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Napolentone |
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30 Mar 2007, 19:36 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Sezione Recensioni CinemaScopo di questa sezione è ospitare le recensioni di film, in programmazione nelle sale e di film classici o di film che hanno fatto la storia del cnema.
Potette trovare filmati, sketch, trailer, e magari scene tagliate e mai pubblicate riferite ai film in questione.
Le discussioni potranno essere commentate dando luogo così a dei veri e propri dibattiti.
Ricordiamo di assumere nelle discussioni sempre un tono civile e di rispetto per le opinioni altrui.
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19 Jan 2010, 00:43 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
Nazione: USA
Anno: 2009
Durata:96 min
Genere: Drammatico/Thriller
Regia: Bill Guttentag
Distribuzione: Moviemax
Caty Courbet (Eva Mendes) è una dirigente di una emittente televisiva, assoldata per far rialzare gli ascolti.
In cerca di nuove idee, realizza un reality show nel quale si gioca alla roulette russa.
Ovviamente l'emittrice non glielo vuole trasmettere e lei porta avanti la battaglia sotto la bandiera del "sangue fa ascolto".
Alla fine riesce a vincere la sua battaglia.
Il film, a mio avviso, è molto educativo e porta ad interrogarsi sulla moralità dei dirigenti televisivi che mettono il successo sotto a tutto.
Trailer
[yt]CwArYTikyxg[/yt]
Galleria fotografica
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C@pit@nB@rboss@ |
512 |
6 Sep 2009, 23:05 Ultimo messaggio di: C@pit@nB@rboss@ |
Transformer
La vendetta del caduto
[yt]
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Paese: USA
Anno: 2009
Durata : 150 min
Genere: azione, fantascienza
Regia: Michael Bay
Soggetto: Alex Kurtzman, Roberto Orci
TRAMA
La battaglia per la salvezza della Terra è giunta al termine, ma quella per l'universo è appena iniziata. Dopo il ritorno a Cybertron, Starscream assume il comando dei Decepticon e decide di tornare sulla Terra con la forza. Nel frattempo gli Autobot, che credevano che la pace fosse ormai definitiva, scoprono che il cadavere di Megatron è stato trafugato e riportato in vita da Skorpinox. Ora anche lui si appresta a tornare insieme agli altri nemici e ai rinforzi dei Decepticon. Gli Autobot serrano i ranghi per prepararsi all'estrema difesa.
tratta da Movieplayer.it
Curiosità
* Nonostante The Fallen non si trasformi nel film, il suo modellino ha come modalità alternativa un'astronave aliena.
* The Fallen non è mai comparso nella serie animata ma solo nei fumetti.
* Nelle scene ambientate all'interno della camera di Leo si possono notare le locandine di vari film, fra cui Bad boys e Cloverfield.
* Il Tempio dove si trova la matrice è il tempio di Petra (Giordania) lo stesso tempio dove si trova il Sacro Graal in Indiana Jones e l'ultima crociata.
tratte da Wikipedia
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Gran bel film ricco di effetti speciali e ottimi contenuti.
Azione a raffica e combattimenti tra robot,rendono il film scorrevole e carino.
Consigliato sia ai grandi che ai più piccini (non troppo però

)
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C@pit@nB@rboss@ |
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3 Sep 2009, 18:49 Ultimo messaggio di: alessandro 77 |
L'era glaciale 3
L'alba dei dinosauri
[yt]
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/p7adb-oFOMc&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/p7adb-oFOMc&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>[/yt]
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 94 min
Genere: animazione, avventura, commedia
Regia: Carlos Saldanha
Soggetto: Michael Berg, Peter Ackerman
Sceneggiatura: Michael Berg, Peter Ackerman
Produttore: John C. Donkin, Lori Forte
Casa di produzione: Blue Sky Studios
Trama : Manny ed Ellie aspettano il loro primo cucciolo, e il possente mammuth è in brodo di giuggiole. Non si accorge, quindi, dell'imbarazzo malinconico di Diego e di Sid che decidono di allontanarsi, non potendo condividere la realtà della famiglia.
Il bradipo, nelle sue peregrinazioni, cade in una grotta sotterranea nella quale trova tre uova che, in un impeto di gelosia mascherata da affetto paterno, decide di adottare. Senonché, si rivelano essere uova di tirannosauro, in alcun modo abbandonate dalla madre, la quale, risalita in superficie, le rivendica. Riporta quindi nel proprio mondo sotterraneo i tre bebé e anche Sid, che i piccoli preferiscono alla madre.
La grotta sotterranea si rivela essere un mondo nascosto dove i dinosauri si sono salvati dalla nota estinzione di massa cretacica. Manny e la gravida Ellie, Diego e i due opossum decidono di entravi per salvare Sid, qui fanno conoscenza con l'eccentrico Buck che fa loro da guida.
Scrat trova l'amore ovvero Scrattina
Citazioni * L'ossessione di Buck per il baryonix albino Rudy è una chiara citazione all'ossessione del capitano Achab nei confronti della balena bianca in Moby Dick di Herman Melville.
* Nel film, si vede una scena dove i protagonisti si trovano davanti al tirannosauro e Manfred esclama: "nessuno muova un muscolo". Citazione di una analoga scena in Jurassic Park III nella quale il dottor Alan Grant si trova davanti il Tirannosauro Rex.
* Nel film Ellie scivola lungo la schiena di un brachiosauro gridando "YABBA-DABBA-DOO", alla maniera di Fred Flintstone, citazione del cartone animato Gli Antenati.
* Durante la scena del gas esilarante arrivati all'abisso della morte, citazione al nome tradotto di una delle canzoni cantate dagli Alvin and the Chipmunks protagonisti del film Alvin Superstar, i gemelli opossum accennano l'inizio della canzone di Natale, cantando in falsetto.
* Durante il film, il personaggio Buck cita la Divina Commedia di Dante Alighieri quando pronuncia la frase "Perdete ogni speranza o voi che entrate" riferendosi all'ingresso dei compagni di viaggio nella giungla pericolosa.
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Fatelo vedere ai vostri bimbi

a me è piaciuto un sacco

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Spartan |
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3 Aug 2009, 03:10 Ultimo messaggio di: MisaDrums |
Saw III , diretto da Darren Lynn Bousman , costituisce il terzo (
e penultimo?) capitolo della saga iniziata con Saw - L'enigmista. Penultimo in "forse" perché la produzione di Saw IV (nel 2007) dipenderà dal successo che questo terzo capitolo otterrà.
TramaCome negli altri episodi, anche in questo c'è una serie di personaggi che vengono rapiti e sottoposti ad una serie di macabri giochi e test, dove vengono messe alla prova le loro capacità morali e la loro volontà di vivere. In questo, vengono seviziate due persone: la dottoressa Lynn Denlon e Jeff Reinhart. La prima è una dottoressa estremamente abile nel suo lavoro, che viene rapita da una donna di nome Amanda Young, per portarla dall'enigmista, di cui è complice. Egli è malato terminale di tumore e gli rimane poco da vivere, così alla donna viene proposto (o meglio imposto) un gioco: Lynn dovrà mantenere in vita l'enigmista altrimenti, quando il suo cuore si fermerà, un disposito attaccato al suo collo, le farà a pezzi il cranio. Il secondo, è un uomo distrutto dalla morte di suo figlio. E' consumato dal dolore che l'ha spinto a non parlare più con nessuno, nemmeno con sua moglie e sua figlia. Più d'ogni altra cosa, egli desidera fargliela pagare all'uomo che ha investito il ragazzino che intanto ha subito una lieve condanna di sei mesi. Anche lui viene rapito e si sveglia in un posto abbandonato dove dovrà superare dei test in cui incontrerà (come promesso dall'enigmista stesso) tutti coloro che erano direttamente e indirettamente coinvolti con la morte di suo figlio, autista compreso. Se Jeff riuscirà a superare tutti i test imposti dall'enigmista, mentre quest'ultimo è ancora vivo, Lynn potrà essere liberata e fuggire lasciando l'enigmista al destino che troverà più consono. Tuttavia, la storia si evolverà in maniera molto differente da come ci si potrà aspettare.
Visto ieri sera: dopo il 2° capitolo che nn mi era piaciuto quanto il primo (si salvava solo x 2 scene molto truculente come piacciono a me

) questo terzo capitolo ha ripreso lo spirito splatter extreme del 1°
Scene al limite del conato di vomito, trama appassionante che ti tiene incollato alla sedia,e finalone che, nonostante ti lasci l'amaro in bocca, è proprio quel che ci vuole x questo genere di film.
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22 Jul 2009, 07:36 Ultimo messaggio di: Spartan |
Cloverfield
Titolo originale: Cloverfield
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Regia: Matt Reeves
Sito ufficiale: www.cloverfieldmovie.com
Cast: Blake Lively, Mike Vogel, Lizzy Caplan, Jessica Lucas, Michael Stahl-David, Odette Yustman, T.J. Miller
Produzione: Bad Robot
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 01 Febbraio 2008 (cinema)
Trama:New York. Una notte come tante altre, almeno cosμ sembra.., ma ad un certo punto un black out, fa cadere la cittΰ nel buio. Quello che succede subito dopo ι terrificante, una misteriosa creatura sta radendo al suolo la cittΰ, la testa della statua della libertΰ vola come una palla infuocata fra i grattacieli.., la Grande Mela ι nel caos e l'esercito non sa cosa fare...
Critica:Soffrite di mal di mare? Odiate la camera a mano? Allora state alla larga da Cloverfield, storia di un manipolo di amici alla ricerca della donna amata da uno di loro, in una New York notturna assediata da un mostro gigantesco e pauroso.

Tutto il viaggio è documentato dalla videocamera digitale che uno di loro ha in mano e che sarebbe servita per riprendere una festa d'addio.
Visione critica:L'idea iniziale del film era buona, l'invasione da parte di un mostro sconosciuto raccontata da un punto di vista molto parziale, da un'unica visuale, quella di un gruppo di persone che cercano di scappare, ma la storia perde presto di interesse, perchè la storia diventa sempre meno credibile.
Invece di tentare la fuga i protagonisti si gettano verso il mostro per raggiungere un'amica imprigionata nel proprio appartamento, i dialoghi che accompagnano il viaggio sono a dir poco risibili, i protagonisti da normali esseri umani si trasformano presto in una sorta di superman, riuscendo a salire 57 piani a piedi senza avere il fiatone, trapassati da una spranga di ferro corrono a perdifiato, attaccati nell'oscuritΰ da mostri orrendi hanno la prontezza di reagire.
Ma loro non sono niente a paragone della camera digitale che riprende la storia, la batteria è inesauribile, è indistruttibile, ha la visione notturna e una nitidezza di immagine incredibile...
Certo queste possono essere considerazioni superflue in un film che vuole solo divertire, intrattenere, eppure è un peccato che non si sia cercato di realizzare una storia più curata, perchι le scene d'azione sono fatte molto bene, l'inizio della loro fuga e l'attacco al ponte lascia senza fiato.
Visione spensierata:Film mozzafiato, che ti incolla alla poltrona costringendoti a masticarti le unghie fino alla fine.
Ottima la scelta dei tempi, l'avvio è lento, ma introduce bene i personaggi, per poi passare ad un'azione convulsa e frenetica, poi nuovamente l'azione si quieta per sorprendere in modo ancor piω inatteso. Cast semisconosciuto ma comunque all'altezza.
Perfetta anche la promozione del film, J.J. Abrams ha fatto calare una coltre fumosa attorno a tutto il progetto, lanciando di tanto in tanto qualche messaggio sibillino circa il contenuto della storia.
La strategia ha funzionato cosμ bene che nel primo week end di programmazione americano il film ha incassato 48 milioni di dollari in 4 giorni.
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Spartan |
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15 Jul 2009, 14:48 Ultimo messaggio di: Spartan |
Hostel: Part II
Titolo originale: Hostel: Part II
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 96'
Regia: Eli Roth
Sito ufficiale: www.hostel2.com
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/hostel2
Cast: Jay Hernandez, Bijou Phillips, Milan Knazko, Jordan Ladd, Richard Burgi, Roman Janecka, Roger Bart, Edwige Fenech, Lauren German, Heather Matarazzo, Vera Jordanova
Produzione: Raw Nerve, Screen Gems Inc., Lionsgate, International Production Company, Next Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 22 Giugno 2007 (cinema)
Trama:Tre studentesse americane di storia dell'arte a Roma decidono di concedersi una vacanza a Praga. Sul treno incontrano una conoscente che le convince ad andare con lei in una beauty farm sperduta in Slovacchia. Le tre accettano senza sapere che cosa le attende.
Critica:Quando Hostel uscì al cinema il pubblico rimase in(h)orridito dalla violenza messa in scena. Persino i più temerari ebbero qualche sussulto entrando nella stanza degli orrori creata da Eli Roth. L'incubo del regista statunitense riprende da dove lo avevamo lasciato. L'unico superstite dell'ostello slovacco (Paxton/Jay Hernandez) si nasconde in un angolo sperduto del mondo, terrorizzato che un membro dell'organizzazione lo possa trovare. Nel frattempo Beth (Lauren German), Whitney (Bijou Phillips) e Lorna (Heather Matarazzo) sono giunte sul posto dove sono state catalogate e messe all'asta per essere vendute al miglior offerente. Hostel Part II si tinge così di rosa (è un Hostel al femminile) per assumere man mano il colore più scuro del sangue che scorre dolciastro e a litri sulle vite delle vittime.
La componente psicologica degli aguzzini - che nel primo capitolo veniva appena abbozzata con la richiesta di un cliente di torturare chi non parlasse la sua lingua - è messa in risalto attraverso il comportamento dei due ricchi americani - Stuart (Roger Bart) e Todd (Richard Burgi) - che giungono in terra slovacca assetati di trasgressione. Anche il messaggio del regista è più chiaro nel suo tentativo di affrontare il lato oscuro del capitalismo: "chi ha più soldi degli altri decide chi vive e chi muore".
Come Richard Burgi, che regge perfettamente la maschera del "cattivo" avendola già indossata nella serie televisiva 24, Roger Bart è bravo a esprimere il conflitto interiore di un uomo represso, affascinato e allo stesso tempo disgustato dal modus operandi dell'Elite Hunting. A lui è riservata (e non è un caso) la battuta che porta un po' di leggerezza in uno dei momenti più sanguinosi del film, in cui paragona la sua forza a quella di Ercole (per chi non lo sapesse, l'attore ha doppiato il protagonista nel cartone animato della Disney Hercules). Non mancano citazioni "occulte" al cinema di Tarantino, produttore di entrambi i capitoli di Hostel, e un paio di cameo ad hoc a omaggiare il cinema italiano. Edwige Fenech si presta a un ruolo che le sta a pennello, mentre a Ruggero Deodato (

) è stata affidata una parte che si nutre della sua crudeltà cannibalesca. Hostel = Splatter? Sì, ma con cognizione di causa.
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15 Jul 2009, 14:21 Ultimo messaggio di: Spartan |
Io & Marley
Titolo originale: Marley & Me
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 120'
Regia: David Frankel
Sito ufficiale: www.marleyandmemovie.com
Cast: Jennifer Aniston, Owen Wilson, Alan Arkin, Kathleen Turner, Haley Bennett, Clarke Peters, Eric Dane, Jennifer Wiener, Haley Hudson, Victoria Roman
Produzione: Fox 2000 Pictures, Regency Enterprises
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 03 Aprile 2009
Trama:John e Jenny sono sposi nell'inverno gelido del Michigan. Innamorati e ansiosi di intraprendere una vita insieme si trasferiscono nella più calda Florida, dove trovano il lavoro e la casa dei loro sogni. Occupati per testate giornalistiche diverse, i coniugi Grogan progettano in salotto di allargare la famiglia. John, indeciso sulla paternità, fa le prove generali e compra un cucciolo in saldo per il compleanno di Jenny. Battezzato Marley sulle note del cantautore giamaicano, il Labrador biondo travolgerà la vita dei Grogan, "rosicchiando" mobili, progetti e certezze e invitandoli a vivere il presente a dispetto di quello che non è stato e di quello che deve ancora essere. Dopo Marley arriverà un bastimento carico di figli, guai e amore.
Critica:"Io e Marley" non è solo la vita di questo fedele compagno dell’uomo, ma è uno sguardo su una giovane coppia che cerca di creare una famiglia e crescere i figli con amore, affrontando gli imprevisti della vita e i problemi del lavoro. Non è una "famiglia felice" come quella che appare in alcuni spot pubblicitari, dove tutto è perfetto, anzi vi sono problemi legati alla depressione post partum, liti dovute alle scelte da fare per la famiglia che sta crescendo, frustrazioni e sacrifici.
Poteva essere un film dove tutto era perfetto, una simpatica e allegra commedia, come traspare dalla locandina così invitante, ma vi è dell’altro. Il desiderio di rappresentare la realtà così com’è, composta da gioie e dolori, che a volte diventa perfino un po’ surreale e in questo caso l’elemento farsesco è "incarnato" proprio da Marley.
E’ un film che vuole far ridere e commuovere, non ha grandi pretese se non quella di toccare le corde del cuore più sensibili dello spettatore, soprattutto di coloro che hanno vissuto e amato un cane, un gatto o qualsiasi altro animale da compagnia.
E’ un film spassoso, allegro e vivace, che si sviluppa come un diario personale di John Grogan, raccontando e commentando gli eventi della vita, senza però procedere per salti o quadri, per cui nell’insieme è molto fluido e organico, ma sembra tralasciare qualcosa o quasi perderlo. Molte cose vengono solo sfiorate, c’è la tendenza a mettere in risalto il lato assurdo di Marley, limitandosi ad accennare o a non sottolineare gli altri suoi aspetti caratteriali, come la dolcezza e la sua capacità di capire e cercare di sostenere le persone più importanti della sua vita: i suoi padroni. Un esempio è la scena in cui Jenny Grogan (interpretata dalla Aniston) piange seduta sul divano, e qui Marley abbandona le sue vesti di “calamità naturale” per sedersi accanto a lei, appoggiarle il muso triste su un ginocchio e guardarla con i suoi occhi dolci.
E’ una pellicola che riesce a far ridere di gusto e a commuovere, è uno spaccato della realtà quotidiana ed è una vera e importante "Storia d’amore".
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Spartan |
1.097 |
15 Jul 2009, 14:10 Ultimo messaggio di: Spartan |
Lo spaccacuori
Titolo originale: The Heartbreak Kid
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 115'
Regia: Bobby Farrelly, Peter Farrelly
Sito ufficiale: www.heartbreakkidmovie.com
Cast: Ben Stiller, Michelle Monaghan, Jerry Stiller, Malin Akerman, Stephanie Courtney, Ali Hillis, Kathy Lamkin, Nicol Paone
Produzione: DreamWorks Pictures, Conundrum Entertainment, Radar Pictures, Davis Entertainment, DreamWorks SKG
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 09 Novembre 2007 (cinema)
Trama:Eddie Cantrow, un fascinoso quarantenne, è convinto, dopo soli tre giorni di luna di miele, di aver trovato la donna della sua vita. In realtà le cose non vanno come dovrebbero e la neosposa svela lati caratteriali inizialmente sopiti.
Critica:Ricalcando fedelmente i toni surreali e oltraggiosi di Tutti pazzi per Mary, la nuova pellicola dei fratelli Farrelly difetta nel concentrare la vis comica nella prima parte del soggetto che si stempera, nei toni e nel ritmo, nella parte conclusiva. Nonostante la presenza di numerose gag esilaranti, il film ripropone gli stilemi della commedia hollywoodiana (avvicendamento, equivoci più diversi, ricchezza di colpi di scena, lieto fine) senza aggiungere al prodotto soluzioni originali o coraggiose.
I due registi, maghi nel far apparire divertente la vita, sembra abbiano costruito un vero e proprio marchio stilistico che, da un lato, fa piacere ritrovare, dall'altro, genera nello spettatore un sentimento di stanchezza e di ridondanza.
Buono il cast. Sia protagonisti che caratteristi riescono a essere disinvolti e brillanti senza forzature. Su tutti svetta l'interpretazione di Ben Stiller la cui espressività tragicomica ne esce amplificata nella sua vivace naturalezza.
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Spartan |
1.631 |
15 Jul 2009, 13:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Train de vie - Un treno per vivere (1998)
Regia: Radu Mihaileanu
Cast: Agathe De La Fontaine, Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Marie José Nat, Bruno Abraham-Kremer, Michel Muller, Johan Leysen
Genere Commedia
Durata: 103 minuti.
Produzione: Francia, Belgio, Romania, Germania
Anno di uscita: 1998.
Recensione:Uno shtetl, un piccolo villaggio ebreo nell'Europa dell'Est progressivamente invasa dai nazisti. I quali stanno ormai per sopraggiungere. Che fare? Il matto ha un'idea: raccogliere il denaro sufficiente per mettere insieme un treno, travestirsi da nazisti e da deportati e tentare così di passare le linee. L'impresa ha inizio tra consensi e dissensi (nasce persino un'agguerrita cellula comunista). Si beffano i nazisti, si disorientano i partigiani, ci si incontra (sul piano umano) e ci si scontra (su quello musicale) con gli zingari. Finché si giunge in una terra di nessuno. Ma sarà proprio così? Romeno ebreo, Mihaileanu gira un film che non ha dietro le spalle la spinta della Miramax, ma che ben più di La vita è bella meriterebbe l'Oscar. Perché è girato con mano sicura, perché mescola ironia e profonda conoscenza della cultura ebraica, perché ha una musica travolgente, perché ha una prima e una seconda parte che non formano due film ma un tutt'uno. E perché per la parte del matto fu inviato il copione a Benigni. Non vogliamo parlare di plagio, ma di ispirazione forse sì.
Consiglio a tutti di vederlo, è un piccolo capolavoro, mai retorico, attualissimo, scanzonato e triste...
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Spartan |
718 |
15 Jul 2009, 13:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Hancock
Titolo originale: Hancock
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Commedia, Fantastico
Durata: 92'
Regia: Peter Berg
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/hancock
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/hancock
Cast: Will Smith, Charlize Theron, Jason Bateman, Daeg Faerch, Lauren Hill, Valerie Azlynn, David Mattey, Darrell Foster, Kate Clarke
Produzione: Blue Light, Weed Road Pictures, Overbrook Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 12 Settembre 2008 (cinema)
Trama:Ha il nome del primo firmatario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, è nato a Miami, vive a Los Angeles, è alcolizzato, ha superpoteri che non riesce a gestire, è disprezzato dai malviventi e impopolare tra i cittadini, è John Hancock, in arte Hancock. Supereroe inadeguato e imperfetto, Hancock salva la vita a Ray Embrey, dirigente di una società di pubbliche relazioni. Padre affettuoso e marito premuroso, Ray si prende a cuore quel caso super-umano, investendo tempo ed energia per riabilitare l'uomo e riscattare l'eroe agli occhi della comunità. Sospendere l'alcol, radersi la barba, indossare un costume appropriato, atterrare morbido ed elegante sull'asfalto, lodare le forze dell'ordine, compiacere i passanti e soprattutto pagare col carcere i danni procurati ai beni pubblici, sono solo alcune delle buone-azioni che Hancock dovrà mettere in pratica per ottenere l'approvazione dei suoi cittadini. Ma certi vizi, come un passato amore, sono duri a morire.
Critica:C'è qualcosa di misterioso e affascinante nel primo terzo di Hancock: malinconia e stupore si allargano silenziosi nelle inquadrature a scoprire una Los Angeles assediata dalla malavita e un supereroe clochard abbandonato su una panchina. John Hancock, supereroe col vizio dell'alcol e dell'esagerazione, non ha il passato "narrativo" degli eroi (s)mascherati della cultura popolare americana (i comics). È il primo eroe di un fumetto che non uscirà mai. È la prima avventura di un supereroe che non ha mai praticato le strisce e non si è mai espresso in "nuvole". Hancock nasce al cinema. Eppure c'è qualcosa di comune, primordiale e riconoscibile tra l'unbreakable di Will Smith e gli altri supereroi. Sono uomini al di sopra di altri uomini, i cui eccezionali poteri diventano allo stesso tempo un dono e una maledizione, lo strumento di una missione divina e la fonte di un'angoscia infinita. Superman è un bambino abbandonato dai genitori su un pianeta sconosciuto, Spiderman acquisisce accidentalmente i suoi superpoteri senza potersene mai più liberare, gli X- Men vivono isolati a causa delle loro mutazioni, Hulk si trasforma in supereroe attraverso frequenti crisi "epilettiche" e Hancock nasce con un grande potere e due biglietti per il Frankenstein ammogliato di Boris Karloff.
Il sospetto del meraviglioso nello squallore della propria vita e l'evento straordinario in un contesto ordinario sono i temi più interessanti del melodrammasupereroico di Peter Berg, che nei rimanenti due terzi atterra rovinosamente come il supereroe sulla Città degli Angeli. Hancock diventa improvvisamente un altro film e poi un altro ancora, perdendo l'equilibrio narrativo fino a non riuscire più a rialzarsi. Tra agnizioni (la scoperta della sua vera identità) e patimenti "crepacuore" (l'amore ritrovato e perduto), la storia di Hancock si fa elementare e cede il passo ad uno stucchevole sentimentalismo: una "principessa" da salvare, che in virtù dei tempi che corrono non si limita a chiamare aiuto ma partecipa attivamente e (super)eroicamente all'azione. Un action minestrone dove il fracasso delle esplosioni e il contorno della vicenda (incarnato da Charlize Theron) diventano le sole cose fondamentali. E il super Hancock-Smith si adegua.
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vans |
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15 Jul 2009, 13:48 Ultimo messaggio di: Sonia_love |
Funeral Party
Titolo originale: Death at a Funeral
Gran Bretagna, USA, Germania: 2007. Regia di: Frank Oz Genere: Commedia Durata: 90'
Interpreti: Matthew Macfadyen, Rupert Graves, Alan Tudyk, Daisy Donovan, Kris Marshall, Andy Nyman, Jane Asher, Keeley Hawes, Peter Vaughan, Ewen Bremner
Sito web:
www.deathatafuneral-themovie.com
La mattina del funerale di suo padre Daniel si trova a dover fronteggiare una serie di contrattempi, dallo scambio del cadavere, alla deriva psichedelica del fidanzato di sua cugina, passando per il tentativo di ricatto che subisce da un buffo personaggio che arriva a casa sua munito di foto compromettenti che lo ritraggono in compagnia del defunto...
Fatto salvo il concetto di onore ancora vivo in qualche lontano paesino del nostro entroterra dove non si è vista neanche l’ombra della rivoluzione sessuale, esiste un solo altro posto in Europa dove un padre direbbe alla figlia trentenne “non sei obbligata a sposarlo solo perchè sei incinta, troveremo una soluzione” e quel posto è l’Inghilterra.
Il regno dell’apparire viene scosso dalle fondamenta in questo delizioso filmetto, dove salme vengono scambiate e nani vanno in giro per funerali con in tasca foto compromettenti del defunto. La casa si trasforma in un luogo che assomma in se le peggiori fantasie di onta sociale e dove il rigido fidanzato della cugina, già odiato dal suocero si trasforma in un nudista depresso che minaccia il volo dal tetto mentre dentro è in scena l’orazione funebre. Il cugino farmacista si scopre essere un chimico degli allucinogeni che sostituisce il valium, merce preziosa ai funerali, con una manciata di pillole rosa dall’effetto cosmico. Ecco così cadere le prime vittime, dopo il fidanzato non all’altezza di sua sorella, abbiamo nell’ordine il nano ricattatore, che casca dal divano mentre ci balla su legato come un salame e lo zio rompiscatole, in sedia a rotelle che urla di aver visto un cadavere, ma forse ha anche ragione, chissà.
Mentre Daniel cerca di tenere a bada il panico per il fatto di dover declamare un’orazione funebre che sa di essere soporifera, in competizione col poema che avrebbe scritto il fratello Robert, scrittore di fama, le rogne si allineano alla porta provocando una valanga di caos, che manco in un incubo ci si sarebbe sognati di immaginare. Sua moglie, continuamente beccata dalla vedova, lo insegue per tutta la casa intimandogli di inviare la caparra per una casa che lui non potrà mai pagare, e suo fratello con cinico distacco lo avverte che dovrà provvedere da solo al costo del funerale.
La maschera imperturbabile con la quale Daniel accoglie ogni colpo che gli arriva allo stomaco sarebbe impensabile in una ambientazione diversa da questa, gli inglesi si sa hanno self control, e hanno pure il panico che i loro begli altarini vengano messi in piazza, o che la cugina si sposi incinta, per tacere dell’effetto che fa l’idea di un nano seduttore dell’anziano patriarca le cui imprese vengono rese pubbliche durante il funerale.
Certo è il particolare amore per la privacy e l’aborrire ogni scandalo tipici dello stile di vita inglese a rendere esilarante l’intera situazione, che ci si immagina meno divertente in una città italiana dove non importerebbe a nessuno né dell’attività extraconiugale del defunto né dei figli concepiti fuori da matrimoni disapprovati da papà. E’appunto questo il debole del film, il suo essere terribile solo all’interno dei confini culturali a cui si riferisce.
Gli attori sono maschere di stupore molto efficaci, dalla fissità del fidanzato allucinato, alla posa da seduttore di provincia di Justin, un esilarante Ewen Bremmer visto in Traispotting ed in Snatch sempre con la stessa fanciullesca espressione dipinta in volto.
La scenografia e le luci sono efficaci nel rendere la tragedia del caos che si svolge più nel cuore che nella casa, e la regia segue con affetto i poveri sfortunati attori del dramma dell’ipocrisia sociale. In definitiva si tratta di un film senza grosse pretese che se visto senza troppe aspettative potrà senz’altro ispirare più di un affettuoso sorriso.
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15 Jul 2009, 13:44 Ultimo messaggio di: Sonia_love |
Io sono leggenda
Titolo originale: I Am legend
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 100'
Regia: Francis Lawrence
Sito ufficiale: www.iamlegend.warnerbros.com
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/iamlegend/...
Cast: Will Smith, Gabrielle Union, Justin Morck, Alice Braga, Salli Richardson
Produzione: 3 Arts Entertainment, Heyday Films, Original Film, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros.
Trama:New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri. La città è deserta, e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l'umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo seguendo la quotidianità, in attesa della notte, in cui i vampiri escono dalla penombra, attaccando tutto ciò che incontrano.
Critica:Will Smith sa il fatto suo. È nato come rapper, è diventato una star della televisione, e da tempo ha affrontato il cinema. Sempre da protagonista. Dopo il film diretto da Muccino dove recitava con suo figlio, adesso si confronta con se stesso e con una metropoli spettrale che mette in evidenza ogni suo movimento. Forse non sarà candidato all'Oscar, ma la sua interpretazione è degna di nota. Passando al film, il "one man show" di Smith è supportato da una scenografia incredibilmente convincente, e da una regia di mestiere.
Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine. A dispetto della necessità di includere la componente horror (le scene d'azione sono presenti per coinvolgere il target giovane), a parte la mezz'ora finale, Io sono leggenda, si concentra sul singolo, sull'uomo che poteva cambiare il mondo, su chi ha la consapevolezza che è molto semplice distruggere ciò che si ha per le mani tutti i giorni.
L'11 Settembre è lì, è l'origine delle cose, e Richard Matheson che nel 1954 scrisse il romanzo omonimo, non avrebbe potuto immaginarselo così reale. Ma alla fine, la convinzione ultima, è che solo l'umanità può decidere le sorti del mondo.
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9 Jul 2009, 08:42 Ultimo messaggio di: Spartan |
La ragazza del mio migliore amico
Titolo originale: My Best Friend's Girl
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 103'
Regia: Howard Deutch
Sito ufficiale: www.mybestfriendsgirlmovie.com
Cast: Alec Baldwin, Kate Hudson, Jason Biggs, Jenny Mollen, Lizzy Caplan, Dane Cook, Diora Baird, Amanda Brooks, Andrew Caldwell, Riki Lindhome, Nate Torrence, Andrew Caldwell
Produzione: Management 360, New Wave Entertainment, Superfinger Entertainment, Terra Firma Films
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 19 Giugno 2009 (cinema)
Trama:Dustin è innamorato della collega Alexis la quale però non è poi così interessata a lui tanto da chiedergli, dopo cinque settimane di appuntamenti, di restare buoni amici. Diventa quindi per lui indispensabile chiedere l'aiuto del compagno di appartamento Tank. Costui ha una sorta di specializzazione: se un uomo viene lasciato da una donna lui fa in modo di conoscerla, uscire con lei e disgustarla a tal punto che lei non vorrà fare altro che ritornare tra le protettive braccia di chi ormai considerava un ex. Tank entra quindi in azione con Alexis utilizzando l'ormai collaudata strategia. Ma le cose non vanno come previsto.
Critica:Non si può dire che Howard Deutch non sia un esperto in commedie. Questa volta rischia con la sceneggiatura di un esordiente come Jordan Cahan ma fa centro più che in altre occasioni. Riesce cioè a dar vita sullo schermo a un connubio ad alto tasso di possibile insuccesso: mescolare situazioni di bassa volgarità alla fratelli Farrelly con la struttura di base della commedia romantica.
Perché potrebbe bastare la divertentissima esplicitazione dei 10 passaggi (all'indietro) sufficienti per sconvolgere una brava ragazza per far uscire dalla sala una parte del pubblico femminile gridando alla misoginia. Ma il film procede, grazie al ruolo di sciupafemmine a rischio di resa ben interpretato da Dane Cook, su un percorso volutamente accidentato che prepara il romanticismo grazie a una pavimentazione di scene come quella in cui Tank fa ascoltare una telefonata intima di Alexis ai corsisti a cui spiega come comportarsi con i clienti dell'azienda in cui lavora.
Il vertice lo si tocca poi con la comparsa di Alec Baldwin che ha saputo sfruttare il passare degli anni riciclandosi in tv in 30 Rock e ricoprendo in questo film il ruolo di un padre satiro al cui confronto impallidiscono i seduttori più maschilisti che la commedia americana (e non) ci ha finora proposto.
Quando si rivisita un genere ormai abusato avendo il coraggio dell'acrobazia in un panorama che tende sempre più alla copia conforme il merito va riconosciuto.
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5 Jul 2009, 22:30 Ultimo messaggio di: Spartan |
21
Titolo originale: 21
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 125'
Regia: Robert Luketic
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/21
Sito italiano: www.21ilfilm.it/
Cast: Kevin Spacey, Laurence Fishburne, Kate Bosworth, Jim Sturgess, Liza Lapira, Sam Golzari, Aaron Yoo, Jack McGee, Kal Thompson, Rebecca Marshall
Produzione: Michael De Luca Productions, Trigger Street Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 18 Aprile 2008 (cinema)
Trama:A Ben Campbell occorrono 300.000 dollari per potersi pagare le rette del college. In suo aiuto accorre un eccentrico professore di matematica e la sua combriccola di giovani giocatori di Blackjack.
Cooperando insieme nel famoso gioco di carte, tramite un sistema di segni e conteggi, svaligeranno Las Vegas...
Critica:
Tratto dal romanzo di Ben Merzich, "Blackjack Club", a sua volta ispirato ad una storia vera, "21" è il nuovo film con la stella di "Across the Universe" Jim Sturgess. Accanto a lui giovani astri nascenti del cinema hollywoodiano e due veterani quali Kevin Spacey e Laurence Fishburne.
Il bello del cinema è che la maggiorparte dei film possono anche non essere dei capolavori senza dover per forza essere delle schifezze. Questo film non sarà certamente una pietra miliare del cinema ma permette di trascorrere un paio d'ore in tranquillità, è avvincente e divertente. La perfezione certo non esiste, ma se qualcosa gli si avvicina è sicuramente il "giochino eterno" che è stato costruito a Las Vegas è comunque in tutti i casinò in giro per il mondo, l'industria del divertimento non si ferma mai e vince sempre, per gli appassionati dell'azzardo questo film può rappresentare una sorta di rivincita, molto morale e poco reale, nei confronti di un sistema, appunto, praticamente perfetto. A me il film è piaciuto perche non pretendevo niente di più di quello che non era in grado di dare....... Volendo, si potrebbe stare ore ed ore a disquisire che Kevin Spacey è sprecato nel ruolo del professore e che non si dovrebbe buttare via per film come questo ma, dato che ormai gli è rimasto ben poco da dimostrare perchè la sua classe e bravura sono ampiamente dimostrate e cristalline, anche questo puro "esercizio di stile" nel campo dei film, diciamo così, "commerciali" non è di certo da considerarsi una macchia indelebile sul suo (immaccolato) curriculum.
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5 Jul 2009, 09:32 Ultimo messaggio di: Spartan |
Eagle Eye
Titolo originale: Eagle Eye
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Thriller
Durata: 118 min
Regia: D.J. Caruso
Sito ufficiale: www.eagleeyemovie.com
Sito italiano: www.cinema.universalpictures.it/website/eagleeye/
Cast: Shia LaBeouf, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Billy Bob Thornton, Eric Christian Olsen, Ethan Embry, William Sadler, Michael Chiklis, Lynn Cohen
Produzione: DreamWorks SKG
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 20 Febbraio 2009 (cinema)
Trama:Jerry ha da poco perso il fratello in circostanze misteriose e misteriosamente si ritrova il conto corrente pieno di soldi... qualcosa di strano gli sta accadendo. Quando torna nel suo appartamento trova armi, passaporti falsi e un telefono che squilla... A sua insaputa é stato coinvolto in piano terroristico per assassinare un politico e non sa come uscirne. Nella stessa situazione di Jerry si trova anche Rachel, una giovane mamma single, vittima di chiamate telefoniche da parte di sconosciuti...
Critica:Il film è un thriller d’azione interamente manipolato dalla tecnologia, è quest’ultima a farla da padrone nelle rocambolesche scene veloci che la pellicola ci presenta una dietro l’altra senza darci possibilità di domandarci cosa sta succedendo od il perché questo accade. La trama si svelerà improvvisamente trasportandoci in quell’ambito socio-politico che ultimamente ci è tanto attuale ma rimane comunque nei soliti clichè visti e rivisti dove lo scontato è sempre dietro l’angolo,si pensi anche ai rapporti umani troppo standard e senza sfaccettature. Sembra essere la velocità ed il correre continuo con il tempo scandito fino nei minimi secondi quello che rende la visione coinvolgente e altamente vivace. La nuova interpretazione di Shia LaBeouf come protagonista convince con sufficienza cosi come il resto del cast tranne Billy Bob Thornton leggermente sopra gli altri. Un piacevole intrattenimento per un paio d’ore con qualche bella dose di adrenalina,se vi piace vedere auto in frantumi e sentire il rumore metallico degli schianti è il film che fa per voi. Morale di fondo,già sentita e vista, sull’uso ed il futuro della tecnologia. salvezza o dannazione umana ?
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2 Jul 2009, 14:51 Ultimo messaggio di: Spartan |
Terminator Salvation
Titolo originale: Terminator Salvation
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Durata: 115'
Regia: McG
Sito ufficiale: www.sonypictures.net/movies/terminatorsalvation/
Sito italiano: www.terminatorsalvation.it
Cast: Christian Bale, Sam Worthington, Anton Yelchin, Moon Bloodgood, Common, Bryce Dallas Howard, Roland Kickinger, Helena Bonham Carter, Chris Ashworth
Produzione: The Halcyon Company, IMF Internationale Medien und Film GmbH & Co. Produktions KG, Intermedia Films, Lin Pictures, T Asset Acquisition Company
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 05 Giugno 2009 (cinema)
Trama:Anno 2003. Marcus Wright è detenuto nel Braccio della Morte in attesa di ricevere l'iniezione letale. Ha ucciso suo fratello e due poliziotti e vuole soltanto farla finita ma la dottoressa Serena Kogan ha deciso per lui un altro destino. Firmato un documento legale che consegna il suo corpo alla scienza e gli promette una seconda opportunità, Marcus viene ‘terminato'. Anno 2018. John Connor, leader ideale e carismatico del genere umano, partecipa alla Resistenza contro Skynet, il network di intelligenze artificiali, e il suo esercito di Terminator indistruttibili. Efficace e intraprendente, è deciso a sferrare un attacco mortale al nemico, a trovare suo padre Kyle Reese e a garantire un futuro all'umanità dopo l'apocalisse nucleare scatenata dalle macchine. Lo aiuterà Marcus, galeotto venuto dal passato e portatore di un segreto. Diffidenti ma determinati a vincere la loro battaglia, collaboreranno e troveranno la verità nel cuore.
Critica:Visto ieri sera: a parte qualche buco di sceneggiatura, il film non è malaccio.
L'ho trovato abbastanza noiosetto nella parte iniziale, per poi migliorare quando finalmente Marcus e Connor si incontrano mentre la parte finale mi è sembrata invece più che passabile.
Mi ha stupito positivamente il fatto che il regista abbia tirato fuori una regia chiara e comprensibile, sebbene non ci fosse nulla da far gridare al miracolo.
Gli effetti speciali e le interpretazioni mi sono sembrate più che sufficienti, mentre ho trovato abbastanza sotto le righe le musiche di Danny Elfman, tranne ovviamente quando riprendevano il tema originale della serie.
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4 Jun 2009, 18:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
La vie en rose
Titolo originale: La Môme
Nazione: Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 40'
Regia: Olivier Dahan
Sito ufficiale: www.tfmdistribution.com/lamome
Cast: Marion Cotillard, Sylvie Testud, Gérard Depardieu, Jean-Paul Rouve, Pascal Greggory
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 04 Maggio 2007 (cinema)
Nominations Oscar 2008Trama:La vita della straordinaria cantante transalpina e le difficoltà che ha incontrato sin da bambina, quando fu costretta a crescere nel bordello gestito dalla nonna paterna. Scoperta dal proprietario di un night, ben presto la sua voce e le sue canzoni la resero famosa da una parte all'altra dell'oceano Atlantico...
Critica:Un film bello, ricco di trovate registiche interessanti che evita di fare un'apologia (data l'importanza della Piaf in Francia era possibile cadere nella trappola), ma dando una precisa idea della donna che si celava dietro quella voce così ricca. Stona giusto un poco la scelta di fare vedere la morte della figlia solo a fine film, quando è chiaro che si è trattato di un evento che ha segnato ogni attimo della vita futura della Piaf, e la storia d'amore con il pugile Marcel Cerdan.
Marion Cotillard, splendida in "Un'ottima annata", diventa una superba Piaf a scapito dell'estetica. La voce quando canta è di Jil Aigrot, ma lei come attrice è comunque bravissima. Ottimo anche il resto del cast. I sottotitoli ci sono solo per le canzoni il cui testo ha una particolare importanza a livello narrativo.
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26 May 2009, 09:41 Ultimo messaggio di: Spartan |
Star Trek
Titolo originale: Star Trek
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2009
Genere: Fantascienza
Durata: 127'
Regia: J.J. Abrams
Sito ufficiale: http://www.startrek.com/startrek/view/seri.../011/index.htmlSito italiano: http://www.cinema.universalpictures.it/website/startrek/Cast: Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder, Zoe Saldana, Karl Urban, John Cho, Bruce Greenwood
Produzione: Paramount Pictures
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 08 Maggio 2009 (cinema)
Trama:James Tiberius Kirk è nato tra le stelle ed è cresciuto nell'Iowa, ribelle e ostinato vuole conoscere il nome della bella Uhura, onorare la memoria del padre, servire una causa, esplorare nuovi mondi e arrivare là dove nessun uomo è giunto prima. Spock è nato sul pianeta Vulcano da madre umana e padre vulcaniano, razionale e controllato pratica la disciplina del Kolinahr per purificarsi dalle emozioni, ama con virtuoso trasporto Uhura, domina la sua metà umana e si arruola nella Flotta stellare. È sull'Enterprise, prestigiosa nave spaziale governata dal Capitano Christopher Pike, che i due giovani si incontrano e si scontrano per affrontare un temibile nemico venuto dal futuro. Nero, diabolico Capitano Romulano, ha infatti deciso di distruggere tutti i pianeti della Federazione per mettere a tacere il dolore di una perdita incommensurabile. Tra passato, presente e futuro, Kirk e Spock si arrenderanno a una grande amicizia e curveranno lo spaziotempo, salpando verso l'ultima frontiera.
Critica:Confessione n° 1: non sono tra i fans di Star Trek, anzi me ne sono sempre tenuto a debita distanza.
Confessione n° 2: dei film tratti dalle serie tv diffido da tempo, mentre le 10 versioni cinematografiche precedenti di Star Trek non hanno certo lasciato il segno.
Confessione n° 3: dopo 5 minuti di film ho cominciato ad ammirare il look delle scenografie, dopo altri 10 ho riconosciuto l’umorismo e il gusto del paradosso di J.J. Abrams, il creatore di Lost ormai consacrato “nuovo Spielberg”. E quando i giovani Spock e Kirk si ritrovano prima a litigare e poi, molto lentamente, a cooperare a bordo dell’Enterprise, mi sono lasciato andare a un divertimento che mi ha accompagnato fino alla fine di questo giocattolone da 150 milioni di dollari, un po’ sit-com, un po’ saga spaziale, con tutte le psicologie, le battute e le gag al posto giusto.
Naturalmente non era affatto ovvio trasformare un oggetto di modernariato come l’Enterprise e il suo equipaggio multietnico in un film in linea coi tempi, che sposa il ritmo e le trovate visive a un clima di rinnovata tolleranza e curiosità molto intonati all’era Obama. Abrams e i suoi sceneggiatori ci riescono lavorando sul meccanismo ben rodato del “prequel”, che ringiovanisce personaggi e situazioni lasciando intatte le idee chiave della serie.
Ed ecco le sbruffonate del futuro capitano Kirk, cui il quasi adolescente Chris Pine dà un tocco di maledettismo alla James Dean (il divertente prologo automobilistico cita proprio Gioventù bruciata). Ecco le orecchie a punta e il culto della logica dei vulcaniani, anche se l’imperturbabile Spock, perseguitato dai compagni di college, ha un padre vulcaniano ma una madre terrestre (fugace apparizione di Winona Ryder), dunque è assai meno impermeabile alle emozioni di quanto voglia sembrare... il tutto servito da uno script che alterna con molta efficacia scene d’azione e momenti di gruppo (mai saga fu più corale e democratica), battaglie stellari e scaramucce adolescenziali, la lotta per il comando sull’Enterprise e quella per l’amore della bella Uhura, esperta di lingue aliene che sulla Terra divide casa con una bionda dalla pelle... verde, bandiera di tolleranza nonché protagonista dell’unica scena di sesso del film. Aggiungete viaggi e paradossi temporali, “teletrasporti”, cadute libere nel vuoto stellare, punte drammatiche (il pirata galattico Eric Bana fa addirittura implodere il pianeta Vulcano), contrappunti comici (il giovanissimo navigatore russo Cechov, lo scienziato inglese Simon Pegg), e capirete cosa voleva dire Abrams dichiarando:
questo non è un film per i fans. È un film per tutti gli altri, che sono molti di più: infatti si prende tutte le libertà di cui ha bisogno. Per il suo e il nostro piacere.

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24 May 2009, 09:57 Ultimo messaggio di: Spartan |
Angeli e Demoni
Titolo originale: Angels & Demons
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 138'
Regia: Ron Howard
Sito ufficiale: www.angelsanddemons.com
Sito italiano: www.angeli-e-demoni.it
Cast: Tom Hanks, Ayelet Zurer, Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, David Pasquesi, Cosimo Fusco, Allen Dula, Pierfrancesco Favino, Carmen Argenziano, Gino Conforti
Produzione: Columbia Pictures, Imagine Entertainment, Sony Pictures Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 13 Maggio 2009 (cinema)
Trama:Roma e il mondo sono in lutto per la morte del Santo Padre. Distrutto l'anello piscatorio, il camerlengo deve fare fronte al rapimento dei quattro cardinali favoriti alla successione pontificia e alla minaccia della distruzione della Città del Vaticano ad opera degli Illuminati, una confraternita venuta dal passato a rivendicare il primato della scienza sulla Chiesa e sullo Spirito. Riunito in Concistoro per eleggere il nuovo Papa, il collegio cardinalizio assolda Robert Langdon, docente di simbologia religiosa a Harvard. Nemico stimato della Chiesa, che non gli perdona la negazione dell'incarnazione del Verbo, il cavaliere accademico accetta l'investitura e parte alla volta della Capitale. Archiviati acredine e risentimento, il professore e gli uomini della Chiesa, armati di spirito e alabarda, collaboreranno alle indagini e alla risoluzione del mistero. Un mistero nascosto dentro le chiese e sotto le segrete della Città Eterna.
Critica:Americanata (forse) peggio del Codice da Vinci, che almeno ha il pregio di durare solo un paio d'orette....
Nonostante tutto non ci si annoia visto che l'azione non manca mai: tra il super -camerlengo, morti in Piazza San Pietro devastazioni di chiese e cardinali marchiati a fuoco non m'è venuto manco di fare uno sbadiglio

Conclusione: c'è (molto) di peggio in giro, e da un tipico prodotto blockbuster non è che ci si poteva pretendere di meglio.
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18 May 2009, 20:28 Ultimo messaggio di: Spartan |
Milk
Titolo originale: Milk
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Gus Van Sant
Sito ufficiale: www.filminfocus.com/focusfeatures/film/milk
Sito italiano: www.libero.it/milk
Cast: Sean Penn, Josh Brolin, Emile Hirsch, James Franco, Diego Luna, Brandon Boyce, Denis O'Hare, Victor Garber
Produzione: Focus Features, Groundswell Productions, Jinks/Cohen Company
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 23 Gennaio 2009 (cinema)
Trama:Nel 1977, Harvey Milk è stato eletto supervisor (consigliere comunale) a San Francisco, divenendo il primo omosessuale dichiarato ad avere accesso a una importante carica pubblica in America. La sua vittoria non è stata solo una vittoria per i diritti dei gay, ma ha aperto la strada a coalizioni trasversali nello schieramento politico. Harvey Milk ha incarnato per molti - dagli anziani agli iscritti al sindacato - una nuova figura di militante per i diritti civili; e con la sua morte prematura, avvenuta nel 1978, è diventato un eroe per tutti gli americani. Il film ripercorre gli ultimi 8 anni della vita di Harvey Milk. Attivista del movimento dei diritti degli omosessuali. Amico. Amante. Unificatore. Politico. Combattente. Icona. Ispiratore. Eroe. La sua vita ha cambiato la storia, e il suo coraggio ha cambiato la vita di tante persone.
Critica:Il cinema, oltre che svago, divertimento, evasione, può essere anche istruttivo. Come in questo caso, in cui viene narrata una vicenda che non conoscevo. E' la storia di coraggio, di lotta, di dignità di un omosessuale che prende in mano le redini del movimento che lotta contro le discriminazioni che ancora negli anni '70 colpivano coloro che avevano attitudini sessuali considerate "non normali" e "deviate". Il film è molto bello e la storia è forte e a tratti estremamente commovente. Milk paga con la vita la sua battaglia, ma certi risultati nella strada del giusto riconoscimento di pari diritti a tutti gli uomini e donne, indipendentemente dall'orientamento sessuale, sono da attribuire anche alla sua attività, al suo coraggio, alla sua forza. Sean Penn è semplicemente immenso, alla fine del film si vedono delle immagini dei personaggi reali del racconto affiancati a quelli degli attori che li hanno interpretati: sono tutti di una somiglianza impressionante. Quando Sean Penn viene affiancato al vero Milk, si nota tutto lo studio dell'espressività e dei movimenti che l'attore ha fatto sul personaggio protagonista della vicenda. Da Oscar, che infatti ha vinto.
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16 May 2009, 13:29 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Wrestler
Titolo originale: The Wrestler
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione
Durata: 105'
Regia: Darren Aronofsky
Sito ufficiale: www.thewrestlermovie.com/index.html
Sito italiano: www.luckyred.it/thewrestler
Cast: Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Judah Friedlander, Ajay Naidu, Mark Margolis, Ashley Springer, Anna-Karin Eskilsson, Giovanni Roselli, Angelina Aucello
Produzione: Protozoa Pictures, Saturn Films
Distribuzione: Lucky red
Data di uscita: 06 Marzo 2009 (cinema)
Trama:Negli anni '80 Randy "The Ram" Robinson era un eroe del pro wrestling all'apice della carriera. L'incontro con il rivale Ayatollah, sconfitto il 6 aprile 1989, sarebbe rimasto per sempre nella storia dello spettacolare sport. Tuttavia, venti anni dopo "l'ariete" porta sul corpo i segni della lotta. Appesantito e decaduto, lavora part time in un grande magazzino e pratica il wrestling nelle palestre dei licei, ogni fine settimana, per la gioia dei (pochi) fan che gli sono rimasti.
Critica:Il fallimento e la distruzione fisica sono temi che Darren Aronofsky aveva già esplorato in passato ma nel narrare la ballata del lottatore errante, trova il modo per estenderli a una sfera più ampia. Il personaggio di The Ram (interpretato da un Mickey Rourke in stato di grazia) rappresenta infatti l'essenza stessa del fallimento. Colpito da un infarto in seguito a un incontro mortificante, il vecchio wrestler inizia a riflettere sulla sua esistenza e trova nella spogliarellista di Marisa Tomei – una donna che per molti aspetti gli somiglia – un'affabile confidente che gli suggerisce di mettersi in contatto con la figlia. Spostando le luci di scena dal ring all'animo spezzato di un uomo, Aronofsky assume un piglio compassionevole, senza mai eccedere nei toni evitando la drammatizzazione fine a se stessa. Virando dall'"art-rock" e dal cinema artigianale e visionario al quale ci aveva abituati, per intraprendere una strada narrativamente più semplice e schematica, il regista statunitense (in)segue da vicino il wrestler, riprendendolo spesso di spalle in quello che appare un moto di deferenza, come se non volesse mostrare il declino dell'eroe.
Durante la sua personale ricerca di una rinascita, The Ram affronta a testa alta la vita fuori dal ring, provando con ogni strumento a sua disposizione a diventare l'uomo che non è mai stato. A sostenerlo è il ricordo del boato della folla, lo stesso che continua a tentarlo sebbene sia ormai un "vecchio pezzo di carne maciullata", perché i colpi inflitti dalla realtà sono più dolorosi di quelli subiti sul palco sotto ai riflettori. L'ultima drammatica sequenza, che lo mostra di spalle, è interrotta dal nero cinematografico e dai titoli di coda accompagnati dalla toccante ballata di Bruce Springsteen scritta appositamente per il wrestler e per tutti i lottatori caduti.
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13 May 2009, 11:04 Ultimo messaggio di: Spartan |
Into the Wild
Titolo originale: Into the Wild
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Avventura, Drammatico
Durata: 148'
Regia: Sean Penn
Sito ufficiale: www.intothewild.com
Cast: Emile Hirsch, Vince Vaughn, Hal Holbrook, Kristen Stewart, William Hurt, Marcia Gay Harden
Produzione: Paramount Vantage, River Road Films, Art Linson Productions, Into the Wild, River Road Entertainment
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 25 Gennaio 2008 (cinema)
Nominations Oscar 2008Trama:Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia.
Critica:Il forte trasformismo di Emile Hirsh facilita per lo spettatore un'istantanea immedesimazione in una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. La maestria con cui Penn miscela tematiche così diverse e complesse è unica. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti.
Il film ha una valenza politica nonostante questo non sia l'intento di base. Alle volte, si trasforma in un vero e proprio atto di fede il cui credo fugge da tutto ciò che è religioso in senso stretto per trovare sfogo in una dimensione che è solo e unicamente personale. Tutti le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti.
Ancora più maturo e disinvolto nel lavoro registico, Penn gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura.
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23 Mar 2009, 11:27 Ultimo messaggio di: Spartan |
Quando l'amore brucia l'anima - Walk the line
Titolo originale: Walk the line
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 136'
Regia: James Mangold
Sito ufficiale: www.walkthelinethemovie.com
Cast: Joaquin Phoenix, Reese Witherspoon, Ginnifer Goodwin, Robert Patrick, Dallas Roberts, Dan John Miller
Produzione: James Keach, Cathy Konrad
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 16 Febbraio 2006
3 Golden Globe 2006: miglior film commedia o musicale, miglior attore musical/commedia (a Joaquin Phoenix), migliore attrice musical/commedia (a Reese Witherspoon)
1 Oscar 2006: miglior attrice protagonista (a Reese Witherspoon)
Trama:Costante come un treno, tagliente come un rasoio, Johnny Cash non ha mai rinunciato a cavalcare il proprio destino, a costo di esserne disarcionato. Questo ritratto biografico ripercorre la vita del mito, dall'infanzia nel countryside al servizio militare, dagli esordi, quando il rock'n'roll era una questione di scintille, al concerto del '68 nella prigione di Folsom. Quando l'onda del successo è impetuosa e il talento rischia di seppellire l'uomo, l'amore per June Carter può essere insieme dannazione e salvezza. Dai campi di cotone dell'Arkansas a idolo delle folle d'america, la parabola del "man in black" per eccellenza è un vortice di successi ed eccessi degno di una leggenda.
Critica:Tratto dall'autobiografia dello stesso Cash e dal libro "Man in Black", Walk the Line riga dritto, consistente e godibile: un coinvolgente viaggio alle radici del rock che racconta l'uomo, ascesa agli inferi e ritorno, verso il raggiungimento di una dimensione consapevole. Una Whiterspoon perfetta affianca un Joacquin Phoenix, se non da Oscar, all'altezza del Dennis Quaid di Great Balls of Fire, gloriosa biopic di Jerry Lee Lewis della quale ci si sorprende a respirare nuovamente l'essenza. Il country non è mai stato così eccitante.
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11 Mar 2009, 11:34 Ultimo messaggio di: Spartan |
Harold e Maude
Titolo originale: Harold and Maude
Paese: USA
Anno: 1971
Durata: 90'
Genere: commedia, drammatico
Regia: Hal Ashby
Sceneggiatura: Colin Higgins
Interpreti e personaggi: Bud Cort, Ruth Gordon,Vivian Pickles, Cyril Cusack, Charles Tyner, Ellen Geer, Eric Christmas, G. Wood, Judy Engels, Shari Summers, Tom Skerritt
Musiche: Cat Stevens
Nel 1997 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Trama:Ricchissimo, afflitto da madre possessiva, incline a mettere in scena finti suicidi, il giovane Chasen fa amicizia con una contessa ottantenne che gli insegna il gusto della vita e della libertà.
Critica:I punti di forza di questa eccentrica commedia che divenne un longseller sono la sceneggiatura di Colin Higgins (che ne cavò un romanzo e una pièce teatrale di successo), l'interpretazione di R. Gordon, attrice, scrittrice e sceneggiatrice (col marito Garson Kanin) emerita – la colonna musicale di Cat Stevens. Nella sua mescolanza di toni, è un testo tipico da fine anni '60 che rivendica il diritto alla fantasia, alla marginalità, alla libertà individuale.
Trailer:[yt]BHekCJdQUHE[/yt]
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5 Mar 2009, 13:03 Ultimo messaggio di: Spartan |
Il bambino con il pigiama a righe
Titolo originale: The Boy in the Striped Pyjamas
Nazione: Regno Unito, U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Guerra
Durata: 100'
Regia: Mark Herman
Sito ufficiale: www.boyinthestripedpajamas.com
Sito italiano: www.ilbambinoconilpigiamaarighe.it
Cast: David Thewlis, Vera Farmiga, Rupert Friend, Iván Verebély, Richard Johnson, Sheila Hancock, Jim Norton, David Heyman, Asa Butterfield
Produzione: BBC Films, Heyday Films, Miramax Films
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 19 Dicembre 2008 (cinema)
Trama:Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l'avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l'eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l'autorità materna e l'odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.
Critica:A differenza di
La vita è bella e di
Train de vie, Il bambino con il pigiama a righe non è una favola dove ognuno ha un proprio e preciso ruolo, al contrario nel film di Herman i due universi, quello del Bene e quello del Male, si lambiscono fino a confondersi e a sconvolgersi. Nel Bambino col pigiama a righe è l'inadeguatezza e la debolezza degli adulti, anche di quelli buoni, a obbligare i bambini a prendere in mano il proprio destino e a determinarlo. I padri e le madri non fanno “magie” come il Guido Orefice di Benigni e il Male che li circonda finisce per inghiottire i loro figli e renderli all'improvviso consapevoli. Il regista inglese è abile a evitare gli stereotipi della storia “cattiva” e della contrapposizione tra infanzia idealizzata e abiezioni del mondo adulto, analizzando la durezza di un'epoca (la Germania nazionalsocialista) e di un'età (l'infanzia).
E' un film evocativo di un'epoca nera e tragica, rivista attraverso la psicologia di un'amicizia infantile e di una (pre)matura scelta di campo, complicate da una realtà storica di discriminazioni e di selezioni razziali. Immagini che richiamano per tutti la necessità di frequentare (sempre) la Memoria e di non considerare mai risarcito il debito con il nostro passato.
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3 Mar 2009, 20:17 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Millionaire
Titolo originale: Slumdog Millionaire
Nazione: Regno Unito, U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 120'
Regia: Danny Boyle
Sito ufficiale: www.foxsearchlight.com/slumdogmillionaire/
Sito italiano: www.luckyred.it/themillionaire
Cast: Mia Drake, Imran Hasnee, Anil Kapoor, Irfan Khan, Madhur Mittal, Dev Patel, Freida Pinto, Shruti Seth
Produzione: Celador Films
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 05 Dicembre 2008 (cinema)
Trama:Per riuscire a riconquistare la sua ex, un ragazzo indiano, analfabeta, decide di partecipare al programma "Chi vuol essere miliardario?", del quale la ragazza é assidua spettatrice; a lui non interessa il denaro, lui vuole vincere per dimostrare qualcosa alla sua amata. Quando, dopo aver scalato tutte le domande, riesce a vincere, viene accusato di aver imbrogliato.
Critica:Il regista inglese già autore di "Trainspotting" e "The Beach", fedele al motto "ogni volta che mi cimento con un genere diverso, mi sento come all’esordio e riesco a dare più freschezza al racconto", stavolta è infatti volato in India (dove non era mai stato) per girare una favola tanto indiana nell’anima, quanto occidentale nell’occhio. I dodici quiz che vengono proposti a Jamal per arrivare alla meta finale sono, infatti, l’occasione per conoscere la storia di questo ragazzo nato paria, scampato a mille traversie, e ora aspirante paperone. La vita di un ragazzo che ha fatto del ricongiungimento con la sua amata Latika la sua ragione di vita e che è pronto a sacrificare tutto sé stesso in nome dell’amore.
Boyle ci racconta tutto questo come un thriller, fa un abile uso del flashback e tiene sulle spine qualsiasi spettatore giocando sulla credibilità del personaggio anziché sulla sua cultura. Dentro c’è uno dei fondamenti della cultura indiana, il karma, il destino inteso come frutto delle azioni (positive) della persona, ma anche i colori e il melodramma indiano, quella Bollywood che stiamo conoscendo sempre più. Ne esce un ibrido culturale affascinante, ritmato, un intrattenimento che ben calibra humour e thrilling lasciando comunque spazio a riflessioni ad ampio raggio sulle condizioni disumane che tanti ragazzini (non solo indiani) si trovano a dover affrontare quando lo stato latita e intorno i grandi non si fanno tanti scrupoli.
Premi:8 Academy Awards: Miglior film, Miglior regia, Migliore sceneggiatura non originale, Miglior montaggio, Migliore fotografia, Miglior sonoro, Migliore colonna sonora, Migliore canzone
4 Golden Globe 2009: miglior film drammatico, miglior regista (Danny Boyle), migliore sceneggiatura, miglior colonna sonora
1 Screen Actors Guild Awards 2008: miglior cast
Toronto International Film Festival: People's Choice Award
3 National Board of Review Awards 2008: miglior film, miglior performance rivelazione maschile (Dev Patel), miglior sceneggiatura non originale
3 British Independent Film Awards 2008: miglior film, miglior regista, miglior esordiente (Dev Patel)
7 Premi BAFTA 2009: miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura non originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior colonna sonora, miglior suono
Camerimage 2008: Rana d'oro (Anthony Dod Mantle)
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18 Feb 2009, 09:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Little Miss Sunshine
Titolo originale: Little Miss Sunshine
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 101'
Regia: Jonathan Dayton, Valerie Faris
Cast: Steve Carell, Toni Collette, Greg Kinnear, Alissa Anderegg, Alan Arkin, Cassandra Ashe, Abigail Breslin, Paul Dano
Produzione: Big Beach Films, Third Gear Productions LLC, Deep River Productions, Bona Fide Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Anno: 2006
Trama:Cheryl, moglie e madre per vocazione, alle prese con il secondo matrimonio, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale, Dwayne e Olive, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia, il nonno, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane, e, ultimo in ordine di arrivo, lo zio Frank, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia, quella degli Hoover, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California, Little Miss Sunshine, per cui la piccola Olive è stata selezionata.
Il viaggio, a dir poco movimentato, ridefinirà i rapporti, e darà occasione a ciascuno, in modo inatteso e imprevedibile, di riconciliarsi con se stesso prima che con gli altri.
Critica:Due registi esordienti, un cast di tutto rispetto, una sceneggiatura brillante sostenuta da un concept temerario. Ci troviamo dinnanzi a qualcosa di raro: un'opera fresca, capace di intrattenere e al contempo canalizzare emozioni in modo naturale. L'estrazione videoclippara dei neo-directors rischia l'invadenza, ma, se i tempi comici appaiono in principio tarati su tempistiche quasi pubblicitarie, il tiro viene prontamente raddrizzato, per un minutaggio che scorre fluido, scandito dal ritmo a tratti incalzante di passaggi e battute memorabili. Rigorosamente on-the-road, si celebra a tutto tondo l'eccentricità del paradosso umano, a passo spedito attraverso le potenziali paludi della tragicommedia, battendo sentieri prossimi alla black comedy fino ai lastricati viottoli del grottesco suggerito. La sensazione, esaurita la trance cinematografica, già di per se indicativa della qualità della pellicola, è quella di un'opera realizzata da qualcuno che aveva realmente voglia di farlo.
Tutto ciò non è poco. Anzi, è tanto.

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17 Feb 2009, 10:45 Ultimo messaggio di: Spartan |
Changeling
Titolo originale: Changeling
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Thriller, Giallo
Durata: 140'
Regia: Clint Eastwood
Sito ufficiale: www.changelingmovie.net
Sito italiano: www.changeling-ilfilm.it
Cast: Angelina Jolie, John Malkovich, Riki Lindhome, Amy Ryan, Colm Feore, Devon Gearhart, Jeffrey Donovan, Kelly Lynn Warren, Devon Conti
Produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions
Distribuzione: UIP
Data di uscita: Cannes 2008
14 Novembre 2008 (cinema)
Trama:Los Angeles, marzo 1928. In una mattinata di sabato Christine Collins, una giovane donna che lavora in un centralino, lascia a casa da solo il giudizioso figlio Walter che ha avuto da un uomo che li ha abbandonati. Al ritorno dal lavoro fa una terribile scoperta: il bambino non c'è più e di lui si è persa ogni traccia. Finché, 5 mesi dopo, la polizia locale che non gode di buona reputazione, sembra aver risolto il caso. Consegna infatti a Christine un bambino che dice di esser Walter e che un po' gli assomiglia. La madre è però certa che non si tratti di suo figlio ed è supportata in questo anche da altre persone che lo conoscevano bene, a partire dalla maestra. Le autorità di polizia, sostenute da un'opinione pubblica desiderosa di rassicuranti lieto fine, insistono nella loro versione fino a decidere di internare Christine attribuendole disturbi mentali che l'avrebbero spinta a non riconoscere nel sedicente Walter il proprio figlio. Christine però non si arrende e, sostenuta dal reverendo Guistav Briegleb, continua a lottare perché le ricerche di Walter continuino.
Critica:La sinossi che avete appena letto sembrerebbe essere il frutto della creatività di un buon sceneggiatore di Hollywood invece si tratta della pura e semplice realtà. Una realtà che lo sceneggiatore J. Michael Straczynski ha riportato in luce grazie alla segnalazione di un amico che lo ha informato che numerose carte processuali di cause tenutesi negli anni Venti a Los Angeles stavano per andare al macero e che, tra queste, c'erano gli atti di un processo che avrebbe potuto interessargli.
Così la vicenda della lavoratrice Christine Collins in lotta contro l'arroganza di una polizia corrotta ed incapace può inscriversi come nuovo ritratto nella lunga serie di figure alla ricerca di giustizia che il cinema americano ha portato sullo schermo. Il nobile cavaliere Clint Eastwood non poteva non interessarsi a una simile vicenda. Essa contiene numerosi elementi che costituiscono la base dell'etica eastwoodiana: l'individuo solo contro il Potere corrotto, l'infanzia segnata da traumi irreparabili, il rapporto tra il sistema sanitario e i pazienti/oggetto, la pena di morte.
Senza aver bisogno di citare il relativamente recente Mystic River basta andare con la memoria a Un mondo perfetto per avere la prova di come le sofferenze inflitte ai più piccoli stiano da tempo a cuore al regista. In questa occasione il repubblicano Clint sembra però voler lavorare su un doppio registro. Da un lato narra l'impari lotta dell'individuo nei confronti di un potere che si arroga qualsiasi diritto di limitazione delle libertà in nome di presunte esigenze di sicurezza (e qui le misure adottate dall'amministrazione Bush non possono non venire in mente). Dall'altro, dopo una cruda e significativa sequenza sull'esecuzione di un serial killer, sembra aver desiderio di rileggere i sentimenti e i legami familiari con uno sguardo che ha bisogno di rivolgersi a un passato in cui l'imperitura arroganza del Potere poteva vedersi contrastare da una solidarietà popolare e da una determinazione nella ricerca della verità che oggi sembrano essersi drasticamente ridimensionate. Clint non smette di ricordarci che i diritti individuali non devono 'mai' venire calpestati. Lo fa, in questa occasione, riuscendo anche a commuoverci.
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17 Feb 2009, 10:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
Il curioso caso di Benjamin Button
Titolo originale: The Curious Case of Benjamin Button
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 163'
Regia: David Fincher
Sito ufficiale: www.benjaminbutton.com
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/benjaminbutton
Cast: Brad Pitt, Tilda Swinton, Cate Blanchett, Julia Ormond, Taraji P. Henson, Lance E. Nichols, Elle Fanning
Produzione: The Kennedy/Marshall Company, Paramount Pictures, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 13 Febbraio 2009 (cinema)
Trama:"Sono nato in circostanze particolari". Così inizia "Il curioso caso di Benjamin Button", adattato da un racconto degli anni '20 di F. Scott Fitzgerald su un uomo che nasce ottantenne e la cui età scorre al contrario: un uomo come tutti noi, incapace di fermare il tempo. Da New Orleans alla fine della Prima Guerra mondiale nel 1918, fino al XXI secolo, in un percorso insolito come può essere la vita di ognuno, il film è lo straordinario racconto di un uomo non così comune e delle persone e dei luoghi che scopre lungo il percorso, gli amori che trova e che perde, le gioie della vita e la tristezza della morte e quello che resta oltre il tempo.
Critica:C'è un sacco di romanticismo, di miele e di sentimenti forti, che sbrodolano dal grande schermo. Fincher ci mette dentro varie guerre, i malanni della terza età, persino un pizzico di uragano Katrina. Senza tralasciare la storia d'amore tra i protagonisti, Cate Blanchett (Daisy) e Brad Pitt (Benjamin), che è praticamente il centro focale di tutto il racconto e si allontana dalla versione assai più cinica di Fitzgerald. Tutti questi sentimenti sono un po' pesanti, soprattutto perché distribuiti su un film che lambisce le tre ore di durata. Eppure Il curioso caso di Benjamin Button conserva un suo fascino, tanto nella forma che nei contenuti. Fincher cerca di non banalizzare troppo la messa in scena: si sofferma sui dettagli, costruisce inquadrature sghembe, azzarda soluzioni di luce inattese. Non vuole annoiare il pubblico con troppa didascalia, a volte si diverte a inventare nuovi linguaggi (l'uomo colpito dal fulmine, il racconto dell'incidente parigino di Daisy). E la storia viene a dargli una mano, con tutta la forza emanata dal suo anomalo protagonista. La diversità di Benjamin Button è l'arma in grado di mantenere alta l'attenzione dello spettatore lungo tutte le sue tre età a rovescia: cosa accadrà quando Benjamin diventerà più giovane di sua figlia? Come potranno sopravvivere i sentimenti reciproci che lo legano a Daisy? E la sua mente, cosa ricorderà quando sprofonderà nei vagiti della demenza infantile? Il curioso caso di Benjamin Button è un film eccessivo, strabordante, che proprio nelle sue esagerazioni trova forza e difetti, non riuscendo a essere il capolavoro epico che vorrebbe. Ti stuzzica quando si traveste da Tilda Swinton in un albergo di Murmansk e ti soffoca con il perenne filosofeggiare della voce off di Brad Pitt. Un po' ti addormenta, un po' ti fa pensare e immaginare.
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12 Feb 2009, 19:11 Ultimo messaggio di: Spartan |
Reign over me
Titolo originale: Reign over me
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Regia: Mike Binder
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/reignoverme
Cast: Adam Sandler, Don Cheadle, Jada Pinkett Smith, Liv Tyler, Saffron Burrows, Cicely Tyson, Robert Klein, Melinda Dillon
Produzione: 3 Art Entertainment, Relativity Media, Sunlight Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 07 Settembre 2007 (cinema)
Trama:Il film prende il titolo da una canzone degli Who: Love, Reign O’er Me (Amore, regna su di me). Una delle tante hit anni '70 che Charlie Fineman (Adam Sandler) ascolta in cuffia a tutto volume mentre, solitario, vaga per le strade di New York sul suo curioso monopattino a motore. Charlie ha perso moglie e figlie nella tragedia dell'11 settembre: erano a bordo di uno degli aerei che si schiantarono contro le Torri Gemelle. Da allora si è chiuso completamente in se stesso, rifugiandosi nella sua sterminata collezione di dischi in vinile, refrattario al mondo, deciso a difendere il suo diritto a non ricordare. Diagnosi: disordine da stress post traumatico. L'incontro casuale con Alan Johnson (Don Cheadle), affermato dentista a Manhattan e suo vecchio compagno d'università, lo costringerà ad affrontare i suoi demoni interiori, avviandolo lentamente verso una possibile guarigione.
Critica:La storia si svolge negli stessi luoghi, ambienti e milieu sociale della commedia sofisticata. Uno dei due protagonisti, Adam Sandler, è conosciuto dal grande pubblico più per la sua vis comica che per le sue doti drammatiche. E invece Reign Over Me è un film sul dolore e sul suo difficile superamento, sullo spaesamento di una città, New York, e dei suoi abitanti. Tutti più o meno in crisi, incapaci di comunicare, ma nondimeno, come nel caso del dentista Don Cheadle, affamati di qualcosa che vada oltre il prestigio e l'affermazione sociale, la vita agiata con i suoi meccanismi prestabiliti, rassicurante ma alla lunga a rischio d'implosione. Dove la tragedia pubblica dell'11 settembre, analizzata da un punto di vista tutto privato, aleggia senza essere mai in primo piano.
Reign Over Me è un film onesto, toccante, che tratta argomenti difficili spesso con levità (non mancano gli scambi di battute divertenti) e non indulge mai nel melodramma, pur muovendo alle lacrime quando finalmente Charlie-Sandler affronta, per la prima volta insieme all'amico, il ricordo della tragedia vissuta. I due attori protagonisti sono totalmente credibili e in sintonia (si veda la scena della jam session su musica di Springsteen). Ad un attonito e arruffato Sandler si contrappone l'uomo perbene Cheadle, ricco di sfumature a volte impercettibili, garbatamente ostinato nel voler aiutare l'amico ritrovato. La regia di Mike Binder, che firma anche la sceneggiatura, è al servizio degli attori, tra i quali segnaliamo, come comprimari, Liv Tyler nei panni di una dolce analista e Donald Sutherland che in un cameo, nel ruolo del giudice, ruba a tutti la scena.
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28 Jan 2009, 22:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
The astronaut farmer
Titolo originale: The astronaut farmer
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Regia: Michael Polish
Sito ufficiale: www.theastronautfarmermovie.com
Cast: Billy Bob Thornton, Virginia Madsen, Bruce Dern, Tim Blake Nelson, Evan Adrian, Charlie B. Brown, John Burke
Produzione: Polish Brothers Construction
Data di uscita: 2007
Trama:Un astronauta é costretto ad andare in pensione per salvare la fattoria della famiglia, ma non vuole rinunciare al suo sogno di andare nello spazio, così si mette in testa di costruire un razzo da solo ed affrontare il viaggio tanto agognato. Non tutti però sono d'accordo, i suoi vicini lo considerano un pazzo ed il governo lo vede come un pericolo, solo i media, spinti dal clamore che suscita la notizia, gli danno spazio e lo esaltano.
Critica:Se fosse ancora vivo, un film del genere lo avrebbe forse girato Frank Capra: un tale concentrato di ottimismo, fiducia incrollabile nei propri mezzi e "solidarietà familiare" a supporto di un progetto impossibile, riporta inevitabilmente alla mente i classici del grande regista. Oggi invece, una pellicola come The Astronaut Farmer, rischia di apparire tragicamente anacronistica. Il plot, va da sé, è a dir poco assurdo, così come la reazione dei personaggi che gravitano attorno al protagonista: che l'Fbi permetta a un privato di crearsi un proprio razzo personale senza quasi battere ciglio lascia perplessi e così pure l'atteggiamento della famiglia di fronte alle bizzarrie del pater familias. Paradossalmente però, proprio l'eccessivo "buonismo" finisce con l'essere un tratto caratteristico e apprezzabile della pellicola: alla fine i buoni vincono, i cattivi masticano amaro e tutti vivono felici e contenti: da quanto tempo non succede al cinema?
Il cast annovera un eccellente Billy Bob Thornton, una sempre genuinamente affascinante Virginia Madsen e propone le ammirevoli comparsate di Bruce Willis, Bruce Dern e J.K. Simmons: sotto questo e molti altri aspetti (fotografia, soundtrack, effetti speciali, questi ultimi davvero pregevoli visto il tipo di pellicola) The Astronaut Farmer colpisce positivamente. Mai come stavolta quindi, è la predisposizione del pubblico a vivere questa vera e propria fiaba a farla da padrone: i sognatori, gli inguaribili ottimisti, tutti coloro che hanno come film preferito L'uomo dei sogni e quelli che non conoscono il significato della parola cinismo aggiungano pure una stella alla valutazione complessiva.
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18 Jan 2009, 09:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Quel treno per Yuma
Titolo originale: 3:10 to Yuma
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Western
Regia: James Mangold
Sito ufficiale: www.310toyumathefilm.com
Cast: Christian Bale, Ben Foster, Russell Crowe, Alan Tudyk, Vinessa Shaw, Peter Fonda, Gretchen Mol, Kevin Durand, Logan Lerman, Luke Wilson
Produzione: Relativity Media, Tree Line Films
Distribuzione: Medusa
Nominations Oscar 2008Trama:Dan Evans (Christian Bale) è un uomo onesto che ha dedicato la propria vita al rispetto delle regole senza ricevere granché in cambio. Ex tiratore scelto dell'Esercito dell'Unione, è tornato a casa dopo la Guerra Civile con una ferita alla gamba che lo ha lasciato claudicante e con un piccolo risarcimento danni che gli ha permesso di trasferirsi insieme alla moglie Alice (Gretchen Mol) e ai due figli in un modesto ranch in Arizona. Ma le speranze in un nuovo inizio si sono infrante non appena Dan è entrato in contatto con le dure condizioni di vita e la corruzione diffusa nel selvaggio West. Una lunga siccità ha reso sterili le sue terre e decimato il bestiame. Nel frattempo, il detentore dell'atto di vendita del ranch, intravedendo un'opportunità nella costruzione della ferrovia, tenta spudoratamente di cacciare gli Evans dalla loro proprietà ma Dan continua a lavorare stoicamente la sua arida terra sperando che la fortuna giri dalla sua parte e rifiutando di abbassarsi al livello di coloro che lo tormentano. Tuttavia, è dolorosamente consapevole che così facendo si sta giocando il rispetto e la stima del figlio maggiore, Will (Logan Lerman), che comincia a guardare il padre con disprezzo e anche la moglie Alice inizia a dubitare della determinazione di Dan. Ma poi la fortuna getta un osso in bocca a Dan, quando arriva il momento di catturare il noto fuorilegge Ben Wade (Russell Crowe), entrato ormai nella leggenda per le sanguinose rapine e per la temibile personalità. Arrestare Ben Wade è solo il primo passo - e certamente il più facile - verso la sua consegna alla giustizia. Dal momento in cui è messo in prigione nella cittadina di Bisbee, i suoi secondini diventano automaticamente dei bersagli per i suoi fedeli seguaci. Il rappresentante della Southern Pacific Railroad, Grayson Butterfield (Dallas Roberts) cerca dei volontari pagati affinché si uniscano al gruppo incaricato del trasferimento di Ben Wade fino a Contention, un viaggio che durerà tre giorni. Una volta giunto a Contention, Ben Wade sarà caricato su un treno-prigione diretto a Yuma, in Arizona dove c'è il Tribunale Federale. Scorgendo l'opportunità di salvare il ranch e la famiglia, Dan si offre volontario. A guidare la spedizione c'è un vecchio cacciatore di taglie, Byron McElroy (Peter Fonda), un micidiale mercenario timorato di Dio che nutre un odio viscerale nei confronti di Ben Wade. Il gruppo include anche Tucker (Kevin Durand), un duro del luogo e Doc Potter (Alan Tudyk), un mite veterinario che non ama affatto la violenza. Durante il pericoloso viaggio verso Contention, il gruppo farà un acquisto involontario ma perderà alcuni dei suoi componenti. Nel momento in cui il treno fischia annunciando l'arrivo alla stazione di Contention, l'ultimo e disperato tentativo di Dan Evans di salvare il suo ranch è diventato un qualcosa di molto più profondo e intenso: la possibilità di riscattarsi agli occhi della sua famiglia e di se stesso e di insegnare al figlio che cosa voglia dire essere un uomo.
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13 Oct 2008, 11:05 Ultimo messaggio di: Spartan |
Cronaca di una fuga - Buenos Aires 1977
Titolo originale: Cronica de una fuga
Nazione: Argentina
Anno: 2006
Genere: Thriller
Durata: 102'
Regia: Adriαn Caetano
Sito ufficiale: www.cronicadeunafuga.com
Cast: Nazareno Casero, Rodrigo De la Serna, Pablo Echarri
Produzione: 20th Century Fox de Argentina, Instituto Nacional de Cine y Artes Audiovisuales, K&S Productions
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Cannes 2006
04 Maggio 2007 (cinema)
Trama:Buenos Aires, 1977. Claudio Tamburrini è un giovane portiere professionista. Un giorno di dicembre viene prelevato da una squadra di militari in borghese e rinchiuso in un centro di detenzione clandestino. Sospettato di appartenere a un'organizzazione che si oppone alla dittatura militare, viene sottoposto a feroci torture. Dopo 120 giorni di detenzione illegale nella Mansiòn Seré, la casa degli orrori alla periferia di Moron, decide di fuggire con altri tre compagni. Nudi e ammanettati riusciranno nell'impresa il 24 marzo 1978.
Ispirato alla drammatica vicenda di Claudio Tamburrini, avvenuta nella Buenos Aires degli ultimi anni Settanta, e trasposto dal suo romanzo "Pase Libre – La fuga de la Mansiòn Seré, il film di Israel Adriàn Caetano è una radiografia inquietante della brutalità della violenza di stato e insieme un saggio per immagini sulla "banalità del male". Tra il 1976 e il 1982, durante la dittatura militare argentina, migliaia di cittadini sono stati torturati, gettati vivi in mare e fatti sparire. Oggi i responsabili di questi crimini sono liberi e indifferenti al dolore delle mamme dei desaparecidos. Partendo da un'esperienza storica precisa, l'infamia dei sommersi, il regista ricostruisce la vicenda dei salvati, quattro uomini sopravvissuti per raccontare la violenza esercitata sul singolo individuo.
Critica:Eticamente necessario, esteticamente rigoroso, il film di Caetano sceglie di non mostrare mai la tortura, lasciando che lo spettatore intuisca e senta soltanto. Come nel Garage Olimpo di Marco Bechis, nella casa di Moron la violenza è evocata. Le vittime, sempre bendate, non conoscono il volto dei loro aguzzini, perché la tortura non la vedi, la temi e basta. Funziona come un meccanismo retroattivo di minaccia, come paura della ripetizione, come un incubo che può ricominciare.
Intorno ai prigionieri ci sono soltanto i torturatori che pranzano, bevono, guardano i mondiali in televisione e accolgono festosamente i gol della "gloriosa" Argentina. Di loro non sappiamo nulla, solo quello che vediamo: la "normale" ferocia degli umani. Fuori dalla casa, nel quartiere, a Buenos Aires, in Argentina, i complici e i conniventi assecondano l'orrore al lavoro. Caetano sceglie la via della fiction, non quella del documentario. Produce un cinema che urla, segna e scuote. Un cinema che denuncia senza usare il linguaggio dello spettacolo, senza spettacolarizzare la violenza. Tutto è asciutto, straziante e importante. Ogni inquadratura, scena o sequenza è ispirata a un criterio morale. Claudio e i suoi compagni emergono dal buio della notte, da un passato che molti si ostinano a rimuovere, e si impongono "spogliati" allo sguardo. Per non dimenticarli e per non dimenticare. Nunca mas.
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12 Oct 2008, 10:51 Ultimo messaggio di: Spartan |
Wall-E
Titolo originale: Wall-E
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Animazione, Avventura
Durata: 102'
Regia: Andrew Stanton
Sito ufficiale: www.disney.go.com/disneypictures/wall-e/
Sito italiano: www.disney.it/Film/Wall-E/
Cast (voci): Fred Willard, Jeff Garlin, Ben Burtt
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 17 Ottobre 2008 (cinema)
Trama:Dopo aver trascorso centinaia di anni solitari facendo ciς per cui era stato costruito - ripulire il pianeta - W.A.L.L.E (che sta per Waste Allocation Load Lifter Earth-Class - Sollevatore terrestre di carichi di rifiuti) trova un nuovo scopo nella sua vita (oltre a collezionare cianfrusaglie) quando incontra un affusolato robot ricognitore di nome EVE. EVE si rende conto che W.A.L.L.E è involontariamente incappato nella chiave che assicurerà il futuro del pianeta, e torna di corsa nello spazio per riferire le sue scoperte agli umani (che sono ansiosi di sapere di poter tornare a casa senza rischi). Nel frattempo, W.A.L.L.E segue EVE per tutta la galassia, dando vita ad una delle avventure comiche piω fantasiose ed emozionanti mai portata sul grande schermo
Critica:Divertentissimo.

Buona parte della narrazione è affidata alle immagini e all'espressività dei due piccoli robot protagonisti. Gli automatismi legati al lavoro per cui sono stati progettati ricorrono come sfumature del carattere contribuendo alla rappresentazione di due personaggi che comunicano solo attraverso sguardi e gesti. Gli esseri umani sono ignari di tutto ciò che li circonda nella loro crociera intergalattica senza tempo. Il consumismo è l'unico valore possibile e la spazzatura è un problema di minore importanza avendo a disposizione il cosmo intero. Citazioni necessarie: E.T. (per la somiglianza del personaggio e lo sguardo rivolto verso il cielo), 2001 Odissea nello spazio, Corto circuito e Nausicaa nella valle del vento (solo come ricordo nelle ultime scene dedicate alla rappresentazione delle rinascita della vita sulla terra ad opera degli uomini). Unica pecca un dettaglio che non passa inosservato: non sembra esserci esattamente il genere umano al completo sull'astronave dello svago e della salvezza (via dalla terra troppo sporca e troppo inquinata) bensì solo una parte tanto simile (tranne per le dimensioni a voler essere ottimisti) agli abitanti degli Stati Uniti d'America. Così (a voler essere pessimisti) si ripete l'approdo salvifico e portatore di nuova vita già rappresentato, scritto, insegnato e nuovamente rappresentato al di là dell'oceano negli ultimi 400 anni o poco meno.
Trailer:[yt]y6mgj3HwnnE[/yt]
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20 Sep 2008, 10:33 Ultimo messaggio di: Spartan |
Io vi troverò
Titolo originale: Taken
Nazione: Francia
Anno: 2008
Genere: Azione, Thriller
Durata: 93'
Regia: Pierre Morel
Sito ufficiale: www.europacorp.com/dossiers/taken/
Cast: Liam Neeson, Maggie Grace, Xander Berkeley, Famke Janssen, Katie Cassidy, Olivier Rabourdin, Leland Orser, Jon Gries, David Warshofsky
Produzione: Europa Corp., Twentieth Century-Fox Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 14 Agosto 2008 (cinema)
Trama:L'agente segreto Bryan, dopo tanti anni di servizio nei quali ha più e più volte sacrificato la famiglia per amore della patria, si è dimesso per poter stare vicino alla figlia diciassettenne che vive con la madre e il facoltoso patrigno in una lussuosa villa a Los Angeles. Quando Kim gli chiede il permesso di poter andare a Parigi con un'amica lui, da prima un po' titubante, acconsente a patto che la figlia lo chiami ogni giorno e lo informi dei suoi spostamenti. Giunte nella capitale francese le due ragazze vengono rapite da un'organizzazione che commercia in prostitute per venderle al miglior offerente. Bryan ha le ore contate per mettersi sulle tracce dei criminali e ritrovare Kim.
Critica:E’ chiaro fin dal dialogo al cellulare tra lui e il rapitore che dietro a tutto il progetto ci sia una bella dose di ironia (tutto è volutamente esagerato), ma non per questo non si trattiene il fiato fino alla fine della pellicola. Merito della sintetica regia di Pierre Morel (altro nome da segnare, giΰ autore dell’ottimo Banlieu 13) e dell’adrenalinico montaggio di Frιdιric Thoraval. Le coreografie dei combattimenti e i vari inseguimenti con le auto risultano chiari e avvincenti come poche volte accade sul grande schermo.
Con un pizzico di malizia, si potrebbe poi fare un discorso che vada al di là delle immagini e che sottolinea la furbizia del Luc Besson sceneggiatore e produttore. Le dinamiche narrative su cui si basa il film sono quanto di piω reazionario si possa portare sul grande schermo: la verginitΰ come valore (la non vergine muore drogata), la tortura a fin di bene e senza alcuna pietΰ e l’Europa descritta come pericolosa e con la polizia corrotta. Elementi che forse saranno stati immessi solo per esigenze di copione, ma che seguono pedissequamente tematiche proprie della conservatrice politica americana (il sesso prima del matrimonio, il Vecchio continente traditore nel suo non appoggio alla guerra in Iraq, i maltrattamenti “giustificabili” di Guantanamo, gli arabi che alla fine sono sempre i nemici, compresi gli sceicchi). Luc Besson probabilmente non approva tutto questo, forse neanche gliene importa qualcosa, ma sa che puς piacere ad un certo tipo di pubblico americano e cosμ non si pone scrupoli a cavalcarlo.
Giusto o sbagliato che sia, "Io vi troverò" risulta un film riuscito e divertente, da vedere tra amici senza troppe pretese.
Comunque consigliato a chi piace il gusto della vendetta.
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16 Sep 2008, 19:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Il Cavaliere Oscuro
Titolo originale: The Dark Knight
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Durata: 152'
Regia: Christopher Nolan
Sito ufficiale: www.thedarkknight.warnerbros.com
Sito italiano: http://wwws.warnerbros.it/thedarkknight/?f...the_dark_knight Cast: Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman,Michael Caine, Morgan Freeman, Maggie Gyllenhaal, Aaron Eckhart, Eric Roberts
Produzione: Warner Bros. Pictures, Legendary Pictures, DC Comics, Syncopy
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Data di uscita: 23 Luglio 2008 (cinema)
Trama:Il crimine organizzato a Gotham City ha le ore contate. Batman, il tenente Gordon, il nuovo Procuratore Distrettuale e alcuni improbabili epigoni dell'Uomo Pipistrello in imbottiture da hockey hanno dichiarato guerra ai criminali. La loro fortuna e i loro dollari, accumulati in una banca di massima sicurezza, vengono rubati da Joker, un pagliaccio sadico e mascherato che getterà la città nel disordine e nell'anarchia. Riempite le tasche di lame, polvere da sparo e lanugine, Joker sfiderà il cavaliere oscuro di Bruce Wayne e rivelerà il lato oscuro di Harvey Dent, l'eroe procuratore che applica la giustizia e agisce a volto scoperto.
Recensione:Christopher Nolan, assieme al fratello Jonathan, scrive un film poderoso dove, come detto, abbondano riflessioni filosofiche sul Kaos e l’Ordine, sul ruolo dell’eroe nella societa', sull’innata tendenza dell’uomo verso il bene (o il male, come sostiene Joker). La sceneggiatura perche', vuoi anche per l’eccessiva pretenziosita' (in fondo sempre di un fumetto parliamo), in alcuni punti mostra cedimenti, evidenziati soprattutto dalla contraddittorieta' di alcuni personaggi e dalla sequenza degli eventi la cui consequenzialitΰ non sempre appare chiara. Ed alla fine, vuoi per l’atmosfera sempre cupa e lugubre, vuoi anche per l’eccessiva lunghezza del film, l’opera risulta a tratti pesante e dallo scorrimento poco fluido. E questo nonostante alcune riprese davvero emozionanti (soprattutto quelle aeree sono di ottima fattura) ed una cast di grandissimo richiamo nel quale spiccano due sempreverdi come Michael Cane e Morgan Freeman.
In definitiva, “Il Cavaliere Oscuro”, ben si incanala nel solco delle opere che lo hanno preceduto ed il suo finale assicura un futuro al pipistrello che, silenziosamente, veglia su tutti noi, anche nostro malgrado.
Critica personale:Il film l'ho visto al cinema 2 volte fortunatamente in lingua originale ed oltre ad avermi stupito la magistrale interpretazione del Joker di Heath Ledger (che tra l'altro come attore non mi era mai piaciuto), ho notato che si prestava a due tipi di lettura completamente opposti ma in sintonia fra loro.
Mi spiego, dopo la prima visione ho pensato: "E' un Batman quasi teatrale:una pièce degna del teatro greco. Finalmente e' passata di moda quella voglia di cartoonizzare una pellicola (stile Tim Burton per capirci). A molti potrebbe apparire palloso se ovviamente si sceglie come termine di paragone il Batman di Burton. Quello era un elegante fumetto tardo-gotico-anni '80. Qui invece ci troviamo davanti ad una speculazione cervellotica sulla politica, la società ma anche l'individuo singolo con il libero arbitrio, la coscienza ecc. Ai molti fan del Batman eroe gerndarme e paladino della giustizia (e niente di più), tutte queste elucubrazioni presenti nel film sembreranno gratuite e fuori luogo quindi noiose. Ma proprio come in una tragedia greca saranno allora eventualmente gli attori a colpire l'interpretazione del ruolo a farsi amare. Burton era una festa in maschera fatta per divertire tutti, un party per esorcizzare l'oscurità vera (eravamo negli anni Ottanta inizio Novanta: l'era dell'ottimismo e del neopragmatismo). Il nuovo Nolan invece è scuro come la pece, tragico, fastidiosamente inquieto a tratti disperato. E' la vera oscurità e non la messa in scena x esorcizzarla. Il Batman di Nolan è un film del 2008 in altri termini. La speranza c'è ma c'è anche la consapevolezza della tragedia."
Dopo la seconda visione, passata l'adrenalina, la "parte oscura" di me ha partorito un ragionamento che non saprei se definire piu' lucido o pessimistico/cospirazionista, ovvero che questo film è lo specchio dell'America e del senso di giustizia e legalità che sta portando avanti. Oramai non può esistere un persnaggio cattivo senza che persegua azioni "terroristiche". I video con gli ostaggi sono emblematici.
Il concetto di un personaggio psicopatico come il joker è senza fondamento, un essere assolutamente negativo violento e subdolo. Un animale che non ha bisogno di soldi come i mafiosi, ma che fa saltare palazzi con implosioni controllate e riesce a scatenare il panico con azioni precisissime come se avesse una grande organizzazione alle spalle. Questo Joker terrorista è tanto sintomatico del modo di vedere americano come lo è la scena, un po' alla Grande Fratello (di Orwell nn quello di Canale 5), di un Batman che riesce a controllare tutti tramite il cellulare. Macchina infernale che neanche il Sig. Fox vuole usare... ma alla fine la usa, se a fin di bene e con le giuste condizioni i diritti dei cittadini se ne possono andare a quel paese. Cose che a me ricordano un pò il concetto che per difendersi dal terrorismo sono nate cose impensabili come Guantanamo.
Boh, cmq fatto sta che in ogni caso consiglio la visione a tutti, appassionati di Batman e non, perche' un film che comunque ti fa muovere i neuroni e' sempre gradito, visto che che il cinema sfortunatamente si sta sempre piu' orientando verso il blockbusterismo di massa.

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9 Sep 2008, 09:56 Ultimo messaggio di: Spartan |
Sleuth - Gli insospettabili
Titolo originale: Sleuth
Nazione: Gran Bretagna, U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller
Durata: 86'
Regia: Kenneth Branagh
Sito ufficiale: www.sonyclassics.com/sleuth
Sito italiano: www.sonypictures.it
Cast: Jude Law, Michael Caine
Produzione: Riff Raff Film Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Trama:La vicenda ha inizio con l'incontro tra il celebre, egocentrico scrittore di gialli Andrew Wyke, e il giovane e affascinante amante di sua moglie, l'attore di origine italiana Milo (Tindolini) Tindle. L'immediata competizione retorica tra i due uomini si trasforma rapidamente in un gioco raffinato e pericoloso partorito dalla fantasiosa mente dello scrittore: Tindle dovrebbe rubare i preziosi gioielli della donna per poi rivenderli e poter vivere di rendita insieme all'amata. Un piano apparentemente impeccabile. Ma un uomo geloso ed egocentrico come Wyke potrebbe davvero aiutare l'uomo che fa l'amore con sua moglie?
Critica:Portare sullo schermo un'opera scritta per il teatro può essere molto rischioso. Lo sa bene Kenneth Branagh, specializzatosi in adattamenti shakespeariani ma di recente anche autore di un'epica versione cinematografica de "Il Flauto magico". Con Sleuth, l'attore/autore britannico stupisce – e convince – grazie alla modernità, l'attualità e la sobrietà del testo trattato, originariamente scritto da Anthony Schaffer (e già portato sullo schermo da Mankiewicz nel '72 con il titolo Gli insospettabili), ma qui rinnovato dal premio Nobel per la letteratura Harold Pinter, che ha accettato immediatamente la proposta di Branagh per lavorare a quest'opera sull'egocentrismo maschile, "la storia di due uomini in una stanza, uno più vecchio e l'altro più giovane, che combattono fisicamente e psicologicamente per una donna che noi non vedremo mai". In sostanza, il prototipo delle storie scritte da Pinter per quarant'anni.
Non è facile mantenere alti ritmo e tensione in un film dall'impianto teatrale, interamente girato in un interno. Se gli "uomini arrabbiati" chiusi in una stanza da Sidney Lumet nel '57 erano dodici, in Sleuth, con due soli uomini arrabbiati, la tensione si fa ancora più forte e pungente grazie alla capacità di Pinter di calibrare ogni battuta senza mai eccedere, di dosare il suo particolare umorismo nero con un senso di angoscia e d'inquietudine degni di un'altra sua eccellente sceneggiatura, quella di Il servo di Losey.
Ne deriva un thriller da camera che sfocia nella dark comedy, una raffinata e brillante partita all'ultimo sangue tra due uomini in lotta per il possesso di una donna, fantasma che aleggia continuamente nei discorsi dei due e ideale protagonista invisibile della storia. Inquietante e divertente, grazie anche alle brillanti interpretazioni di Michael Caine e Jude Law (che dopo Alfie eredita ancora una volta un ruolo che fu di Michael Caine, Tindle nel film di Mankiewicz), Sleuth trova la sua forza anche nella raffinata ambientazione, la dimora escheriana di Wyke, antica all'esterno e ipermoderna e tecnologica all'interno, un mondo chiuso fatto di ascensori, telecamere e scale senza via di uscita, perfetta incarnazione dell'animo ambiguo e imprevedibile del suo proprietario.
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24 Jul 2008, 10:18 Ultimo messaggio di: Spartan |
L'incredibile Hulk
Titolo originale: The incredible Hulk
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Fantastico
Durata: 114'
Regia: Louis Leterrier
Sito ufficiale: www.incrediblehulk.marvel.com
Sito italiano: www.cinema.universalpictures.it/website/incredibilehulk/
Cast: Ty Burrell, Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, William Hurt, Tim Blake Nelson, Christina Cabot
Produzione: Marvel Enterprises, Marvel Studios, Universal Pictures, Valhalla Motion Pictures
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 18 Giugno 2008 (cinema)
Trama:Bruce Banner si è nascosto in una labirintica favela del Brasile, dove lavora in una fabbrica che imbottiglia bibite al guaranà e conta i giorni "senza crisi", allenandosi a mantenere basse le pulsazioni cardiache agendo sulla respirazione e sul rifiuto delle provocazioni. Sono più di cento giorni che vive così, reprimendo gli impulsi del corpo e gli slanci del cuore, che è rimasto negli Stati Uniti, accanto alla dottoressa Ross. Ma basta una goccia di sangue, perduta involontariamente, a innescare la fine o, per essere più precisi, un nuovo inizio. La macchina da guerra americana, guidata dal generale Ross, è immediatamente sulle sue tracce. Braccato, Bruce non può che cedere alla sua nemesi, strapparsi le vesti e trasformarsi nel gigante verde.
Critica:Nonostante un momento centrale che si concede al road movie e ad una contenuta (per forza di cose) romanticheria, L'Incredibile Hulk di Louis Leterrier non ritrova più, strada facendo, né l'intuizione narrativa né la velocità espressiva dei primi venti elettrizzanti minuti. A valle della pellicola scivola fatalmente il già visto: l'idillio tra la bella e la bestia che già fu di King Kong, la sfida con Godzilla - altrimenti detto Abominio -, l'ospite d'onore venuto a reclutare il pupazzone color pistacchio per la squadra dei Vendicatori, futura joint venture Marvel-Universal. Povero golia verde, non è tutta colpa sua: arriva per ultimo, quando le sue pupille s'illuminano le nostre sono già appesantite, e arriva nell'ottica della futura riunione (con Ironman, Thor, Ant-Man, Wasp e Capitan America), responsabile di una probabile omologazione a priori.
Edward "Bruce" Norton prende sulle spalle la croce della creatura data alla luce da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, esaltando, con il suo corpo leggero e la sua lucidità manifesta, l'inconciliabilità con il fisico e la mente di Hulk, e al contempo traghettando il personaggio da antieroe a supereroe, in un percorso anche simbolico di accettazione che invita a trasformare la rabbia che portiamo dentro in una risorsa contro la brutalità fine a se stessa.
Dopo il conflitto edipico tra padre (scienziato pazzo) e figlio (vittima dell'incauto esperimento del primo su di sé), inscenato da Ang Lee, è ora la volta di far scontrare Betty Ross e il generale, non meno pazzo nel suo sogno di un esercito di super soldati, non meno incauto nel super dotare un killer già troppo esaltato di suo. Ma, rispetto al passato, il film di Leterrier si presenta libero da ogni vincolo, né sequel né remake, semmai debitore della serie tv per quel che riguarda la linea guida, ovvero l'idea che Banner sia perennemente in fuga da se stesso e da una vita civile, alla disperata ricerca di una cura per liberarsi dal mostro che è in lui.
Serie a fumetti, tv seriale, cinema che si replica e "trasforma", a dimostrare la straordinaria ricchezza dell'universo delle strisce e la crescente difficoltà di stupire dell'aspirante blockbuster, teso a reperire uno spettacolo sempre più grande, più distruttivo e più colorato. Gli effetti speciali sono i raggi gamma che gonfiano le potenzialità del racconto filmico per farne degli atti di forza. Resistere (con Gondry) o saltare sul carro armato? L'Incredibile Hulk suggerisce la possibilità di controllare l'inarrestabile con l'intelligenza.
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11 Jul 2008, 13:06 Ultimo messaggio di: Spartan |
Them
Titolo originale: Ils
Nazione: Francia
Anno: 2006
Genere: Thriller
Durata: 77'
Regia: David Moreau, Xavier Palud
Sito ufficiale: www.ils-lefilm.com
Sito italiano: www.movies.millenniumstorm.it/them
Cast: Olivia Bonamy, Michael Cohen
Produzione: Eskwad
Distribuzione: Millenium Storm
Data di uscita: 24 Aprile 2007 (cinema)
Trama:Alla periferia di Bucarest c'è una casa nella quale vive una giovane coppia. Lucas e Clementine si amano e vivono felici…finchè una notte cominciano a sentire strani rumori, vedere luci intermittenti nel giardino e si rendono conto di non essere soli. Chi si cela nell'oscurità? La coppia è davvero in pericolo o si tratta di uno stupido scherzo? Col passare dei minuti il mistero si dipana, ma riusciranno i due giovani a vedere l'alba?
Critica:Incredibile a dirsi, oggi è ancora possibile spaventare a morte il pubblico cinematografico, avvezzo e forse asettico di fronte anche alla scena più truculenta possibile, senza dover far versare (quasi) nemmeno una goccia di sangue. Questo "miracolo" riesce ai talentuosi autori di Them, film-fenomeno francese, che senza ricorrere a sequenze splatter od omicidi più o meno efferati, fa davvero paura. Tutto è minimale nella messa in scena: la location, il numero di attori, la durata, evidentemente, bastano le idee e una buona tecnica, elementi che qui non difettano di certo.
Il senso di immedesimazione con i due poveri protagonisti, ostaggi della loro casa, diventata una vera e propria trappola, è totale, l'utilizzo della camera a mano permette allo spettatore di vivere in prima persona le loro angoscianti vicissitudini. Il finale, drammatico ed emozionante, chiude un cerchio perfetto. David Moreau e Xavier Palud, i registi, già assoldati per dirigere il remake di The Eye e anche di questa loro illuminante opera, utilizzano strumenti datati ma sempre efficienti per creare tensione, cui si aggiunge poi una colonna sonora discreta ma capace di far sobbalzare sulla sedia quando serve.
Il fatto che la trama sia ispirata a una storia vera, rende l'intero film ancora più terrorizzante di quanto già non siano i settantasette, tiratissimi, minuti, nei quali i registi condensano un vero e proprio distillato di tensione e suspence che al cinema non si vedeva da tempo.
Dopo anni di atroci produzioni "teen" americane e pellicole orientali dall'altalenante qualità, tocca alla vecchia Europa rilanciare un genere caduto in disgrazia e Them assolve questo compito in maniera esemplare. Da non perdere.
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