizione sanremese (Fazio 2014) coronata da un impietoso ultimo posto, speravo davvero che Ron prendesse alla lettera il testo di “Vorrei incontrarti tra cent’anni”. E invece ariecchetelo qua, puntuale come la tassa sulla monnezza.
Ron è bravo eh, chiariamoci. Bravissimo. Gli dobbiamo tanti pezzi che fanno parte della colonna sonora della nostra vita (vabbè dai, fingete di assecondarmi), ma lasciatemi anche dire CHE PALLE. Ma ancora qua stai? No, non abbiam bisogno di parole. L’esibizione de “L’ottava meraviglia” sarà cruciale per chiamare il fattorino delle pizze o portare il cane a far pipì. Diversamente, scatta la BOTTADESONNO ALERT.
Previsioni: Ron è talmente noioso che l’unica previsione che riesco a fare è SARA’ NA BBELLA ROTTURA DE COJONI. 

SAMUEL – Vedrai


Archiviati per il momento i Subsonica e l’idea di fare musicaggiovane sempre e comunque, anche a 40 anni suonati, i membri dei Subsonica si stanno dedicando ad altro. Mentre Boosta è ormai di ruolo nella scuola di Amici, Samuel ha ripiegato sulla rassicurante liturgia Sanremese. Nel 2000 cantò proprio su quel palco con i Subsonica “Tutti i miei sbagli”, riuscendo nella straordinaria impresa di risvegliare il pubblico dal torpore della mezza sera e risollevare le pappagorge dei vecchi parrucconi che credevano fosse finalmente giunto il momento del buffet. Quest’anno non ci è dato sapere cosa proporrà, ma prevediamo una svolta soft al pari del suo sodale Boosta. Noi l’ascolteremo con curiosità.
Previsioni: potrebbe essere un buon outsider: top 10 e un discreto successo di pubblico. 

SERGIO SYLVESTRE – Con te


Ma chi è questo? Vabbè qualcosa s’anventamo…
Il giunonico Sergione, due metri e un quintale e mezzo di vocalità esotica, è il vincitore di Amici 2016, e pertanto candidato a Sanremo sin dal momento dell’incoronazione DeFilippica. A differenza della sua collega Élodie, però, non vanta un nocciolo duro di fans che potrebbero prendersi a cuore il suo caso, diciamo che raccatta qui e là i favori del momento, un po’ come il Pippo Civati di turno. Cosa dire su Sergione? Che finalmente Carlo Conti ha scelto uno scuro naturale da piazzare su quel palco.
Previsioni: non sarei così sicuro che possa passare il turno agevolmente. Il pubblico potrebbe essere attratto e incuriosito da altro. 

Condividete il verbo!
A Febbraio! 

Jean Claude

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RAFFAELLA CARRÀ: ADDIO ALLE SCENE OPPURE NO?

Era una tranquilla domenica d’avvento.
Una di quelle che è piacevole trascorrere con mamma, sorella e nipoti comprando ninnoli e pensierini passeggiando allegramente tra i mercatini di Natale, tra un Babbo Natale più finto della tinta di Aldo Biscardi e un elfo che ti palpa il culo con lo sguardo innocente di chi è appena uscito dal gabbio per buona condotta, quando all’improvviso, il mio smartphone mi annuncia l’arrivo di un messaggio whatsapp, uno dei tantissimi che leggo ogni giorno. 

“RAFFAELLA CARRA’ HA COMUNICATO CHE SI RITIRA DALLE SCENE”

Ho sentito le gambe cedere. Sono rimasto con la busta degli orsetti gommosi tra le mani, pendula da un lato, di fronte alla bancarella dei piumini da donna a 10 euro. La mente vuota. La masticazione bloccata. Gli orsetti che mi venivano sottratti da minori assortiti. Guardavo fisso un punto davanti a me cercando di elaborare quanto appena letto.
La Regina

La NOSTRA Regina, colei grazie al quale questo progetto va avanti inesorabilmente da 9 anni, abbandona la tv. Sono rimasto in stato catatonico per qualche minuto, quando poi l’ambulante mi ha comunicato che piumini della mia stazza non ce n’erano. Figurati, come se mi interessasse acquistare piumini in plutonio made in PeriferiaCinese per la modica cifra di 10 euro. 
Ho cercato di non pensarci, ho proseguito come se niente fosse rimandando ogni riflessione al ritorno a casa.

Ho pensato che la cosa più giusta da fare fosse controllare per filo e per segno ogni passo dell’intervista incriminata a Domenica Live, trasmissione festiva del pomeriggio di Barbara D’Urso.

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Raffaella, caschetto d’oro della tv, è in collegamento dagli studi madrileni della tve, per le prove del galà dell’anniversario dei 60 anni della tv di Stato spagnola, bella come sempre. Dagli studi, Barbara D’Urso, illuminata come la Madonna di Fatima ai tre pastorelli, lancia tantissimi filmati sulla nostra Queen: gli esordi, l’infanzia a Bellaria, le sigle famosissime, il successo planetario (in Europa e in America Latina), pezzi di storia della tv con Alberto Sordi, Raimondo Vianello, Roberto Benigni, Corrado. Raffaella, regina divina, si racconta senza filtri e catalizza l’attenzione di chiunque.
Raffa Luce del Mondo, madre di tutte le showgirl, portatrice sana di Amore e Gioia. Chi è cresciuto a Pane & Carrà sa bene che come lei, in Italia, non ce ne sono più. Lo dice persino la D’Urso.
Dopo tre quarti d’ora di venerazione e zero dichiarazioni sconvolgenti, comincio a pensare che qualcuno si sia inventato tutto perché non è stato fatto ancora alcun annuncio, fino a quando…

Barbarella Carmelita ad un certo punto invita ufficialmente Raffaella in studio per un’intervista “cuore a cuore” ancora più bella. È lì che qualcosa accade. La chioma fluente di Raffaella si sposta come a rifiutare l’invito, ma occorre uscirne da vera signora.

Barbara, io ho avuto tantissimo dalla vita, ho avuto tantissimo dalla televisione, è ora di lasciare il passo alla nuova generazione [...], tocca a loro adesso, io ho avuto tanto. Vi ringrazio, vi saluto, vi bacio e  vi abbraccio. Grazie.

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La reazione dei media non si è fatta attendere:

ANSA: Raffaella Carrà si ritira dalla tv: Lascio il passo a nuove showgirl

CORRIERE DELLA SERA: Raffaella Carrà si commuove e poi annuncia il ritiro dalla tv: «È tempo di lasciare il passo ai giovani»

ADNKRONOS: Raffaella Carrà: “Basta tv, mi ritiro”

REPUBBLICA: Raffaella Carrà si ritira dalla tv: “Ho avuto tanto, ora tocca ai volti nuovi” 

Ma è andata davvero così? 
Le parole pronunciate da Raffaella Carrà (che ho riportato senza tralasciare nulla di rilevante) non sono mai state “addio” e “ritiro“. Il contesto, poi, la dice lunga sulle reali intenzioni della nostra queen: si tratta di un rifiuto, espresso molto gentilmente a ridosso dalla pubblicità (e quindi a fine intervista), ad un invito in studio. Non un addio, ma una “resa” nei confronti di una nuova generazione di volti più inclini all’ospitata facile di una showgirl con 50 anni di carriera alle spalle, proprio perché bisognosi di visibilità e di pubblico. Per la serie, cara Barbara, “tieniti pure quella pagliaccia Iveco di Manuela Villa e Giula inquadramilculo De Lellis, che io torno in tv quando me pare”. Nessun addio alle scene è stato paventato né tantomeno dichiarato.

MARA

A conferma di ciò, ci viene in soccorso Domenico Naso del fatto quotidiano, che ha riportato una dichiarazione dello Staff di Raffaella Carrà: a quanto pare, il caschetto biondo più amato dagli italiani (che non è Gemma Galgani, no), sarebbe pronta a tornare in tv ma “solo per partecipare ad un progetto che la appassioni davvero“. Quindi, cari tutti, “ritiro” un bel par di palle. Raffa è pronta a tornare qualora la tv le offrisse un’occasione imperdibile per tornare ad essere l’icona di sempre: la tv di Stato spagnola, ad esempio, l’ha fortemente voluta come maestra cerimoniera del Galà dei suoi sessant’anni. Noi siamo d’accordo con lei: partecipazioni una tantum a trasmissione nate già flop, come The Voice of Italy, non rendono giustizia alla nostra Queen. Per non parlare di progetti nati deboli e abortiti anzitempo come Forte Forte Forte, che la RAI ha massacrato prima ancora che andasse in onda con scelte autorali discutibili. 

Cara Raffa, meriti il meglio. Noi ti aspetteremo e ti celebreremo qualunque scelta intraprenderai. Fino a quel momento, continueremo a commuoverci guardando il tuo caschetto birichino agitarsi nei filmati d’epoca.

GOD SAVE RAFFAELLA.

l’Alto Comitato del Trash

 

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PECHINO EXPRESS – IL NUOVO MONDO / LE PAGELLE DI JEAN (9)

Le pagelle della SEMIFINALE di Pechino Express pronte per voi! La prima tappa in Brasile è stata spumeggiante, colorata, irresistibile e imprevedibile! Dato lo scambio di coppie, le pagelle quest’oggi saranno individuali. Pronti? Via!

Fariba Tehrani, voto 10 (#persiane)
Fariba, frociara inside, ha trovato in Pinna la sua anima gemella in questa tappa. Tra maledizioni e riti wodoo, la nostra persiana preferita, ormai regina incontrastata delle Americhe, si è integrata perfettamente nel paese carioca. Forte del suo spagnolo dai mille usi (anche lì dove si parla portoghese) e dalla verve incontenibile, Fariba non si dà freni. Non c’è missione alla quale non partecipa con entusiasmo, non c’è autoctono che non rimanga affascinato dai suoi modi luciferini: balla la samba in metro, fa indossare coercitivamente discutibili magliette a ignari passanti (un bambino biondino si ribellerà e butterà via la t shirt indignato), chiama a sè i migliori esperti di calcio del quartiere per il toto express, interpreta la schiava Isaura con la grazia e l’intensità di Grecia Colmenares e Andrea del Boca insieme, ammalia i guidatori di mezzo brasile con le sue unghie da fattucchiera. È una piazzista così talentuosa che, a confronto, Berlusconi LEVETE PROPRIO. Sarebbe capace di vendere il ghiaccio agli esquimesi o gli anticoncezionali a una coppia di lelle. Tuttavia, in Brasile la nostra Fariba ha trovato una bella gatta da pelare: la sua controparte carioca, con tanto di coda di cavallo e sguardo maledetto, una donna pronta a maledire ogni passante pur di non permettere alle #persiane di riprendere la corsa. FROCIARA FATTUCCHIERA.

Kang Bachini, voto 9 (#espatriati)
#SavePrivateKang 
Con lo swinging couple di ieri sera, il nostro pucciosissimo Kang si è ritrovato a fare coppia con il palestratissimo Bertolini. Finalmente lontano dalle manie di protagonismo dell’odiosissimo Pascal, Kang, felice come un neonato davanti alla tetta della mamma, si è goduto il viaggio pacioso e felice, regalandoci momenti di ilarità degni di nota come la pièce della schiava Isaura. Una volta tornato con Nino D’Angelo de noantri, Kang ha subito il contraccolpo, mostrando segni visibili di grande insofferenza e perfino di ribellione. VITTIMA.

Roberto Bertolini, voto 8,5 (#antipodi)
Probabilmente in una vita precedente Bertolini è stato una schiava bianca nelle piantagioni di caffé. Come ogni gay che si rispetti, NON DELUDE LE ASPETTATIVE DELL’ARTE, e prende sul serio ciò che c’è da prendere sul serio: la scenetta della schiava Isaura. Calatissimo nel personaggio che nemmeno le troniste di Maria, Bertolini fa suo il personaggio della schiava tradita e delusa in amore, che si ritroverà a essere schiava della moglie dell’uomo che ama. Forte della gavetta BDSM, Roberto ci regala un’interpretazione degna delle migliori Brooke Logan deluse da Ridge Forrester. Un talento da coltivare. ISAURO.

Andrea Pinna, voto 7 (#antipodi)
Promozione per Pinna, questa settimana. Diamo a Cesare quello che è di Cesare: dall’abbufata di fajoada strafogata con la classe di una damina dell’epoca vittoriana all’incontro con Fariba, la nostra piccola Lucia Mondella sarda ha trovato la sua frociara di fiducia e una dimensione comica che finalmente gli aggrada. “Dietro un grande omosessuale c’è sempre una grande frociara” è una grande verità. Detto questo, Fariba farebbe brillare di luce arcobaleno di fronte a sé anche Mario Adinolfi, è proprio talento naturale.
Menzione speciale per l’invito all’ingoio celere della fajoada.

Giulia Salemi, voto 7 (#persiane)
Senza Fariba, e con la sola Laura Forgia delle professoresse come compagna di tappa per mezza puntata, Giulia vive la mancanza dell’uragano Fariba come una piccola fiammiferaia. Accolta da una famiglia cattolica di estrazione comunionao e liberazao, si commuove nel veder suonare la piccola di casa e viene ricoperta come Gesù Bambino di doni da ogni membro della famiglia. Appresa la tecnica della madre, in Brasile continuerà a spacciarsi per Miss Italia (io ormai la eleggerei per acclamazione), sfruttando la banda larga carioca per sfoggiare servizi fotografici al top della forma su moderni smartphone. Una volta ricongiuntasi con Fariba, marchia a fuoco il primo autografo su maglietta della sua vita, sempre come Miss Italia. Patrizia Mirigliani è già a Rio De Janeiro con un cecchino travestito da mignotta che balla il samba pronta a vendicarsi.

Son Pascal, voto 4 (#espatriati)
Keep calm and MAGNA COME UNA LATRINA.
Povera fajoada. Nella prova della zuppa brasiliana, Pascal si ingozza di riso come un porco indonesiano, lasciando al suo compagno di squadra il compito di mangiare velocemente pezzi di maiale grandi quanto San Paolo.
Le manie di protagonismo di quest’uomo superano quelle di Gianluca Buonanno al parlamento europeo. Convinto di essere DIVERTENTISSIMO, prima fa il marpione con Eleonora delle professoresse con quel fascino alla “Giggino o’ malamente” che farebbe scappare chiunque, poi rende la schiava Isaura un triste siparietto di avanspettacolo degno del peggiore Bagaglino e nonostante questo conquista il pubblico brasiliano che lo elegge vincitore della prova delle telenovelas. Nonostante la prova vantaggio vinta e stravinta, perde un passaggio e s’infervora come nemmeno il migliore dei Vittorio Sgarbi possibili, imprecando come uno scaricatore di porto in mezzo alla strada, davanti ad un impassibile Kang. Tuttavia, anche noi abbiamo avuto la nostra rivincita: Mister Ansia Di Vincere, una volta riunitosi con Kang, passa la notte da una signora elvetico-brasiliana che parla francese, dotata di un enorme sedere, la quale bullizza a dovere il caro Pascal. Nell’ordine:
- lo costringe a giocare ad un incomprensibile gioco di carte, dove Pascal vince e lei, per tutta risposta, gli dirà che dovrà pulire casa
- lo obbliga ripetutamente a suonare qualcosa per lei, per la serie “SCHIERO STASH AND THE KOLORS”
- lo bullizza sulla prova di Just Dance osservando attentamente i dettagli come nemmeno Alessandra Celentano col collo del piede di Agata

Momento migliore della puntata è stato l’incontro con Don Antonio (no, non è il boss delle cerimonie), sorridente parroco con la ridarola che accoglie Pascal ed Eleonora nella sua canonica, che non fa una piega nemmeno davanti al cantante napoletano vestito da Isaura. Grande protagonista.
Pascal è in finale, ed è uno dei candidati alla vittoria. Vedremo come andrà. ARSURATO.

LE PROFESSORESSE, voto £%$-@
Mi rifiuto di continuare a parlare di queste due miracolate.
Mi rifiuto di pensare che siano IN FINALE.
Mi rifiuto di immaginare che possano avere qualche botta di culo paurosa e vincere.
Mi rifiuto di commentare il loro triste operato in questa puntata perché nella mia scala trash, occupano la posizione lasciata vuota da Giuseppe Simone che si è ritirato dalle scene.
NEL MENTRE, PAOLA BARALE E’ FUORI DAL GIOCO. RENDIAMOCENE CONTO.

Che ve possiate lancia’ dal Cristo Redentore con un paracadute difettoso e fa’ un’esperienza di vita degna di nota.

A martedì con le pagelle della – sigh – finalissima.

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PECHINO EXPRESS – IL NUOVO MONDO / LE PAGELLE DI JEAN (8)

Ottava tappa, ultima parte del viaggio in Perù: dalla prossima settimana si vola nel coloratissimo Brasile e a giocarsi la semifinale saranno solo quattro coppie: gli #antipodi, gli #espatriati, le #persiane e le #professoresse. Gli #artisti, ancora una volta ultimi, non sono stati salvati dalla busta nera e lasciano il gioco con sommo dispiacere di tutti.

In queste pagelle tirerò fuori tutta l’amarezza che provo in questo momento, dunque COMINCIAMO.

 

PROMOSSI

Gli #artisti, eliminati (foto: FB Pechino Express)

#artisti
Paola Barale: voto 10
Partita in sordina, Paola Barale si è rivelata come l’anima stessa di questa edizione di Pechino Express. Contropartita DIVA di Naike, Paola non si è mai risparmiata, tirando fuori il meglio di sé soprattutto in assenza dei suoi fragilissimi compagni di squadra. Come dimenticare la passeggiata in asinello sul Chimborazo, i tentativi di corruzione del sindaco del villaggio andino, la classe innata con la quale invitava le professoresse ad andare a morì ammazzate e prendersi la bandiera nera, le polemiche eleganti con gli #espatriati, la bassa manovalanza che relegava al povero Piero Filoni, il SOS frociarola quando Tommassini si è infortunato. IMPRESCINDIBILE.

Piero Filoni: 
valeria

 

 

 

 

Luca Tommassini:
pascal

 

 

 

 

 

#persiane, voto 9
Fariba ormai brilla di luce propria. Gasatissima e rinvigorita dal Machu Picchu, tralasciando un piccolo impasse iniziale e l’ordinaria amministrazione con il momento “Amici di sera” tra lei e Giulia, mette a ferro e fuoco mezzo Perù per agguantare qualche passaggio di fortuna. La nuova tecnica di Fariba è molto subdola: ormai completamente calata nei panni di emissaria dell’Altissimo, si rivela ai malcapitati autisti come “l’eletta”, predicando il Vangelo secondo Fariba: “DIO MI HA MESSO SU TUA MACHINA PER CONOSCERE TU CORAZON”
“SOY EN TU CALLE E DIOS VUOLE CHE NOS ACCOMPAGNI MUY LEJOS”.
“PREGAS DIO CHE NOI PERSIANE VINSERE, VINSERE, VINSERE”. Hermana Maria ha fatto scuola.
Quando affidarsi a Dio non paga, Fariba tira fuori l’artiglieria pesante distribuendo viveri, indumenti, piccoli monili in bigiotteria cercando di corrompere tassisti e autisti di autobus, improvvisando piccole aste alla “ok il prezzo è giusto”, massaggiando la mercanzia davanti agli occhi dei poveri peruviani come la migliore delle Ane Laure Ribas possibili. 
Quando nemmeno regalare qualcosa è possibile, ecco che ritorna il grande tormentone “ESTA ES MISS ITALIA”. Novità della settimana sono le “fotite hermose” di Giulia su internet. Come ci suggerisce Costantino su twitter, questa è la risposta di Google. 

missitalia

Giulia, dal canto suo, ormai completamente eclissata da cotanta madre, soggiogata, vessata, si limita a fare da spalla e a dare in giro (su costrizione materna) il suo numero di telefono al fine di irretire giovani e pingui virgulti peruviani in viaggio in Italia.
MISERICORDIOSE.

Non possiamo non parlare della prova vantaggio con gli alpaca: Fariba, dopo un’iniziale incertezza, cerca di ammaliare gli strani lama  delle ande prima col suo fascino (invano) e poi con le maniere forti, braccandoli come se fossero uomini fertili e stalloni da monta, con scatti felini che nemmeno Catwoman ingrifata. Il tutto a scapito delle solite, impedite, inutili, vanagloriose professortette, troppo coperte per dare il meglio di loro stesse.

RIMANDATI

#espatriati, voto 5
Tappa fiacca per gli espatriati, che non vincono nulla per la prima volta nella loro vita e che anzi rimangono parecchio indietro, per qualche passaggio sbagliato che farà incazzare anche il silenzioso Kang. Non sono mancati momenti degni di nota, con Pascal che prima ci rivela di essere il NANDO MARIANO del Kazakistan (e chi segue il boss delle cerimonie sa bene di cosa parlo), e poi, davanti al videomessaggio di sua sorella, parte di melodramma che scioglie sang’ dint’ e vene. PIEZZ’ E CORE.

(Foto: FB Pechino Express)

BOCCIATI

#antipodi e #professoresse, voto ZERO SPACCATO, SCHIFO, BUU
L’ultima volta che ho provato un’indignazione simile probabilmente c’era ancora Byron Moreno che arbitrava Corea del Sud – italia. Gli antipodi vincono la quarta tappa peruviana (tra alti e bassi, momenti di emozione e di scazzo col solito Bertolini intollerante verso Pinna), dopo aver provato sulla loro pelle gli effetti del GENDER (un uomo di mezza età peruviano sarà molto scettico e spaventato nel dare loro un passaggio), e commettono l’imperdonabile errore di salvare le mie due NEMESI zinnone e vaginomunite delle professoresse al posto di Paola Barale. Il tutto NONOSTANTE la visione gloriosa di Ivana Spagna, per l’occasione conciatasi come il palloncino di IT, in un videomessaggio strappalacrime per Bertolini, suo grande fan.

Le professoresse, d’altro canto, si riconfermano le poracce che sono (come se ce ne fosse bisogno), carismatiche quanto un’alga del lago TitiKaka: perdono impietosamente la prova vantaggio contro una Fariba ormai addestratrice di alpaca e gettando guano infetto su De Coubertin e la solidarietà femminile. Vengono salvate per la TERZA VOLTA, ancora dagli antipodi, che preferiranno le due isteriche maliarde a Paola, icona gay e di stile che tutto il mondo ci invidia. Proprio per questo chiediamo che gli #antipodi vengano RADIATI dall’albo arcobaleno dei gay in tv con la stessa procedura rafforzata che ha portato all’eliminazione di Lorella Cuccarini dalla sezione “icone queer”. Non avremo pietà per i traditori. E no, non basterà il bel faccino di Roberto commosso per il videomessaggio di Ivana Spagna, né basteranno le sue magliette rosa o i suoi leggins sulle cosce di marmo per permetterne la riabilitazione. CHI NON ELIMINA LE PROFESSORESSE È COMPLICE. 
Momento significativo: la pedicure al capofamiglia ospitante, portatore sano di piedi inqualificabili, evidentemente membro della famiglia Hobbit dei Baggins.

MENZIONE SPECIALE

Gigi Mastrangelo, voto 7
Il ragazzo promette bene: dopo aver viaggiato con gli #artisti lascia il programma soddisfatto dell’esperienza. Un preludio ad una partecipazione futura? Chi può saperlo. Peccato solo che abbia mostrato ben poco, a causa di un montaggio che comunque tralascia molti episodi interessanti, e delle temperature rigide delle ande. Anyway, caro Gigi, una sola richiesta: #escilo

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PECHINO EXPRESS – IL NUOVO MONDO / LE PAGELLE DI JEAN (7)

Ma siamo già alla settima tappa? Cavoli, sembrava ieri che Hermana Maria intonava le sue macabre canzoncine o che Shalpy e consorte dormivano in tuguri alieni. Ma siamo qui, nella penultima tappa peruviana, sempre pronti a dire la nostra. La tastiera stasera è bollente, quindi VIA CON LE PAGELLE!

MENZIONE SPECIALE

#fratelloesorella, voto 10 e lode
Cominciamo le pechinopagelle di oggi in maniera insolita con un DRAMA-MOMENT salutando Naike e Andrea che lasciano il gioco lasciandoci tutti spiazzati, a quanto pare per un’indisposizione fisica di lei. E noi a lutto, come le prefiche col velo nero e il rosario in mano.
#fratelloesorella ci mancheranno, perché rappresentavano “LA” coppia di gioco per eccellenza: disinibiti, naif, sorridenti, riuscivano ad essere glamour anche con le ascelle pezzate e due stracci addosso.  Hanno viaggiato con sguardo trasognato tutto il tempo, e laddove altri si affannavano per rincorrersi e arrivare primi a tutti i costi, loro, col sorriso  di chi è pervaso da endorfine H24 (e te credo, uno s’inchiappettava la Forgia e l’altra limonava con Yari), riuscivano a salvarsi col minimo sforzo. TOP.

Andrea e Naike salutano gli amici di #pechinoexpress

 

PROMOSSI

gli #artisti, voto 8,5
Chiariamo: il voto va solo alla Barale perché Piero Filoni è influente quanto il parere di San Marino in un’assemblea delle Nazioni Unite. Paola è diventata una vera e propria erinni in questa puntata: dopo aver detto il fatto suo agli #espatriati, ormai la nemesi di chiunque lì dentro, complice anche la vacuità di contenuti del Filoni, si rimbocca le maniche e mette a ferro e  fuoco mezza popolazione andina per trovare alloggio e passaggio: cerca sindaci, prefetti, poliziotti e da sola fa aumentare il debito pubblico del Perù a livelli vertiginosi. Il suo spagnolo non è perfetto, ma rispetto a quello, che so, di Fariba sembra Miguel De Cervantes. 
Con la bandiera nera funge da miccia esplosiva per le professoresse, che finiranno per mandarsi a cagare senza pietà.
Rischiano di uscire per aver mandato Pascal ramengo quando c’è stata occasione, ma vengono graziati dalla busta nera.
Paola, continua così. GIRALARUOTA.

Gli #artisti, eliminati dagli #espatriati e graziati dalla busta nera.

le #persiane, voto 7,5
Tappa controversa per le Kardashian: Fariba contro tutti, Fariba contro Giulia, Fariba la menagrama. Ad un certo punto mi sembrava di guardare una scena di MAMMINA CARA con Fariba nel ruolo di Joan Crawford incazzata per le grucce di ferro.
Nonostante il bullismo, il mobbing verso Giulia e un confessionale strappalacrime alla “Maria chiudi la busta”, le #persiane riescono a vincere la prova immunità e a godersi la visita guidata al Machu Picchu e una Jacuzzi rigenerante.
Da segnalare Fariba in versione “pellegrina incattivita”, pronta a lanciare anatemi a tutti coloro che si rifiutassero di aiutarla: Tuta persona che fano malo a me sucede qualcosa“, dice ad un malcapitato autista dopo aver ricordato che sua figlia è Miss Italia (Patrizia Mirigliani è sulle barricate che lancia granate di Svaroswky e gavettoni Rocchetta).  Subito dopo, Fariba rivela al guidatore che sua nonna discende direttamente da Maometto e che aveva poteri magici. FARIBA E IL POTERE DEGLI ANTICHI.

 

Le #persiane

gli #antipodi, voto 7
per la prima volta da quando esistono le pagelle GLI ANTIPODI OTTENGONO UNA PROMOZIONE.
Ma è presto detto, #quelpirladipinna è stato fuori metà puntata causa stato febbricitante. Roberto, da par suo, si è dato da fare come non mai e ha dimostrato di essere un buon viaggiatore, un ottimo giocatore (però sventola quella bandiera, eccheccaz), un simpaticissimo gigante buono e di avere un potenziale inespresso senza precedenti (esilarante il travestimento da gobbo di Notre Dame per sfuggire alla carica di Pascal e della bandiera nera). Se invece di quell’insulso e intollerabile manichino sbigozzante gli avessero affidato, che so, una lesbica aggressiva o una simil-Angelina, la storia sarebbe stata ben diversa. 
Se sulla carta gli #antipodi, in questa edizione, avrebbero dovuto rappresentare ciò che le #cattive hanno brillantemente messo in scena l’anno scorso, purtroppo il risultato finale è stato sotto le aspettative ma SOLO per colpa del piccolo malloreddus indigesto. 
Da segnalare la FAVA poco cotta presentata a inizio puntata nel Pago alla Tierra: persino le fave si ribellano a Pinna ed è tutto dire.

Pinna nel lazzaretto

 

RIMANDATI

gli #espatriati, voto 5
Gli espatriati sono praticamente invincibili. Non c’è bandiera nera che li possa gabbare o momento di debolezza che li faccia distrarre dall’obiettivo primario, quello di VINCERE. Una fame di vittoria che comincia a diventare stucchevole come il quinto piatto di cannelloni agli spinaci che nonna ti piazza davanti a Natale e che se non mangi ti minaccia di morte. 
Nemmeno la storta di Pascal è riuscita a depotenziarlo: questo corre come un dannato, ma come facciamo ad abbatterlo?
Gli #espatriati sostanzialmente fanno due cose: la prima è dire RAPIDO RAPIDO POR FAVOR RAPIDO, che se me lo dicesse anche per scherzo uno che ho raccattato in autostop lo manderei a pulire i cessi alla prima stazione di servizio utile; la seconda è cercare di fregare in tutti i modi gli avversari (citofonare Paola Barale) e sottrargli i passaggi. La mente di tutto è quell’infingardo di Pascal, mentre Kang è mero esecutore delle trovate discutibili del primo. In ogni caso, sono sempre circondati da gnocca locale di prima (?) scelta. 
Una volta fermata la gara con la radiolina, però, gli #espatriati diventano quasi gradevoli. Pascal imbraccia l’ukulele, intrattiene frotte di avventori e riesce a mettere insieme la cena con poco, interagendo con gli autoctoni con uno spirito caciarone e pure divertente.  Se solo fossero sempre così sarebbe uno spasso, e invece…
Sono i maggiori candidati alla vittoria finale, poco da dire.

BOCCIATI

le #professoresse, voto 0
Ma chi ce le ha mannate? BASTA. 
Adesso che le persiane si godono bellamente le prime posizioni, i bonus e gli agi dell’immunità, le professortette hanno trovato una nuova nemesi: Paola Barale. Ok, va bene che siete competitive, che volete vincere, che la Forgia senza Fachinetti ha qualche megabyte libero per pensare a qualcos’altro che non sia la fava, ma davvero BASTA, che si facciano la loro gara senza dover cercare per forza delle donne da detestare. Oltretutto in questa tappa hanno anche litigato come due vajasse, mandandosi a quel paese come due margiasse di Bari vecchia. Ciliegina sulla merda: contravvengono al regolamento e maneggiano SOLDI A PALATE, finendo per essere penalizzate di un posto alla classifica finale. PETTORUTE E MALIARDE. 

Le #professoresse in un momento di tv verità

 

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… perché noi sì che amiamo la raccolta differenziata!