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Napolentone |
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30 Mar 2007, 19:36 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Sezione Recensioni CinemaScopo di questa sezione è ospitare le recensioni di film, in programmazione nelle sale e di film classici o di film che hanno fatto la storia del cnema.
Potette trovare filmati, sketch, trailer, e magari scene tagliate e mai pubblicate riferite ai film in questione.
Le discussioni potranno essere commentate dando luogo così a dei veri e propri dibattiti.
Ricordiamo di assumere nelle discussioni sempre un tono civile e di rispetto per le opinioni altrui.
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19 Jan 2010, 00:43 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
Nazione: USA
Anno: 2009
Durata:96 min
Genere: Drammatico/Thriller
Regia: Bill Guttentag
Distribuzione: Moviemax
Caty Courbet (Eva Mendes) è una dirigente di una emittente televisiva, assoldata per far rialzare gli ascolti.
In cerca di nuove idee, realizza un reality show nel quale si gioca alla roulette russa.
Ovviamente l'emittrice non glielo vuole trasmettere e lei porta avanti la battaglia sotto la bandiera del "sangue fa ascolto".
Alla fine riesce a vincere la sua battaglia.
Il film, a mio avviso, è molto educativo e porta ad interrogarsi sulla moralità dei dirigenti televisivi che mettono il successo sotto a tutto.
Trailer
[yt]CwArYTikyxg[/yt]
Galleria fotografica
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C@pit@nB@rboss@ |
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6 Sep 2009, 23:05 Ultimo messaggio di: C@pit@nB@rboss@ |
Transformer
La vendetta del caduto
[yt]
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Paese: USA
Anno: 2009
Durata : 150 min
Genere: azione, fantascienza
Regia: Michael Bay
Soggetto: Alex Kurtzman, Roberto Orci
TRAMA
La battaglia per la salvezza della Terra è giunta al termine, ma quella per l'universo è appena iniziata. Dopo il ritorno a Cybertron, Starscream assume il comando dei Decepticon e decide di tornare sulla Terra con la forza. Nel frattempo gli Autobot, che credevano che la pace fosse ormai definitiva, scoprono che il cadavere di Megatron è stato trafugato e riportato in vita da Skorpinox. Ora anche lui si appresta a tornare insieme agli altri nemici e ai rinforzi dei Decepticon. Gli Autobot serrano i ranghi per prepararsi all'estrema difesa.
tratta da Movieplayer.it
Curiosità
* Nonostante The Fallen non si trasformi nel film, il suo modellino ha come modalità alternativa un'astronave aliena.
* The Fallen non è mai comparso nella serie animata ma solo nei fumetti.
* Nelle scene ambientate all'interno della camera di Leo si possono notare le locandine di vari film, fra cui Bad boys e Cloverfield.
* Il Tempio dove si trova la matrice è il tempio di Petra (Giordania) lo stesso tempio dove si trova il Sacro Graal in Indiana Jones e l'ultima crociata.
tratte da Wikipedia
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Gran bel film ricco di effetti speciali e ottimi contenuti.
Azione a raffica e combattimenti tra robot,rendono il film scorrevole e carino.
Consigliato sia ai grandi che ai più piccini (non troppo però

)
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C@pit@nB@rboss@ |
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3 Sep 2009, 18:49 Ultimo messaggio di: alessandro 77 |
L'era glaciale 3
L'alba dei dinosauri
[yt]
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/p7adb-oFOMc&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/p7adb-oFOMc&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>[/yt]
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 94 min
Genere: animazione, avventura, commedia
Regia: Carlos Saldanha
Soggetto: Michael Berg, Peter Ackerman
Sceneggiatura: Michael Berg, Peter Ackerman
Produttore: John C. Donkin, Lori Forte
Casa di produzione: Blue Sky Studios
Trama : Manny ed Ellie aspettano il loro primo cucciolo, e il possente mammuth è in brodo di giuggiole. Non si accorge, quindi, dell'imbarazzo malinconico di Diego e di Sid che decidono di allontanarsi, non potendo condividere la realtà della famiglia.
Il bradipo, nelle sue peregrinazioni, cade in una grotta sotterranea nella quale trova tre uova che, in un impeto di gelosia mascherata da affetto paterno, decide di adottare. Senonché, si rivelano essere uova di tirannosauro, in alcun modo abbandonate dalla madre, la quale, risalita in superficie, le rivendica. Riporta quindi nel proprio mondo sotterraneo i tre bebé e anche Sid, che i piccoli preferiscono alla madre.
La grotta sotterranea si rivela essere un mondo nascosto dove i dinosauri si sono salvati dalla nota estinzione di massa cretacica. Manny e la gravida Ellie, Diego e i due opossum decidono di entravi per salvare Sid, qui fanno conoscenza con l'eccentrico Buck che fa loro da guida.
Scrat trova l'amore ovvero Scrattina
Citazioni * L'ossessione di Buck per il baryonix albino Rudy è una chiara citazione all'ossessione del capitano Achab nei confronti della balena bianca in Moby Dick di Herman Melville.
* Nel film, si vede una scena dove i protagonisti si trovano davanti al tirannosauro e Manfred esclama: "nessuno muova un muscolo". Citazione di una analoga scena in Jurassic Park III nella quale il dottor Alan Grant si trova davanti il Tirannosauro Rex.
* Nel film Ellie scivola lungo la schiena di un brachiosauro gridando "YABBA-DABBA-DOO", alla maniera di Fred Flintstone, citazione del cartone animato Gli Antenati.
* Durante la scena del gas esilarante arrivati all'abisso della morte, citazione al nome tradotto di una delle canzoni cantate dagli Alvin and the Chipmunks protagonisti del film Alvin Superstar, i gemelli opossum accennano l'inizio della canzone di Natale, cantando in falsetto.
* Durante il film, il personaggio Buck cita la Divina Commedia di Dante Alighieri quando pronuncia la frase "Perdete ogni speranza o voi che entrate" riferendosi all'ingresso dei compagni di viaggio nella giungla pericolosa.
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Fatelo vedere ai vostri bimbi

a me è piaciuto un sacco

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Spartan |
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3 Aug 2009, 03:10 Ultimo messaggio di: MisaDrums |
Saw III , diretto da Darren Lynn Bousman , costituisce il terzo (
e penultimo?) capitolo della saga iniziata con Saw - L'enigmista. Penultimo in "forse" perché la produzione di Saw IV (nel 2007) dipenderà dal successo che questo terzo capitolo otterrà.
TramaCome negli altri episodi, anche in questo c'è una serie di personaggi che vengono rapiti e sottoposti ad una serie di macabri giochi e test, dove vengono messe alla prova le loro capacità morali e la loro volontà di vivere. In questo, vengono seviziate due persone: la dottoressa Lynn Denlon e Jeff Reinhart. La prima è una dottoressa estremamente abile nel suo lavoro, che viene rapita da una donna di nome Amanda Young, per portarla dall'enigmista, di cui è complice. Egli è malato terminale di tumore e gli rimane poco da vivere, così alla donna viene proposto (o meglio imposto) un gioco: Lynn dovrà mantenere in vita l'enigmista altrimenti, quando il suo cuore si fermerà, un disposito attaccato al suo collo, le farà a pezzi il cranio. Il secondo, è un uomo distrutto dalla morte di suo figlio. E' consumato dal dolore che l'ha spinto a non parlare più con nessuno, nemmeno con sua moglie e sua figlia. Più d'ogni altra cosa, egli desidera fargliela pagare all'uomo che ha investito il ragazzino che intanto ha subito una lieve condanna di sei mesi. Anche lui viene rapito e si sveglia in un posto abbandonato dove dovrà superare dei test in cui incontrerà (come promesso dall'enigmista stesso) tutti coloro che erano direttamente e indirettamente coinvolti con la morte di suo figlio, autista compreso. Se Jeff riuscirà a superare tutti i test imposti dall'enigmista, mentre quest'ultimo è ancora vivo, Lynn potrà essere liberata e fuggire lasciando l'enigmista al destino che troverà più consono. Tuttavia, la storia si evolverà in maniera molto differente da come ci si potrà aspettare.
Visto ieri sera: dopo il 2° capitolo che nn mi era piaciuto quanto il primo (si salvava solo x 2 scene molto truculente come piacciono a me

) questo terzo capitolo ha ripreso lo spirito splatter extreme del 1°
Scene al limite del conato di vomito, trama appassionante che ti tiene incollato alla sedia,e finalone che, nonostante ti lasci l'amaro in bocca, è proprio quel che ci vuole x questo genere di film.
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Spartan |
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22 Jul 2009, 07:36 Ultimo messaggio di: Spartan |
Cloverfield
Titolo originale: Cloverfield
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Regia: Matt Reeves
Sito ufficiale: www.cloverfieldmovie.com
Cast: Blake Lively, Mike Vogel, Lizzy Caplan, Jessica Lucas, Michael Stahl-David, Odette Yustman, T.J. Miller
Produzione: Bad Robot
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 01 Febbraio 2008 (cinema)
Trama:New York. Una notte come tante altre, almeno cosμ sembra.., ma ad un certo punto un black out, fa cadere la cittΰ nel buio. Quello che succede subito dopo ι terrificante, una misteriosa creatura sta radendo al suolo la cittΰ, la testa della statua della libertΰ vola come una palla infuocata fra i grattacieli.., la Grande Mela ι nel caos e l'esercito non sa cosa fare...
Critica:Soffrite di mal di mare? Odiate la camera a mano? Allora state alla larga da Cloverfield, storia di un manipolo di amici alla ricerca della donna amata da uno di loro, in una New York notturna assediata da un mostro gigantesco e pauroso.

Tutto il viaggio è documentato dalla videocamera digitale che uno di loro ha in mano e che sarebbe servita per riprendere una festa d'addio.
Visione critica:L'idea iniziale del film era buona, l'invasione da parte di un mostro sconosciuto raccontata da un punto di vista molto parziale, da un'unica visuale, quella di un gruppo di persone che cercano di scappare, ma la storia perde presto di interesse, perchè la storia diventa sempre meno credibile.
Invece di tentare la fuga i protagonisti si gettano verso il mostro per raggiungere un'amica imprigionata nel proprio appartamento, i dialoghi che accompagnano il viaggio sono a dir poco risibili, i protagonisti da normali esseri umani si trasformano presto in una sorta di superman, riuscendo a salire 57 piani a piedi senza avere il fiatone, trapassati da una spranga di ferro corrono a perdifiato, attaccati nell'oscuritΰ da mostri orrendi hanno la prontezza di reagire.
Ma loro non sono niente a paragone della camera digitale che riprende la storia, la batteria è inesauribile, è indistruttibile, ha la visione notturna e una nitidezza di immagine incredibile...
Certo queste possono essere considerazioni superflue in un film che vuole solo divertire, intrattenere, eppure è un peccato che non si sia cercato di realizzare una storia più curata, perchι le scene d'azione sono fatte molto bene, l'inizio della loro fuga e l'attacco al ponte lascia senza fiato.
Visione spensierata:Film mozzafiato, che ti incolla alla poltrona costringendoti a masticarti le unghie fino alla fine.
Ottima la scelta dei tempi, l'avvio è lento, ma introduce bene i personaggi, per poi passare ad un'azione convulsa e frenetica, poi nuovamente l'azione si quieta per sorprendere in modo ancor piω inatteso. Cast semisconosciuto ma comunque all'altezza.
Perfetta anche la promozione del film, J.J. Abrams ha fatto calare una coltre fumosa attorno a tutto il progetto, lanciando di tanto in tanto qualche messaggio sibillino circa il contenuto della storia.
La strategia ha funzionato cosμ bene che nel primo week end di programmazione americano il film ha incassato 48 milioni di dollari in 4 giorni.
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Spartan |
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15 Jul 2009, 14:48 Ultimo messaggio di: Spartan |
Hostel: Part II
Titolo originale: Hostel: Part II
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 96'
Regia: Eli Roth
Sito ufficiale: www.hostel2.com
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/hostel2
Cast: Jay Hernandez, Bijou Phillips, Milan Knazko, Jordan Ladd, Richard Burgi, Roman Janecka, Roger Bart, Edwige Fenech, Lauren German, Heather Matarazzo, Vera Jordanova
Produzione: Raw Nerve, Screen Gems Inc., Lionsgate, International Production Company, Next Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 22 Giugno 2007 (cinema)
Trama:Tre studentesse americane di storia dell'arte a Roma decidono di concedersi una vacanza a Praga. Sul treno incontrano una conoscente che le convince ad andare con lei in una beauty farm sperduta in Slovacchia. Le tre accettano senza sapere che cosa le attende.
Critica:Quando Hostel uscì al cinema il pubblico rimase in(h)orridito dalla violenza messa in scena. Persino i più temerari ebbero qualche sussulto entrando nella stanza degli orrori creata da Eli Roth. L'incubo del regista statunitense riprende da dove lo avevamo lasciato. L'unico superstite dell'ostello slovacco (Paxton/Jay Hernandez) si nasconde in un angolo sperduto del mondo, terrorizzato che un membro dell'organizzazione lo possa trovare. Nel frattempo Beth (Lauren German), Whitney (Bijou Phillips) e Lorna (Heather Matarazzo) sono giunte sul posto dove sono state catalogate e messe all'asta per essere vendute al miglior offerente. Hostel Part II si tinge così di rosa (è un Hostel al femminile) per assumere man mano il colore più scuro del sangue che scorre dolciastro e a litri sulle vite delle vittime.
La componente psicologica degli aguzzini - che nel primo capitolo veniva appena abbozzata con la richiesta di un cliente di torturare chi non parlasse la sua lingua - è messa in risalto attraverso il comportamento dei due ricchi americani - Stuart (Roger Bart) e Todd (Richard Burgi) - che giungono in terra slovacca assetati di trasgressione. Anche il messaggio del regista è più chiaro nel suo tentativo di affrontare il lato oscuro del capitalismo: "chi ha più soldi degli altri decide chi vive e chi muore".
Come Richard Burgi, che regge perfettamente la maschera del "cattivo" avendola già indossata nella serie televisiva 24, Roger Bart è bravo a esprimere il conflitto interiore di un uomo represso, affascinato e allo stesso tempo disgustato dal modus operandi dell'Elite Hunting. A lui è riservata (e non è un caso) la battuta che porta un po' di leggerezza in uno dei momenti più sanguinosi del film, in cui paragona la sua forza a quella di Ercole (per chi non lo sapesse, l'attore ha doppiato il protagonista nel cartone animato della Disney Hercules). Non mancano citazioni "occulte" al cinema di Tarantino, produttore di entrambi i capitoli di Hostel, e un paio di cameo ad hoc a omaggiare il cinema italiano. Edwige Fenech si presta a un ruolo che le sta a pennello, mentre a Ruggero Deodato (

) è stata affidata una parte che si nutre della sua crudeltà cannibalesca. Hostel = Splatter? Sì, ma con cognizione di causa.
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Spartan |
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15 Jul 2009, 14:21 Ultimo messaggio di: Spartan |
Io & Marley
Titolo originale: Marley & Me
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 120'
Regia: David Frankel
Sito ufficiale: www.marleyandmemovie.com
Cast: Jennifer Aniston, Owen Wilson, Alan Arkin, Kathleen Turner, Haley Bennett, Clarke Peters, Eric Dane, Jennifer Wiener, Haley Hudson, Victoria Roman
Produzione: Fox 2000 Pictures, Regency Enterprises
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 03 Aprile 2009
Trama:John e Jenny sono sposi nell'inverno gelido del Michigan. Innamorati e ansiosi di intraprendere una vita insieme si trasferiscono nella più calda Florida, dove trovano il lavoro e la casa dei loro sogni. Occupati per testate giornalistiche diverse, i coniugi Grogan progettano in salotto di allargare la famiglia. John, indeciso sulla paternità, fa le prove generali e compra un cucciolo in saldo per il compleanno di Jenny. Battezzato Marley sulle note del cantautore giamaicano, il Labrador biondo travolgerà la vita dei Grogan, "rosicchiando" mobili, progetti e certezze e invitandoli a vivere il presente a dispetto di quello che non è stato e di quello che deve ancora essere. Dopo Marley arriverà un bastimento carico di figli, guai e amore.
Critica:"Io e Marley" non è solo la vita di questo fedele compagno dell’uomo, ma è uno sguardo su una giovane coppia che cerca di creare una famiglia e crescere i figli con amore, affrontando gli imprevisti della vita e i problemi del lavoro. Non è una "famiglia felice" come quella che appare in alcuni spot pubblicitari, dove tutto è perfetto, anzi vi sono problemi legati alla depressione post partum, liti dovute alle scelte da fare per la famiglia che sta crescendo, frustrazioni e sacrifici.
Poteva essere un film dove tutto era perfetto, una simpatica e allegra commedia, come traspare dalla locandina così invitante, ma vi è dell’altro. Il desiderio di rappresentare la realtà così com’è, composta da gioie e dolori, che a volte diventa perfino un po’ surreale e in questo caso l’elemento farsesco è "incarnato" proprio da Marley.
E’ un film che vuole far ridere e commuovere, non ha grandi pretese se non quella di toccare le corde del cuore più sensibili dello spettatore, soprattutto di coloro che hanno vissuto e amato un cane, un gatto o qualsiasi altro animale da compagnia.
E’ un film spassoso, allegro e vivace, che si sviluppa come un diario personale di John Grogan, raccontando e commentando gli eventi della vita, senza però procedere per salti o quadri, per cui nell’insieme è molto fluido e organico, ma sembra tralasciare qualcosa o quasi perderlo. Molte cose vengono solo sfiorate, c’è la tendenza a mettere in risalto il lato assurdo di Marley, limitandosi ad accennare o a non sottolineare gli altri suoi aspetti caratteriali, come la dolcezza e la sua capacità di capire e cercare di sostenere le persone più importanti della sua vita: i suoi padroni. Un esempio è la scena in cui Jenny Grogan (interpretata dalla Aniston) piange seduta sul divano, e qui Marley abbandona le sue vesti di “calamità naturale” per sedersi accanto a lei, appoggiarle il muso triste su un ginocchio e guardarla con i suoi occhi dolci.
E’ una pellicola che riesce a far ridere di gusto e a commuovere, è uno spaccato della realtà quotidiana ed è una vera e importante "Storia d’amore".
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Spartan |
833 |
15 Jul 2009, 14:10 Ultimo messaggio di: Spartan |
Lo spaccacuori
Titolo originale: The Heartbreak Kid
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 115'
Regia: Bobby Farrelly, Peter Farrelly
Sito ufficiale: www.heartbreakkidmovie.com
Cast: Ben Stiller, Michelle Monaghan, Jerry Stiller, Malin Akerman, Stephanie Courtney, Ali Hillis, Kathy Lamkin, Nicol Paone
Produzione: DreamWorks Pictures, Conundrum Entertainment, Radar Pictures, Davis Entertainment, DreamWorks SKG
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 09 Novembre 2007 (cinema)
Trama:Eddie Cantrow, un fascinoso quarantenne, è convinto, dopo soli tre giorni di luna di miele, di aver trovato la donna della sua vita. In realtà le cose non vanno come dovrebbero e la neosposa svela lati caratteriali inizialmente sopiti.
Critica:Ricalcando fedelmente i toni surreali e oltraggiosi di Tutti pazzi per Mary, la nuova pellicola dei fratelli Farrelly difetta nel concentrare la vis comica nella prima parte del soggetto che si stempera, nei toni e nel ritmo, nella parte conclusiva. Nonostante la presenza di numerose gag esilaranti, il film ripropone gli stilemi della commedia hollywoodiana (avvicendamento, equivoci più diversi, ricchezza di colpi di scena, lieto fine) senza aggiungere al prodotto soluzioni originali o coraggiose.
I due registi, maghi nel far apparire divertente la vita, sembra abbiano costruito un vero e proprio marchio stilistico che, da un lato, fa piacere ritrovare, dall'altro, genera nello spettatore un sentimento di stanchezza e di ridondanza.
Buono il cast. Sia protagonisti che caratteristi riescono a essere disinvolti e brillanti senza forzature. Su tutti svetta l'interpretazione di Ben Stiller la cui espressività tragicomica ne esce amplificata nella sua vivace naturalezza.
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Spartan |
1.269 |
15 Jul 2009, 13:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Train de vie - Un treno per vivere (1998)
Regia: Radu Mihaileanu
Cast: Agathe De La Fontaine, Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Marie José Nat, Bruno Abraham-Kremer, Michel Muller, Johan Leysen
Genere Commedia
Durata: 103 minuti.
Produzione: Francia, Belgio, Romania, Germania
Anno di uscita: 1998.
Recensione:Uno shtetl, un piccolo villaggio ebreo nell'Europa dell'Est progressivamente invasa dai nazisti. I quali stanno ormai per sopraggiungere. Che fare? Il matto ha un'idea: raccogliere il denaro sufficiente per mettere insieme un treno, travestirsi da nazisti e da deportati e tentare così di passare le linee. L'impresa ha inizio tra consensi e dissensi (nasce persino un'agguerrita cellula comunista). Si beffano i nazisti, si disorientano i partigiani, ci si incontra (sul piano umano) e ci si scontra (su quello musicale) con gli zingari. Finché si giunge in una terra di nessuno. Ma sarà proprio così? Romeno ebreo, Mihaileanu gira un film che non ha dietro le spalle la spinta della Miramax, ma che ben più di La vita è bella meriterebbe l'Oscar. Perché è girato con mano sicura, perché mescola ironia e profonda conoscenza della cultura ebraica, perché ha una musica travolgente, perché ha una prima e una seconda parte che non formano due film ma un tutt'uno. E perché per la parte del matto fu inviato il copione a Benigni. Non vogliamo parlare di plagio, ma di ispirazione forse sì.
Consiglio a tutti di vederlo, è un piccolo capolavoro, mai retorico, attualissimo, scanzonato e triste...
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Spartan |
661 |
15 Jul 2009, 13:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Hancock
Titolo originale: Hancock
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Commedia, Fantastico
Durata: 92'
Regia: Peter Berg
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/hancock
Sito italiano: www.sonypictures.it/film/hancock
Cast: Will Smith, Charlize Theron, Jason Bateman, Daeg Faerch, Lauren Hill, Valerie Azlynn, David Mattey, Darrell Foster, Kate Clarke
Produzione: Blue Light, Weed Road Pictures, Overbrook Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 12 Settembre 2008 (cinema)
Trama:Ha il nome del primo firmatario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, è nato a Miami, vive a Los Angeles, è alcolizzato, ha superpoteri che non riesce a gestire, è disprezzato dai malviventi e impopolare tra i cittadini, è John Hancock, in arte Hancock. Supereroe inadeguato e imperfetto, Hancock salva la vita a Ray Embrey, dirigente di una società di pubbliche relazioni. Padre affettuoso e marito premuroso, Ray si prende a cuore quel caso super-umano, investendo tempo ed energia per riabilitare l'uomo e riscattare l'eroe agli occhi della comunità. Sospendere l'alcol, radersi la barba, indossare un costume appropriato, atterrare morbido ed elegante sull'asfalto, lodare le forze dell'ordine, compiacere i passanti e soprattutto pagare col carcere i danni procurati ai beni pubblici, sono solo alcune delle buone-azioni che Hancock dovrà mettere in pratica per ottenere l'approvazione dei suoi cittadini. Ma certi vizi, come un passato amore, sono duri a morire.
Critica:C'è qualcosa di misterioso e affascinante nel primo terzo di Hancock: malinconia e stupore si allargano silenziosi nelle inquadrature a scoprire una Los Angeles assediata dalla malavita e un supereroe clochard abbandonato su una panchina. John Hancock, supereroe col vizio dell'alcol e dell'esagerazione, non ha il passato "narrativo" degli eroi (s)mascherati della cultura popolare americana (i comics). È il primo eroe di un fumetto che non uscirà mai. È la prima avventura di un supereroe che non ha mai praticato le strisce e non si è mai espresso in "nuvole". Hancock nasce al cinema. Eppure c'è qualcosa di comune, primordiale e riconoscibile tra l'unbreakable di Will Smith e gli altri supereroi. Sono uomini al di sopra di altri uomini, i cui eccezionali poteri diventano allo stesso tempo un dono e una maledizione, lo strumento di una missione divina e la fonte di un'angoscia infinita. Superman è un bambino abbandonato dai genitori su un pianeta sconosciuto, Spiderman acquisisce accidentalmente i suoi superpoteri senza potersene mai più liberare, gli X- Men vivono isolati a causa delle loro mutazioni, Hulk si trasforma in supereroe attraverso frequenti crisi "epilettiche" e Hancock nasce con un grande potere e due biglietti per il Frankenstein ammogliato di Boris Karloff.
Il sospetto del meraviglioso nello squallore della propria vita e l'evento straordinario in un contesto ordinario sono i temi più interessanti del melodrammasupereroico di Peter Berg, che nei rimanenti due terzi atterra rovinosamente come il supereroe sulla Città degli Angeli. Hancock diventa improvvisamente un altro film e poi un altro ancora, perdendo l'equilibrio narrativo fino a non riuscire più a rialzarsi. Tra agnizioni (la scoperta della sua vera identità) e patimenti "crepacuore" (l'amore ritrovato e perduto), la storia di Hancock si fa elementare e cede il passo ad uno stucchevole sentimentalismo: una "principessa" da salvare, che in virtù dei tempi che corrono non si limita a chiamare aiuto ma partecipa attivamente e (super)eroicamente all'azione. Un action minestrone dove il fracasso delle esplosioni e il contorno della vicenda (incarnato da Charlize Theron) diventano le sole cose fondamentali. E il super Hancock-Smith si adegua.
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vans |
669 |
15 Jul 2009, 13:48 Ultimo messaggio di: Sonia_love |
Funeral Party
Titolo originale: Death at a Funeral
Gran Bretagna, USA, Germania: 2007. Regia di: Frank Oz Genere: Commedia Durata: 90'
Interpreti: Matthew Macfadyen, Rupert Graves, Alan Tudyk, Daisy Donovan, Kris Marshall, Andy Nyman, Jane Asher, Keeley Hawes, Peter Vaughan, Ewen Bremner
Sito web:
www.deathatafuneral-themovie.com
La mattina del funerale di suo padre Daniel si trova a dover fronteggiare una serie di contrattempi, dallo scambio del cadavere, alla deriva psichedelica del fidanzato di sua cugina, passando per il tentativo di ricatto che subisce da un buffo personaggio che arriva a casa sua munito di foto compromettenti che lo ritraggono in compagnia del defunto...
Fatto salvo il concetto di onore ancora vivo in qualche lontano paesino del nostro entroterra dove non si è vista neanche l’ombra della rivoluzione sessuale, esiste un solo altro posto in Europa dove un padre direbbe alla figlia trentenne “non sei obbligata a sposarlo solo perchè sei incinta, troveremo una soluzione” e quel posto è l’Inghilterra.
Il regno dell’apparire viene scosso dalle fondamenta in questo delizioso filmetto, dove salme vengono scambiate e nani vanno in giro per funerali con in tasca foto compromettenti del defunto. La casa si trasforma in un luogo che assomma in se le peggiori fantasie di onta sociale e dove il rigido fidanzato della cugina, già odiato dal suocero si trasforma in un nudista depresso che minaccia il volo dal tetto mentre dentro è in scena l’orazione funebre. Il cugino farmacista si scopre essere un chimico degli allucinogeni che sostituisce il valium, merce preziosa ai funerali, con una manciata di pillole rosa dall’effetto cosmico. Ecco così cadere le prime vittime, dopo il fidanzato non all’altezza di sua sorella, abbiamo nell’ordine il nano ricattatore, che casca dal divano mentre ci balla su legato come un salame e lo zio rompiscatole, in sedia a rotelle che urla di aver visto un cadavere, ma forse ha anche ragione, chissà.
Mentre Daniel cerca di tenere a bada il panico per il fatto di dover declamare un’orazione funebre che sa di essere soporifera, in competizione col poema che avrebbe scritto il fratello Robert, scrittore di fama, le rogne si allineano alla porta provocando una valanga di caos, che manco in un incubo ci si sarebbe sognati di immaginare. Sua moglie, continuamente beccata dalla vedova, lo insegue per tutta la casa intimandogli di inviare la caparra per una casa che lui non potrà mai pagare, e suo fratello con cinico distacco lo avverte che dovrà provvedere da solo al costo del funerale.
La maschera imperturbabile con la quale Daniel accoglie ogni colpo che gli arriva allo stomaco sarebbe impensabile in una ambientazione diversa da questa, gli inglesi si sa hanno self control, e hanno pure il panico che i loro begli altarini vengano messi in piazza, o che la cugina si sposi incinta, per tacere dell’effetto che fa l’idea di un nano seduttore dell’anziano patriarca le cui imprese vengono rese pubbliche durante il funerale.
Certo è il particolare amore per la privacy e l’aborrire ogni scandalo tipici dello stile di vita inglese a rendere esilarante l’intera situazione, che ci si immagina meno divertente in una città italiana dove non importerebbe a nessuno né dell’attività extraconiugale del defunto né dei figli concepiti fuori da matrimoni disapprovati da papà. E’appunto questo il debole del film, il suo essere terribile solo all’interno dei confini culturali a cui si riferisce.
Gli attori sono maschere di stupore molto efficaci, dalla fissità del fidanzato allucinato, alla posa da seduttore di provincia di Justin, un esilarante Ewen Bremmer visto in Traispotting ed in Snatch sempre con la stessa fanciullesca espressione dipinta in volto.
La scenografia e le luci sono efficaci nel rendere la tragedia del caos che si svolge più nel cuore che nella casa, e la regia segue con affetto i poveri sfortunati attori del dramma dell’ipocrisia sociale. In definitiva si tratta di un film senza grosse pretese che se visto senza troppe aspettative potrà senz’altro ispirare più di un affettuoso sorriso.
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15 Jul 2009, 13:44 Ultimo messaggio di: Sonia_love |
Io sono leggenda
Titolo originale: I Am legend
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 100'
Regia: Francis Lawrence
Sito ufficiale: www.iamlegend.warnerbros.com
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/iamlegend/...
Cast: Will Smith, Gabrielle Union, Justin Morck, Alice Braga, Salli Richardson
Produzione: 3 Arts Entertainment, Heyday Films, Original Film, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros.
Trama:New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri. La città è deserta, e l'unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l'umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo seguendo la quotidianità, in attesa della notte, in cui i vampiri escono dalla penombra, attaccando tutto ciò che incontrano.
Critica:Will Smith sa il fatto suo. È nato come rapper, è diventato una star della televisione, e da tempo ha affrontato il cinema. Sempre da protagonista. Dopo il film diretto da Muccino dove recitava con suo figlio, adesso si confronta con se stesso e con una metropoli spettrale che mette in evidenza ogni suo movimento. Forse non sarà candidato all'Oscar, ma la sua interpretazione è degna di nota. Passando al film, il "one man show" di Smith è supportato da una scenografia incredibilmente convincente, e da una regia di mestiere.
Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine. A dispetto della necessità di includere la componente horror (le scene d'azione sono presenti per coinvolgere il target giovane), a parte la mezz'ora finale, Io sono leggenda, si concentra sul singolo, sull'uomo che poteva cambiare il mondo, su chi ha la consapevolezza che è molto semplice distruggere ciò che si ha per le mani tutti i giorni.
L'11 Settembre è lì, è l'origine delle cose, e Richard Matheson che nel 1954 scrisse il romanzo omonimo, non avrebbe potuto immaginarselo così reale. Ma alla fine, la convinzione ultima, è che solo l'umanità può decidere le sorti del mondo.
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9 Jul 2009, 08:42 Ultimo messaggio di: Spartan |
La ragazza del mio migliore amico
Titolo originale: My Best Friend's Girl
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 103'
Regia: Howard Deutch
Sito ufficiale: www.mybestfriendsgirlmovie.com
Cast: Alec Baldwin, Kate Hudson, Jason Biggs, Jenny Mollen, Lizzy Caplan, Dane Cook, Diora Baird, Amanda Brooks, Andrew Caldwell, Riki Lindhome, Nate Torrence, Andrew Caldwell
Produzione: Management 360, New Wave Entertainment, Superfinger Entertainment, Terra Firma Films
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 19 Giugno 2009 (cinema)
Trama:Dustin è innamorato della collega Alexis la quale però non è poi così interessata a lui tanto da chiedergli, dopo cinque settimane di appuntamenti, di restare buoni amici. Diventa quindi per lui indispensabile chiedere l'aiuto del compagno di appartamento Tank. Costui ha una sorta di specializzazione: se un uomo viene lasciato da una donna lui fa in modo di conoscerla, uscire con lei e disgustarla a tal punto che lei non vorrà fare altro che ritornare tra le protettive braccia di chi ormai considerava un ex. Tank entra quindi in azione con Alexis utilizzando l'ormai collaudata strategia. Ma le cose non vanno come previsto.
Critica:Non si può dire che Howard Deutch non sia un esperto in commedie. Questa volta rischia con la sceneggiatura di un esordiente come Jordan Cahan ma fa centro più che in altre occasioni. Riesce cioè a dar vita sullo schermo a un connubio ad alto tasso di possibile insuccesso: mescolare situazioni di bassa volgarità alla fratelli Farrelly con la struttura di base della commedia romantica.
Perché potrebbe bastare la divertentissima esplicitazione dei 10 passaggi (all'indietro) sufficienti per sconvolgere una brava ragazza per far uscire dalla sala una parte del pubblico femminile gridando alla misoginia. Ma il film procede, grazie al ruolo di sciupafemmine a rischio di resa ben interpretato da Dane Cook, su un percorso volutamente accidentato che prepara il romanticismo grazie a una pavimentazione di scene come quella in cui Tank fa ascoltare una telefonata intima di Alexis ai corsisti a cui spiega come comportarsi con i clienti dell'azienda in cui lavora.
Il vertice lo si tocca poi con la comparsa di Alec Baldwin che ha saputo sfruttare il passare degli anni riciclandosi in tv in 30 Rock e ricoprendo in questo film il ruolo di un padre satiro al cui confronto impallidiscono i seduttori più maschilisti che la commedia americana (e non) ci ha finora proposto.
Quando si rivisita un genere ormai abusato avendo il coraggio dell'acrobazia in un panorama che tende sempre più alla copia conforme il merito va riconosciuto.
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5 Jul 2009, 22:30 Ultimo messaggio di: Spartan |
21
Titolo originale: 21
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 125'
Regia: Robert Luketic
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/21
Sito italiano: www.21ilfilm.it/
Cast: Kevin Spacey, Laurence Fishburne, Kate Bosworth, Jim Sturgess, Liza Lapira, Sam Golzari, Aaron Yoo, Jack McGee, Kal Thompson, Rebecca Marshall
Produzione: Michael De Luca Productions, Trigger Street Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 18 Aprile 2008 (cinema)
Trama:A Ben Campbell occorrono 300.000 dollari per potersi pagare le rette del college. In suo aiuto accorre un eccentrico professore di matematica e la sua combriccola di giovani giocatori di Blackjack.
Cooperando insieme nel famoso gioco di carte, tramite un sistema di segni e conteggi, svaligeranno Las Vegas...
Critica:
Tratto dal romanzo di Ben Merzich, "Blackjack Club", a sua volta ispirato ad una storia vera, "21" è il nuovo film con la stella di "Across the Universe" Jim Sturgess. Accanto a lui giovani astri nascenti del cinema hollywoodiano e due veterani quali Kevin Spacey e Laurence Fishburne.
Il bello del cinema è che la maggiorparte dei film possono anche non essere dei capolavori senza dover per forza essere delle schifezze. Questo film non sarà certamente una pietra miliare del cinema ma permette di trascorrere un paio d'ore in tranquillità, è avvincente e divertente. La perfezione certo non esiste, ma se qualcosa gli si avvicina è sicuramente il "giochino eterno" che è stato costruito a Las Vegas è comunque in tutti i casinò in giro per il mondo, l'industria del divertimento non si ferma mai e vince sempre, per gli appassionati dell'azzardo questo film può rappresentare una sorta di rivincita, molto morale e poco reale, nei confronti di un sistema, appunto, praticamente perfetto. A me il film è piaciuto perche non pretendevo niente di più di quello che non era in grado di dare....... Volendo, si potrebbe stare ore ed ore a disquisire che Kevin Spacey è sprecato nel ruolo del professore e che non si dovrebbe buttare via per film come questo ma, dato che ormai gli è rimasto ben poco da dimostrare perchè la sua classe e bravura sono ampiamente dimostrate e cristalline, anche questo puro "esercizio di stile" nel campo dei film, diciamo così, "commerciali" non è di certo da considerarsi una macchia indelebile sul suo (immaccolato) curriculum.
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5 Jul 2009, 09:32 Ultimo messaggio di: Spartan |
Eagle Eye
Titolo originale: Eagle Eye
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Thriller
Durata: 118 min
Regia: D.J. Caruso
Sito ufficiale: www.eagleeyemovie.com
Sito italiano: www.cinema.universalpictures.it/website/eagleeye/
Cast: Shia LaBeouf, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Billy Bob Thornton, Eric Christian Olsen, Ethan Embry, William Sadler, Michael Chiklis, Lynn Cohen
Produzione: DreamWorks SKG
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 20 Febbraio 2009 (cinema)
Trama:Jerry ha da poco perso il fratello in circostanze misteriose e misteriosamente si ritrova il conto corrente pieno di soldi... qualcosa di strano gli sta accadendo. Quando torna nel suo appartamento trova armi, passaporti falsi e un telefono che squilla... A sua insaputa é stato coinvolto in piano terroristico per assassinare un politico e non sa come uscirne. Nella stessa situazione di Jerry si trova anche Rachel, una giovane mamma single, vittima di chiamate telefoniche da parte di sconosciuti...
Critica:Il film è un thriller d’azione interamente manipolato dalla tecnologia, è quest’ultima a farla da padrone nelle rocambolesche scene veloci che la pellicola ci presenta una dietro l’altra senza darci possibilità di domandarci cosa sta succedendo od il perché questo accade. La trama si svelerà improvvisamente trasportandoci in quell’ambito socio-politico che ultimamente ci è tanto attuale ma rimane comunque nei soliti clichè visti e rivisti dove lo scontato è sempre dietro l’angolo,si pensi anche ai rapporti umani troppo standard e senza sfaccettature. Sembra essere la velocità ed il correre continuo con il tempo scandito fino nei minimi secondi quello che rende la visione coinvolgente e altamente vivace. La nuova interpretazione di Shia LaBeouf come protagonista convince con sufficienza cosi come il resto del cast tranne Billy Bob Thornton leggermente sopra gli altri. Un piacevole intrattenimento per un paio d’ore con qualche bella dose di adrenalina,se vi piace vedere auto in frantumi e sentire il rumore metallico degli schianti è il film che fa per voi. Morale di fondo,già sentita e vista, sull’uso ed il futuro della tecnologia. salvezza o dannazione umana ?
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2 Jul 2009, 14:51 Ultimo messaggio di: Spartan |
Terminator Salvation
Titolo originale: Terminator Salvation
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Durata: 115'
Regia: McG
Sito ufficiale: www.sonypictures.net/movies/terminatorsalvation/
Sito italiano: www.terminatorsalvation.it
Cast: Christian Bale, Sam Worthington, Anton Yelchin, Moon Bloodgood, Common, Bryce Dallas Howard, Roland Kickinger, Helena Bonham Carter, Chris Ashworth
Produzione: The Halcyon Company, IMF Internationale Medien und Film GmbH & Co. Produktions KG, Intermedia Films, Lin Pictures, T Asset Acquisition Company
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 05 Giugno 2009 (cinema)
Trama:Anno 2003. Marcus Wright è detenuto nel Braccio della Morte in attesa di ricevere l'iniezione letale. Ha ucciso suo fratello e due poliziotti e vuole soltanto farla finita ma la dottoressa Serena Kogan ha deciso per lui un altro destino. Firmato un documento legale che consegna il suo corpo alla scienza e gli promette una seconda opportunità, Marcus viene ‘terminato'. Anno 2018. John Connor, leader ideale e carismatico del genere umano, partecipa alla Resistenza contro Skynet, il network di intelligenze artificiali, e il suo esercito di Terminator indistruttibili. Efficace e intraprendente, è deciso a sferrare un attacco mortale al nemico, a trovare suo padre Kyle Reese e a garantire un futuro all'umanità dopo l'apocalisse nucleare scatenata dalle macchine. Lo aiuterà Marcus, galeotto venuto dal passato e portatore di un segreto. Diffidenti ma determinati a vincere la loro battaglia, collaboreranno e troveranno la verità nel cuore.
Critica:Visto ieri sera: a parte qualche buco di sceneggiatura, il film non è malaccio.
L'ho trovato abbastanza noiosetto nella parte iniziale, per poi migliorare quando finalmente Marcus e Connor si incontrano mentre la parte finale mi è sembrata invece più che passabile.
Mi ha stupito positivamente il fatto che il regista abbia tirato fuori una regia chiara e comprensibile, sebbene non ci fosse nulla da far gridare al miracolo.
Gli effetti speciali e le interpretazioni mi sono sembrate più che sufficienti, mentre ho trovato abbastanza sotto le righe le musiche di Danny Elfman, tranne ovviamente quando riprendevano il tema originale della serie.
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4 Jun 2009, 18:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
La vie en rose
Titolo originale: La Môme
Nazione: Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 40'
Regia: Olivier Dahan
Sito ufficiale: www.tfmdistribution.com/lamome
Cast: Marion Cotillard, Sylvie Testud, Gérard Depardieu, Jean-Paul Rouve, Pascal Greggory
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 04 Maggio 2007 (cinema)
Nominations Oscar 2008Trama:La vita della straordinaria cantante transalpina e le difficoltà che ha incontrato sin da bambina, quando fu costretta a crescere nel bordello gestito dalla nonna paterna. Scoperta dal proprietario di un night, ben presto la sua voce e le sue canzoni la resero famosa da una parte all'altra dell'oceano Atlantico...
Critica:Un film bello, ricco di trovate registiche interessanti che evita di fare un'apologia (data l'importanza della Piaf in Francia era possibile cadere nella trappola), ma dando una precisa idea della donna che si celava dietro quella voce così ricca. Stona giusto un poco la scelta di fare vedere la morte della figlia solo a fine film, quando è chiaro che si è trattato di un evento che ha segnato ogni attimo della vita futura della Piaf, e la storia d'amore con il pugile Marcel Cerdan.
Marion Cotillard, splendida in "Un'ottima annata", diventa una superba Piaf a scapito dell'estetica. La voce quando canta è di Jil Aigrot, ma lei come attrice è comunque bravissima. Ottimo anche il resto del cast. I sottotitoli ci sono solo per le canzoni il cui testo ha una particolare importanza a livello narrativo.
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26 May 2009, 09:41 Ultimo messaggio di: Spartan |
Star Trek
Titolo originale: Star Trek
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2009
Genere: Fantascienza
Durata: 127'
Regia: J.J. Abrams
Sito ufficiale: http://www.startrek.com/startrek/view/seri.../011/index.htmlSito italiano: http://www.cinema.universalpictures.it/website/startrek/Cast: Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder, Zoe Saldana, Karl Urban, John Cho, Bruce Greenwood
Produzione: Paramount Pictures
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 08 Maggio 2009 (cinema)
Trama:James Tiberius Kirk è nato tra le stelle ed è cresciuto nell'Iowa, ribelle e ostinato vuole conoscere il nome della bella Uhura, onorare la memoria del padre, servire una causa, esplorare nuovi mondi e arrivare là dove nessun uomo è giunto prima. Spock è nato sul pianeta Vulcano da madre umana e padre vulcaniano, razionale e controllato pratica la disciplina del Kolinahr per purificarsi dalle emozioni, ama con virtuoso trasporto Uhura, domina la sua metà umana e si arruola nella Flotta stellare. È sull'Enterprise, prestigiosa nave spaziale governata dal Capitano Christopher Pike, che i due giovani si incontrano e si scontrano per affrontare un temibile nemico venuto dal futuro. Nero, diabolico Capitano Romulano, ha infatti deciso di distruggere tutti i pianeti della Federazione per mettere a tacere il dolore di una perdita incommensurabile. Tra passato, presente e futuro, Kirk e Spock si arrenderanno a una grande amicizia e curveranno lo spaziotempo, salpando verso l'ultima frontiera.
Critica:Confessione n° 1: non sono tra i fans di Star Trek, anzi me ne sono sempre tenuto a debita distanza.
Confessione n° 2: dei film tratti dalle serie tv diffido da tempo, mentre le 10 versioni cinematografiche precedenti di Star Trek non hanno certo lasciato il segno.
Confessione n° 3: dopo 5 minuti di film ho cominciato ad ammirare il look delle scenografie, dopo altri 10 ho riconosciuto l’umorismo e il gusto del paradosso di J.J. Abrams, il creatore di Lost ormai consacrato “nuovo Spielberg”. E quando i giovani Spock e Kirk si ritrovano prima a litigare e poi, molto lentamente, a cooperare a bordo dell’Enterprise, mi sono lasciato andare a un divertimento che mi ha accompagnato fino alla fine di questo giocattolone da 150 milioni di dollari, un po’ sit-com, un po’ saga spaziale, con tutte le psicologie, le battute e le gag al posto giusto.
Naturalmente non era affatto ovvio trasformare un oggetto di modernariato come l’Enterprise e il suo equipaggio multietnico in un film in linea coi tempi, che sposa il ritmo e le trovate visive a un clima di rinnovata tolleranza e curiosità molto intonati all’era Obama. Abrams e i suoi sceneggiatori ci riescono lavorando sul meccanismo ben rodato del “prequel”, che ringiovanisce personaggi e situazioni lasciando intatte le idee chiave della serie.
Ed ecco le sbruffonate del futuro capitano Kirk, cui il quasi adolescente Chris Pine dà un tocco di maledettismo alla James Dean (il divertente prologo automobilistico cita proprio Gioventù bruciata). Ecco le orecchie a punta e il culto della logica dei vulcaniani, anche se l’imperturbabile Spock, perseguitato dai compagni di college, ha un padre vulcaniano ma una madre terrestre (fugace apparizione di Winona Ryder), dunque è assai meno impermeabile alle emozioni di quanto voglia sembrare... il tutto servito da uno script che alterna con molta efficacia scene d’azione e momenti di gruppo (mai saga fu più corale e democratica), battaglie stellari e scaramucce adolescenziali, la lotta per il comando sull’Enterprise e quella per l’amore della bella Uhura, esperta di lingue aliene che sulla Terra divide casa con una bionda dalla pelle... verde, bandiera di tolleranza nonché protagonista dell’unica scena di sesso del film. Aggiungete viaggi e paradossi temporali, “teletrasporti”, cadute libere nel vuoto stellare, punte drammatiche (il pirata galattico Eric Bana fa addirittura implodere il pianeta Vulcano), contrappunti comici (il giovanissimo navigatore russo Cechov, lo scienziato inglese Simon Pegg), e capirete cosa voleva dire Abrams dichiarando:
questo non è un film per i fans. È un film per tutti gli altri, che sono molti di più: infatti si prende tutte le libertà di cui ha bisogno. Per il suo e il nostro piacere.

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24 May 2009, 09:57 Ultimo messaggio di: Spartan |
Angeli e Demoni
Titolo originale: Angels & Demons
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 138'
Regia: Ron Howard
Sito ufficiale: www.angelsanddemons.com
Sito italiano: www.angeli-e-demoni.it
Cast: Tom Hanks, Ayelet Zurer, Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, David Pasquesi, Cosimo Fusco, Allen Dula, Pierfrancesco Favino, Carmen Argenziano, Gino Conforti
Produzione: Columbia Pictures, Imagine Entertainment, Sony Pictures Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 13 Maggio 2009 (cinema)
Trama:Roma e il mondo sono in lutto per la morte del Santo Padre. Distrutto l'anello piscatorio, il camerlengo deve fare fronte al rapimento dei quattro cardinali favoriti alla successione pontificia e alla minaccia della distruzione della Città del Vaticano ad opera degli Illuminati, una confraternita venuta dal passato a rivendicare il primato della scienza sulla Chiesa e sullo Spirito. Riunito in Concistoro per eleggere il nuovo Papa, il collegio cardinalizio assolda Robert Langdon, docente di simbologia religiosa a Harvard. Nemico stimato della Chiesa, che non gli perdona la negazione dell'incarnazione del Verbo, il cavaliere accademico accetta l'investitura e parte alla volta della Capitale. Archiviati acredine e risentimento, il professore e gli uomini della Chiesa, armati di spirito e alabarda, collaboreranno alle indagini e alla risoluzione del mistero. Un mistero nascosto dentro le chiese e sotto le segrete della Città Eterna.
Critica:Americanata (forse) peggio del Codice da Vinci, che almeno ha il pregio di durare solo un paio d'orette....
Nonostante tutto non ci si annoia visto che l'azione non manca mai: tra il super -camerlengo, morti in Piazza San Pietro devastazioni di chiese e cardinali marchiati a fuoco non m'è venuto manco di fare uno sbadiglio

Conclusione: c'è (molto) di peggio in giro, e da un tipico prodotto blockbuster non è che ci si poteva pretendere di meglio.
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18 May 2009, 20:28 Ultimo messaggio di: Spartan |
Milk
Titolo originale: Milk
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Gus Van Sant
Sito ufficiale: www.filminfocus.com/focusfeatures/film/milk
Sito italiano: www.libero.it/milk
Cast: Sean Penn, Josh Brolin, Emile Hirsch, James Franco, Diego Luna, Brandon Boyce, Denis O'Hare, Victor Garber
Produzione: Focus Features, Groundswell Productions, Jinks/Cohen Company
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 23 Gennaio 2009 (cinema)
Trama:Nel 1977, Harvey Milk è stato eletto supervisor (consigliere comunale) a San Francisco, divenendo il primo omosessuale dichiarato ad avere accesso a una importante carica pubblica in America. La sua vittoria non è stata solo una vittoria per i diritti dei gay, ma ha aperto la strada a coalizioni trasversali nello schieramento politico. Harvey Milk ha incarnato per molti - dagli anziani agli iscritti al sindacato - una nuova figura di militante per i diritti civili; e con la sua morte prematura, avvenuta nel 1978, è diventato un eroe per tutti gli americani. Il film ripercorre gli ultimi 8 anni della vita di Harvey Milk. Attivista del movimento dei diritti degli omosessuali. Amico. Amante. Unificatore. Politico. Combattente. Icona. Ispiratore. Eroe. La sua vita ha cambiato la storia, e il suo coraggio ha cambiato la vita di tante persone.
Critica:Il cinema, oltre che svago, divertimento, evasione, può essere anche istruttivo. Come in questo caso, in cui viene narrata una vicenda che non conoscevo. E' la storia di coraggio, di lotta, di dignità di un omosessuale che prende in mano le redini del movimento che lotta contro le discriminazioni che ancora negli anni '70 colpivano coloro che avevano attitudini sessuali considerate "non normali" e "deviate". Il film è molto bello e la storia è forte e a tratti estremamente commovente. Milk paga con la vita la sua battaglia, ma certi risultati nella strada del giusto riconoscimento di pari diritti a tutti gli uomini e donne, indipendentemente dall'orientamento sessuale, sono da attribuire anche alla sua attività, al suo coraggio, alla sua forza. Sean Penn è semplicemente immenso, alla fine del film si vedono delle immagini dei personaggi reali del racconto affiancati a quelli degli attori che li hanno interpretati: sono tutti di una somiglianza impressionante. Quando Sean Penn viene affiancato al vero Milk, si nota tutto lo studio dell'espressività e dei movimenti che l'attore ha fatto sul personaggio protagonista della vicenda. Da Oscar, che infatti ha vinto.
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16 May 2009, 13:29 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Wrestler
Titolo originale: The Wrestler
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione
Durata: 105'
Regia: Darren Aronofsky
Sito ufficiale: www.thewrestlermovie.com/index.html
Sito italiano: www.luckyred.it/thewrestler
Cast: Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Judah Friedlander, Ajay Naidu, Mark Margolis, Ashley Springer, Anna-Karin Eskilsson, Giovanni Roselli, Angelina Aucello
Produzione: Protozoa Pictures, Saturn Films
Distribuzione: Lucky red
Data di uscita: 06 Marzo 2009 (cinema)
Trama:Negli anni '80 Randy "The Ram" Robinson era un eroe del pro wrestling all'apice della carriera. L'incontro con il rivale Ayatollah, sconfitto il 6 aprile 1989, sarebbe rimasto per sempre nella storia dello spettacolare sport. Tuttavia, venti anni dopo "l'ariete" porta sul corpo i segni della lotta. Appesantito e decaduto, lavora part time in un grande magazzino e pratica il wrestling nelle palestre dei licei, ogni fine settimana, per la gioia dei (pochi) fan che gli sono rimasti.
Critica:Il fallimento e la distruzione fisica sono temi che Darren Aronofsky aveva già esplorato in passato ma nel narrare la ballata del lottatore errante, trova il modo per estenderli a una sfera più ampia. Il personaggio di The Ram (interpretato da un Mickey Rourke in stato di grazia) rappresenta infatti l'essenza stessa del fallimento. Colpito da un infarto in seguito a un incontro mortificante, il vecchio wrestler inizia a riflettere sulla sua esistenza e trova nella spogliarellista di Marisa Tomei – una donna che per molti aspetti gli somiglia – un'affabile confidente che gli suggerisce di mettersi in contatto con la figlia. Spostando le luci di scena dal ring all'animo spezzato di un uomo, Aronofsky assume un piglio compassionevole, senza mai eccedere nei toni evitando la drammatizzazione fine a se stessa. Virando dall'"art-rock" e dal cinema artigianale e visionario al quale ci aveva abituati, per intraprendere una strada narrativamente più semplice e schematica, il regista statunitense (in)segue da vicino il wrestler, riprendendolo spesso di spalle in quello che appare un moto di deferenza, come se non volesse mostrare il declino dell'eroe.
Durante la sua personale ricerca di una rinascita, The Ram affronta a testa alta la vita fuori dal ring, provando con ogni strumento a sua disposizione a diventare l'uomo che non è mai stato. A sostenerlo è il ricordo del boato della folla, lo stesso che continua a tentarlo sebbene sia ormai un "vecchio pezzo di carne maciullata", perché i colpi inflitti dalla realtà sono più dolorosi di quelli subiti sul palco sotto ai riflettori. L'ultima drammatica sequenza, che lo mostra di spalle, è interrotta dal nero cinematografico e dai titoli di coda accompagnati dalla toccante ballata di Bruce Springsteen scritta appositamente per il wrestler e per tutti i lottatori caduti.
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13 May 2009, 11:04 Ultimo messaggio di: Spartan |
Into the Wild
Titolo originale: Into the Wild
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Avventura, Drammatico
Durata: 148'
Regia: Sean Penn
Sito ufficiale: www.intothewild.com
Cast: Emile Hirsch, Vince Vaughn, Hal Holbrook, Kristen Stewart, William Hurt, Marcia Gay Harden
Produzione: Paramount Vantage, River Road Films, Art Linson Productions, Into the Wild, River Road Entertainment
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 25 Gennaio 2008 (cinema)
Nominations Oscar 2008Trama:Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia.
Critica:Il forte trasformismo di Emile Hirsh facilita per lo spettatore un'istantanea immedesimazione in una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. La maestria con cui Penn miscela tematiche così diverse e complesse è unica. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti.
Il film ha una valenza politica nonostante questo non sia l'intento di base. Alle volte, si trasforma in un vero e proprio atto di fede il cui credo fugge da tutto ciò che è religioso in senso stretto per trovare sfogo in una dimensione che è solo e unicamente personale. Tutti le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti.
Ancora più maturo e disinvolto nel lavoro registico, Penn gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura.
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23 Mar 2009, 11:27 Ultimo messaggio di: Spartan |
Quando l'amore brucia l'anima - Walk the line
Titolo originale: Walk the line
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 136'
Regia: James Mangold
Sito ufficiale: www.walkthelinethemovie.com
Cast: Joaquin Phoenix, Reese Witherspoon, Ginnifer Goodwin, Robert Patrick, Dallas Roberts, Dan John Miller
Produzione: James Keach, Cathy Konrad
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 16 Febbraio 2006
3 Golden Globe 2006: miglior film commedia o musicale, miglior attore musical/commedia (a Joaquin Phoenix), migliore attrice musical/commedia (a Reese Witherspoon)
1 Oscar 2006: miglior attrice protagonista (a Reese Witherspoon)
Trama:Costante come un treno, tagliente come un rasoio, Johnny Cash non ha mai rinunciato a cavalcare il proprio destino, a costo di esserne disarcionato. Questo ritratto biografico ripercorre la vita del mito, dall'infanzia nel countryside al servizio militare, dagli esordi, quando il rock'n'roll era una questione di scintille, al concerto del '68 nella prigione di Folsom. Quando l'onda del successo è impetuosa e il talento rischia di seppellire l'uomo, l'amore per June Carter può essere insieme dannazione e salvezza. Dai campi di cotone dell'Arkansas a idolo delle folle d'america, la parabola del "man in black" per eccellenza è un vortice di successi ed eccessi degno di una leggenda.
Critica:Tratto dall'autobiografia dello stesso Cash e dal libro "Man in Black", Walk the Line riga dritto, consistente e godibile: un coinvolgente viaggio alle radici del rock che racconta l'uomo, ascesa agli inferi e ritorno, verso il raggiungimento di una dimensione consapevole. Una Whiterspoon perfetta affianca un Joacquin Phoenix, se non da Oscar, all'altezza del Dennis Quaid di Great Balls of Fire, gloriosa biopic di Jerry Lee Lewis della quale ci si sorprende a respirare nuovamente l'essenza. Il country non è mai stato così eccitante.
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11 Mar 2009, 11:34 Ultimo messaggio di: Spartan |
Harold e Maude
Titolo originale: Harold and Maude
Paese: USA
Anno: 1971
Durata: 90'
Genere: commedia, drammatico
Regia: Hal Ashby
Sceneggiatura: Colin Higgins
Interpreti e personaggi: Bud Cort, Ruth Gordon,Vivian Pickles, Cyril Cusack, Charles Tyner, Ellen Geer, Eric Christmas, G. Wood, Judy Engels, Shari Summers, Tom Skerritt
Musiche: Cat Stevens
Nel 1997 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Trama:Ricchissimo, afflitto da madre possessiva, incline a mettere in scena finti suicidi, il giovane Chasen fa amicizia con una contessa ottantenne che gli insegna il gusto della vita e della libertà.
Critica:I punti di forza di questa eccentrica commedia che divenne un longseller sono la sceneggiatura di Colin Higgins (che ne cavò un romanzo e una pièce teatrale di successo), l'interpretazione di R. Gordon, attrice, scrittrice e sceneggiatrice (col marito Garson Kanin) emerita – la colonna musicale di Cat Stevens. Nella sua mescolanza di toni, è un testo tipico da fine anni '60 che rivendica il diritto alla fantasia, alla marginalità, alla libertà individuale.
Trailer:[yt]BHekCJdQUHE[/yt]
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5 Mar 2009, 13:03 Ultimo messaggio di: Spartan |
Il bambino con il pigiama a righe
Titolo originale: The Boy in the Striped Pyjamas
Nazione: Regno Unito, U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Guerra
Durata: 100'
Regia: Mark Herman
Sito ufficiale: www.boyinthestripedpajamas.com
Sito italiano: www.ilbambinoconilpigiamaarighe.it
Cast: David Thewlis, Vera Farmiga, Rupert Friend, Iván Verebély, Richard Johnson, Sheila Hancock, Jim Norton, David Heyman, Asa Butterfield
Produzione: BBC Films, Heyday Films, Miramax Films
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 19 Dicembre 2008 (cinema)
Trama:Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l'avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l'eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l'autorità materna e l'odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.
Critica:A differenza di
La vita è bella e di
Train de vie, Il bambino con il pigiama a righe non è una favola dove ognuno ha un proprio e preciso ruolo, al contrario nel film di Herman i due universi, quello del Bene e quello del Male, si lambiscono fino a confondersi e a sconvolgersi. Nel Bambino col pigiama a righe è l'inadeguatezza e la debolezza degli adulti, anche di quelli buoni, a obbligare i bambini a prendere in mano il proprio destino e a determinarlo. I padri e le madri non fanno “magie” come il Guido Orefice di Benigni e il Male che li circonda finisce per inghiottire i loro figli e renderli all'improvviso consapevoli. Il regista inglese è abile a evitare gli stereotipi della storia “cattiva” e della contrapposizione tra infanzia idealizzata e abiezioni del mondo adulto, analizzando la durezza di un'epoca (la Germania nazionalsocialista) e di un'età (l'infanzia).
E' un film evocativo di un'epoca nera e tragica, rivista attraverso la psicologia di un'amicizia infantile e di una (pre)matura scelta di campo, complicate da una realtà storica di discriminazioni e di selezioni razziali. Immagini che richiamano per tutti la necessità di frequentare (sempre) la Memoria e di non considerare mai risarcito il debito con il nostro passato.
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3 Mar 2009, 20:17 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Millionaire
Titolo originale: Slumdog Millionaire
Nazione: Regno Unito, U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 120'
Regia: Danny Boyle
Sito ufficiale: www.foxsearchlight.com/slumdogmillionaire/
Sito italiano: www.luckyred.it/themillionaire
Cast: Mia Drake, Imran Hasnee, Anil Kapoor, Irfan Khan, Madhur Mittal, Dev Patel, Freida Pinto, Shruti Seth
Produzione: Celador Films
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 05 Dicembre 2008 (cinema)
Trama:Per riuscire a riconquistare la sua ex, un ragazzo indiano, analfabeta, decide di partecipare al programma "Chi vuol essere miliardario?", del quale la ragazza é assidua spettatrice; a lui non interessa il denaro, lui vuole vincere per dimostrare qualcosa alla sua amata. Quando, dopo aver scalato tutte le domande, riesce a vincere, viene accusato di aver imbrogliato.
Critica:Il regista inglese già autore di "Trainspotting" e "The Beach", fedele al motto "ogni volta che mi cimento con un genere diverso, mi sento come all’esordio e riesco a dare più freschezza al racconto", stavolta è infatti volato in India (dove non era mai stato) per girare una favola tanto indiana nell’anima, quanto occidentale nell’occhio. I dodici quiz che vengono proposti a Jamal per arrivare alla meta finale sono, infatti, l’occasione per conoscere la storia di questo ragazzo nato paria, scampato a mille traversie, e ora aspirante paperone. La vita di un ragazzo che ha fatto del ricongiungimento con la sua amata Latika la sua ragione di vita e che è pronto a sacrificare tutto sé stesso in nome dell’amore.
Boyle ci racconta tutto questo come un thriller, fa un abile uso del flashback e tiene sulle spine qualsiasi spettatore giocando sulla credibilità del personaggio anziché sulla sua cultura. Dentro c’è uno dei fondamenti della cultura indiana, il karma, il destino inteso come frutto delle azioni (positive) della persona, ma anche i colori e il melodramma indiano, quella Bollywood che stiamo conoscendo sempre più. Ne esce un ibrido culturale affascinante, ritmato, un intrattenimento che ben calibra humour e thrilling lasciando comunque spazio a riflessioni ad ampio raggio sulle condizioni disumane che tanti ragazzini (non solo indiani) si trovano a dover affrontare quando lo stato latita e intorno i grandi non si fanno tanti scrupoli.
Premi:8 Academy Awards: Miglior film, Miglior regia, Migliore sceneggiatura non originale, Miglior montaggio, Migliore fotografia, Miglior sonoro, Migliore colonna sonora, Migliore canzone
4 Golden Globe 2009: miglior film drammatico, miglior regista (Danny Boyle), migliore sceneggiatura, miglior colonna sonora
1 Screen Actors Guild Awards 2008: miglior cast
Toronto International Film Festival: People's Choice Award
3 National Board of Review Awards 2008: miglior film, miglior performance rivelazione maschile (Dev Patel), miglior sceneggiatura non originale
3 British Independent Film Awards 2008: miglior film, miglior regista, miglior esordiente (Dev Patel)
7 Premi BAFTA 2009: miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura non originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior colonna sonora, miglior suono
Camerimage 2008: Rana d'oro (Anthony Dod Mantle)
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18 Feb 2009, 09:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Little Miss Sunshine
Titolo originale: Little Miss Sunshine
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 101'
Regia: Jonathan Dayton, Valerie Faris
Cast: Steve Carell, Toni Collette, Greg Kinnear, Alissa Anderegg, Alan Arkin, Cassandra Ashe, Abigail Breslin, Paul Dano
Produzione: Big Beach Films, Third Gear Productions LLC, Deep River Productions, Bona Fide Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Anno: 2006
Trama:Cheryl, moglie e madre per vocazione, alle prese con il secondo matrimonio, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale, Dwayne e Olive, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia, il nonno, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane, e, ultimo in ordine di arrivo, lo zio Frank, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia, quella degli Hoover, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California, Little Miss Sunshine, per cui la piccola Olive è stata selezionata.
Il viaggio, a dir poco movimentato, ridefinirà i rapporti, e darà occasione a ciascuno, in modo inatteso e imprevedibile, di riconciliarsi con se stesso prima che con gli altri.
Critica:Due registi esordienti, un cast di tutto rispetto, una sceneggiatura brillante sostenuta da un concept temerario. Ci troviamo dinnanzi a qualcosa di raro: un'opera fresca, capace di intrattenere e al contempo canalizzare emozioni in modo naturale. L'estrazione videoclippara dei neo-directors rischia l'invadenza, ma, se i tempi comici appaiono in principio tarati su tempistiche quasi pubblicitarie, il tiro viene prontamente raddrizzato, per un minutaggio che scorre fluido, scandito dal ritmo a tratti incalzante di passaggi e battute memorabili. Rigorosamente on-the-road, si celebra a tutto tondo l'eccentricità del paradosso umano, a passo spedito attraverso le potenziali paludi della tragicommedia, battendo sentieri prossimi alla black comedy fino ai lastricati viottoli del grottesco suggerito. La sensazione, esaurita la trance cinematografica, già di per se indicativa della qualità della pellicola, è quella di un'opera realizzata da qualcuno che aveva realmente voglia di farlo.
Tutto ciò non è poco. Anzi, è tanto.

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17 Feb 2009, 10:45 Ultimo messaggio di: Spartan |
Changeling
Titolo originale: Changeling
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Thriller, Giallo
Durata: 140'
Regia: Clint Eastwood
Sito ufficiale: www.changelingmovie.net
Sito italiano: www.changeling-ilfilm.it
Cast: Angelina Jolie, John Malkovich, Riki Lindhome, Amy Ryan, Colm Feore, Devon Gearhart, Jeffrey Donovan, Kelly Lynn Warren, Devon Conti
Produzione: Imagine Entertainment, Malpaso Productions
Distribuzione: UIP
Data di uscita: Cannes 2008
14 Novembre 2008 (cinema)
Trama:Los Angeles, marzo 1928. In una mattinata di sabato Christine Collins, una giovane donna che lavora in un centralino, lascia a casa da solo il giudizioso figlio Walter che ha avuto da un uomo che li ha abbandonati. Al ritorno dal lavoro fa una terribile scoperta: il bambino non c'è più e di lui si è persa ogni traccia. Finché, 5 mesi dopo, la polizia locale che non gode di buona reputazione, sembra aver risolto il caso. Consegna infatti a Christine un bambino che dice di esser Walter e che un po' gli assomiglia. La madre è però certa che non si tratti di suo figlio ed è supportata in questo anche da altre persone che lo conoscevano bene, a partire dalla maestra. Le autorità di polizia, sostenute da un'opinione pubblica desiderosa di rassicuranti lieto fine, insistono nella loro versione fino a decidere di internare Christine attribuendole disturbi mentali che l'avrebbero spinta a non riconoscere nel sedicente Walter il proprio figlio. Christine però non si arrende e, sostenuta dal reverendo Guistav Briegleb, continua a lottare perché le ricerche di Walter continuino.
Critica:La sinossi che avete appena letto sembrerebbe essere il frutto della creatività di un buon sceneggiatore di Hollywood invece si tratta della pura e semplice realtà. Una realtà che lo sceneggiatore J. Michael Straczynski ha riportato in luce grazie alla segnalazione di un amico che lo ha informato che numerose carte processuali di cause tenutesi negli anni Venti a Los Angeles stavano per andare al macero e che, tra queste, c'erano gli atti di un processo che avrebbe potuto interessargli.
Così la vicenda della lavoratrice Christine Collins in lotta contro l'arroganza di una polizia corrotta ed incapace può inscriversi come nuovo ritratto nella lunga serie di figure alla ricerca di giustizia che il cinema americano ha portato sullo schermo. Il nobile cavaliere Clint Eastwood non poteva non interessarsi a una simile vicenda. Essa contiene numerosi elementi che costituiscono la base dell'etica eastwoodiana: l'individuo solo contro il Potere corrotto, l'infanzia segnata da traumi irreparabili, il rapporto tra il sistema sanitario e i pazienti/oggetto, la pena di morte.
Senza aver bisogno di citare il relativamente recente Mystic River basta andare con la memoria a Un mondo perfetto per avere la prova di come le sofferenze inflitte ai più piccoli stiano da tempo a cuore al regista. In questa occasione il repubblicano Clint sembra però voler lavorare su un doppio registro. Da un lato narra l'impari lotta dell'individuo nei confronti di un potere che si arroga qualsiasi diritto di limitazione delle libertà in nome di presunte esigenze di sicurezza (e qui le misure adottate dall'amministrazione Bush non possono non venire in mente). Dall'altro, dopo una cruda e significativa sequenza sull'esecuzione di un serial killer, sembra aver desiderio di rileggere i sentimenti e i legami familiari con uno sguardo che ha bisogno di rivolgersi a un passato in cui l'imperitura arroganza del Potere poteva vedersi contrastare da una solidarietà popolare e da una determinazione nella ricerca della verità che oggi sembrano essersi drasticamente ridimensionate. Clint non smette di ricordarci che i diritti individuali non devono 'mai' venire calpestati. Lo fa, in questa occasione, riuscendo anche a commuoverci.
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17 Feb 2009, 10:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
Il curioso caso di Benjamin Button
Titolo originale: The Curious Case of Benjamin Button
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 163'
Regia: David Fincher
Sito ufficiale: www.benjaminbutton.com
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/benjaminbutton
Cast: Brad Pitt, Tilda Swinton, Cate Blanchett, Julia Ormond, Taraji P. Henson, Lance E. Nichols, Elle Fanning
Produzione: The Kennedy/Marshall Company, Paramount Pictures, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 13 Febbraio 2009 (cinema)
Trama:"Sono nato in circostanze particolari". Così inizia "Il curioso caso di Benjamin Button", adattato da un racconto degli anni '20 di F. Scott Fitzgerald su un uomo che nasce ottantenne e la cui età scorre al contrario: un uomo come tutti noi, incapace di fermare il tempo. Da New Orleans alla fine della Prima Guerra mondiale nel 1918, fino al XXI secolo, in un percorso insolito come può essere la vita di ognuno, il film è lo straordinario racconto di un uomo non così comune e delle persone e dei luoghi che scopre lungo il percorso, gli amori che trova e che perde, le gioie della vita e la tristezza della morte e quello che resta oltre il tempo.
Critica:C'è un sacco di romanticismo, di miele e di sentimenti forti, che sbrodolano dal grande schermo. Fincher ci mette dentro varie guerre, i malanni della terza età, persino un pizzico di uragano Katrina. Senza tralasciare la storia d'amore tra i protagonisti, Cate Blanchett (Daisy) e Brad Pitt (Benjamin), che è praticamente il centro focale di tutto il racconto e si allontana dalla versione assai più cinica di Fitzgerald. Tutti questi sentimenti sono un po' pesanti, soprattutto perché distribuiti su un film che lambisce le tre ore di durata. Eppure Il curioso caso di Benjamin Button conserva un suo fascino, tanto nella forma che nei contenuti. Fincher cerca di non banalizzare troppo la messa in scena: si sofferma sui dettagli, costruisce inquadrature sghembe, azzarda soluzioni di luce inattese. Non vuole annoiare il pubblico con troppa didascalia, a volte si diverte a inventare nuovi linguaggi (l'uomo colpito dal fulmine, il racconto dell'incidente parigino di Daisy). E la storia viene a dargli una mano, con tutta la forza emanata dal suo anomalo protagonista. La diversità di Benjamin Button è l'arma in grado di mantenere alta l'attenzione dello spettatore lungo tutte le sue tre età a rovescia: cosa accadrà quando Benjamin diventerà più giovane di sua figlia? Come potranno sopravvivere i sentimenti reciproci che lo legano a Daisy? E la sua mente, cosa ricorderà quando sprofonderà nei vagiti della demenza infantile? Il curioso caso di Benjamin Button è un film eccessivo, strabordante, che proprio nelle sue esagerazioni trova forza e difetti, non riuscendo a essere il capolavoro epico che vorrebbe. Ti stuzzica quando si traveste da Tilda Swinton in un albergo di Murmansk e ti soffoca con il perenne filosofeggiare della voce off di Brad Pitt. Un po' ti addormenta, un po' ti fa pensare e immaginare.
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12 Feb 2009, 19:11 Ultimo messaggio di: Spartan |
Reign over me
Titolo originale: Reign over me
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Regia: Mike Binder
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/reignoverme
Cast: Adam Sandler, Don Cheadle, Jada Pinkett Smith, Liv Tyler, Saffron Burrows, Cicely Tyson, Robert Klein, Melinda Dillon
Produzione: 3 Art Entertainment, Relativity Media, Sunlight Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 07 Settembre 2007 (cinema)
Trama:Il film prende il titolo da una canzone degli Who: Love, Reign O’er Me (Amore, regna su di me). Una delle tante hit anni '70 che Charlie Fineman (Adam Sandler) ascolta in cuffia a tutto volume mentre, solitario, vaga per le strade di New York sul suo curioso monopattino a motore. Charlie ha perso moglie e figlie nella tragedia dell'11 settembre: erano a bordo di uno degli aerei che si schiantarono contro le Torri Gemelle. Da allora si è chiuso completamente in se stesso, rifugiandosi nella sua sterminata collezione di dischi in vinile, refrattario al mondo, deciso a difendere il suo diritto a non ricordare. Diagnosi: disordine da stress post traumatico. L'incontro casuale con Alan Johnson (Don Cheadle), affermato dentista a Manhattan e suo vecchio compagno d'università, lo costringerà ad affrontare i suoi demoni interiori, avviandolo lentamente verso una possibile guarigione.
Critica:La storia si svolge negli stessi luoghi, ambienti e milieu sociale della commedia sofisticata. Uno dei due protagonisti, Adam Sandler, è conosciuto dal grande pubblico più per la sua vis comica che per le sue doti drammatiche. E invece Reign Over Me è un film sul dolore e sul suo difficile superamento, sullo spaesamento di una città, New York, e dei suoi abitanti. Tutti più o meno in crisi, incapaci di comunicare, ma nondimeno, come nel caso del dentista Don Cheadle, affamati di qualcosa che vada oltre il prestigio e l'affermazione sociale, la vita agiata con i suoi meccanismi prestabiliti, rassicurante ma alla lunga a rischio d'implosione. Dove la tragedia pubblica dell'11 settembre, analizzata da un punto di vista tutto privato, aleggia senza essere mai in primo piano.
Reign Over Me è un film onesto, toccante, che tratta argomenti difficili spesso con levità (non mancano gli scambi di battute divertenti) e non indulge mai nel melodramma, pur muovendo alle lacrime quando finalmente Charlie-Sandler affronta, per la prima volta insieme all'amico, il ricordo della tragedia vissuta. I due attori protagonisti sono totalmente credibili e in sintonia (si veda la scena della jam session su musica di Springsteen). Ad un attonito e arruffato Sandler si contrappone l'uomo perbene Cheadle, ricco di sfumature a volte impercettibili, garbatamente ostinato nel voler aiutare l'amico ritrovato. La regia di Mike Binder, che firma anche la sceneggiatura, è al servizio degli attori, tra i quali segnaliamo, come comprimari, Liv Tyler nei panni di una dolce analista e Donald Sutherland che in un cameo, nel ruolo del giudice, ruba a tutti la scena.
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28 Jan 2009, 22:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
The astronaut farmer
Titolo originale: The astronaut farmer
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Regia: Michael Polish
Sito ufficiale: www.theastronautfarmermovie.com
Cast: Billy Bob Thornton, Virginia Madsen, Bruce Dern, Tim Blake Nelson, Evan Adrian, Charlie B. Brown, John Burke
Produzione: Polish Brothers Construction
Data di uscita: 2007
Trama:Un astronauta é costretto ad andare in pensione per salvare la fattoria della famiglia, ma non vuole rinunciare al suo sogno di andare nello spazio, così si mette in testa di costruire un razzo da solo ed affrontare il viaggio tanto agognato. Non tutti però sono d'accordo, i suoi vicini lo considerano un pazzo ed il governo lo vede come un pericolo, solo i media, spinti dal clamore che suscita la notizia, gli danno spazio e lo esaltano.
Critica:Se fosse ancora vivo, un film del genere lo avrebbe forse girato Frank Capra: un tale concentrato di ottimismo, fiducia incrollabile nei propri mezzi e "solidarietà familiare" a supporto di un progetto impossibile, riporta inevitabilmente alla mente i classici del grande regista. Oggi invece, una pellicola come The Astronaut Farmer, rischia di apparire tragicamente anacronistica. Il plot, va da sé, è a dir poco assurdo, così come la reazione dei personaggi che gravitano attorno al protagonista: che l'Fbi permetta a un privato di crearsi un proprio razzo personale senza quasi battere ciglio lascia perplessi e così pure l'atteggiamento della famiglia di fronte alle bizzarrie del pater familias. Paradossalmente però, proprio l'eccessivo "buonismo" finisce con l'essere un tratto caratteristico e apprezzabile della pellicola: alla fine i buoni vincono, i cattivi masticano amaro e tutti vivono felici e contenti: da quanto tempo non succede al cinema?
Il cast annovera un eccellente Billy Bob Thornton, una sempre genuinamente affascinante Virginia Madsen e propone le ammirevoli comparsate di Bruce Willis, Bruce Dern e J.K. Simmons: sotto questo e molti altri aspetti (fotografia, soundtrack, effetti speciali, questi ultimi davvero pregevoli visto il tipo di pellicola) The Astronaut Farmer colpisce positivamente. Mai come stavolta quindi, è la predisposizione del pubblico a vivere questa vera e propria fiaba a farla da padrone: i sognatori, gli inguaribili ottimisti, tutti coloro che hanno come film preferito L'uomo dei sogni e quelli che non conoscono il significato della parola cinismo aggiungano pure una stella alla valutazione complessiva.
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18 Jan 2009, 09:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Quel treno per Yuma
Titolo originale: 3:10 to Yuma
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Western
Regia: James Mangold
Sito ufficiale: www.310toyumathefilm.com
Cast: Christian Bale, Ben Foster, Russell Crowe, Alan Tudyk, Vinessa Shaw, Peter Fonda, Gretchen Mol, Kevin Durand, Logan Lerman, Luke Wilson
Produzione: Relativity Media, Tree Line Films
Distribuzione: Medusa
Nominations Oscar 2008Trama:Dan Evans (Christian Bale) è un uomo onesto che ha dedicato la propria vita al rispetto delle regole senza ricevere granché in cambio. Ex tiratore scelto dell'Esercito dell'Unione, è tornato a casa dopo la Guerra Civile con una ferita alla gamba che lo ha lasciato claudicante e con un piccolo risarcimento danni che gli ha permesso di trasferirsi insieme alla moglie Alice (Gretchen Mol) e ai due figli in un modesto ranch in Arizona. Ma le speranze in un nuovo inizio si sono infrante non appena Dan è entrato in contatto con le dure condizioni di vita e la corruzione diffusa nel selvaggio West. Una lunga siccità ha reso sterili le sue terre e decimato il bestiame. Nel frattempo, il detentore dell'atto di vendita del ranch, intravedendo un'opportunità nella costruzione della ferrovia, tenta spudoratamente di cacciare gli Evans dalla loro proprietà ma Dan continua a lavorare stoicamente la sua arida terra sperando che la fortuna giri dalla sua parte e rifiutando di abbassarsi al livello di coloro che lo tormentano. Tuttavia, è dolorosamente consapevole che così facendo si sta giocando il rispetto e la stima del figlio maggiore, Will (Logan Lerman), che comincia a guardare il padre con disprezzo e anche la moglie Alice inizia a dubitare della determinazione di Dan. Ma poi la fortuna getta un osso in bocca a Dan, quando arriva il momento di catturare il noto fuorilegge Ben Wade (Russell Crowe), entrato ormai nella leggenda per le sanguinose rapine e per la temibile personalità. Arrestare Ben Wade è solo il primo passo - e certamente il più facile - verso la sua consegna alla giustizia. Dal momento in cui è messo in prigione nella cittadina di Bisbee, i suoi secondini diventano automaticamente dei bersagli per i suoi fedeli seguaci. Il rappresentante della Southern Pacific Railroad, Grayson Butterfield (Dallas Roberts) cerca dei volontari pagati affinché si uniscano al gruppo incaricato del trasferimento di Ben Wade fino a Contention, un viaggio che durerà tre giorni. Una volta giunto a Contention, Ben Wade sarà caricato su un treno-prigione diretto a Yuma, in Arizona dove c'è il Tribunale Federale. Scorgendo l'opportunità di salvare il ranch e la famiglia, Dan si offre volontario. A guidare la spedizione c'è un vecchio cacciatore di taglie, Byron McElroy (Peter Fonda), un micidiale mercenario timorato di Dio che nutre un odio viscerale nei confronti di Ben Wade. Il gruppo include anche Tucker (Kevin Durand), un duro del luogo e Doc Potter (Alan Tudyk), un mite veterinario che non ama affatto la violenza. Durante il pericoloso viaggio verso Contention, il gruppo farà un acquisto involontario ma perderà alcuni dei suoi componenti. Nel momento in cui il treno fischia annunciando l'arrivo alla stazione di Contention, l'ultimo e disperato tentativo di Dan Evans di salvare il suo ranch è diventato un qualcosa di molto più profondo e intenso: la possibilità di riscattarsi agli occhi della sua famiglia e di se stesso e di insegnare al figlio che cosa voglia dire essere un uomo.
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13 Oct 2008, 11:05 Ultimo messaggio di: Spartan |
Cronaca di una fuga - Buenos Aires 1977
Titolo originale: Cronica de una fuga
Nazione: Argentina
Anno: 2006
Genere: Thriller
Durata: 102'
Regia: Adriαn Caetano
Sito ufficiale: www.cronicadeunafuga.com
Cast: Nazareno Casero, Rodrigo De la Serna, Pablo Echarri
Produzione: 20th Century Fox de Argentina, Instituto Nacional de Cine y Artes Audiovisuales, K&S Productions
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: Cannes 2006
04 Maggio 2007 (cinema)
Trama:Buenos Aires, 1977. Claudio Tamburrini è un giovane portiere professionista. Un giorno di dicembre viene prelevato da una squadra di militari in borghese e rinchiuso in un centro di detenzione clandestino. Sospettato di appartenere a un'organizzazione che si oppone alla dittatura militare, viene sottoposto a feroci torture. Dopo 120 giorni di detenzione illegale nella Mansiòn Seré, la casa degli orrori alla periferia di Moron, decide di fuggire con altri tre compagni. Nudi e ammanettati riusciranno nell'impresa il 24 marzo 1978.
Ispirato alla drammatica vicenda di Claudio Tamburrini, avvenuta nella Buenos Aires degli ultimi anni Settanta, e trasposto dal suo romanzo "Pase Libre – La fuga de la Mansiòn Seré, il film di Israel Adriàn Caetano è una radiografia inquietante della brutalità della violenza di stato e insieme un saggio per immagini sulla "banalità del male". Tra il 1976 e il 1982, durante la dittatura militare argentina, migliaia di cittadini sono stati torturati, gettati vivi in mare e fatti sparire. Oggi i responsabili di questi crimini sono liberi e indifferenti al dolore delle mamme dei desaparecidos. Partendo da un'esperienza storica precisa, l'infamia dei sommersi, il regista ricostruisce la vicenda dei salvati, quattro uomini sopravvissuti per raccontare la violenza esercitata sul singolo individuo.
Critica:Eticamente necessario, esteticamente rigoroso, il film di Caetano sceglie di non mostrare mai la tortura, lasciando che lo spettatore intuisca e senta soltanto. Come nel Garage Olimpo di Marco Bechis, nella casa di Moron la violenza è evocata. Le vittime, sempre bendate, non conoscono il volto dei loro aguzzini, perché la tortura non la vedi, la temi e basta. Funziona come un meccanismo retroattivo di minaccia, come paura della ripetizione, come un incubo che può ricominciare.
Intorno ai prigionieri ci sono soltanto i torturatori che pranzano, bevono, guardano i mondiali in televisione e accolgono festosamente i gol della "gloriosa" Argentina. Di loro non sappiamo nulla, solo quello che vediamo: la "normale" ferocia degli umani. Fuori dalla casa, nel quartiere, a Buenos Aires, in Argentina, i complici e i conniventi assecondano l'orrore al lavoro. Caetano sceglie la via della fiction, non quella del documentario. Produce un cinema che urla, segna e scuote. Un cinema che denuncia senza usare il linguaggio dello spettacolo, senza spettacolarizzare la violenza. Tutto è asciutto, straziante e importante. Ogni inquadratura, scena o sequenza è ispirata a un criterio morale. Claudio e i suoi compagni emergono dal buio della notte, da un passato che molti si ostinano a rimuovere, e si impongono "spogliati" allo sguardo. Per non dimenticarli e per non dimenticare. Nunca mas.
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12 Oct 2008, 10:51 Ultimo messaggio di: Spartan |
Wall-E
Titolo originale: Wall-E
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Animazione, Avventura
Durata: 102'
Regia: Andrew Stanton
Sito ufficiale: www.disney.go.com/disneypictures/wall-e/
Sito italiano: www.disney.it/Film/Wall-E/
Cast (voci): Fred Willard, Jeff Garlin, Ben Burtt
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 17 Ottobre 2008 (cinema)
Trama:Dopo aver trascorso centinaia di anni solitari facendo ciς per cui era stato costruito - ripulire il pianeta - W.A.L.L.E (che sta per Waste Allocation Load Lifter Earth-Class - Sollevatore terrestre di carichi di rifiuti) trova un nuovo scopo nella sua vita (oltre a collezionare cianfrusaglie) quando incontra un affusolato robot ricognitore di nome EVE. EVE si rende conto che W.A.L.L.E è involontariamente incappato nella chiave che assicurerà il futuro del pianeta, e torna di corsa nello spazio per riferire le sue scoperte agli umani (che sono ansiosi di sapere di poter tornare a casa senza rischi). Nel frattempo, W.A.L.L.E segue EVE per tutta la galassia, dando vita ad una delle avventure comiche piω fantasiose ed emozionanti mai portata sul grande schermo
Critica:Divertentissimo.

Buona parte della narrazione è affidata alle immagini e all'espressività dei due piccoli robot protagonisti. Gli automatismi legati al lavoro per cui sono stati progettati ricorrono come sfumature del carattere contribuendo alla rappresentazione di due personaggi che comunicano solo attraverso sguardi e gesti. Gli esseri umani sono ignari di tutto ciò che li circonda nella loro crociera intergalattica senza tempo. Il consumismo è l'unico valore possibile e la spazzatura è un problema di minore importanza avendo a disposizione il cosmo intero. Citazioni necessarie: E.T. (per la somiglianza del personaggio e lo sguardo rivolto verso il cielo), 2001 Odissea nello spazio, Corto circuito e Nausicaa nella valle del vento (solo come ricordo nelle ultime scene dedicate alla rappresentazione delle rinascita della vita sulla terra ad opera degli uomini). Unica pecca un dettaglio che non passa inosservato: non sembra esserci esattamente il genere umano al completo sull'astronave dello svago e della salvezza (via dalla terra troppo sporca e troppo inquinata) bensì solo una parte tanto simile (tranne per le dimensioni a voler essere ottimisti) agli abitanti degli Stati Uniti d'America. Così (a voler essere pessimisti) si ripete l'approdo salvifico e portatore di nuova vita già rappresentato, scritto, insegnato e nuovamente rappresentato al di là dell'oceano negli ultimi 400 anni o poco meno.
Trailer:[yt]y6mgj3HwnnE[/yt]
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20 Sep 2008, 10:33 Ultimo messaggio di: Spartan |
Io vi troverò
Titolo originale: Taken
Nazione: Francia
Anno: 2008
Genere: Azione, Thriller
Durata: 93'
Regia: Pierre Morel
Sito ufficiale: www.europacorp.com/dossiers/taken/
Cast: Liam Neeson, Maggie Grace, Xander Berkeley, Famke Janssen, Katie Cassidy, Olivier Rabourdin, Leland Orser, Jon Gries, David Warshofsky
Produzione: Europa Corp., Twentieth Century-Fox Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 14 Agosto 2008 (cinema)
Trama:L'agente segreto Bryan, dopo tanti anni di servizio nei quali ha più e più volte sacrificato la famiglia per amore della patria, si è dimesso per poter stare vicino alla figlia diciassettenne che vive con la madre e il facoltoso patrigno in una lussuosa villa a Los Angeles. Quando Kim gli chiede il permesso di poter andare a Parigi con un'amica lui, da prima un po' titubante, acconsente a patto che la figlia lo chiami ogni giorno e lo informi dei suoi spostamenti. Giunte nella capitale francese le due ragazze vengono rapite da un'organizzazione che commercia in prostitute per venderle al miglior offerente. Bryan ha le ore contate per mettersi sulle tracce dei criminali e ritrovare Kim.
Critica:E’ chiaro fin dal dialogo al cellulare tra lui e il rapitore che dietro a tutto il progetto ci sia una bella dose di ironia (tutto è volutamente esagerato), ma non per questo non si trattiene il fiato fino alla fine della pellicola. Merito della sintetica regia di Pierre Morel (altro nome da segnare, giΰ autore dell’ottimo Banlieu 13) e dell’adrenalinico montaggio di Frιdιric Thoraval. Le coreografie dei combattimenti e i vari inseguimenti con le auto risultano chiari e avvincenti come poche volte accade sul grande schermo.
Con un pizzico di malizia, si potrebbe poi fare un discorso che vada al di là delle immagini e che sottolinea la furbizia del Luc Besson sceneggiatore e produttore. Le dinamiche narrative su cui si basa il film sono quanto di piω reazionario si possa portare sul grande schermo: la verginitΰ come valore (la non vergine muore drogata), la tortura a fin di bene e senza alcuna pietΰ e l’Europa descritta come pericolosa e con la polizia corrotta. Elementi che forse saranno stati immessi solo per esigenze di copione, ma che seguono pedissequamente tematiche proprie della conservatrice politica americana (il sesso prima del matrimonio, il Vecchio continente traditore nel suo non appoggio alla guerra in Iraq, i maltrattamenti “giustificabili” di Guantanamo, gli arabi che alla fine sono sempre i nemici, compresi gli sceicchi). Luc Besson probabilmente non approva tutto questo, forse neanche gliene importa qualcosa, ma sa che puς piacere ad un certo tipo di pubblico americano e cosμ non si pone scrupoli a cavalcarlo.
Giusto o sbagliato che sia, "Io vi troverò" risulta un film riuscito e divertente, da vedere tra amici senza troppe pretese.
Comunque consigliato a chi piace il gusto della vendetta.
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16 Sep 2008, 19:50 Ultimo messaggio di: Spartan |
Il Cavaliere Oscuro
Titolo originale: The Dark Knight
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Durata: 152'
Regia: Christopher Nolan
Sito ufficiale: www.thedarkknight.warnerbros.com
Sito italiano: http://wwws.warnerbros.it/thedarkknight/?f...the_dark_knight Cast: Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman,Michael Caine, Morgan Freeman, Maggie Gyllenhaal, Aaron Eckhart, Eric Roberts
Produzione: Warner Bros. Pictures, Legendary Pictures, DC Comics, Syncopy
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Data di uscita: 23 Luglio 2008 (cinema)
Trama:Il crimine organizzato a Gotham City ha le ore contate. Batman, il tenente Gordon, il nuovo Procuratore Distrettuale e alcuni improbabili epigoni dell'Uomo Pipistrello in imbottiture da hockey hanno dichiarato guerra ai criminali. La loro fortuna e i loro dollari, accumulati in una banca di massima sicurezza, vengono rubati da Joker, un pagliaccio sadico e mascherato che getterà la città nel disordine e nell'anarchia. Riempite le tasche di lame, polvere da sparo e lanugine, Joker sfiderà il cavaliere oscuro di Bruce Wayne e rivelerà il lato oscuro di Harvey Dent, l'eroe procuratore che applica la giustizia e agisce a volto scoperto.
Recensione:Christopher Nolan, assieme al fratello Jonathan, scrive un film poderoso dove, come detto, abbondano riflessioni filosofiche sul Kaos e l’Ordine, sul ruolo dell’eroe nella societa', sull’innata tendenza dell’uomo verso il bene (o il male, come sostiene Joker). La sceneggiatura perche', vuoi anche per l’eccessiva pretenziosita' (in fondo sempre di un fumetto parliamo), in alcuni punti mostra cedimenti, evidenziati soprattutto dalla contraddittorieta' di alcuni personaggi e dalla sequenza degli eventi la cui consequenzialitΰ non sempre appare chiara. Ed alla fine, vuoi per l’atmosfera sempre cupa e lugubre, vuoi anche per l’eccessiva lunghezza del film, l’opera risulta a tratti pesante e dallo scorrimento poco fluido. E questo nonostante alcune riprese davvero emozionanti (soprattutto quelle aeree sono di ottima fattura) ed una cast di grandissimo richiamo nel quale spiccano due sempreverdi come Michael Cane e Morgan Freeman.
In definitiva, “Il Cavaliere Oscuro”, ben si incanala nel solco delle opere che lo hanno preceduto ed il suo finale assicura un futuro al pipistrello che, silenziosamente, veglia su tutti noi, anche nostro malgrado.
Critica personale:Il film l'ho visto al cinema 2 volte fortunatamente in lingua originale ed oltre ad avermi stupito la magistrale interpretazione del Joker di Heath Ledger (che tra l'altro come attore non mi era mai piaciuto), ho notato che si prestava a due tipi di lettura completamente opposti ma in sintonia fra loro.
Mi spiego, dopo la prima visione ho pensato: "E' un Batman quasi teatrale:una pièce degna del teatro greco. Finalmente e' passata di moda quella voglia di cartoonizzare una pellicola (stile Tim Burton per capirci). A molti potrebbe apparire palloso se ovviamente si sceglie come termine di paragone il Batman di Burton. Quello era un elegante fumetto tardo-gotico-anni '80. Qui invece ci troviamo davanti ad una speculazione cervellotica sulla politica, la società ma anche l'individuo singolo con il libero arbitrio, la coscienza ecc. Ai molti fan del Batman eroe gerndarme e paladino della giustizia (e niente di più), tutte queste elucubrazioni presenti nel film sembreranno gratuite e fuori luogo quindi noiose. Ma proprio come in una tragedia greca saranno allora eventualmente gli attori a colpire l'interpretazione del ruolo a farsi amare. Burton era una festa in maschera fatta per divertire tutti, un party per esorcizzare l'oscurità vera (eravamo negli anni Ottanta inizio Novanta: l'era dell'ottimismo e del neopragmatismo). Il nuovo Nolan invece è scuro come la pece, tragico, fastidiosamente inquieto a tratti disperato. E' la vera oscurità e non la messa in scena x esorcizzarla. Il Batman di Nolan è un film del 2008 in altri termini. La speranza c'è ma c'è anche la consapevolezza della tragedia."
Dopo la seconda visione, passata l'adrenalina, la "parte oscura" di me ha partorito un ragionamento che non saprei se definire piu' lucido o pessimistico/cospirazionista, ovvero che questo film è lo specchio dell'America e del senso di giustizia e legalità che sta portando avanti. Oramai non può esistere un persnaggio cattivo senza che persegua azioni "terroristiche". I video con gli ostaggi sono emblematici.
Il concetto di un personaggio psicopatico come il joker è senza fondamento, un essere assolutamente negativo violento e subdolo. Un animale che non ha bisogno di soldi come i mafiosi, ma che fa saltare palazzi con implosioni controllate e riesce a scatenare il panico con azioni precisissime come se avesse una grande organizzazione alle spalle. Questo Joker terrorista è tanto sintomatico del modo di vedere americano come lo è la scena, un po' alla Grande Fratello (di Orwell nn quello di Canale 5), di un Batman che riesce a controllare tutti tramite il cellulare. Macchina infernale che neanche il Sig. Fox vuole usare... ma alla fine la usa, se a fin di bene e con le giuste condizioni i diritti dei cittadini se ne possono andare a quel paese. Cose che a me ricordano un pò il concetto che per difendersi dal terrorismo sono nate cose impensabili come Guantanamo.
Boh, cmq fatto sta che in ogni caso consiglio la visione a tutti, appassionati di Batman e non, perche' un film che comunque ti fa muovere i neuroni e' sempre gradito, visto che che il cinema sfortunatamente si sta sempre piu' orientando verso il blockbusterismo di massa.

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9 Sep 2008, 09:56 Ultimo messaggio di: Spartan |
Sleuth - Gli insospettabili
Titolo originale: Sleuth
Nazione: Gran Bretagna, U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller
Durata: 86'
Regia: Kenneth Branagh
Sito ufficiale: www.sonyclassics.com/sleuth
Sito italiano: www.sonypictures.it
Cast: Jude Law, Michael Caine
Produzione: Riff Raff Film Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Trama:La vicenda ha inizio con l'incontro tra il celebre, egocentrico scrittore di gialli Andrew Wyke, e il giovane e affascinante amante di sua moglie, l'attore di origine italiana Milo (Tindolini) Tindle. L'immediata competizione retorica tra i due uomini si trasforma rapidamente in un gioco raffinato e pericoloso partorito dalla fantasiosa mente dello scrittore: Tindle dovrebbe rubare i preziosi gioielli della donna per poi rivenderli e poter vivere di rendita insieme all'amata. Un piano apparentemente impeccabile. Ma un uomo geloso ed egocentrico come Wyke potrebbe davvero aiutare l'uomo che fa l'amore con sua moglie?
Critica:Portare sullo schermo un'opera scritta per il teatro può essere molto rischioso. Lo sa bene Kenneth Branagh, specializzatosi in adattamenti shakespeariani ma di recente anche autore di un'epica versione cinematografica de "Il Flauto magico". Con Sleuth, l'attore/autore britannico stupisce – e convince – grazie alla modernità, l'attualità e la sobrietà del testo trattato, originariamente scritto da Anthony Schaffer (e già portato sullo schermo da Mankiewicz nel '72 con il titolo Gli insospettabili), ma qui rinnovato dal premio Nobel per la letteratura Harold Pinter, che ha accettato immediatamente la proposta di Branagh per lavorare a quest'opera sull'egocentrismo maschile, "la storia di due uomini in una stanza, uno più vecchio e l'altro più giovane, che combattono fisicamente e psicologicamente per una donna che noi non vedremo mai". In sostanza, il prototipo delle storie scritte da Pinter per quarant'anni.
Non è facile mantenere alti ritmo e tensione in un film dall'impianto teatrale, interamente girato in un interno. Se gli "uomini arrabbiati" chiusi in una stanza da Sidney Lumet nel '57 erano dodici, in Sleuth, con due soli uomini arrabbiati, la tensione si fa ancora più forte e pungente grazie alla capacità di Pinter di calibrare ogni battuta senza mai eccedere, di dosare il suo particolare umorismo nero con un senso di angoscia e d'inquietudine degni di un'altra sua eccellente sceneggiatura, quella di Il servo di Losey.
Ne deriva un thriller da camera che sfocia nella dark comedy, una raffinata e brillante partita all'ultimo sangue tra due uomini in lotta per il possesso di una donna, fantasma che aleggia continuamente nei discorsi dei due e ideale protagonista invisibile della storia. Inquietante e divertente, grazie anche alle brillanti interpretazioni di Michael Caine e Jude Law (che dopo Alfie eredita ancora una volta un ruolo che fu di Michael Caine, Tindle nel film di Mankiewicz), Sleuth trova la sua forza anche nella raffinata ambientazione, la dimora escheriana di Wyke, antica all'esterno e ipermoderna e tecnologica all'interno, un mondo chiuso fatto di ascensori, telecamere e scale senza via di uscita, perfetta incarnazione dell'animo ambiguo e imprevedibile del suo proprietario.
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24 Jul 2008, 10:18 Ultimo messaggio di: Spartan |
L'incredibile Hulk
Titolo originale: The incredible Hulk
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Fantastico
Durata: 114'
Regia: Louis Leterrier
Sito ufficiale: www.incrediblehulk.marvel.com
Sito italiano: www.cinema.universalpictures.it/website/incredibilehulk/
Cast: Ty Burrell, Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, William Hurt, Tim Blake Nelson, Christina Cabot
Produzione: Marvel Enterprises, Marvel Studios, Universal Pictures, Valhalla Motion Pictures
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 18 Giugno 2008 (cinema)
Trama:Bruce Banner si è nascosto in una labirintica favela del Brasile, dove lavora in una fabbrica che imbottiglia bibite al guaranà e conta i giorni "senza crisi", allenandosi a mantenere basse le pulsazioni cardiache agendo sulla respirazione e sul rifiuto delle provocazioni. Sono più di cento giorni che vive così, reprimendo gli impulsi del corpo e gli slanci del cuore, che è rimasto negli Stati Uniti, accanto alla dottoressa Ross. Ma basta una goccia di sangue, perduta involontariamente, a innescare la fine o, per essere più precisi, un nuovo inizio. La macchina da guerra americana, guidata dal generale Ross, è immediatamente sulle sue tracce. Braccato, Bruce non può che cedere alla sua nemesi, strapparsi le vesti e trasformarsi nel gigante verde.
Critica:Nonostante un momento centrale che si concede al road movie e ad una contenuta (per forza di cose) romanticheria, L'Incredibile Hulk di Louis Leterrier non ritrova più, strada facendo, né l'intuizione narrativa né la velocità espressiva dei primi venti elettrizzanti minuti. A valle della pellicola scivola fatalmente il già visto: l'idillio tra la bella e la bestia che già fu di King Kong, la sfida con Godzilla - altrimenti detto Abominio -, l'ospite d'onore venuto a reclutare il pupazzone color pistacchio per la squadra dei Vendicatori, futura joint venture Marvel-Universal. Povero golia verde, non è tutta colpa sua: arriva per ultimo, quando le sue pupille s'illuminano le nostre sono già appesantite, e arriva nell'ottica della futura riunione (con Ironman, Thor, Ant-Man, Wasp e Capitan America), responsabile di una probabile omologazione a priori.
Edward "Bruce" Norton prende sulle spalle la croce della creatura data alla luce da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, esaltando, con il suo corpo leggero e la sua lucidità manifesta, l'inconciliabilità con il fisico e la mente di Hulk, e al contempo traghettando il personaggio da antieroe a supereroe, in un percorso anche simbolico di accettazione che invita a trasformare la rabbia che portiamo dentro in una risorsa contro la brutalità fine a se stessa.
Dopo il conflitto edipico tra padre (scienziato pazzo) e figlio (vittima dell'incauto esperimento del primo su di sé), inscenato da Ang Lee, è ora la volta di far scontrare Betty Ross e il generale, non meno pazzo nel suo sogno di un esercito di super soldati, non meno incauto nel super dotare un killer già troppo esaltato di suo. Ma, rispetto al passato, il film di Leterrier si presenta libero da ogni vincolo, né sequel né remake, semmai debitore della serie tv per quel che riguarda la linea guida, ovvero l'idea che Banner sia perennemente in fuga da se stesso e da una vita civile, alla disperata ricerca di una cura per liberarsi dal mostro che è in lui.
Serie a fumetti, tv seriale, cinema che si replica e "trasforma", a dimostrare la straordinaria ricchezza dell'universo delle strisce e la crescente difficoltà di stupire dell'aspirante blockbuster, teso a reperire uno spettacolo sempre più grande, più distruttivo e più colorato. Gli effetti speciali sono i raggi gamma che gonfiano le potenzialità del racconto filmico per farne degli atti di forza. Resistere (con Gondry) o saltare sul carro armato? L'Incredibile Hulk suggerisce la possibilità di controllare l'inarrestabile con l'intelligenza.
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11 Jul 2008, 13:06 Ultimo messaggio di: Spartan |
Them
Titolo originale: Ils
Nazione: Francia
Anno: 2006
Genere: Thriller
Durata: 77'
Regia: David Moreau, Xavier Palud
Sito ufficiale: www.ils-lefilm.com
Sito italiano: www.movies.millenniumstorm.it/them
Cast: Olivia Bonamy, Michael Cohen
Produzione: Eskwad
Distribuzione: Millenium Storm
Data di uscita: 24 Aprile 2007 (cinema)
Trama:Alla periferia di Bucarest c'è una casa nella quale vive una giovane coppia. Lucas e Clementine si amano e vivono felici…finchè una notte cominciano a sentire strani rumori, vedere luci intermittenti nel giardino e si rendono conto di non essere soli. Chi si cela nell'oscurità? La coppia è davvero in pericolo o si tratta di uno stupido scherzo? Col passare dei minuti il mistero si dipana, ma riusciranno i due giovani a vedere l'alba?
Critica:Incredibile a dirsi, oggi è ancora possibile spaventare a morte il pubblico cinematografico, avvezzo e forse asettico di fronte anche alla scena più truculenta possibile, senza dover far versare (quasi) nemmeno una goccia di sangue. Questo "miracolo" riesce ai talentuosi autori di Them, film-fenomeno francese, che senza ricorrere a sequenze splatter od omicidi più o meno efferati, fa davvero paura. Tutto è minimale nella messa in scena: la location, il numero di attori, la durata, evidentemente, bastano le idee e una buona tecnica, elementi che qui non difettano di certo.
Il senso di immedesimazione con i due poveri protagonisti, ostaggi della loro casa, diventata una vera e propria trappola, è totale, l'utilizzo della camera a mano permette allo spettatore di vivere in prima persona le loro angoscianti vicissitudini. Il finale, drammatico ed emozionante, chiude un cerchio perfetto. David Moreau e Xavier Palud, i registi, già assoldati per dirigere il remake di The Eye e anche di questa loro illuminante opera, utilizzano strumenti datati ma sempre efficienti per creare tensione, cui si aggiunge poi una colonna sonora discreta ma capace di far sobbalzare sulla sedia quando serve.
Il fatto che la trama sia ispirata a una storia vera, rende l'intero film ancora più terrorizzante di quanto già non siano i settantasette, tiratissimi, minuti, nei quali i registi condensano un vero e proprio distillato di tensione e suspence che al cinema non si vedeva da tempo.
Dopo anni di atroci produzioni "teen" americane e pellicole orientali dall'altalenante qualità, tocca alla vecchia Europa rilanciare un genere caduto in disgrazia e Them assolve questo compito in maniera esemplare. Da non perdere.
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10 Jul 2008, 20:17 Ultimo messaggio di: Spartan |
In Bruges - La coscienza dell'assassino
Titolo originale: In Bruges
Nazione: Regno Unito, Belgio
Anno: 2008
Genere: Azione, Commedia
Durata: 107'
Regia: Martin McDonagh
Sito ufficiale: www.filminfocus.com/focus-movies/in-bruges/movie-splash.php
Cast: Colin Farrell, Brendan Gleeson, Ralph Fiennes, Elizabeth Berrington, Rudy Blomme, Olivier Bonjour, Mark Donovan, Eric Godon
Produzione: Blueprint Pictures, Film Four, Film4, Focus Features, Scion Films Limited
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 16 Maggio 2008 (cinema)
Trama:Ray e Ken, due killer di professione, giungono a Bruges nel Belgio. Li ha inviati lì il loro boss Harry dopo che un omicidio non è andato nel modo programmato. Ora i due debbono attendere disposizioni in una città che loro, irlandesi, non avevano mai visitato e che Ray disprezza. Mentre Ken, non solo per ingannare il tempo dell'attesa, decide di girare per le sue strade e ammirare le opere d'arte che musei e chiese racchiudono, Ray si chiude in una sorta di resistenza passiva. Ma sarà Chloe, una ragazza incontrata per caso e che ha qualche angolo oscuro nella sua vita, che farà uscire il giovane irlandese dalla sua indifferenza mettendolo in contatto con un mondo sconosciuto che non può però far velo a un'attesa che implica comunque la morte di qualcuno.
Critica:Martin McDonagh, molto noto in Gran Bretagna e Irlanda per le sue opere teatrali, ha ottenuto nel 2006 l'Oscar per il miglior cortometraggio ed ora si presenta a un più vasto pubblico con questa sua opera prima che merita una particolare attenzione. La malinconia del killer, il suo spleen sono già stati raccontati innumerevoli volte al cinema e Scorsese ne ha magistralmente fatto uno dei suoi temi preferiti. Ma a McDonagh riesce un'impresa quasi impossibile: realizzare un film con pochissima azione senza perdere di tensione per un attimo e riuscendo a inserire attorno ai tre protagonisti numerosi personaggi secondari ma non per questo meno 'necessari' alla vicenda.
In questo ricorda il Melville di I senza nome. Riesce però a fare di più. Trasforma con grande abilità la città e l'arte di cui sono permeate le sue stesse vie in un elemento determinante nell'evoluzione dei personaggi. Quante volte al cinema ci troviamo dinanzi a città-cartolina utilizzate solo perché la film commission locale è abile nell'attrarre le produzioni offrendo loro particolari vantaggi. In questo caso invece, sin quasi dall'inizio quando Ken (magistralmente cesellato da Brendan Gleeson) propone di salire in cima alla torre più alta per vedere la piazza dall'alto e Ray (un Colin Farrell a cui lavorare con Woody Allen ha fatto un gran bene) gli replica con un diniego, la città passa dallo sfondo al primo piano della narrazione. Questi due 'turisti per forza' sono due uomini in ricerca. L'uno trova nei quadri e nelle sculture talvolta delle esplicite risposte e talaltra nuove e tormentate domande. L'altro finisce con il cercare tra la gente con l'irruenza che gli è connaturata un 'perché' al male che causa a se stesso così come agli altri.
Su di loro aleggia la solo apparentemente contenuta violenza di Harry quasi in agguato, in attesa di poter lacerare quel tessuto sottile fatto di umanità che si va ricostituendo nei due uomini e che non può essere ammesso da chi non è in grado di comprenderlo.
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10 Jul 2008, 18:43 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Bourne ultimatum - Il ritorno dello sciacallo
Titolo originale: The Bourne ultimatum
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Thriller
Durata: 112'
Regia: Paul Greengrass
Sito ufficiale: thebourneultimatum.com
Cast: Matt Damon, Paddy Considine, Edgar Ramirez, Julia Stiles, Joan Allen, David Strathairn, Scott Adkins
Produzione: Universal Pictures, Bourne Again, The Kennedy/Marshall Company, Ludlum Entertainment
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 01 Novembre 2007 (cinema)
Nominations Oscar 2008 Trama:Jason Bourne è tornato. La sua angoscia è sempre alimentata dal bisogno di sapere chi e perché lo ha trasformato in una macchina per uccidere cancellandone l'identità. A questo si aggiunge il desiderio di vendicare la morte della sua compagna. Il teatro dell'azione è estremamente vario: da Mosca a Londra, da Torino fino a Tangeri passando per la Spagna fino a un epilogo che dovrebbe essere programmaticamente destinato a chiudere la trilogia.
Critica:Greengrass si è liberato da tutte le remore che in qualche misura frenavano i due blockbuster precedenti. Questa volta si tratta di adrenalina pura travasata in un film ipercinetico. Dato per scontato che lo spettatore 'sappia' ciò che è avvenuto in precedenza (e sostenendo le new entry con qualche essenziale riferimento al passato) l'azione può avere inizio giocando con gli spazi e la macchina da presa a un livello altamente virtuosistico. Jason è umanizzato quel tanto che basta per renderci partecipi della sua ricerca ma poi tutti diveniamo consapevoli della sua assoluta imbattibilità. È questo che rende questo terzo episodio, a nostro avviso, il migliore dei tre. Come in un videogame di altissima qualità i livelli si susseguono accumulando difficoltà ed ostacoli sempre più complessi. È come se Greengrass, oltre che con il pubblico, giocasse con se stesso rendendo, a ogni nuova scena d'azione, tutto più difficile. È inutile torcere il naso con supponenza dinanzi a questo tipo di cinema perché svolge egregiamente una duplice funzione: quella di intrattenere con grande professionalità e quella di sperimentare tecnologie che poi potranno essere a disposizione anche di altre modalità narrative.
Matt Damon (ampiamente ed amichevolmente preso in giro dai colleghi nel corso della conferenza stampa cannesiana di Ocean's 13 per la sua presunta affezione alla serialità) ha ormai ampiamente dimostrato di essere un attore con le carte in regola. I suoi ruoli in The Departed e in The Good Shepherd lo dimostrano incontrovertibilmente. Lo conferma anche in questo ritorno nei panni di Bourne. Ha il physique du role necessario per mostrarsi in costante equilibrio tra la credibilità del tormento e l'assoluta inverosimiglianza dell'azione. Al resto ci pensano gli stuntmen.
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5 Jul 2008, 12:10 Ultimo messaggio di: Spartan |
E venne il giorno
Titolo originale: The Happening
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Thriller
Regia: M. Night Shyamalan
Sito ufficiale: www.thehappeningmovie.com
Sito italiano: www.evenneilgiorno.it
Cast: Mark Wahlberg, Spencer Breslin, John Leguizamo, Zooey Deschanel, Tony Devon, Betty Buckley, Frank Collison, Victoria Clark, Jeremy Strong, Stιphane Debac
Produzione: Blinding Edge Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 12 Giugno 2008 (cinema)
Trama e Critica:L'inizio di E venne il giorno di M. Night Shyamalan sembra copiato da un episodio di Ai confini della realtà, serie televisiva americana anni sessanta che fondò il genere delle piccole e misteriose apocalissi. Non a caso alla scrittura della serie vi partecipò Richard Matheson, maestro del genere, autore di
Io sono leggenda, primo romanzo "degli zombie" (George Romero in
La notte dei morti viventi non lo accreditò ufficialmente tra le fonti di ispirazione, ma lo omaggiò mostrando una copia del libro nella casa dell'ultimo sopravvissuto) e di recente omonimo film con Will Smith. In uno degli episodi di
Ai confini della realtà (tutti caratterizzati da eventi misteriosi che sovrastano i singoli e le comunità) una intera cittadina si porta con le macchine ai bordi dell'oceano per poi annegarvi dentro, spinta da un'inspiegabile attrazione al suicidio collettivo. E venne il giorno si muove sulla stessa linea: si vedono degli operai che a metà del giorno si buttano dalle impalcature, seguendo un impulso suicida che pian piano si allarga a tutta la città. E così, in mezzo al traffico, normali e sereni cittadini scendono dalla macchina e la fanno finita in tutti i modi (rubandole pistole ai poliziotti, buttandosi dai ponti, attaccandosi alla canna del gas). 15 minuti di puro terrore, resi vividi da una regia esemplare. Cosa sta succedendo? I mezzi di informazione - siamo ovviamente negli Stati Uniti - gridano all'attacco terroristico, imputando al gesto folle di una banda di chimici lo spargimento nell'aria di una sostanza che inibisce l'istinto di sopravvivenza. Panico in tutta la east coast. Ma i terroristi non c'entrano niente e nel caos totale si capisce che l'apocalisse, prossima a venire, nasce da una ribellione della natura, portata dalle piante e dal vento.
Shyamalan è nel suo elemento, trovando in questo eco-thriller hitchcockiano un aggiornamento del percorso nei meandri della "paura americana". Dopo il fortunato Il sesto senso, il regista di origine indiana ha stretto il campo e, soprattutto con
The Village, è riuscito a raccontare, con risultati alterni, tutti i luoghi del mistero e della paura inspiegabile. E venne il giorno vorrebbe essere un film apocalittico, ma (per mancanza di mezzi) si trasforma nell'on the road di un piccolo gruppo di sopravvissuti, capitanati da un professore di scienze naturali (Mark Whalberg) che presto o tardi inizia a fare uno più uno e capisce che il pericolo viene dalla natura, in piena ribellione. Il messaggio ecologista è forte, attuale ed evocativo, mentre la sua messa in scena cinematografica lascia a desiderare (e molti dei problemi derivano da un casting sbagliato). Shyamalan si gioca molta della sua credibilità con questo film, soprattutto dopo il flop cocente di
Lady in the water, e anche per questo nel lancio mondiale della pellicola ha giocato al ribasso definendola "un fantastico film di serie B" e dicendo: "Spero che la gente, uscendo dalla sala, possa pensare di aver visto un fantastico e divertente b-movie". Peccato che anche
Signs (sua terzo film) fosse un omaggio al fantascientifico di serie B e al contempo un altro flop.
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22 Jun 2008, 14:22 Ultimo messaggio di: Spartan |
Shoot'em up - Spara o muori!
Titolo originale: Shoot 'em up
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Thriller
Durata: 90'
Regia: Michael Davis
Sito ufficiale: www.shootemupmovie.com
Sito ufficiale: www.shootemup.it/
Cast: Clive Owen, Monica Bellucci, Paul Giamatti, Stephen McHattie, Greg Bryk, Daniel Pilon, Ramona Pringle, Talia Russo
Produzione: New Line Cinema, Angry Films
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 11 Aprile 2008 (cinema)
Trama:Smith, all'apparenza un uomo normale con una curiosa passione per le carote, salva la vita ad un neonato durante la sanguinosa esecuzione della madre da parte di misteriosi killer: il gesto benefico avrà per lui conseguenze imprevedibili, visto che il vero bersaglio degli assassini è proprio il piccolo, al centro di un complotto internazionale, ma Smith ha un talento particolare nel maneggiare le armi…
Critica:Incredibile a dirsi nell'anno 2008, ma i film d'azione possono ancora stupire per originalità. Shoot' em up si candida infatti a ruolo di pellicola "cult" per le generazioni a venire e assurge al ruolo di paradigma col quale confrontarsi per tutti coloro che volessero cimentarsi nella realizzazione di action-movies in futuro. Godibile e divertentissimo fin dalla prima sequenza, Shoot' em up è un concentrato di adrenalina e humour noir, un videogioco (di ottima qualità) fatto film e, soprattutto, una serie quasi infinita di trovate grottesche e buone, ottime intuizioni su come tenere alto il ritmo dell'azione.
Michael Davis, regista dalla carriera piuttosto anonima finora, capisce che il gioco è bello se dura poco e ha la brillante idea di far calare il sipario prima che l'idillio tra pubblico e protagonisti finisca. Qualcuno potrà obiettare che, di fatto, Shoot' em up reiteri la stessa sequenza all'infinito, ma è proprio nel proporre la stessa pietanza cucinata in modi diversi che la pellicola trova il suo punto di forza.
La violenza è ovviamente presente in dosi quasi dopanti, ma è talmente finta e paradossale che è impossibile che qualcuno possa prenderla seriamente (su questo, chiaramente, non mettiamo la mano sul fuoco…). Eccellente il cast: Clive Owen, perennemente imbronciato e cinico dalla battuta facile, offre la sua prestanza ad un ruolo che sembra ritagliato apposta per lui, Paul Giamatti, sempre adorabile, tratteggia un cattivo venuto fuori dai cartoni animati di Hanna & Barbera, sempre sconfitto ma mai domo e persino Monica Bellucci, che interpreta "casualmente" il ruolo di una prostituta, è per una volta la faccia (e il corpo) giusta al momento giusto (curioso il fatto che reciti parzialmente in italiano anche nella versione originale…). Se state al gioco, quindi, benvenuti sull'ottovolante: i più deboli di stomaco però, si astengano dalla visione…
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19 Jun 2008, 08:36 Ultimo messaggio di: Spartan |
Hitman - L'assassino
Titolo originale: Hitman
Nazione: Francia, U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Thriller
Regia: Xavier Gens
Sito ufficiale: www.hitmanmovie.com
Cast: Timothy Olyphant, Dougray Scott, Robert Knepper, Olga Kurylenko, Ulrich Thomsen, Michael Offei
Produzione: Daybreak Productions, Europa Corp., Prime Universe Productions, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 07 Dicembre 2007 (cinema)
Trama:Dopo l'elegante thriller dal titolo Frontier(s), il regista francese Xavier Gens realizza la sua seconda opera interamente dedicata a uno dei videogiochi più venduti nel mondo, “Hitman”. Il film ha come protagonista un agente-assassino geneticamente modificato che ha per nome un numero, 47. Quest'ultimo, sempre ligio nel portare a termine il proprio compito, risveglierà la propria coscienza grazie all'incontro con una prostituta russa.
Critica:Timothy Olyphant, già visto in Die hard 4 Vivere o morire, ricopre con un'estrema disinvoltura il ruolo del protagonista principale che viene definito in tutte le sue contraddizioni. Pur rivelando poco di se stesso e trattenendo al massimo le proprie emozioni, l'agente 47 riesce a trasmettere fascino, carisma e un profondo senso enigmatico. La sceneggiatura e la regia sono abili nel delineare il passaggio da personaggio a persona. Sia che lo si voglia considerare come un'unità psicologica che come un'unità d'azione, quel che lo caratterizza è il fatto di costituire una perfetta simulazione di chi incontriamo nella vita con tutti i suoi contrasti. Anche i personaggi secondari sono tratteggiati in maniera accurata. La complessità dei loro animi ci assicura che nessuno è completamente buono o cattivo. Gens, da un lato, si preoccupa di rimanere fedele allo stile cool del noto videogioco con, in primis, il look impeccabile dell'Agente 47: vestito nero, camicia bianca, cravatta rossa, testa pelata e codice a barre. Dall'altro, si sforza di far uscire qualcosa di “reale” da un universo in cui l'immaginario e l'inspiegabile hanno il sopravvento. Non sembra, quindi, così inverosimile che il regista si sia ispirato a film che non hanno nulla a che fare con il genere delle pellicole-videogioco.
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13 Jun 2008, 13:59 Ultimo messaggio di: Spartan |
Cosa fare a Denver quando sei morto
Titolo originale: Things To Do in Denver When You Are Dead
Nazione: U.S.A.
Anno: 1995
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 124'
Regia: Gary Fleder
Cast: Steve Buscemi, Andy Garcia, Christopher Walken, Christppher Lloyd, Don Cheadle, Jenny MacCarthy, Jack Warden, Treat Williams, Gabrielle Anwar
Trama:Jimmy "il Santo" (Andy Garcia) è un ex-gangster che cerca di sbarcare il lunario con l'"Afterlife Advice", una ditta che si occupa di videoregistrare annunci di persone in fin di vita da lasciare come guida e testimonianza ai propri cari. Le sue precarie condizioni economiche lo convincono ad accettare un lavoro sporco propostogli da un importante boss di Denver (Christopher Walken). Si tratta di mettere paura ad un ragazzo e, per compiere l'impresa, Jimmy raduna un gruppo di balordi di sua conoscenza. Pieces (Christopher Lloyd) è il proiezionista di un cinema porno affetto da lebbra che, lentamente, perde pezzi dal corpo in decomposizione; Critical Bill (Treat Williams) è uno psicopatico violento che non prende a pugni nessuno da più di un anno, usando come terapia la boxe contro cadaveri prelevati direttamente dai feretri dell'impresa funebre "Carlotti"; Earl Denton (Bill Nunn) si occupa del controllo della peste, mentre Franchise Chyser (William Forsythe) è l'unico a condurre una vita normale, per quanto ai margini della società, con moglie e figli a carico. Il semplice compito diverrà un incubo dai risvolti imprevedibili e i cinque uomini dovranno lottare contro il tempo per fuggire al letale Mr.Shh (Steve Buscemi), un killer pagato per eliminarli nel modo più doloroso possibile.
Citica:Sin dalla descrizione dei personaggi si comprende l'alto grado di ripugnanza dell'insieme che, almeno nella prima parte dell'opera, contribuisce ad avvicinare lo stile di regia di Gary Fleder a quello di un David Lynch in stato di dormiveglia. Le apparenze non ingannino, "Cosa fare a Denver.." (bellissimo titolo che sintetizza brillantemente lo spirito del film) è un'opera originale, ben girata e scritta superbamente che vede la luce nelle sale italiane dopo ben due anni dall'uscita in patria. Gli accostamenti e i rimandi al noir degli anni '40, riletto secondo l'ottica moderna e spregiudicata delle grandi-piccole metropoli americane, colmeranno di gioia il cuore del cinefilo amante del genere, pur lasciando un evidente sentore di manierismo che avvicina l'opera ad un esercizio di stile tanto superbo quanto spregiudicato.
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12 Jun 2008, 23:47 Ultimo messaggio di: Spartan |
L'assassinio di Jesse James
per mano del codardo Robert Ford
Titolo originale: The assassination of Jesse James
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Western, Drammatico
Durata: 158'
Regia: Andrew Dominik
Sito ufficiale: www.jessejamesmovie.warnerbros.com
Cast: Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Sam Rockwell, Garret Dillahunt, Mary-Louise Parker, Barbara Kozicki, Paul Schneider, Jeremy Renner, Zooey Deschanel
Produzione: Scott Free Productions, Plan B Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 21 Dicembre 2007 (cinema)
Nominations Oscar 2008 Trama:Sul finire degli anni sessanta dell'Ottocento la famigerata banda dei fratelli James imperversava nello stato del Missouri, assalendo banche, treni e diligenze. Gli ultimi ribelli della guerra civile erano al servizio del più carismatico dei fratelli James, Jesse, bandito professionista dal grilletto facile, lo sguardo glaciale e i modi affabili. Figlio di un pastore e ultimo dei tre fratelli James è venerato e invidiato dal più piccolo dei cinque Ford, frustrato per il credito minore ricevuto in seno alla banda. Robert, poco più che ventenne, spera di farsi apprezzare e reclutare dal carismatico leader. L'ostinata diffidenza di James per Robert trasformerà l'ammirazione in disprezzo. Il biasimo di Bob e un colpo di pistola fredderanno Jesse James a tradimento. Era il tre aprile 1882. Era l'inizio della leggenda del "bandito sociale".
Critica:Chiariamo subito una cosa: L'assassinio di Jesse James non è un western, almeno nel senso tradizionale del termine. A mancare è il respiro epico di una nazione sopravvissuta alla guerra civile e di uno stato, quello del Missouri, attraversato da locomotive a vapore cariche di capitali da rubare o da investire per ricostruire. Senza una contestualizzazione precisa del contesto sociale e del periodo storico in cui la leggenda prese forma, è difficile comprendere il personaggio di Jesse James, il guerrigliero degenerato in bandito, il fuorilegge giustificato e poi trasformato in una ballata, eseguita sullo schermo dal cow-boy Nick Cave.
Adattamento del libro omonimo di Ron Hansen, il film di Andrew Dominik si limita all'introspezione psicologica, concentrandosi interamente e comodamente sulla relazione tra il fuorilegge navigato e l'ambizioso neofita. Gli accoliti al soldo di James, colti dopo l'ultimo assalto al treno nel 1881 (anno del suo trentaquattresimo compleanno), non hanno nulla in comune coi "cavalieri" reazionari che, con la pratica sistematica della violenza e dell'intimidazione, cercarono di sopravvivere al processo di modernizzazione economica del Sud.
La maschera di Jesse James scritta da Dominik e drammatizzata da Pitt, fuori parte e fuori gioco, è priva del fascino irresistibile del cavaliere romantico, della grandezza dei suoi sentimenti, dell'amore per gli spazi aperti, della radiosità che lo rese popolare e lo consacrò alla leggenda: il bandito d'onore, il bandito battista, l'espropriatore degli espropriatori. Il film di Dominik non riesce ad appropriarsi dell'universo western né a calarvi l'eroe più discusso della mitologia nazionale americana eforse qualche taglio in più ne avrebbe sicuramente snellito la visione.
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12 Jun 2008, 09:09 Ultimo messaggio di: Spartan |
L'incubo di Joanna Mills
Titolo originale: The return
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 85'
Regia: Asif Kapadia
Sito ufficiale: www.thereturnmovie.net
Cast: Sarah Michelle Gellar, Brad Leland, J.c. Mackenzie, Angela Rawna, Adam Scott, Brent Smiga, Katherine Willis, Robert Wilson, Peter O'brien, Sam Shepard
Produzione: Rosey Film Productions LLC, Biscayne Pictures, Intrepid Pictures, Raygun Productions, Rogue Pictures
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 18 Gennaio 2008 (cinema)
Trama:La vita di Joanna, giovane ma affermata rappresentante, comincia a deragliare verso sentieri oscuri quando alcuni torbidi ricordi d'infanzia riaffiorano sotto forma di allucinazioni. Le invadenti visioni cominciano a seguire e condizionare Joanna nei propri viaggi di lavoro, spingendola a indagare su un brutale omicidio che la ossessiona in sogno e portandola così a scoprire alcune connessioni tra il caso e se stessa. Convinta di essere la prossima vittima del misterioso killer, la donna si lascerà guidare dalle proprie visioni in un pericoloso vortice di eventi, dove discernere tra premonizione e ricordo potrebbe rivelarsi arduo.
Critica:Ennesimo titolo ad affollare le fila del genere psycho-thriller paranormale dagli echi pseudo-orientali, con una decisa strizzata d'occhio all'ultimo cinema coreano, L'incubo di Joanna Mills si distacca sensibilmente dalle più recenti produzioni del filone nel puntare su forti caratterizzazioni psicologiche, annacquando gli elementi sovrannaturali con dosi massicce di subconscio, onirico e altro materiale da "strizzacervelli".
Per quanto apprezzabile, quello di dare alla vicenda una dimensione in più rimane un visibile sforzo, che fallisce lento e inesorabile in un dispersivo groviglio di autolesionismo e sussurri edipici: con ripercussioni devastanti sulla fruibilità dell'opera e la vitalità dello spettatore.
In un contesto in cui la prestazione opaca e monocorde di Sarah Michelle Gellar

è l'ultimo dei mali, qualche buona idea e una discreta tecnica registica non valgono la candela.
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6 Jun 2008, 08:40 Ultimo messaggio di: Spartan |
Harsh Times - I Giorni dell'Odio
Titolo originale: Harsh Times
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 116'
Regia: David Ayer
Sito ufficiale: www.harshtimes.com
Cast: Christian Bale, Freddy Rodriguez, Eva Longoria, J.K. Simmons
Produzione: David Ayer, Andrea Sperling
Distribuzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) Pictures and Bauer Martinez Entertainment
Data di uscita: Giugno 2007
Trama:Jim Davis è un soldato delle truppe d'assalto congedato e decorato. Di ritorno dalla Guerra del Golfo è deciso a entrare in polizia e a sposare Marta, una giovane donna messicana in attesa che il suo principe yankee la conduca legittimamente negli States. A Los Angeles frequenta assiduamente il suo amico Mike, nullafacente in cerca di un lavoro, e con poca simpatia Sylvia, la sua bella fidanzata realizzata. La donna, che sogna Mike sistemato in un ufficio, non vede di buon occhio Jim, responsabile della condotta biasimevole del suo compagno. Bere, fumare (di tutto), fare a botte e fare sesso sono i loro passatempi preferiti su e giù per le strade di South Central. Ma gli orrori della guerra insinuano lampi di follia nella mente di Jim, che in una sola notte perderà la sua scommessa con l'amore, l'amicizia e la vita.
Critica:Il tema del reduce e della sua sopravvivenza ha sempre trovato spazio nel cinema americano, forse perché la guerra è ancora il loro sport preferito, luogo di iniziazione, di cameratismo interclassista e di eccitazione violenta dei sensi, dove la morte è sempre in agguato. Dopo la guerra fredda, i conflitti "tecnologici" sono stati preferibilmente raccontati in generi collaterali: fantascienza, noir, melodramma.
In tempi che abbondano di pellicole sulla "guerra buona", l'esordiente David Ayer si misura indirettamente (il genere è decisamente drammatico) con gli interventi più o meno legittimi degli americani in Medioriente. Jim Davis è una perfetta macchina da guerra, un corpo da combattimento rigettato dal Golfo arabo e reinserito nella jungla californiana dove sogna di diventare poliziotto. È fanatico e aggressivo nei confronti del mondo, controllato e misurato con gli ufficiali a cui ha imparato a rispondere con rispetto e con tutto il suo fiato. David Ayer, marine congedato con onore e sceneggiatore brillante di Training Day, gira un film antimilitarista “dedicato” ai maniaci in divisa. L'ex militare di Christian Bale è un personaggio vero che appartiene a un sottomondo di abbrutimento morale e fisico e subisce sulla propria pelle il dramma della vita. Scartato dal sistema (la scuola di polizia) ed emarginato dalla società (Sylvia), Davis è solo, vittima di capricci "superiori" e destinato a scontare la pena di una colpa non voluta. La sua vita diventa allora una sfida solipsistica, un desiderio di riscatto contro un'ingiustizia sociale e morale. Davis combatte su due fronti: uno esterno, annidato nel deserto come in città, e l'altro interno, nascosto nel cuore e nella testa. Il suo è un dolore insopportabile che cerca il martirio a tutti i costi, catapultando lo spettatore in una situazione di disturbante attesa. L'attesa sempre rimandata di un'azione irreversibile. Ad accompagnare il viaggio di Bale lungo le strade assolate di Los Angeles e dentro le tenebre morali del conflitto nel Golfo è il suggestionabile Mike di Freddy Rodriguez, amico fragile e devoto che cerca di fuggire dalla strada e dai fantasmi paranoici di Davis. Harsh Times è (anche) la storia di un'amicizia e a suo modo la storia di formazione e maturazione di un bad guy, un "americano cattivo" generato dall'ideologia militare.
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5 Jun 2008, 13:43 Ultimo messaggio di: Spartan |
Leoni per Agnelli
Titolo originale: Lions for Lambs
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 91'
Regia: Robert Redford
Sito ufficiale: www.lionsforlambs.unitedartists.com
Cast: Tom Cruise, Robert Redford, Meryl Streep, Derek Luke, Michael Peρa, Peter Berg, William Mapother, Tracy Dali, Jennifer Sommerfield, Rustee Rutherford
Produzione: Andell Entertainment, United Artists, Wildwood Enterprises
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 21 Dicembre 2007 (cinema)
Trama:All'interno di un'unica giornata, vengono narrati gli eventi che mettono in correlazione tre personaggi. Un ambizioso senatore di Washington pronto a prendere scelte importanti, una giornalista televisiva alla caccia di una storia importante e un maturo professore che si confronta con uno studente sveglio e capace.
Critica:Robert Redford, dopo sette anni di silenzio come regista, torna dietro la macchina da presa utilizzando la guerra sia come sfondo narrativo che come struttura portante dell'intreccio. Al cineasta americano preme sgomitare lo spettatore spingendolo a farsi più domande rispetto a quelle che normalmente si fa e, nello stesso tempo, induce ad avere un maggior spirito di partecipazione al destino pubblico di una nazione e, sullo stesso livello, a quello privato del singolo. In superficie, sembra che i destinatari principali di questa pellicola siano i giovani per via delle forti responsabilità che hanno nei confronti del futuro. Nei fatti, però, tutti siamo coinvolti.
La figura della giornalista, prossima ai sessant'anni, è testimone di come ciascun individuo possa vivere un conflitto interiore quando tutto volge verso la certezza e la rassicurazione. Interessante il fatto che ogni personaggio cerchi di influenzarne un altro a riprova del fatto che prendere una solida posizione in una democrazia è impresa non facile. Curioso, inoltre, pensare come l'ispirazione di Leone per agnelli sia nata da un utilizzo distratto del telecomando. Lo sceneggiatore Matthew Carnahan, infatti, una notte, mentre guardava la televisione, ha abbandonato un servizio giornalistico riguardante la guerra in Iraq per spostarsi su un canale sportivo. Come un cane che si morde la coda, non si capisce se la mancanza di attenzione e il conseguente abbassamento del pensiero critico sia dovuto a una narcotizzazione collettiva (media e politica) o se implichi un annullamento spontaneo dell'impegno personale.
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5 Jun 2008, 08:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
Idiocracy
Titolo originale: Idiocracy
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Avventura, Commedia
Durata: 84'
Regia: Mike Judge
Cast: Luke Wilson, Maya Rudolph, Dax Shepard, Darlene Hunt
Produzione: 20th Century Fox
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 03 Agosto 2007 (cinema)
Trama:Joe Bowers è un militare che fa il suo dovere senza infamia e senza lode in attesa della pensione. Non sa che l'Esercito statunitense ha messo gli occhi su di lui perché, proprio in quanto perfetto rappresentante dell'uomo medio americano, può essere l'individuo giusto. Per cosa? Per un esperimento di criogenetica. Verrà ibernato (e insieme a lui, ma in un altro contenitore, una prostituta desiderosa di sfuggire al proprio protettore) e riportato in vita a tempo debito. Peccato che la realtà non rispetti i piani e che il degrado a cui gli States vanno incontro faccia sì che i due si risveglino nel 2505.
Critica:Qui iniziano i problemi a cui ci hanno abituati tutti i film e i romanzi sulle macchine del tempo fin dall'epoca dell'ironico 'americano alla corte di re Artù' di Mark Twain? Sì e no. Perché qui il viaggio è in avanti ma di fatto all'indietro. Gli Stati Uniti sono infatti diventati un Paese (ma forse è meglio usare la 'p') popolato da utentici idioti incapaci di risolvere qualsivoglia problema. L'umorismo corrosivo di Mike Judge ha così modo di espandersi a tutti gli aspetti di una società ormai in inarrestabile declino (guardate come è descritto l'ospedale e poi pensate a Michael Moore

).
Come ogni buon osservatore dei costumi dei propri contemporanei il regista cerca nel nostro presente i germi di un futuro secondo lui carico di negatività. Su tutto domina il problema dei rifiuti che non si riescono più a smaltire (sembra di sentire le cronache recenti dei TG nostrani

). Ma se è vero che nel regno dei ciechi il monocolo è re per il nostro Joe c'è la possibilità di diventare leader…
La satira di Judge è molto 'made in Usa' ma può estendersi per molti aspetti all'intero pianeta e ai suoi usi e costumi sempre più 'bassi'. Godetevi ad esempio, nella fase iniziale, la rappresentazione all'acido muriatico del detto 'la madre dei cretini è sempre incinta'

. Colpisce al centro con grande precisione.
Per il resto, anche se con qualche discontinuità, il film raggiunge l'obiettivo. Perché Judge è un ottimista. Nel senso però di una battuta del film No Man's Land. Alla domanda sulla differenza che intercorre tra un ottimista e un pessimista si risponde: "Il pessimista pensa che le cose non possano andare peggio di così. L'ottimista pensa di sì". È difficile essere più 'ottimisti' di Judge.
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3 Jun 2008, 14:52 Ultimo messaggio di: Spartan |
Iron Man
Titolo originale: Iron Man
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Fantastico
Durata: 126'
Regia: Jon Favreau
Sito ufficiale: www.ironmanmovie.com
Cast: Robert Downey Jr., Terrence Howard, Gwyneth Paltrow, Jeff Bridges, Samuel L. Jackson, Hilary Swank, Leslie Bibb, Bill Smitrovich, Faran Tahir
Produzione: Goldman & Associates, Marvel Enterprises
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 01 Maggio 2008 (cinema)
Trama:Anthony Stark è un inventore geniale e miliardario col vizio delle donne (tante) e delle attività filantropiche. Ereditato patrimonio e ingegno dal padre scomparso in un incidente d'auto, Tony (per amici e amichette) conduce e amministra le Industrie Stark, produttrici e prime fornitrici di armi per il governo americano. Durante un test in medioriente, per verificare l'efficienza di un'arma sperimentale, viene catturato da un gruppo di estremisti. Ferito al cuore da una scheggia è soccorso e curato da Yinsen, un fisico esperto di cibernetica che gli applica un organo artificiale. Obbligato dai guerriglieri a costruire un'arma invincibile per la loro causa, Tony progetta in segreto un'armatura per fuggire alla prigionia. Rientrato negli Stati Uniti è deciso a cambiare vita, a riparare alle ingiustizie e a "industriarsi" a favore dei più deboli. Perfezionata l'armatura con la tecnologia avanzata diventa Iron Man, un (super)eroe "umano, troppo umano".
Critica:Fumetto e cinema nascono insieme più di un secolo fa e si spiano da subito. Due linguaggi con origini diverse e identità distinte che pure hanno saputo dialogare intensamente: confrontandosi, convivendo, divorziando, riconciliandosi e riconfigurando le reciproche estetiche. L'Iron Man di Jon Favreu, nell'intensa economia di scambio tra fumetto e cinema, realizza un enorme salto di qualità, dimostrando la reciprocità produttiva dei due linguaggi, che nell'ultimo decennio si era spinta in direzione di un'autentica cannibalizzazione.
L'archivio "eroico" della Marvel è diventato un vero e proprio laboratorio per la creazione, anche se non sempre riuscita e puntuale, di nuovi modelli estetico-narrativi dell'industria cinematografica, come dimostra l'insistita trasposizione sullo schermo di un esteso repertorio dei loro personaggi: da Spider Man agli X-Men, dai Fantastici Quattro ad Iron Man, e per continuare nel futuro prossimo con Hulk e Capitan America.
Creato da Stan Lee, Don Heck e Jack Kirby nel 1963 per la rivista "Tales of Suspense", Iron Man è un eroe conservatore che ieri ha "armato" il Vietnam ed oggi "attrezza" l'intervento afgano. Come Batman è orfano di padre e madre, come Batman si ritrova sul tetto di casa vestito da eroe mascherato (e non da supereroe) contro una luna rotonda, come Bruce Wayne è industriale multimiliardario, playboy incallito e filantropo svagato. Le affinità terminano qui, perché Tony Stark e il suo alter ego metallico sono tutt'altro che rabbuiati, non hanno paura di cadere (ci si può sempre rialzare), non hanno paura di sbagliare.
Iron Man è l'esoscheletro (quasi) invincibile di un reduce che ha deciso di risarcire il mondo. Jon Favreu, subito dopo i titoli di testa, gira la scena originaria, quella che origina il film e dà origine all'eroe. Come tutti i suoi compagni di supervite e superavventure, Tony Stark ha subito un incidente e una perdita traumatica (quella del cuore). Di questa scena primaria la caverna dei ribelli è lo scenario, il luogo in cui avviene l'esperienza dello smarrimento, il processo di apprendimento dell'uomo e la conversione nell'eroe.
Dopo essere stato un disegno animato in A Scanner Darkly, Robert Downey Jr. torna a recitare con sfondi agitati, indossando un'armatura, sviluppando una doppia identità e combattendo il supervillain di Jeff Bridges. Soltanto la sua performance glamour (e "in carne e ossa") poteva trovare l'equivalente plastico-dinamico del personaggio disegnato su carta, restituendone l'aura ed eliminando la seccatura del ridicolo, che si ripresenta a ogni traduzione del fumetto al cinema.
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27 May 2008, 07:59 Ultimo messaggio di: Spartan |
American Gangster
Titolo originale: American Gangster
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Crimine
Durata: 157'
Regia: Ridley Scott
Sito ufficiale: www.americangangster.net
Cast: Denzel Washington, Russell Crowe, Josh Brolin, Cuba Gooding Jr., Chiwetel Ejiofor, Carla Gugino, Ruby Dee, John Hawkes, Edwin Freeman, Jason Furlani
Produzione: Universal Pictures, Imagine Entertainment, Relativity Media, Scott Free Productions
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 18 Gennaio 2008 (cinema)
Nominations Oscar 2008 Trama:Harlem, 1968. Frank Lucas, gangster nero e "ricercato", ama la famiglia, prega in chiesa e fa la guardia a Bumpy Johnson, un "padrino" che accoglie le suppliche di Harlem e distribuisce tacchini il Giorno del Ringraziamento. Richie Roberts, detective ebreo e incorruttibile della contea di Essex, sta divorziando dalla moglie, ha dimenticato di dire le preghiere e dà la caccia ai malavitosi e ai distributori di tacchini. Alla morte di Johnson, Lucas, più moderno e manageriale del vecchio padrino, subentra nelle sue attività, elimina gli avversari e diventa in pochi anni un potente boss della droga. Scavalcando le famiglie mafiose e rifornendosi di eroina direttamente nel sud-est asiatico, Lucas accumula una fortuna e attira l'attenzione di Richie Roberts. I loro percorsi, opposti e paralleli, si incontreranno sotto il ring del match del secolo: Alì-Frazier. Soltanto uno resterà in piedi, vincendo ai punti.
Critica:Dentro una fotografia livida e bluastra, sotto un cielo che piove pioggia e neve, si fronteggiano due eserciti: da una parte i gangsters e i poliziotti corrotti della Unità Speciale della Narcotici, dall'altra gli agenti di Roberts, "puri" come l'eroina spacciata da Lucas. Da una parte il caos, dall'altra l'ordine.
Come nel Gladiatore la disposizione degli "eserciti" prima della battaglia esprime una diversa visione del mondo: la pianificazione di un dominio (controllare il mercato dell'eroina sulla 116ma strada) e la "rivolta" contro l'aggressione dei dominatori. Anche questa volta Ridley Scott ha l'urgenza di raccontare la storia di due antagonisti che, come accade spesso nel suo cinema, sono l'uno il doppio dell'altro: Frank e Richie come Commodo e Maximus, o più indietro nel tempo e nella filmografia del regista, come i cavalieri duellanti D'Hubert e Féraud. Due destini incrociati, due percorsi chiasmici: Frank scende nell'arena (o sale sul ring) per diventare protagonista e rivendicare per sé il "sogno americano" di Luther King, Richie, spettatore diligente, assiste alla sua rappresentazione su un palcoscenico diventato universale.
Ridley Scott si porta dietro dall'Europa e porta avanti negli States il progetto di cinema d'intrattenimento colto, di mainstream che si nutre di arte, di letteratura hard-boiled, di fumetto, di spot pubblicitari e di riviste di architettura. Mutuati i fendenti metallici dei Duellanti e del Gladiatore coi colpi sibilanti di pistole e fucili automatici, American Gangster è il tentativo di mostrare il microcosmo di Frank Lucas come la metafora di un macrocosmo: la società statunitense nata dalla violenza della frontiera, dallo sterminio degli indiani e dal lavoro schiavistico. Violenza che resta una costante di questa società. Siamo negli anni '70 e la Storia irrompe nel film di Scott restituendo l'allucinazione del Vietnam, la temperatura del conflitto e gli interessi intorno al conflitto. Frank Lucas è un nero del Sud che costruisce una versione personale e anomala di una storia americana di successo, che sostituisce il "padre" al comando e che rappresenta l'ascesa di una generazione contro un'altra: vecchia-nuova America, vecchia-nuova "mafia" (Lucas acquisisce il modus operandi della struttura mafiosa, impiegando nel suo business i cinque fratelli e i tanti cugini). Lo stesso Frank subirà, nell'ultimo e significativo fotogramma, l'affiorare aggressivo della next generation, la generazione successiva rappresentata (ma disincarnata) dal rampante hip-pop. Il "sipario" del carcere si chiude dietro al vecchio criminale rigettato nell'arena per farsi vampirizzare dalle nuove orde di enfants terribles.
Russell Crowe e Denzel Washington sono Richie e Frank: corpi pesanti e massicci in contrasto coi volti in cui l'espressione passa per accenni lievissimi, per impercettibili increspature, per linee che si muovono appena colmando l'inquadratura senza muovere un muscolo. Attori senz'altro credo che il loro inarrivabile talento.

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26 May 2008, 10:04 Ultimo messaggio di: Spartan |
Stardust
Titolo originale: Stardust
Nazione: U.S.A., Gran Bretagna
Anno: 2007
Genere: Azione, Avventura, Fantastico
Regia: Matthew Vaughn
Sito ufficiale: www.stardustmovie.com
Cast: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Sienna Miller, Charlie Cox, Jason Flemyng, Peter O'Toole, Ian McKellen, Rupert Everett, Sarah Alexander
Produzione: Di Bonaventura Pictures, Ingenious Film Partners, Marv Films, Paramount Pictures
Distribuzione: UIP
Trama:Da qualche parte nell'Inghilterra vittoriana c'è un muro di mattoni che separa il villaggio reale di Wall da Stormhold, una città fantastica governata da un re malvagio e abitata da streghe e creature magiche. Al di qua del muro vive Tristan, un giovane garzone che sogna l'avventura e il grande amore. Figlio di una principessa del regno di Stormhold e di un inglese, il ragazzo decide di attraversare il muro per donare una stella alla ritrosa Victoria. La stella, Yvaine, è una fanciulla luminosa precipitata dal cielo alla morte del sovrano. Il suo cuore immacolato è bramato da Lamia, una strega crudele che vorrebbe strapparlo e divorarlo per riconquistare la giovinezza. Sul petto di Yvaine batte il rubino che permetterebbe ai sette principi, rivali e litigiosi, di regnare su Stormhold. Braccata dai desideri dei malvagi, spetterà a Tristan proteggere lo splendore di Yvaine.
Critica:Tratto dal romanzo illustrato di Neil Gaiman e Charles Vess, pubblicato per la prima volta nel 1998, "Stardust" è la favola che tutti vorrebbero leggere e, adesso, vedere. La versione cinematografica di Matthew Vaughn non delude le attese del pubblico grazie alla perfezione delle immagini, alla tecnologia sbalorditiva impiegata per gli effetti speciali e all'efficacia della recitazione. Il regista inglese crea sullo schermo un mondo fantastico dove si ragiona in termini supremi: la lotta tra il Bene e il Male, il senso insaziabile dell'uomo per la ricerca di una stella, dell'amore vero, della casa e del destino ultimo. Come ogni eroe, Tristan varcherà la soglia, il muro di Wall, e affronterà l'ignoto e l'incanto dell'avventura: volare con un pirata frivolo che imprigiona i fulmini o scontrarsi con una strega nomade che trasforma una principessa in un fringuello.
Un soggetto da rito di passaggio su come un "garzone" riesca a riconciliarsi con le umiliazioni subite e a scoprire le proprie incredibili possibilità. La "polvere cosmica" di Vaughn ha dalla sua (anche) la qualità superiore di tutte le interpretazioni, con punte massime nell'autenticità degli "adolescenti", Claire Danes e Charlie Cox, pieni di stupore e di angoscia nello stare al gioco di se stessi. Si aggiungono i numeri accattivanti di Michelle Pfeiffer, strega radiosa che Vaughn magnifica in straordinari primi piani, e Robert De Niro, filibustiere vezzoso col vizio del travestitismo.
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30 Mar 2008, 21:44 Ultimo messaggio di: Spartan |
A history of violence
Titolo originale: A history of violence
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 90'
Regia: David Cronenberg
Sito ufficiale: www.historyofviolence.com
Cast: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes
Produzione: Bender-Spink Inc.
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Cannes 2005/ 16 Dicembre 2005 (cinema)
Trama:Dal pressbook del film: "All'attenzione dei giornalisti: al fine di preservare il piacere del pubblico vi saremmo riconoscenti se non rivelaste nulla della trama e dello sviluppo dei personaggi." Cerchiamo di rispettare questa richiesta non rinunciando a parlare del film. Tom Stall è il proprietario di un piccolo ristorante in una cittadina di provincia. Conduce una vita normale con la moglie e i figli fin quando un giorno si difende dall'aggressione di due feroci criminali uccidendo entrambi. La sua immagine finisce su tutti i media e spinge Carl Fogarty, un boss della mafia irlandese di Philadelpia ad andarlo a cercare. L'uomo è sicuro di aver riconosciuto in lui un delinquente che lo ha privato di un occhio e che era molto temuto nell'ambiente per la sua crudeltà. Tom deve difendere la sua famiglia.
Critica:Tratto da un fumetto di John Wagner il film di Cronenberg torna sui territori cari al regista: l'identità, la possibile schizofrenia, il rapporto tra realtà e apparenza. Anche lo stile narrativo gioca su questi elementi, tanto che il film potrebbe essere oggetto di una doppia recensione. Se lo si prende per come appare si tratta di un thriller molto stereotipato con buone dosi di esagerazione narrativa e di umorismo spesso involontario. Se invece lo si legge a partire dalla prima inquadratura che sembra un quadro di Hopper allora le cose cambiano. Si pensa al Cronenberg raffinato intellettuale che opera una rilettura sui generi per svelarne la fragilità e l'ambiguità. Questa volta propendiamo per la prima scelta quasi che il regista canadese, dopo la complessa prova di Spider avesse deciso di avvalersi di una fonte di ispirazione "bassa" per vedere come i meccanismi narrativi funzionano in quel contesto senza però volersene distanziare criticamente.
Grande, come sempre, Ed Harris.
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30 Mar 2008, 21:37 Ultimo messaggio di: Spartan |
Non é un paese per vecchi
Titolo originale: No country for old men
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2007
Genere: Avventura, Thriller
Durata: 122'
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Cast: Javier Bardem, Josh Blaylock, Rodger Boyce, Josh Brolin, Garret Dillahunt, Beth Grant, Woody Harrelson, Tommy Lee Jones, Josh Meyer, Kelly Macdonald, Barry Corbin
Produzione: Paramount Classics, Paramount Vantage, Miramax Films, Scott Rudin Productions
Distribuzione: UIP
Data di uscita: Cannes 2007/ 22 Febbraio 2008 (cinema)
Oscar 2008: Miglior film, Miglior attore non protagonista (Javier Bardem), Miglior sceneggiatura non originaleTrama:Llewelyn Moss trova, in una zona desertica, un camioncino circondato da cadaveri. Il carico è di eroina e in una valigetta ci sono due milioni di dollari. Che fare? Llewelyn è una persona onesta ma quel denaro lo tenta troppo. Decide di tenerselo dando il via a una reazione a catena che neppure il disilluso sceriffo Bell può riuscire ad arginare. Moss deve fuggire, in particolare, le 'attenzioni' di un sanguinario e misterioso inseguitore.
Critica:Ispirato al romanzo del Premio Pulitzer Cormac McCarthy il nuovo film dei Coen conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, la coerenza e l'originalità dei due fratelli divenuti ormai un marchio di fabbrica.
McCarthy è il riconosciuto interprete letterario dei mutamenti di un mondo (quello del West e della frontiera messicana) divenuto estremamente più violento di quanto non lo fosse nell'epoca che lo ha fatto divenire mito cinematografico. McCarthy non è però interessato a una cinica e compiaciuta presa d'atto di una realtà innegabile. Neppure i Coen lo sono. Qui si trova il punto di contatto tra le due letture di un'umanità che cambia. La chiave di volta sta proprio in questa parola: umanità. Perché i due registi ci offrono una sceneggiatura decisamente più eccessiva di quella, già considerata molto violenta, di un film come Fargo.
Le uccisioni abbondano ma si inseriscono in una narrazione che fa dell'iperbole la propria cifra stilistica. A differenza di Tarantino però i Coen non si fermano alla coreografia raffinata della violenza. Non si accontentano di ironizzare. Non gli basta mostrare quanto sono bravi a suscitare il riso dinanzi a un uomo che muore. Non è questo il loro scopo. Ciò che per loro conta è riuscire a mettere in rilievo anche solo una scintilla di umanità in un mondo che sembra governato dalla follia. Riescono a farlo grazie al personaggio dello sceriffo interpretato da un Tommy Lee Jones che, non a caso, è uno dei protagonisti di questo film dopo aver diretto e interpretato
Le tre sepolture ambientato anch'esso al confine con il Messico. Osservate la scena finale e vi accorgerete di come i Coen riescano ancora, nonostante le apparenze, a fare un cinema di qualità, spettacolare ma al contempo profondamente "diverso" e morale.
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30 Mar 2008, 20:48 Ultimo messaggio di: Spartan |
La promessa dell'assassino
Titolo originale: Eastern Promises
Nazione: U.S.A., Gran Bretagna
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 100'
Regia: David Cronenberg
Sito ufficiale: www.focusfeatures.com/easternpromises/
Cast: Naomi Watts, Viggo Mortensen, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Raza Jaffrey, Radoslaw Kaim, Cristina Catalina, Alice Henley, Tamer Hassan, Gergo Danka, Olegar Fedoro
Produzione: Serendipity Point Films, BBC Films, Focus Features, Kudos Film and Television, Scion Films Limited
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 14 Dicembre 2007 (cinema)
Trama:Una ragazza russa muore dando alla luce un figlio. L'ostetrica, Anna, ne traduce il diario alla ricerca dei parenti cui dare in affido il bambino. Scoprirà inquietanti rapporti con la mafia russa, giri di prostituzione e criminalità che rapidamente la stringono in una pericolosa rete…
Critica:Cupo e inquietante, ambientato in una Londra umida e invernale, Eastern Promises è forse uno dei lavori stilisticamente più compatti ed efficaci di Cronenberg. La fotografia che vira sul rosso e il nero; l'atmosfera sospesa in cui si muovono i protagonisti, costruiscono un mondo disturbante e precario. Il tutto consente la messa in scena dell'ossessione per il corpo come superficie d'iscrizione della propria memoria, luogo delle impronte del passato. I tatuaggi raccontano i trascorsi dei protagonisti nelle prigioni siberiane e gli incontri di lavoro si fanno nelle saune, per mostrare i disegni sulla pelle.
Come racchiusi nei propri corpi i magnifici protagonisti, il glaciale Mortensen, il buffone Cassel e la sconvolta Naomi Watts, fanno trasparire un'inquietudine esistenziale, quella della scelta. Al centro della riflessione di Cronenberg, come accadeva in A history of violence, la questione morale: il comportamento di un uomo nel momento in cui il suo mondo, quello malavitoso, si scontra con quello cosiddetto "normale". La potenza di Eastern Promises è quella di trattare il tema all'interno del noir, sfruttando le logiche di genere per mettere in scena un dilemma essenziale. Rientrato in un certo modo nei ranghi, Cronenberg sceglie di non usare le armi da fuoco, centellina le scene d'azione che esplodono improvvise e ancora più violente durante la narrazione. Dopo averne destrutturato le regole, averle portate all'eccesso, nella sua filmografia, fino a farle collassare, Cronenberg tocca qui una delle vette più alte del noir contemporaneo.
Eastern Promises regala, tra le altre cose, una scena culto: Viggo Mortensen, nudo, lotta contro due energumeni in una sauna russa. Il sangue scuro e i colpi sordi delle lame sui muri la rendono una delle sequenze d'azione meglio riuscite degli ultimi anni.
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29 Mar 2008, 19:20 Ultimo messaggio di: Spartan |
Jumper
Titolo originale: Jumper
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Avventura, Drammatico, Fantascienza
Durata: 88'
Regia: Doug Liman
Sito ufficiale: www.jumperthemovie.com
Cast: Hayden Christensen, Samuel L. Jackson, Diane Lane, Jamie Bell, Rachel Bilson, Katie Boland, Brad Borbridge, Adam Chuckryk, Nathalie Cox, Tom Hulce, Michael Rooker, Sean Baek
Produzione: New Regency, Hypnotic
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 29 Febbraio 2008 (cinema)
Trama:David scopre a 17 anni di avere il dono del teletrasporto. Può materializzarsi in qualsiasi parte del mondo guardando una semplice immagine. Ma non è il solo, i Jumpers esistono da secoli e vivono una lotta costante contro i Paladini, una setta che vuole sterminarli.
Critica:Come in
Star Wars III, Christensen interpreta un uomo che sceglie l'uso amorale delle sue doti. David è un antieroe che sfrutta il misterioso potere per rubare nelle banche e viaggiare. Tratto da un romanzo di Steven Gould, inedito in Italia, Jumper mette in scena una trama superficiale per mostrare salti spaziali verso una serie di location da cartolina. Si balza dalla Sfinge, al Big Bang, a Tokyo, in maniera nervosa e piuttosto confusa. E di queste location la pellicola non mostra più di quanto si veda in una bella foto turistica, dando l'impressione di sfondi vacui e inutili alla narrazione. Dedicata a Roma, e, per non rischiare di uscire dalla banalità, al Colosseo, una lunga sequenza del film, l'unica posata e seguibile peraltro, dove David si lascia arrestare dai poliziotti italiani, restando ore in attesa di un magistrato. Al di là dell'idea di partenza, e della difficoltà a lasciarsi coinvolgere con un antieroe volutamente antipatico, Jumper mostra il carattere molto attuale della frenesia visiva a discapito del contenuto. Alla costruzione dei personaggi e delle situazioni, si preferisce spesso l'accumulo spropositato di luoghi spettacolari, ostentati in oggettive irreali con l'aiuto della computer graphic. Doug Liman, regista di
The Bourne Identity e
Mr. & Mrs Smith, non approfondisce, come ci si attenderebbe, il rapporto degli attori nello spazio. Impaziente e incapace di valorizzare i luoghi, introduce i viaggi da visioni aeree roteanti e pompose, certamente belle sul grande schermo ma incapaci di fissarsi nella memoria per la loro vacuità narrativa. Al caos visivo si aggiunge il pasticciato plot, che pur essendo privo di sorprese, è raccontato con buchi e sequenze apparentemente insensate. Una nota positiva va alla striminzita durata, che evita l'inutile polpettone ma accentua la sensazione di aver visto il trailer di Jumper 2.

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29 Mar 2008, 16:15 Ultimo messaggio di: Spartan |
Rec
Titolo originale: Rec
Nazione: Spagna
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 85'
Regia: Jaume Balagueró, Paco Plaza
Sito ufficiale: www.mediafilm.it/rec/
Cast: Manuela Velasco, Vicente Gil, Ferrán Terraza, Jorge Yamam, Carlos Vicente, Pablo Rosso, David Vert, Jorge Serrano
Produzione: Filmax
Distribuzione: Mediafilm
Data di uscita: Venezia 2007/ 29 Febbraio 2008 (cinema)
Trama:Mentre voi dormite: questo il nome del programma televisivo condotto da Angela. Una notte nella vita di una caserma dei vigili del fuoco di Barcellona, seguita in diretta dalla ragazza e dal suo cameraman Pablo. E proprio la macchina da presa del ragazzo diventa l'occhio dei due registi del film, Jaume Balagueró e Paco Plaza, finendo così per far coincidere il girato di «Mentre voi dormite» con il film stesso.
Critica:Una trovata non troppo originale (vedi The Blair Witch Project!;)) ma che calza alla perfezione a un film angosciante e vouyeristico come Rec: l'uscita dalla caserma per rispondere a quella che sembrava una chiamata di routine si trasforma infatti per la troupe televisiva e per i pompieri in un vero inferno senza vie di fuga.
Un inferno che anche lo spettatore finisce per vivere sulla propria pelle, intrappolato nella palazzina insieme ai personaggi, sotto l'occhio perennemente vigile della macchina da presa di Pablo, che è poi l'occhio dell'autore – o meglio, degli autori. L'occhio cinematografico, così spietato e inopportuno di fronte alla tragedia umana, diventa così anche l'unico testimone del teatro degli orrori che mettono in atto i vari personaggi – tutti ben caratterizzati e non privi di una certa dose di ironia, dalla mamma isterica e apprensiva, all'immancabile (per il genere horror) bambina dolcemente terrificante, fino al cameraman Pablo, credibile anche se inquadrato solo dalle caviglie in giù!
Il giovane spagnolo Balagueró, affermatosi con Nameless ma poi soprattutto con Darkness, torna a girare un horror genuino, fresco e per fortuna tutto spagnolo (anche nel cast, dopo il pessimo esperimento americano di Fragile!), ai livelli dell'altrettanto personale progetto "minore" di
Para entrar a vivir, presentato a Venezia 2006, che fa parte della serie
Peliculas para non dormir.

Unendo le sue forze con il giovane connazionale Paco Plaza (Second Name) e giocando la carta della semplicità, è riuscito con successo in questo non facile esperimento di rinnovamento di un genere ormai inflazionato, creando un concentrato di terrore che non deluderà gli appassionati e farà saltare sulla sedia anche i più scettici.
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27 Mar 2008, 09:38 Ultimo messaggio di: Spartan |
La ricerca della felicità
Titolo originale: The Pursuit of happyness
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 117'
Regia: Gabriele Muccino
Si
to ufficiale: www.sonypictures.com/movies/...
Sito ufficiale: www.medusa.it/laricercadellafelicita
Cast: Will Smith, Thandie Newton, Jaden Smith, Chandler Bolt, Domenic Bove, Ian Baptiste, Aida Bernardino, Mia Bernardino, Richard Bischoff
Produzione: Overbrook Entertainment, Escape Artists, Columbia Pictures Corporation
Distribuzione: Medusa
Trama:Chris Gardner è un brillante venditore senza fortuna nella San Francisco degli anni '80. Padre affettuoso di Christopher, un vivace bambino di cinque anni, e marito di una scontrosa compagna, Chris fatica a sbarcare il lunario. La moglie, incapace di reggere la crisi, abbandona marito e figlio per cercare fortuna a New York. Rimasto solo Chris cerca tenacemente e ottiene un posto da stagista non retribuito presso una società di consulenza finanziaria. Senza stipendio, sfrattato dall'appartamento e poi dalla stanza di un infimo motel, Chris e il suo bambino cercheranno di sopravvivere dormendo nei ricoveri per i senza tetto o nei bagni pubblici della metropolitana. Indossando sempre il suo abito migliore e l'orgoglio di chi non vuole mollare, Chris troverà una porzione di felicità.
CriticaGabriele Muccino ricomincia dall'America, lasciando a casa il suo cinema d'interni, di famiglie borghesi in crisi e di dialoghi urlati, accelerati e quasi sempre travolti dalla musica. A restare sono invece i sentimenti, calati questa volta nella realtà americana e rinnovati da quella stessa realtà. Dietro l'energia della messa in scena e il ritmo del racconto non ci sono corna, separazioni o crisi adolescenziali, non ci sono nemmeno yuppie meschini che riscoprono la spontaneità attraverso la fuga. C'è piuttosto un padre che resta e decide di sognare per sé e suo figlio, realizzando l'ambizione di desiderare un po' della felicità del titolo. La sceneggiatura solida procede per accumulo di disgrazie, sfiancando lo spettatore fino all'happy end "in discesa", che risolve la vita dei protagonisti e muove alla commozione.
Muccino realizza un film intelligente e finalmente emancipato dal manierismo sociologico della sua filmografia. Merito da condividere col divo Will Smith, che doppia il semidivo Accorsi, in una performance straordinariamente drammatica che riduce e modera la sua maschera comica. L'altra metà del cielo riconferma (ahimè) il modello femminile di Muccino, ancora una volta isterico, risentito e mai solidale dentro un quotidiano che diventa materia del dramma. Ispirato dalla storia vera di Chris Gardner, Muccino sogna in italiano il sogno (materialista) americano.
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26 Mar 2008, 20:43 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
Le mele di Adamo
Titolo originale: Adams æbler
Nazione: Danimarca
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 94'
Regia: Anders Thomas Jensen
Sito italiano: www.teodorafilm.com/film/mele_adamo/index.htm
Cast: Nicolas Bro, Tomas Villum Jensen, Ali Kazim, Nikolaj Lie Kaas, Gyrd Løfqvist, Mads Mikkelsen, Lars Ranthe, Peter Reichhardt
Produzione: Mie Andreasen, Tivi Magnusson
Distribuzione: Teodora Film
Trama:Adam, neonazista appena uscito di prigione, deve trascorrere un periodo di recupero in un vicariato di campagna, sotto la tutela di Padre Ivan, curioso e inquieto parroco protestante. Dovendo indicare un obiettivo finale della sua permanenza, Adam dichiara di voler realizzare una torta di mele con i frutti di un albero che cresce vicino alla chiesa.
Critica:Commedia nera e grottesca di stampo danese, Le mele di Adamo è un piccolo film che, sulla base di una storia gracile quanto assurda, utilizza i personaggi di contorno (con Adam ci sono un terrorista islamico, un cleptomane ex campione di tennis, una donna incinta

) per suscitare divertimento e riflessioni. Semplicemente una storia diversa per chi si è stufato di vedere remake e blockbuster dai budget celestiali, ripercorrendo le regole dei dieci comandamenti con rispetto e ironia.

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26 Mar 2008, 14:18 Ultimo messaggio di: Docantonio |
10.000 A.C.
Titolo originale: 10,000 B.C.
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Avventura
Durata: 108'
Regia: Roland Emmerich
Sito ufficiale: www.10000bcmovie.com
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/10000bc/?frompromo=movies_comingsoon_10000_bc
Cast: Camilla Belle, Steven Strait, Cliff Curtis, Omar Sharif, Tim Barlow, Suri van Sornsen, Marco Khan, Reece Ritchie, Mo Zinal
Produzione: Warner Bros. Pictures, Legendary Pictures, Centropolis Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 14 Marzo 2008 (cinema)
Trama:In un tempo lontano, quando gli uomini erano dominati dalla paura, guidati dagli spiriti e ispirati dalle profezie, viveva una pacifica tribù di cacciatori. Con l'arrivo dei mammuth si apriva per loro la stagione della caccia, della prosperità e dell'amore. Quel sentimento smisurato che unisce il giovane D'Leh all'orfana Evolet. Una passione interrotta dall'irruzione di "demoni" a cavallo: feroci predatori e mercanti di schiavi a servizio di un dio avido e troppo umano. Rapita la bella Evolet, D'Leh si spingerà fino ai confini del mondo per liberare la sua fanciulla e gli uomini vessati dalle superstizioni di un tiranno inviso e invisibile. Nel corso del viaggio il cacciatore diventerà un guerriero e il guerriero una leggenda.
Critica:Non è certo una scoperta ma è bene ribadirlo: i generi fantascientifici o fantastorici rappresentano prima di tutto se stessi e il grado di tecnologia di cui si fanno portatori. Non c'è da scandalizzarsi. L'uso degli effetti speciali ha sempre avuto lo scopo di arricchire ed esasperare lo spazio, di originare e addirittura penetrare nuove dimensioni: il viaggio spazio-temporale attraverso porte interplanetarie (Stargate) o il contatto/scontro con creature aliene o con animali giganteschi come Godzilla.
Roland Emmerich, il regista che il giorno dell'Indipendenza ha polverizzato due monumenti sacri della storia americana (la Casa Bianca e l'Empire State Building), con 10.000 AC va molto indietro nel tempo, più indietro del Patriota e della Rivoluzione Americana, fino agli albori della civiltà. 10.000 AC non ha valore polemico o ideologico, non interpreta il passato remoto degli uomini né descrive la loro vita emotiva, piuttosto riproduce un mondo fantastico, che diventa un contenitore di situazioni e trame introdotte senza più timore di inverosimiglianza o umorismo involontario. Si fa in fretta a guadagnare l'adesione e l'identificazione del pubblico quando gli eroi devono vendicare la morte o il rapimento di un loro congiunto e gli antagonisti sono caratterizzati come arroganti, crudeli e indifferenti al dolore e alla sofferenza. Se si aggiunge poi che quello che capita al protagonista è qualcosa di umanamente comprensibile e condivisibile (il desiderio di ricongiungersi alla donna amata), il successo è servito.
Come il patriota combattente di Mel Gibson, D'Leh è un eroe suo malgrado e secondo una strategia vincente che attraversa la storia e i generi del cinema americano. Su di lui non ci si può sbagliare e non ci sono ragioni perché lo spettatore non si schieri col maldestro cacciatore di Steven Strait, che per caso abbatte un enorme mammuth e sempre per caso salva dall'annegamento una tigre bianca e gigantesca. Una ricostruzione, quella di Emmerich, che non possiede nulla di assoluto, che accumula gli effetti per provocare il ritmo, che evidenzia una povertà formale e visiva e che infine fa rimpiangere il cinema corporeo. Quello che puoi toccare e che tocca il cuore.
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26 Mar 2008, 11:15 Ultimo messaggio di: Spartan |
Kiss Kiss, Bang Bang
Titolo originale: Kiss Kiss, Bang Bang
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Azione, Commedia, Thriller
Durata: 102'
Regia: Shane Black
Sito ufficiale: www.kisskiss-bangbang.com
Cast: Robert Downey Jr., Val Kilmer, Michelle Monaghan, Corbin Bernsen, Dash Mihok, Larry Miller, Rockmond Dunbar
Produzione: Joel Silver
Distribuzione: Warner Bros
Trama:Per sottrarsi alla polizia, un ladro, Harry Lockhart, é costretto a scappare e involontariamente si ritrova nel mezzo dei provini di un film poliziesco. Nonostante questa non fosse la sua aspirazione, cerca di ottenere il ruolo per non finire in prigione, per farlo, si fa aiutare da un investigatore privato senza lavoro e da una aspirante attrice. Purtroppo per lui però, i tre si trovano immischiati in uno strano omicidio..
Critica:Un film suddiviso in capitoli, che contamina più generi dalla commedia al noir e che si diverte a spiazzare continuamente lo spettatore, senza cali di tensione, sorretto dai brillanti dialoghi di personaggi sfaccettati e accattivanti. Straordinaria l'interpretazione di Robert Downey Jr nei panni di Harry, il protagonista narratore che dialoga idealmente con lo spettatore e di Val Kilmer in un'inedita versione gay, molto accurata e lontana dai soliti cliché. Accanto a loro Michelle Monaghan nelle (s)vesti di Harmony, molto bella e anche brava a trasmettere l'intensità e la leggerezza del suo personaggio.
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26 Mar 2008, 10:59 Ultimo messaggio di: Spartan |
Il Petroliere
Titolo originale: There will be blood
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 159'
Regia: Paul Thomas Anderson
Sito ufficiale: www.paramountvantage.com/blood
Sito italiano: www.bvimovies.com/it/twbb/index.htm
Cast: Daniel Day-Lewis, Barry Del Sherman, Russell Harvard, Paul F. Tompkins, Kevin Breznahan, Jim Meskimen, Paul Dano, Kevin O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier,
Produzione: Ghoulardi Film Company, Paramount Vantage, Miramax Films
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 15 Febbraio 2008 (cinema)
Oscar 2008 Miglior Attore Protagonista (D. D. Lewis)
Oscar 2008 Migliore FotografiaTrama:Daniel Plainview è un cercatore d'argento che, alla fine dell'800 trova il petrolio nell'Ovest degli Stati Uniti. La sua ricchezza diventa considerevole grazie anche allo sfruttamento della presenza dell'unico figlio che lo aiuta a convincere i contadini a cedergli i terreni. Troverà però sulla sua strada un giovane predicatore che prima lo aiuterà e poi, temendo un troppo veloce arrivo della modernità, manipolerà contro di lui la comunità. Le sorti personali, anche se non quelle economiche, di Plainview subiranno un duro colpo quando il figlio, a causa di un incidente presso un pozzo petrolifero, diviene sordo. L'uomo, sempre più accecato da una misantropia assoluta, lo allontanerà da sé precipitando sempre piu' nell'avidità del possesso.
Critica:Il petroliere (bruttissima traduzione dell'invece azzeccatissimo
There will be blood originale) è un film fatto di bitume, di corpi che diventano tutt'uno con la terra e l'oro nero che la intride. Corpi pronti ad essere spezzati e anche dilaniati nella ricerca di un possesso avido quanto amorale. I primi venti minuti di proiezione, privi di parole, lasciano un'impressione profonda sullo spettatore quasi volessero offrire una lettura 'fisica' sulle origini di una specie ben definiti di capitalismo, quella che crea profitti enormi grazie allo sfruttamento delle viscere della Terra. È in questo grembo (in un film in cui non c'è alcuna protagonista femminile) che Daniel penetra per sottrargli prima l'argento e poi il petrolio. Ma non è questo l'unico sfruttamento. Ce n'è anche uno pulito che non si avvale di muscoli e ossa ma di parole: quello del giovane predicatore che riesce ad abbindolare i suoi fedeli facendo leva sulla loro ignoranza. Se nero è il liquido che sgorga dalla terra altrettanto nera è la divisa di questo falso servitore di Dio.
Ci sarà chi lo troverà troppo spettacolare per considerarlo d'essai e chi invece lo riterrà troppo duro per avere successo commerciale: io ritiengo che si tratti di un film spettacolare per cinefili e noiosissimo per gli amanti del blockbuster.
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Spartan |
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11 Mar 2008, 09:31 Ultimo messaggio di: Spartan |
P.S. I Love You
Titolo originale: P.S. I Love You
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 126'
Regia: Richard LaGravenese
Sito ufficiale: www.psiloveyoumovie.warnerbros.com
Cast: Hilary Swank, Gerard Butler, Kathy Bates, Lisa Kudrow, James Marsters, Gina Gershon, Harry Connick Jr., Jeffrey Dean Morgan, Dean Winters
Produzione: Alcon Entertainment, Grosvenor Park Productions, Wendy Finerman Productions
Distribuzione: 01 Distribution
Trama:Riscoprire la propria vita dopo una tragedia che l'ha distrutta, è possibile? Le lettere di Gerry (Gerard Butler) scritte all'amata Holly (Hilary Swank) prima di morire e fatte recapitare periodicamente alla moglie disperata, nei mesi successivi, sono il migliore viatico verso una nuova esistenza. Ora non resta che aprire la porta di casa e osservare il mondo.
Critica:Le storie d'amore fra vita e morte, sono un classico del cinema. Possiamo citare Ghost, e Always di Steven Spielberg, per fare degli esempi. L'amore, infatti, quando viene interrotto bruscamente da eventi legati al fato (come la morte), crea in chi guarda dei moti d'animo violenti e un forte senso solidale nei confronti di chi soffre, in questo caso Holly, interpretata da Hilary Swank. La speranza dello spettatore è quella di vedere una lotta per la sopravvivenza, coinvolgente, con qualche tocco di ironia, in un perfetto equilibrio di dolce e amaro. Richard Lagravanese, autore de La leggenda del re pescatore e de I ponti di Madison County, di emozioni e di sentimenti se ne intende, e con PS I love you mette in scena una commedia romantica (con sufficienti elementi drammatrici) che colpisce al cuore. Nel bene e nel male. Hilary Swank, svolgendo comunque il suo mestiere, non riesce a rendere credibile la sua amicizia con Gina Gershon e Lisa Kudrow (entrambe ottime professioniste). Tale è, però, il coinvolgimento emotivo che questi aspetti possono passare in secondo piano, in un film dalla lacrima facile, che rende le parole scritte eterne (quale piacere è più grande del leggere delle vecchie lettere), nella sincerità più o meno reale di Hollywood, per cui tutto è spettacolo.
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Wireless Mind |
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4 Mar 2008, 19:22 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
Hannibal Lecter - Le origini del male
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Titolo originale: Hannibal Rising
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 117'
Regia: Peter Webber
Sito ufficiale: <a href="http://www.hannibalrising.com">http://www.hannibalrising.com</a>
Sito italiano: <a href="http://www.hanniballecter.it">http://www.hanniballecter.it</a>
Cast: Gaspard Ulliel, Toby Alexander, Veronika Bellová, Matthew Blood-Smyth, Richard Brake, Brian Caspe, Katrine De Candole
Produzione: DeLaurentiis Productions, Young Hannibal Productions Ltd., Carthago Films S.a.r.l., Dino de Laurentiis Corporation, Ingenious Film Partners, Quinta Communications USA Inc.
Distribuzione: Filmauro</span><a href="http://filmup.leonardo.it/distribuzione/index.htm">.</a>
Data di uscita: 09 Febbraio 2007 (cinema)
Nominations Oscar 2008
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Trama:
Hannibal Lecter é un bambino che dopo la seconda guerra mondiale finisce in un orfanotrofio perchè rimasto orfano e l'unico suo parente é uno zio che vive a Parigi. A causa degli orrori della guerra, Hannibal non riesce più a parlare e la vita nell'istituto per lui é molto difficile e sono tanti i soprusi che deve sopportare. Un giorno riesce a scappare, superare la cortina di ferro e raggiungere lo zio a Parigi, ma, una volta arrivato, scopre che l'unico parente che gli era rimasto é morto. La moglie del defunto però lo accoglie in casa e lo ricopre di attenzioni. Sarà quando inizierà la sua carriera di medico che Hannibal inizierà ad interrogarsi e cercare di capire se stesso. Questa ricerca, però, metterà in pericolo tutti quelli che entreranno in contatto con lui.</font><br/><br/><br/><br/>
<i>Commento:
Figlio di nobili lituani uccisi dai nazisti, il piccolo Hannibal perde anche la sorellina - divorata da una banda di collaborazionisti - e il suo cuore. Cresciuto insofferente alla disciplina dell'orfanotrofio, fugge presso una parente giapponese acquisita. Qui prende ispirazione da disegni di teste di nemici esposte dai samurai ed impara ad usare la spada. Il battesimo di sangue, per riparare ad un'offesa, fa fuoriuscire tutta la violenza subìta. Imparando l'autocontrollo, il ragazzo comincia a stuzzicare dialetticamente l'investigatore e completa la preparazione con gli studi di medicina, mentre riempie le pareti della camera da letto di carboncini raffiguranti decapitati e teschi. Con il sedativo affronta gli incubi ed è pronto per l'occhio per occhio, una promessa che non vuole infrangere. Sorriso sadico, fischietta mentre uccide per cucinare funghi e guance umane.
Della saga dello psichiatra antropofago creato da Thomas Harris siamo al quinto volume, tutti adattati per il grande schermo (il più noto è "il Silenzio degli innocenti", per il film 5 Oscar, per il libro traduzione in 22 lingue). Durante il tour promozionale per "Red Dragon", la gente rivolgeva a Dino De Laurentiis sempre la stessa domanda: "perché Lecter diventa un mostro?". Il produttore propose allora l'idea del prequel ad Harris che, esitante all'inizio, oltre al romanzo ha voluto poi scrivere anche la sua prima sceneggiatura. Alla regia, Peter Webber ("la Ragazza con l'orecchino di perla") ha lavorato a stretto contatto con l'autore ("Harris - dice - si è occupato di letteratura criminale e ognuno dei delitti del film si basa su casi veri, al cui esame ha partecipato direttamente") e, a differenza delle precedenti pellicole, rende protagonista l'assassino seguendone la prospettiva. Chiama perciò alla corresponsabilità la società (il cannibalismo sul fronte orientale, la ghigliottina per i collusi con l'occupazione, i balordi riciclati nella polizia), ma appiattisce la psicologia su una caccia cadenzata e risolta in una questione di tecnica omicida efferata.
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La frase: "La memoria è come un coltello, ti potrebbe ferire".<br/>
Federico Raponi</i><br/><br/>
RECENSIONE: Il silenzio degli innocenti -> Hannibal -> Red Dragon -> Hannibal Lecter, le origini del male.<br/>
questo l'ordine di uscita di questi film con protagostina il medico cannibale. <br/>
Dopo aver visto Hannibal, profondamente delusa, specialmente ricordando il bellissimo "Il silenzio degli innocenti", avevo giurato che non avrei visto altro seguito di questa storia. Il primo è ormai un cult, con ragione di esserlo. Per la storia, per gli attori, per la regia, molto poco, anzi per nulla per la musica, come del resto anche i successivi, ma certamente un ottimo film. Hannibal aveva rovinato quella storia e soprattutto il personaggio, splendidamente interpretato da Anthony Hopkins che, mentre nel primo è un personaggio così intelligente da sembrare addirittura un tipo normale, molto riflessivo, un pensatore, nel secondo appare invece il malato che quale è, ma, soprattutto irreale nelle azioni e nella storia [chi l'ha visto ricorderà l'assurdità della testa scoperchiata]. Nemmeno l'effetto del cinema ha potuto migliorare quella visione.<br/>Per questo motivo avevo deciso si non vedere Red Dragon del quale, tutt'oggi, ignoro storia e scene.<br/> Eppure, all'uscita del seguito, che altro non è che un prequel, Hannibal Lecter, le origini del male, nel quale si parla, appunto, delle origini di questo personaggio, qualcuno mi disse che non era così brutto come Hannibal. Eppure non avevo voluto vederlo. Il ricordo del silenzio degli innocenti proprio non volevo rovinarlo.<br/>
Oggi, a distanza di tempo, mi sono decisa a vederlo.<br/>
Hannibal Lecter è certamente migliore di Hannibal, nonostante l'assenza di Anthony Hopkins, ovviamente troppo vecchio per interpretarsi da giovane. Stavolta la storia c'è. Non manca certo di esasperazioni neanche questo, ma per lo meno risponde alla stupida domanda su come quel personaggio sia nato/divenuto cannibale. Anche l'attore ha interpretato il ruolo in maniera consona e molto adeguato pure nel suo sorrido freddo e sadico. Neanche questa produzione può reggere il confronto con il silenzio degli innocenti, ma certamente non avrà deluso le aspettative del pubblico come Hannibal. <br/> Sicuramente da vedere per coloro ai quali è piaciuta la storia madre.
<br/>Magari adesso mi deciderò a vedere Red Dragon, ancora con Anthony Hopkins, nella speranza che Hannibal sia stato solo un "incidente" del sequel.
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Wireless Mind |
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2 Mar 2008, 23:33 Ultimo messaggio di: Spartan |
Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street
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<img src="http://img229.imageshack.us/img229/5549/sweeneytoddkn6.jpg" alt="sweeny todd"
Titolo originale:Sweeney Todd: The Demon barber of Fleet Street
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Musical, Thriller
Durata: 117'
Regia: Tim Burton
Sito ufficiale: <a href= "http://www.sweeneytoddmovie.com/"</a>
Cast: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, <span class="filmup">Sacha Baron Cohen</span>, Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head, Jamie Campbell Bower, Anthony Head
Produzione: DreamWorks SKG, Parkes/MacDonald Productions, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: 22 Febbraio 2008 (cinema)
Nominations Oscar 2008</font></td>
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<font face="arial, helvetica" size="2">
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Trama:
Benjamin Barker, accusato ingiustamente di omicidio, viene allontanato dalla moglie e dalla figlia e rinchiuso in prigione. Quando riesce a tornare Londra, vuole a tutti i costi saziare la sua sete di vendetta contro le persone che sono state ingiuste nei suoi confronti, non tanto per la pena che ha dovuto scontare, ma per la sorte che é toccata alla moglie e la figlia. Diventerà così Sweeney Todd, conosciuto come il diabolico barbiere di Fleet Street, e con l'aiuto di Mrs. Lovett, che ha un negozio di torte sotto il suo salone, porterà avanti il suo piano. Tratto dal musical di grande successo di fine anni '70 "Sweeney Todd: The Demon Barber Of Fleet Street".</font><br/><br/><br/><br/>
<font face="arial, helvetica" size="2">RECENSIONE: A me è piaciuto molto. Si vede riconosce la regia di Tim Burton dal primo istante, sigla compresa.
Ormai forse preso dal personaggio di Johnny Deep, dopo averlo preso come modello per La sposa cadavere, lo riporta perfettamente in questa storia. Ma, al contrario dei suoi vecchi finali a lieto fine, Tim Burton tira fuori il lato oscuro e senza soluzione, facendo emergere freddezza, rabbia, disincanto e irrealismo in questi personaggi.<br/>
"Un film muto che parla con la musica" l'ha definito Tim Burton. Infatti molti dei dialoghi sono cantanti, del resto il film è stato tratto da un musical. E anche da quel punto di vista il lavoro è davvero eccellente, specie quando i personaggi, come in "My Friends", cantano la stessa canzone all'unisono, ma con parole, siginificati e discorsi diversi fra loro.<br/>
Ammetto comunque che avrei preferito i testi parlati che cantati, ma, se così fosse stato, chiaramente non sarebbe venuta fuori la stessa storia, visto che la parte cantata fa parte proprio del racconto che in quel modo viene portato avanti più velocemente e coprendo l'irrealismo della situazione.
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Spartan |
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1 Mar 2008, 17:22 Ultimo messaggio di: Spartan |
Transformers
Titolo originale: Transformers
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Fantascienza
Durata: 135'
Regia: Michael Bay
Sito ufficiale: www.transformersmovie.com
Sito italiano: www.transformersmovie.com/intl/it
Cast: Shia LaBeouf, Megan Fox, Charlie Bodin, Dane Cook, Frederic Doss, Josh Duhamel, Rachael Taylor, Peter Cullen, John Turturro, Jon Voight, Tyrese Gibson, Bernie Mac, Rizwan Manji, Michelle Pierce, Chris Ellis
Produzione: DreamWorks Pictures, Paramount Pictures, Angry Films, Di Bonaventura Pictures, DreamWorks SKG, Hasbro Inc., Kurtzman/Orci, Platinum Dunes
Distribuzione: UIP
Trama:La lotta tra il bene (gli Autobots) e il male (i Decepticons), dal pianeta Cybertron si è spostata sulla Terra dove milioni di anni fa è caduto il Cubo di Energon, il potere supremo capace di infondere la vita ai Transformers. Sam Witwicky - nipote dell'esploratore che per primo, durante una missione nel Circolo Polare Artico sul finire del 1800, ebbe a che fare con Megatron, il capo dei Decepticons - è l'unico che può aiutare Optimus Prime e i suoi Autobots a ritrovare il cubo e distruggerlo prima che finisca nelle mani dei nemici.
Critica:I celebri robot trasformabili amati dai ragazzini di tutto il mondo di qualche decennio fa approdano finalmente al cinema nel primo lungometraggio live che li vede in azione. Prodotto da Steven Spielberg e diretto da Michael Bay, Transformers mantiene le promesse (non mostrate nei trailer) offrendo più di due ore di puro intrattenimento con sequenze spettacolari eseguite ad alta velocità. La storia di Sam (Shia LaBeouf) e del suo amore segreto per la bella Mikaela (Megan Fox) fa solo da contorno alla trama che ha come punto focale l'arrivo degli "ENB" - extra terrestri non biologici - sulla terra. Il film si divide in tre atti. Nel primo atto assistiamo allo scontro tra i Decepticons e le forze militari, nel secondo viene mostrato l'incontro del giovane protagonista con gli Autobots e nel terzo viene messa in scena la battaglia tra Decepticons e Autobots. Un gran finale che ha il pregio di non risolversi in poche battute ma di prolungarsi per dare spazio all'azione senza cali di tensione. La "guerriglia urbana" filmata con la macchina a mano replica le inquadrature di guerra reale, neanche fosse stata girata nel caldo luglio genovese del G8.

D'altronde Bay ha incentrato tutta la sua carriera sugli action movies e non è nuovo agli effetti speciali avendo firmato The Rock, Armageddon e Pearl Harbor. Né lo è Spielberg, menzionato in maniera più o meno subliminale e a più riprese (Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T. - L'Extra-Terrestre). La differenza tra Transformers e i precedenti film del regista californiano la fa il totale impegno da parte di tutto lo staff - la Industrial Light & Magic in primis, che ha saputo ricreare sul grande schermo la spettacolarità delle trasformazioni - l'interpretazione di Shia LaBeouf, sempre più convincente nei ruoli da protagonista, e di John Turturro, stavolta impigliato nei panni di un agente segreto molto particolare.
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29 Feb 2008, 14:31 Ultimo messaggio di: Spartan |
Disturbia
Titolo originale: Disturbia
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller
Regia: D.J. Caruso
Sito ufficiale: www.disturbia.com
Cast: Shia LaBeouf, Carrie-Anne Moss, David Morse, Sarah Roemer, Matt Craven, Cathy Immordino, Jose Pablo Cantillo, Aaron Yoo, Elyse Mirto
Produzione: Cold Spring Pictures, DreamWorks SKG, The Montecito Picture Company, Paramount Pictures
Distribuzione: UIP
Trama:Perso il padre in un incidente stradale a causa sua, Kale vive nell'incubo della colpa. Svogliato negli studi ed estremamente irascibile, quando viene provocato da un insegnante lo colpisce al volto e viene condannato a tre mesi di arresti domiciliari. A casa, però, non c'è molto da fare, se non osservare il mondo esterno dalla finestra della sua camera. Là fuori tutto si muove, tutto accade, e le persone, nel loro quotidiano, sembrano fare cose interessanti mai notate fino a ora. C'è la bella Ashley, appena trasferitasi dalla città con la famiglia, ma anche l'inquietante vicino, il signor Turner, che sembra nascondere dei segreti. Come la sparizione di una donna.
Critica:Può un film studiato a tavolino come un prodotto di marketing essere considerato un buon film? La risposta è sì. Gli ingredienti di questo thriller sono semplici ed efficaci. Prima di tutto il voyeurismo, fondamento di vita e di cinema (La finestra sul cortile docet) guidato dall'insaziabile curiosità insita nell'animo umano; l'immancabile presenza di un serial killer, che è l'attuale marchio di fabbrica del genere, interpretato da un ottimo David Morse; un cast di teen-ager che rappresenta la grossa fetta di pubblico che oggi va al cinema, guidato da Shia LaBoeuf, ormai diventato un idolo delle folle giovanili; l'utilizzo della tecnologia, dai cellulari, ai pc, alle videocamere, che attualizza il binocolo (che comunque viene utilizzato), occhio analogico, in quello digitale-binario.
Messi insieme e centrifugati, questi elementi, creano un film prevedibile nel suo incedere, che segue pedissequamente il modello hitchcockiano, ma che è, allo stesso tempo, un manifesto perfetto del thriller per le masse dei nostri giorni.
Disturbia, quindi, non aggiunge niente di nuovo al genere, intrattiene senza sorprendere, coinvolge quando deve coinvolgere. In modo scolasticamente ineccepibile. Tanto più se poi il maestro è Hitchcock.
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27 Feb 2008, 00:34 Ultimo messaggio di: vans |
La maledizione della prima luna
(The Course of the Black Pearl)
Il primo film della trilogia, il più osannato e adorato, non si sa come ma varcando i confini nazionali il titolo da “La maledizione della Perla Nera” (Perla Nera è il nome della nave di Jack Sparrow, uno dei protagonisti del film) è diventato “La maledizione della prima luna”… mistero dei direttori di traduzione…
Qui fanno la loro comparsa per la prima volta il CAPITANO (come tende sempre a sottolineare lui) Jack Sparrow (Johnny Depp), pirata dall’abbigliamento spiccatamente glam e dall’ancor più strano carattere, Will Turner (Orlando Bloom), figlio del pirata Bill “Sputafuoco” Turner, arrivato nei Caraibi dall’Europa alla tenera età di 10 anni, alla ricerca del padre scomparso dopo la morte della madre; viene salvato dal Governatore Swann, padre della bella Elizabeth (Keira Knightley).
I destini di questi tre personaggi s’incontrano a Port Royal (dove il padre di Elizabeth è governatore), Jack attracca con una scialuppa che sta per colare a picco al porto e, dopo essere stato riconosciuto, viene rinchiuso in prigione per pirateria. Fortunatamente la notte prima della sua esecuzione arriva al porto una nave di pirati, la Perla Nera,comandata dal capitano Hector Barbossa (Geoffrey Rush), durante l’attacco viene (casualmente) liberato Jack e rapita Elizabeth che sembra possedere qualcosa di molto importante per Barbossa ed i suoi filibustieri. Come spiegherà lui stesso, a causa di una maledizione di un tesoro fantasma lui e la sua ciurma saranno per sempre destinati a vivere una “non vita ” (solo sotto i raggi della luna riprendono le loro vere sembianze di morti viventi) finché non saranno stati raccolti e rimessi al loro posto tutti i medaglioni d’oro che facevano parte del tesoro.
La maledizione forziere fantasma
(Dead Man’s Chest)
Secondo capitolo della trilogia, qui, anche se la maledizione, nel titolo originale, non c’è, i traduttori italiani hanno pensato bene di fare il verso al primo capitolo e di infilarci un “La maledizione”…
Se il primo film terminava con un “to be continued”, il secondo capitolo della saga riprende proprio dal punto in cui il film ci aveva lasciato: Il giorno del matrimonio di Elizabeth e Will è interrotto dall’arrivo di Lord Cutler Beckett, della Compagnia delle Indie Orientali (ma non siamo in Occidente?!). I due vengono condannati a morte per aver aiutato Jack Sparrow.
Sir Beckett promette di lasciare liberi Elizabeth e Will solo se quest’ultimo riuscirà a recuperare la bussola di Sparrow ed a convincere il corsaro a lavorare per Compagnia delle Indie Orientali.
Ritroviamo quindi il buon vecchio Jack sulla Perla Nera intento alla ricerca di una non ben precisata chiave di un altrettanto misterioso forziere e facciamo la conoscenza del padre non morto di Will (Sputafuoco) che per salvarsi da un destino crudele è entrato a far parte della ciurma di Davy Jones.
Sputafuoco informa Jack che il termine per pagare il proprio debito con Davy Jones (che 10 anni prima aveva recuperato la Perla Nera dal fondo del mare con i propri poteri) è scaduto e che ora chiede in cambio l’anima di Jack.
Dopo una serie (il film dura 3 ore circa e ne succedono di tutti i colori…) di vicissitudini che elenco in perfetto ordine sparso:
- aver evitato di essere mangiati da una popolazione di cannibali,
- aver rotolato per tutt’un’isola all’interno di una palla di corda
- aver combattuto sopra, sotto ed attraverso le pale della ruota di un mulino
- aver conosciuto una sacerdotessa voodoo
- essere scampati all’attacco del kraken (dove al contrario Jack “perde la vita“)
I nostri eroi si ritrovano dalla sopraccitata sacerdotessa voodoo sconsolati ed amareggiati per la scomparsa del caro Jack, quando (colpo di scena) fa ritorno il capitano Barbossa, che mangiandosi una mela (che aveva desiderato potersi gustare per tutto il primo film) dice: “Orsù ditemi, che ne è stato della mia nave?” preannunciando l’inizio del terzo capitolo della saga.
Ai confini del mondo
(At World’s End)
Dite la verità a questo punto ci si poteva anche aspettare un titolo del tipo: “La maledizione dei confini del mondo” oppure: “Ai confini del mondo maledetto” e invece questa volta i traduttori non hanno avuto il solito zelante fervore interpretativo di sempre e ci dobbiamo accontentare della mera traduzione.
Come detto precedentemente, il secondo film si ferma prima che i protagonisti (ed il redivivo Barbossa) s’organizzino per trovare il “Brillante Jack Sparrow” (come non smette mai di ripetere la sacerdotessa - la donna più sporca del mondo - voodoo.
Il terzo capitolo (come il suo predecessore) ci butta nel mezzo dell’azione, ma questa volta dall’altra parte del mondo, a Singapore per la precisione, dove Barbossa, Elizabeth, Will e gli altri componenti della ciurma hanno un breve ma intenso colloquio con Sao Feng, per trovare la mappa che conduce ai confini del mondo, oltre che una nave che ce li possa portare.
Il gruppo, capitanato da Barbossa, si dirige quindi alla volta dei confini del mondo (alla faccia di Galileo, Newton e delle teorie sulla sfericità della terra…) dove si trova Jack sulla Perla Nera (in mezzo al deserto più arido).
Qui scopriamo che Jack soffre di strane allucinazioni schizofreniche (anche se devo dire che come allucinazioni sono abbastanza divertenti:
NOCCIOLINA! 
) e di manie di protagonismo. Una volta trovato il caro capitano Sparrow il manipolo di uomini è pronto per riunire il consiglio dei pirati (dove vediamo il padre di Jack interpretato dal chitarrista dei Rolling Stones, Keith Richards) per liberare la Dea Calipso (l’unica in grado di fermare Davy Jones).
Dopo queste vicende ha luogo il più bello scontro navale a cui abbia mai assistito, che poterà la vittoria dei nostri sui cattivi di turno, Devy Jones e Lord Cutler Beckett e la fine della trilogia, con un sempreverde Jack pronto a partire per una nuova avventura assieme al nemico/amico Barbossa, mentre Will e Elizabeth si preparano a vivere una (difficile) vita insieme.
Stretta la foglia…
…lunga la via, dite la vostra che io dico la mia. Ce ne sarebbe tanto da dire su questa saga, ma cercherò per il mio e vostro bene di essere sintetico.
Innanzitutto io sono un grande amante delle trilogie (prima tra tutte Star Wars) e perciò meglio sopporto, al contrario di altri, film di 3 ore ed oltre, ma comprendo molto bene le critiche sul fatto che al contrario del primo, che durava “appena” 2 ore e un quarto, il secondo ed il terzo capitolo hanno una durata rispettiva di 3 ore e 3 ore e 20. Alcune volte (più per il secondo capitolo che per il terzo) mi sono ritrovato a guardare gli altri vicini in sala, per vedere che facce facevano… ovviamente nelle parti interessanti/importanti ero molto preso, ma secondo me un film è ben girato (più che altro ben montato) sopratutto quando riesce a mantenere la concentrazione dello spettatore per tutta la sua durata.
Detto questo devo ammettere che l’intera saga è una boccata d’aria fresca per il genere piratesco che personalmente amo e che, salvo rare eccezioni, non ha mai goduto di grande interesse.
Non so voi, io mi sono divertito anche a cogliere i riferimenti ad altri film e perfino ad una trilogia videoludica (quella di Monkey Island) dalla quale, a mio parere, gli sceneggiatori ed il regista hanno attinto durante le riprese.
In ordine sparso mi vengono in mente:
Il cane con le chiavi presente in tutti e tre i film (non so se è un clichè dei film pirateschi o se ho ragione io ed è stato preso dal secondo capitolo di Monkey Island, in cui il protagonista riesce ad uscire di prigione dando un osso ad un cane con in bocca le chiavi, che guarda caso, si chiama Walt)
Il fatto che il nemico sia sempre un non morto (l’antagonista di tutti i capitoli di Monkey Island è il pirata LeChuck, fantasma nel primo capitolo, zombie nel secondo ed infine una specie di diavolo fiammeggiante nel terzo)
La bara che Jack usa come barca all’inizio del secondo film ricorda Guybrush Threepwood, il protagonista di Monkey Island, che utilizzava una bara per navigare nella palude che lo conduceva alla casa della sacerdotessa Voodoo.
La presenza stessa della sacerdotessa voodoo in entrambe le saghe.
Nel terzo capitolo quando Jack, Will, Elizabeth, Il commodoro, Beckett e Devy Jones sono sull’istmo di terra che è a metà tra gli schieramenti di navi, mi sembrava di vedere “il buono, il brutto e il cattivo“, anzi, se ci si fa caso, Devy Jones alza il sopracciglio proprio come il vecchio Clint!
Del resto lo stesso autore del videogioco, il buon Ron Gilbert, ha ammesso di essersi ispirato all’attrazione di Disney World: Pirati dei Caraibi, per l’ambientazione del proprio videogioco… alla fine è così che nascono le grandi opere, da copie e scopiazzature varie, no?
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12 Feb 2008, 22:15 Ultimo messaggio di: MisaDrums |
Ratatouille
Titolo originale: Ratatouille
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Animazione
Durata: 117'
Regia: Brad Bird, Jan Pinkava
Sito ufficiale: www.disney.go.com/disneypictures/...
Sito italiano: www.disney.it/Film/ratatouille
Cast (voci): Patton Oswalt, Brian Dennehy, Janeane Garofalo, Brad Garrett, Ian Holm, Ashley O'Connor, Adam Scott
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Data di uscita: 17 Ottobre 2007 (cinema)
Trama:Remy è un topolino dotato di un olfatto straordinario e di un talento naturale per la buona cucina. Dopo una serie di rocamboleschi accadimenti, si trova separato dalla sua colonia e finisce a Parigi, sede del ristorante che porta il nome del suo Chef preferito: il famoso Gusteau. Qui Remy fa conoscenza con il giovane ed imbranato Linguini, un timido sguattero, che, grazie ai consigli del topo-chef, diventa ben presto famoso e celebrato. I due sembrano invincibili ma resta da superare il giudizio del temibile Anton Ego, il più feroce tra i critici culinari francesi…
Critica:Parlar bene di un film Pixar è ormai esercizio di mera routine, ma mai come nel caso di Ratatouille, la casa guidata dall'illuminato John Lasseter ha superato se stessa ed ogni complimento appare ridondante ed incapace di descrivere appieno la magia che traspare letteralmente da ogni singolo fotogramma. Se la tecnica, incredibile, raggiunta dagli animatori Pixar (i peli dei ratti sono impressionanti e così pure le vedute sulla skyline di Parigi) permette ai personaggi di acquisire un realismo tangibile, Brad Bird (già regista dell'ottimo Gli Incredibili) conferisce ad essi un surplus di umanità, grazie ad una serie di trovate narrative e sceniche originali e convincenti.
La sceneggiatura è perfetta, innovativa, mai banale e ricchissima di spunti su cui riflettere: si pensi ad esempio alla difficoltà, denunciata dall'unica protagonista di sesso femminile del film, di riuscire ad entrare e farsi largo in un mondo prevalentemente maschile come è quello della cucina "d'elite" o la mercificazione di un marchio di qualità, quale è quello di Gusteau, svilito per soldi e associato a prodotti precotti da banco. A fare ronzare le orecchie dei "critici" di professione (culinari, ma non solo…) c'è poi la geniale e lucida analisi autocritica che il feroce Anton Ego fa della sua professione…e potremmo continuare all'infinito.
Ratatouille diverte e parecchio, ma non cerca mai la risata facile o grossolana, mancano finalmente gag basate su flatulenze, rutti e tutto il campionario proposto da qualsiasi altro film di animazione recente e passato (Shrek in testa). Al pubblico non resta quindi che seguire i consigli di Anton Ego e andare verso il nuovo senza arroccarsi su inutili preconcetti e querule dicerie: Remy e Linguini vi aspettano!

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Spartan |
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7 Feb 2008, 11:54 Ultimo messaggio di: Spartan |
I Simpson - Il film
Titolo originale: The Simpsons movie
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Animazione
Durata: 87'
Regia: David Silverman
Sito ufficiale: www.simpsonsmovie.com
Sito italiano: www.isimpsonilfilm.it
Cast (voci): Dan Castellaneta, Julie Kavner, Nancy Cartwright, Yeardley Smith, Hank Azaria, Harry Shearer
Produzione: 20th Century Fox, Film Roman Productions, Gracie Films
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 14 Settembre 2007 (cinema)
Trama:Nell'attesissimo film basato sulla serie televisiva di grande successo, Homer deve salvare il mondo da una catastrofe che lui stesso ha provocato. Tutto inizia con Homer, il suo nuovo maialino domestico e la sua notevole produzione di escrementi, una combinazione che provoca un disastro di proporzioni mai viste a Springfield. Mentre Marge è sconvolta dall'errore monumentale di Homer, una folla in rivolta si dirige verso la casa dei Simpson. La famiglia riesce a salvarsi per un pelo, ma in breve tempo è divisa sia fisicamente che sentimentalmente.
La cittadina di Springfield ha delle buone ragioni per volere la testa dei Simpson. La calamità scatenata da Homer ha suscitato l'attenzione del presidente statunitense Arnold Schwarzenegger e del responsabile dell'agenzia per la protezione ambientale (l'EPA) Russ Cargill.
Mentre il destino di Springfield e del mondo intero è in bilico, Homer si imbarca in un' odissea personale di redenzione, cercando di ottenere il perdono da Marge, riunire la sua famiglia divisa e salvare la città.
Critica:Due domande erano in attesa di ricevere una risposta, dal giorno dell'annuncio che I Simpson sarebbero finalmente arrivati al cinema: qualcuno pagherà per vedere sul grande schermo le avventure della più famosa famiglia americana, nonostante si possano guardare centinaia di episodi gratis in televisione? Gli autori saranno riusciti a infondere nuova linfa a una serie che, dopo vent'anni di trionfi, comincia a perdere un po' di smalto?
Se alla prima, il boxoffice ha replicato con un incasso superiore al mezzo miliardo di dollari in tutto il mondo, alla seconda la risposta è un sì non del tutto convinto.
È indubbio che I Simpson - Il film sia divertente, simpatico e proponga a volte gag fulminanti ("Spiderpork"): tuttavia non si può fare a meno di notare che il cinismo, la capacità di mettere alla berlina vizi, paure, dogmi e false certezze del mondo occidentale risulti spuntata rispetto alla stragrande maggioranza delle puntate viste in televisione.
La sceneggiatura, scritta da tante, forse troppe, mani, non ha il solito mordente e sembra ritrarre la mano dopo aver scagliato il sasso: la comicità è quasi del tutto affidata a numerose slapstick, gag visuali e alle solite scaramucce tra Homer e i componenti della sua sbalestrata famiglia, con il resto dell'infinita galassia di concittadini e personaggi secondari a fare da mero sfondo alla vicenda.
Molto apprezzabile è invece il non aver voluto snaturare lo stile grafico dell'originale: le poche sequenze in tre dimensioni sono piacevoli e ben inserite nel contesto. Resta però l'impressione che il "film" sia più simile a un episodio televisivo allungato che a una vera opera cinematografica. Un po' delusione quindi, e una mezza occasione mancata. Una stella in più comunque va data "alla carriera", perché riuscire a far ridere e riflettere per vent'anni (e diciotto stagioni) è quasi impossibile nel frenetico mondo dell'intrattenimento, ma I Simpson, e quattrocento puntate lo dimostrano con cristallina chiarezza, ce l'hanno fatta.
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Spartan |
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4 Feb 2008, 10:28 Ultimo messaggio di: Spartan |
Die Hard - Vivere o morire
Titolo originale: Live Free or Die Hard
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Avventura
Regia: Len Wiseman
Sito ufficiale: www.livefreeordiehard.com
Cast: Bruce Willis, Timothy Olyphant, Maggie Q, Justin Long, Jeffrey Wright, Mary Elizabeth Winstead, Edoardo Costa
Produzione: Cheyenne Enterprises, 20th Century Fox, Dune Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox
Trama:Quando un gruppo di cyber-terroristi stacca la spina degli U.S.A., gettando l'intero paese nel panico, le autorità federali e l'esercito brancolano letteralmente nel buio. Il veterano John McClane, ancora una volta nel posto sbagliato al momento sbagliato, si troverà così a dover affrontare una minaccia globale da parte dei propri storici nemici giurati: terroristi e tecnologia. L'agente di polizia più coriaceo in circolazione, avvalendosi in questa occasione dell'aiuto di un giovane pirata informatico, può aver perso il pelo ma non il vizio di prendere di petto le situazioni, e conosce sempre e solo un modo di raddrizzare le cose: di prepotenza.
Critica:Nell'era dei sequel anacronistici, quella per intenderci in cui Rocky Balboa delude e Rambo 4 è sulla buona strada, la notizia è che Die Hard - Vivere o Morire soddisfa le aspettative. Bruce Willis torna a impersonare l'eroe che gli ha regalato la notorietà, John McClane, e lo fa da maestro, fondendosi completamente con il personaggio in un contesto attento e coerentemente sbruffone: niente più trappole di cristallo o aeroporti, sulla scia di Die Hard 3 gli spazi si aprono definitivamente per regalare al personaggio una libertà di movimento tale da renderlo completo. Lasciando da parte ovvie quanto tediose letture relative ai tempi che corrono e varie interpretazioni più o meno interessanti, è sicuramente più pertinente sottolineare che sotto la regia dell'aitante Len Wiseman l'azione fa ancora una volta la voce grossa, e lo fa in modo spavaldo. Prendendosi libertà che corrono il rischio di ridimensionare le imprese passate del protagonista, si danza sul filo dell'eccesso per quanto riguarda la verosimiglianza di alcune sequenze e di conseguenza dell'intera vicenda, ma a conti fatti stiamo parlando di John McClane, l'ultimo vero cowboy: non resta quindi che andare al cinema, perché di questo si parla, e godersi lo spettacolo. In definitiva, per rispondere ai fanatici del paragone, seppur non in grado di coinvolgere quanto i capitoli precedenti, né di bissarne l'impatto, il quarto episodio della saga è tosto al punto da giustificare appieno la propria esistenza.
"Yippee-ki-yay,Motherfucker!" 
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Spartan |
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4 Feb 2008, 10:11 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Darwin Awards
Titolo originale: The Darwin Awards
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Avventura, Commedia
Regia: Finn Taylor
Sito ufficiale: www.movie.darwinawards.com
Cast: Joseph Fiennes, Winona Ryder, David Arquette, Chris Penn, Max Perlich, Brad Hunt, Tim Blake Nelson,
Julianna Margulies, Juliette Lewis, Alessandro Nivola
Produzione: 3 Ring Circus Films, Blumhouse Productions
Distribuzione: Moviemax
Trama:Michael Burrows (Joseph Fiennes) è un detective della Omicidi che analizza i casi più complessi ma sviene alla vista del sangue. Quando per un suo errore un serial killer riesce a fuggire, viene licenziato. Decide così di offrire i suoi servizi a una compagnia di assicurazioni per indagare sulle false richieste di indennizzo. Partirà così per un viaggio insieme all'agente assicurativo Siri Tyler (Wynona Ryder) alla ricerca degli incidenti mortali più assurdi.
Critica:Partendo dal presupposto dei "Darwin Awards", premi postumi assegnati alle persone che si sono uccise accidentalmente nei modi più stupidi (esiste un sito internet di riferimento www.darwinawards.com), questo film indipendente, con la partecipazione di numerosi attori, come il compianto Chris Penn e David Arquette, è un insieme di quadri singoli, che rappresentano le varie morti, tenuti insieme dalla storia principale. Se infatti i vari incidenti non generano sempre ilarità (sarebbero state scene da far interpretare a Buster Keaton

), la discontinuità del film è percepibile. Anche Joseph Fiennes, nella parte del maldestro intelligente (Eugene potremmo chiamarlo) non convince, mentre risulta più incisiva l'interpretazione di Wynona Ryder.
Jackass nella sua sequenza di eventi tanto reali quanto folli aveva sicuramente più senso, ed era estremamente più divertente. L'operazione di Finn Taylor, che parte da un'idea interessante, non riesce a coinvolgere e soprattutto a far ridere, sebbene le situazioni rappresentate siano assurde, confermando come un concept originale possa trasformarsi in un film non necessario.
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vans |
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8 Dec 2007, 13:36 Ultimo messaggio di: vans |

Alex ha sedici anni e frequenta il liceo a Portland. Un giorno un amico lo invita ad andare con lui a Paranoid Park, luogo malfamato della città in cui si confrontano i più abili esperti in materia di skateboard. Una notte, proprio presso il parco, Alex uccide accidentalmente un agente. Decide di continuare la sua vita senza dire nulla a nessuno.
Gus Van Sant torna a parlarci di adolescenti dopo quella che potremmo definire la parentesi di
Last Days. Lo fa affrontando il romanzo omonimo di Blake Nelson e tornando a girare (in super8 e in 35 mm) nella sua città natale. Il suo interesse per il mondo adolescenziale si rivela sempre più dettato dall'urgenza di mettere in guardia il mondo adulto (nel quale però ha una fiducia sempre più flebile) nei confronti di una deriva morale che tende ad annullare in molti di essi (senza bisogno di droghe) la distinzione tra bene e male.
In
Paranoid Park in particolare i maschi sembrano essere i più indifesi e pronti a farsi decolorare l'anima dal demone dell'indifferenza. Le due ragazze invece (la girlfriend di Alex e una ragazza conosciuta al parco) sono molto più consapevoli. La prima reagisce con veemenza (nell'unica scena di cui ci viene negato di sentire il dialogo) all'improvviso abbandono da parte del ragazzo mentre la seconda gli parla dell'Iraq del quale lui afferma di disinteressarsi totalmente. Ma è, come dicevamo, il mondo degli adulti quello che finisce con l'essere più distante.
Alex ha i genitori che si stanno lasciando ma la sua condizione economica non è deprivata. Gli manca però quello di cui avrebbe più urgenza: una guida. Quando il padre ipertatuato gli chiede di dirgli di cosa ha bisogno per evitare a lui e al fratello minore il trauma della separazione il silenzio di Alex è eloquente più di ogni parola. Necessita di un padre e di una madre che sappiano capire di cosa ha veramente bisogno. Senza chiederglielo. In un microcosmo in cui la leggerezza delle evoluzioni sullo skateboard viene colta dalla macchina da presa in tutta la sua plasticità e la coscienza di sé come esseri umani in formazione che rischia di perdersi. Trasformando quella leggerezza in un peso difficile da scrollarsi di dosso e di cui si finge di non avvertire la presenza. Camminando in corridoi deserti che sembrano non avere mai fine.
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Spartan |
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5 Nov 2007, 00:41 Ultimo messaggio di: khianty |
SCHEDATitolo originale: Wild Hogs
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Avventura, Commedia
Durata: 100'
Regia: Walt Becker
Sito ufficiale:
www.wildhogs.movies.go.com Cast: Tim Allen, John Travolta, Martin Lawrence, Marisa Tomei, William H. Macy, Ray Liotta, John C. McGinley, Jill Hennessy, Drew Sidora, Coco d'Este
Produzione: Touchstone Pictures, Tollin, Robbins Productions, Tollin/Robbins Productions
Distribuzione: Buena Vista
Data di uscita: 20 Aprile 2007 (cinema)
Trama:Quattro amici, abituati alla vita da città, stufi dei soliti problemi quotidiani, degli inconvenienti e dello stress, decidono di prendersi un week-end di relax. Decidono così di fare un piccolo viaggio "on the road" a bordo di quattro motociclette all'insegna dell'avventura. Tutto fila liscio sino a quando non incontrano una vera e numerosa banda di motociclisti che si fanno chiamare i "Del Fuegos", rozzi, duri e poco socievoli...
CriticaI "Porci Selvaggi" hanno colpito duro al botteghino. Cerchiamo allora di evocare gli antichi romani (che non possono essere utilizzati solo per lezioni più o meno noiose). Essi dicevano che "
contro i fatti non valgono i discorsi". Teniamone conto così come dovrebbe fare la critica statunitense che ha sparato contro il film ad alzo zero. Se gli spettatori affollano le sale non è certo per i nomi in cartellone (star non certo da milioni di dollari) e neppure per il regista che di Wilder ha solo il titolo di un film precedente
Van Wilder. Eppure...
Eppure il tam tam deve avere funzionato proprio sulla generazione dei cinquantenni che hanno individuato in questo film un ritratto non troppo lontano dal vero della loro frustrazione. Cresciuti all'ombra del mito di
Easy Rider (piacevole il cameo di Fonda) hanno visto pian piano il miraggio dell'on the road sgretolarsi (fino a finire nell'imbuto senza via di uscita di quello che viene considerato il migliore film del genere:
Thelma & Louise). Eccoli allora con tutti i loro pregiudizi (l'omofobia nel film non è sottaciuta anzi...), con bandane e occhiali scuri contro un vento che vorrebbe essere tardivamente di libertà. Di fronte si trovano un branco di motociclisti guidati anch'essi da un non giovane (Ray Liotta). In quel gruppo le croci uncinate e i simboli nazisti sembrano essere coevi all'invenzione delle moto di grossa cilindrata. Ma non è così e gli Hell's Angels lo sanno bene e non hanno apprezzato l'idea. Allora ben venga un film di pura evasione che ci offre un William H. Macy (uno dei migliori caratteristi di Hollywood) vittima di gag in stile slapstick in attesa di una riscossa che puntualmente arriverà.
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vans |
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1 Oct 2007, 23:46 Ultimo messaggio di: vans |
Titolo originale: Hairspray
USA: 2007. Regia di: Adam Shankman Genere: Musical Durata: 117'
Interpreti: John Travolta, Michelle Pfeiffer, Christopher Walken, Amanda Bynes, James Marsden, Queen Latifah, Brittany Snow, Zac Efron, Elijah Kelley, Allison Janney, Nikki Blonsky, Taylor Parks, Paul Dooley, Jerry Stiller, Darren Frost
Sito web:
www.hairspraymovie.com
Baltimora, 1962. Tracy è un’adolescente che sogna l’amore e la fama.
Il primo incarnato nel compagno di classe Link, e la seconda nella partecipazione al Corny Collin's Show. La madre cerca di tenerla al riparo dalle illusioni, mentre la compagna di classe Amber già fidanzata con Link e star del programma, con la collaborazione di sua madre perfida coreografa dello show cerca di ostacolare la realizzazione dei suoi sogni.
Non so se John Waters intendesse dire qualcosa quando ha accettato di comparire tra i titoli di testa della nuova trasposizione del suo lavoro del 1988. Forse i suoi due minuti di esibizionismo testimoniano dello spirito con cui fu girato l’originale, e di quello spirito sono rimasti solo quei due minuti, dal momento che qui è totalmente assente il potenziale eversivo del lontano primo film, con tanto di sottotesto caustico e sardonico, marchio di fabbrica del re indiscusso del trash. Detto questo bisogna però dare al coreografo ciò che è del coreografo dal momento che le scene di ballo sono tra le più belle degli ultimi anni, stupisce vedere ancora oggi un bel musical uscire dalla stessa fucina che ci regala cloni sbiaditi di pellicole action un tempo innovative e trite ripetizioni di film di cui non importa più niente a nessuno.
L’atmosfera retrò regala bei momenti, le musiche accattivanti sono ancora oggi uno dei punti di forza di un genere che non conosce tramonto, e seppure ingenuo appare comunque piacevole tutto questo indugiare sui buoni sentimenti e sul bene che trionfa. Certo l’ottimismo che la protagonista, una bravissima Nikki Blonsky, sprizza da tutti i pori ci ricorda un pò che siamo negli anni sessanta, prima dell’inflazione dei Mc Donalds causa mai riconosciuta dell’obesità degli adolescenti di tutto il mondo e molto prima dell’undici settembre dopo il quale a nessuno viene più in mente di scendere in piazza per manifestare a favore di minoranze razziali vicine di casa. Però il fatto che ci si ricordi ancora con un pizzico di nostalgia di quei momenti ci dice anche che non tutto è perduto, in un mondo dove una perfida bellezza come l’inossidabile Michelle Pfeiffer insegue per sedurre un panciuto Christopher Walken, c’è ancora posto per sorridere, e se poi lui le preferisce una simpatica oversize leggermente ondeggiante allora siamo in lizza per un futuro migliore.
La Pfeiffer dimostra in poche inquadrature che la bellezza vera non conosce età e che la perfidia si addice alle bionde, qui anche un tantino sottopeso ma senz’altro assai più calda e sensuale del cyborg in cui si è trasformata l’altra bella e brava della sua generazione, la sempre amata Jodie Foster.
Spiace un pò vedere John Travolta scimmiottare altri attori che prima di lui hanno ritenuto di doversi vestire da donna, con risultati senz’altro migliori o almeno più convincenti.
Se è pur vero che ad Hollywood un attore per farsi prendere sul serio deve vestirsi da donna ed un’attrice per prendere un oscar deve lasciarsi imbruttire, bisogna però prendere atto che la Edna di Travolta ondeggia un pò troppo per essere credibile e nel contempo ostenta un ghigno sorridente dalla fissità irritante, come fosse l’unica espressione resa possibile dalle protesi, e forse è proprio quello il problema. C’è però anche da aggiungere che quando Edna balla col versatilissimo Christophen Walken dimentichiamo al volo ogni goffaggine e sorridiamo senza smettere all’incredibile balletto che i due ci regalano.
Inoltre Walken è un bel pò che si cimenta in prove cinematografiche ai limiti col trash ma sempre godibilissime, si pensi solo all’espressione che sfoggia in La Donna Perfetta, o alla faccia incredibile che tiene in piedi da sola Romance & Cigarettes.
Trattandosi di un musical ovviamente cantano tutti benissimo, qualcuno anche troppo, le musiche sono assolutamente perfette e i camei come quello di Queen Latifah impreziosiscono il già accuratissimi cast.
In pratica si tratta di una pellicola adattissima ai nostalgici che amano il genere anche se non hanno visto l’originale, e sono disposti a perdonare una regia non proprio accurata ma entusiasticamente coreografica come manuale del perfetto musical.
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vans |
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30 Sep 2007, 13:23 Ultimo messaggio di: vans |
Reeker
Titolo originale: Reeker
USA: 2005. Regia di: Dave Payne Genere: Horror Durata: 90'
Interpreti: Devon Gummersall, Tina Payne, Derek Richardson, Tina Illman, Scott Whyte, Arielle Kebbel, Michael Ironside
Sito web:

Un gruppo di ragazzi parte in macchina alla volta del deserto per raggiungere un rave, quando l’auto ha qualche problema decidono di fermarsi in un motel lungo la strada. Durante la notte una serie di strani personaggi si ferma nello stesso motel e contemporaneamente i ragazzi cominciano a sparire...
Arriva nelle sale da noi con un ritardo di due anni, questo thriller on the road di Dave Payne, già autore di un’improbabile Addam’s Family Reunion nel 1998. Non è certo una pellicola originale, di motel con gente bloccata dentro a cui capita di tutto ne abbiamo visti fino alla noia. Anche di pellicole in cui a chi si accinge a fare sesso capitano cose brutte non si sentiva certo la mancanza, se poi vogliamo contare quelle col finale a sorpresa, abbiamo di certo precedenti meglio girati. Detto questo bisogna però aggiungere che tra gli horror estivi che quest’anno ci sono toccati in sorte è comunque tra i più avvincenti, data l’agguerrita concorrenza col demenziale Severance e con il niente affatto spaventoso Vacancy, si può certo asserire senza tema di essere smentiti che questo Reeker ha dalla sua almeno una certa tensione di fondo e una regia per lo meno guardabile. Il tutto si svolge di notte in un motel sulla strada per il deserto, uno dei ragazzi ha uno spacciatore arrabbiato alle calcagna e questo rende poco saggio fermarsi, ma del resto per chi va ad un rave i pericoli sono cosa secondaria. La conta dei morti comincia quasi subito, con modalità che saccheggiano leggermente il genere, e non aggiungono purtroppo nulla di nuovo.
E mentre il plot non lascia molto spazio all’immaginazione, specialmente se nella prima ora uno dei ragazzi telefona agli altri per avvisarli di quello che è successo, certe involontarie comicità di dialogo o di situazione ammazzano quasi subito ogni tentativo di prendere sul serio il tutto. Si può morire di sicuro in molti modi, ma risucchiati nell’espletamento delle proprie funzioni corporali appare assai di cattivo gusto.
Peccato perchè il prologo, secondo me la parte meglio girata e più avvincente, promette molto in materia di stranezze e di sicuro effetto sono i primi morti messi là subito dopo i titoli di testa. Morti che sembrano essere stati usati come monito dal regista contro i pericoli di una guida leggera e contaminata dalle droghe, ma che sin dall’inizio raccontano un’altra storia. Quella che si potrebbe leggere se si avesse la possibilità di squarciare il velo che nasconde il nostro destino ultimo. Ed è proprio quella l’occasione sfiorata ma non colta dal regista di questo piccolo film, una possibilità di raccontare con gusto la fine senza metafore troppo evidenti e senza prediche sulla morale.
Certo non è facile raccontare una storia già narrata da mille altri film senza sfiorare l’ovvio o peggio il già visto, ma mancare le uniche occasioni di originalità è cosa assai più grave.
La sensazione che pervade il film è di per se quella di tutte le cose a metà, che non osando fino in fondo finiscono per deludere le aspettative di quelli a cui si promette nei primi minuti e si manca di mantenere nei successivi. E la scelta di mostrare la versione cyberpunk del tristo mietitore è assolutamente fuori luogo, per certi aspetti comica, per altri fuori tempo massimo.
Non penso si possa dire altro su questo espediente, certo non dopo le madri di Inferno, e di sicuro non dopo il Settimo Sigillo e la sua citazione finto colta in Last Action Hero.
Gli attori sono poco significativi nella loro approssimazione di una recitazione che gratta il fondo del barile, in special modo quando richiamano nostalgicamente alla memoria le povere vittime dei vari Jason e compari degli anni passati, che per fare un po’ di sesso si esponevano a pericoli ben più cruenti ed immediati dell’Aids. Inoltre Michael “vorrei tanto essere Jack Nicholson” Ironside offre una delle sue più deliranti prove di recitazione, questa volta nella strabiliante parte di una salma straordinariamente vitale e niente affatto intenzionata a cedere alla natura ed accasciarsi.
Salverei solo i piccoli espedienti di fotografia che dovrebbero comunque suggerire, ma che alla fine finiscono col rendere il tutto didascalico. Tutto sommato anche se in Dead End e in Lost Things l’idea di fondo risultava più sorprendente alla fine, non tanto per l’originalità, cosa assai rara di questi tempi, quanto per la capacità di mantenere alto l’interesse dello spettatore circa il destino dei protagonisti, direi che si può tranquillamente guardare a questo filmetto come un divertissement estivo e nulla più.
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vans |
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30 Sep 2007, 13:21 Ultimo messaggio di: vans |
1408
Titolo originale: 1408
USA: 2007. Regia di: Mikael Hafstrom Genere: Horror Durata: 94'
Interpreti: John Cusack, Samuel L. Jackson, Mary McCormack, Jasmine Jessica Anthony, David Nicholson, Alexandra Silber, Tony Shalhoub, Emily Harvey, Noah Lee Margetts
Tratto da 1408 in Tutto è Fatidico di Stephen King
Sito web:
www.1408-themovie.com
Mike Enslin scrittore un tempo noto, ha perso in un sol colpo figlioletta, moglie ed ispirazione e si riduce a scrivere libri sulle case infestate. Nel corso delle sue ricerche si imbatte nella camera 1408 del Dolphin Hotel a New York e decide di recarsi in loco per passare la notte nella stanza e poi raccontare l’esperienza nel prossimo libro.
Ma le cose saranno prima rese difficili dal direttore dell’albergo, che cerca di dissuaderlo e poi dallo spirito stesso della stanza che si manifesterà non appena varcata la soglia.
Nella stanza 1408 del Dolphin Hotel c’è un pezzetto dell’Overlook Hotel. E non solo perchè in entrambi i casi le pericolose stanze vengono dalla penna di Stephen King, ma soprattutto perchè tutte e due le infestazioni di cui si parla nei rispettivi film, sono veramente cattive e senza speranza.
Ma cominciamo dall’inizio, l’albergo in questione sebbene decisamente infestato, non compare sui giornali nè nelle raccolte di storie pittoresche su dimore rese famose dagli abitanti indesiderati.
Il nostro eroe, che per la verità è un sopravvissuto alla sfortuna che vive raccontando improbabili storie a lettori affamati di brividi a buon mercato, è uno scrittore che arriva di gran carriera al Dolphin Hotel e chiede proprio la stanza 1408. (a proposito fate un pò la somma e indovinate il risultato) L’affabile direttore decide prima di dissuaderlo negando ogni infestazione poi, di fronte alla mole di morti sospette che Mike gli elenca, passa a tentare di spaventarlo mostrandogli la sua personale documentazione sulle morti in questione, e alla fine tenta di blandirlo con una bottiglia di preziosissimo brandy di importazione, bottiglia che incredibilmente diventerà lo strumento della momentanea salvezza dell’incosciente cacciatore di fantasmi.
A questo punto Mike, che a colpi di avvocati aveva già vinto battaglie più dure di questa, si accinge a varcare la soglia della 1408 e, meglio sarebbe stato se non l’avesse mai fatto.
Piano piano insieme a lui faremo la conoscenza delle persone che avevano in precedenza abitato la stanza e, cosa anche peggiore, sentiremo la voce della stessa che ci spiega con calma che siamo in guai talmente seri che l’unica via d’uscita risulterà essere in realtà, solo un rimandare la definitiva permanenza oltre la vita nel pericoloso postaccio.
Il film ha un ritmo ben congegnato e assicura una tensione costante durante tutta la durata dell’esperienza di Mike nella stanza incriminata.
Essa è effettivamente una temibile approssimazione dell’inferno, con tanto di sbalzi termici e quadri che cambiano di continuo e ne invadono l’interno.
Le scene devono molto all’uso sapiente della computer grafica, che senza strafare ne rende inquietante ogni angolo. Il plot è convincente quanto basta a farci decidere di concedere la tanto sospirata sospensione dell’incredulità che, di questi tempi molto pochi riescono davvero a stimolare.
Del resto se è pur vero che King è molto amato dal cinema, a volte questo amore è stato anche ricambiato e i fan, che complice una buona regia hanno chiuso più volte un occhio di fronte a pellicole non proprio fedeli, in questo caso non potranno lamentarsi.
Qua siamo in presenza di una trasposizione abbastanza fedele, solo leggermente ampliata a favore di una rappresentazione che rendesse al meglio l’inquietudine delle pagine da cui è tratta, pagine tra le più riuscite degli ultimi anni di un autore per la verità assai bravo, ma discontinuo in quanto a qualità.
Un mefistofelico Samuel Jackson, dismessi i panni del cacciatore di serpenti di alta quota e quelli del predicatore del sud che redime una Christina Ricci assai lasciva, accoglie Mike e lo stupefatto spettatore con uno sguardo di quelli che inceneriscono e con l’affabilità di chi sottintende una conoscenza soprannaturale degli eventi. La compostezza con cui parla e nel contempo ammicca al povero sciocco cacciatore di fantasmi di carta, risulta decisamente più inquietante di tutte le invettive e le pistolettate che solitamente siamo abituati a vedergli lanciare.
John Cusack per la prima volta bravo sul serio, ci rende partecipi del dramma attraverso una misurata disperazione che cresce di pari passo con la nostra e la sua percezione che questa volta ci siamo davvero, i fantasmi esistono.
La regia è molto misurata, e rende con grande onestà la progressiva spersonalizzazione ad opera della stanza del povero Mike, inducendo più di un momento di identificazione nel coinvolto spettatore.
Consigliatissimo ai fans del re e a tutti gli amanti delle storie soprannaturali narrate con gusto e sostenute da una buona recitazione.
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vans |
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30 Sep 2007, 13:19 Ultimo messaggio di: vans |
Halloween [2007]
Titolo originale: Halloween
USA: 2007. Regia di: Rob Zombie Genere: Horror Durata: 109' Sceneggiature: John Carpenter
Interpreti: Malcolm McDowell, Brad Dourif, Tyler Mane, Daeg Faerch, Sheri Moon, William Forsythe, Richard Lynch, Udo Kier, Clint Howard, Danny Trejo, Lew Temple, Tom Towles, Bill Moseley, Leslie Easterbrook, Steve Boyles
Sito web:
www.halloweenmovies.com
Michael Myers ha dieci anni, e un bel pò di problemi. Intanto sopporta male la situazione a casa, dove vive con due sorelle e sua madre, che fa la lap dancer, insieme al compagno di lei, che non è esattamente il tipo di padre che si vorrebbe avere. Poi è oggetto di vessazioni a scuola, ma chi non lo è stato tra i più famosi assassini della storia americana? In ultimo nonostante gli sforzi del dottor Loomis ad un certo punto gli scappa la mano e fa fuori nell’ordine: prima il bullo che lo vessava, poi il compagno della madre, il fidanzato di sua sorella e dulcis in fundo la sorella grande. Quando la madre torna a casa le prende un colpo, e non ha altro da fare che consegnare il pargolo all’ospedale psichiatrico e farsi saltare la testa. Dopo diciassette anni trascorsi nell’ospedale psichiatrico, grazie all’involontaria complicità di due infermieri psicopatici, degni di stare in cella quanto lui, riesce a scappare e decide di tornare ad Haddonfield, e il resto è storia...
Correva l’anno 1978 quando un giovane brillante John Carpenter, con alle spalle il successo di Distretto 13 e in prospettiva quello di The Fog, si faceva strada con una pellicola che all’epoca ebbe un così grosso successo da meritare uno spropositato numero di sequel e da guadagnare la fama di immortalità sia al film che al protagonista. Da allora molte cose sono cambiate, ma una sola costante si ripresenta di tanto in tanto, l’avidità dei produttori di Hollywood che a corto di idee e sempre affamati di soldi, stanno rifacendo tutti i film horror che negli anni settanta hanno avuto un qualche tipo di successo, con risultati piuttosto discontinui. Se è vero che si poteva tranquillamente fare a meno del remake di Black Christmas, e che il rifacimento di The Wicker Man potrebbe essere un buon coadiuvante in caso di insonnia, bisogna dire che Carpenter ha avuto il dubbio onore di essere oggetto di un numero ancora imprecisato di remake, solo tra i più recenti abbiamo quello di The Fog, che ci è toccato affidare all’oblio, l’onesto anche se annacquato rifacimento di Distretto 13, e questo nuovo Halloween.
In un impeto di rinnovamento, e senza fare troppo rumore per non disturbare i sogni di incassi favolosi del produttore di turno, Rob Zombie ha inventato in parte il background di Michael Myers e senza troppi complimenti ce lo mostra come l’unico risultato possibile di una situazione familiare degenerata e di un ambiente sociale degradato. Risulta assai difficile non capire, vista la situazione del povero ragazzo, come mai abbia scelto di fare a pezzi un certo numero di persone, di sicuro molti al suo posto lo avranno sognato, ma il punto è che lui, essendo uno psicopatico lo ha fatto davvero. Come nel vecchio film ci sono dottori poco efficaci e babysitter urlanti nella notte, ma questo è da considerarsi nell’ottica dello spirito di un remake ben riuscito, come anche le citazioni della pellicola originale, che solo chi ha visto il film di Carpenter coglierà con gusto. Ne cito una per tutte: il primo omicidio post ospedale psichiatrico, che apriva la serata del precedente film, con Michael che, coperto da un lenzuolo, macella la prima delle adolescenti in preda agli ormoni della notte di ognissanti. I canoni del genere sono tutti rispettati, primo fra tutti il famoso assioma “muore solo chi sta facendo sesso” reso immortale ed elevato a dogma da un decennio di film che ancora adesso sono portati ad esempio di filmografia seriale ben riuscita. Il buon Rob Zombie usa con cattiveria ogni singola possibilità offerta dalla sceneggiatura e completa il tutto con una buona regia, in un grande omaggio agli slasher, che riporta indietro nel tempo lo spettatore e i personaggi. La scelta degli attori è a metà tra l’omaggio/citazione e il colpo di genio, se è vero che la scelta di chiamare Malcolm McDowell a recitare la parte che fu di Donald Pleasence è un aggiornamento riuscito, e che l’inossidabile Udo Kier è un caratterista talmente versatile da risultare sempre ben collocato, del resto è presente in tutti gli horror e film di genere degli ultimi quarant’anni; il nuovo Michael Myers interpretato da Tyler Mane, un wrestler alto due metri già in X Men, Troy e The Devil's Rejects, rende molto più inquietante il personaggio e persino credibile la sua immortalità.
Detto questo resta solo da chiedersi se tutto questo rifare i film appartenenti al passato e ad un genere ormai superato da tempo, oltre gratificare il conto in banca dei produttori, laddove gli stessi in realtà assai pochi, risultino un buon investimento, possa realmente interessare le nuove generazioni, o sia solo un’operazione diretta ai nostalgici e nulla più.
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vans |
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30 Sep 2007, 13:17 Ultimo messaggio di: vans |
Invasion
Titolo originale: The Invasion
USA: 2006. Regia di: Oliver Hirschbiegel Genere: Fantascienza Durata: 99'
Interpreti: Nicole Kidman, Daniel Craig, Jeremy Northam, Jackson Bond, Jeffrey Wright, Veronica Cartwright, Josef Sommer, Celia Weston
Sito web:
www.theinvasionmovie.warnerbros.com
“The invasion” è il terzo remake dell’incubo maccartista di Don Siegel, dopo quello di Philip Kaufman del 1978, espressione della paranoia americana post-watergate, e dopo il secondo, geniale e completamente fuori centro, di Abel Ferrara del 1993, e duole dire che è anche il meno riuscito. Per rendere digeribile l’ennesima zuppa riscaldata e per coprire un’imbarazzante mancanza di idee, gli sceneggiatori si dedicano senza costrutto ad alcuni fastidiosi e ridicoli tentativi di aggiornamento del plot, calandolo in una contemporaneità alienata fatta di uso ed abuso di cellulari, SMS, MMS e quant’altro, facendo così la gioia di qualunque gestore di telefonia mobile. Stavolta niente baccelloni alieni, che probabilmente non sopravviverebbero al riscaldamento globale, ma un più prosaico virus che riprogramma la struttura del DNA umano, escamotage senz’altro più economico anche in termini di effetti speciali. Il film si apre, com’è prevedibile dopo l’11 settembre, con un notiziario della CNN che annuncia l’esplosione di uno Shuttle con conseguente ricaduta sul suolo americano (e dove altro?) dei frammenti della navicella. Frammenti naturalmente contaminati dal virus di cui sopra, pronto a scatenare una pandemia e a trasformare i bravi cittadini americani in alieni completamente privi di emozioni convinti di portare la pace nel mondo, insomma, più o meno in elettori repubblicani. L’astuta dottoressa Kidman, madre separata di un insopportabile marmocchio, comincia a rendersi conto che c’è qualcosa che non va quando nel suo studio iniziano a presentarsi donne che le raccontano di non riconoscere più il marito, il quale ultimamente ha preso a comportarsi stranamente. Ora, a me questa sembra una situazione abbastanza comune dopo qualche anno di matrimonio, ma la Kidman s’insospettisce e, in una scena esilarante, fa una risolutiva ricerca su Google con il divertentissimo topic “Mio marito non è più mio marito”, imbattendosi in migliaia di pagine sull’argomento. Lo spettatore a questo punto comincia a vacillare, immaginandosi newsgroup sul tema di “Ho sposato un mostro venuto dallo spazio” o centinaia di blog stracolmi di vaneggiamenti di paranoici, ma la dottoressa persevera e, con l’aiuto di un monolitico Daniel Craig, anche lui dottore, riesce ad identificare il virus, scoprendo perdipiù che l’infezione si propaga durante il sonno del corpo-ospite. Purtroppo anche l’ex-marito è contaminato, e in tutta la seconda parte del film assistiamo al tentativo della Kidman di riprendersi il pargoletto, che era stato affidato al genitore per il week-end di prammatica, e di restare sveglia.
A questo punto lo spettatore, che invece non ha lo stesso obbligo, si sarà già appisolato, e certo non riusciranno a destarlo le banalissime scene di inseguimento in auto, e neanche l’improbabile scena di un’iniezione nel cuore fatta da un bambino di 12 anni, che neanche in Pulp Fiction. Per tacere poi della canonica fuga in elicottero o del finalino con tanto di pistolotto moralistico. Tensione ? Assente. Senso d’angoscia ? Non pervenuto. Suspense? Mai sentita nominare. Un’invenzione di regia ? Neanche a parlarne. Il regista Oliver Hirschbiegel, già autore del sopravvalutato La caduta e del piatto The experiment, viene dalla televisione, e si sente. Tra le sue prime prove spiccano alcuni episodi del Commissario Rex ed indubbiamente l’inserimento del cane all’interno di “The Invasion” avrebbe aggiunto pepe alla sceneggiatura, uniformandosi senza difficoltà al generale livello della recitazione, tranne, ovviamente, una Nicole Kidman inutilmente brava anche se palesemente poco convinta. Che altro aggiungere? Il film è già pronto per una messa in onda in seconda serata, tra uno spot e l’altro, e alla fine l’incauto spettatore si sentirà come la pettinatura della Kidman: perfetta all’inizio, completamente afflosciata alla fine.
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Spartan |
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8 May 2007, 09:13 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Beach
Titolo originale: The Beach
Nazione: Usa
Anno: 2000
Genere: Avventura/Drammatico
Durata:
Regia: Danny Boyle
Sito ufficiale: www.thebeachmovie.com
Sito italiano: www.20thfox.it/thebeach
Cast: Leonardo DiCaprio, Tilda Swinton, Virginie Ledoyen, Staffan Kihlbom, Guillaume Canet, Robert Carlyle, Magnus Lindgren, Victoria Smurfit.
Produzione: Figment Films
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 25 Febbraio 2000
Trama:Richard (Leonardo DiCaprio) è un giovane turista americano che si reca in Tailandia con lo zaino in spalla e la testa piena di avventure. Arrivato a Bangkok, il ragazzo si sistema in un albergo da pochi soldi, dove incontra una coppia di francesi, Etienne (Guillaume Canet, "La cliente") e la bellissima Francoise (Virginie Ledoyen, "La figlia di un soldato non piange mai") e Daffy (Robert Carlyle, tra poco anche in "Le ceneri di Angela") un viandante con i segni evidenti degli oltraggi del sole e delle droghe.
Daffy racconta a Richard una storia sull'esistenza di un'isola segreta, una spiaggia immacolata non frequentata dai turisti. Il giorno dopo il ragazzo trova un foglio di carta sulla sua porta, con disegnata la mappa dell'isola; a quel punto si mette alla ricerca di Daffy, trovandolo cadavere con le vene dei polsi tagliate, classico caso di suicidio. Richard allora convince i due ragazzi francesi a mettersi alla ricerca dell'isola: per raggiungerla dovranno nuotare in mare aperto da un'isola all'altra, procedendo carponi tra guardie armate e saltando da una cascata di oltre 40 metri. Giunti a destinazione, trovano una piccola comunità di viaggiatori guidata da Sal (Tilda Swinton, "Love is the devil", "Orlando") che abitano in quel posto segreto e che li accolgono subito nel loro gruppo. Ma questo paradiso terrestre in realtà non è perfetto come sembra: piccole gelosie fermentano fino a creare violente rivalità e una serie di tragici eventi dividono la comunità. Inoltre Richard diventa testimone di un fatto di sangue, trasformando il suo sogno in incubo; il suo obiettivo diventa quello di lasciare l'isola , ma la fuga non sarà facile perchè la spiaggia è un posto segreto che qualcuno vuole difendere fino alla morte.
Critica:L'ho visto solo ieri per la prima volta e devo dire che mi è piaciuto molto non tanto il film in sè stesso, ma gli spunti di riflessini che offre allo spettatore... infatti è tutto incentrato sulla meschinità e sull'egoismo dell'uomo, il cui unico obiettivo sembra consistere nella ricerca del piacere. Non vuole essere una semplice satira della società di oggi, in cui ragazzi frastornati da fumo e videogiochi, e Richard/Di Caprio ne è un esemplare, hanno perso di vista determinati valori, ma una riflessione sull'innata incapacità dell'essere umano di relazionarsi costruttivamente con gli altri, di vivere in società e di sacrificare i suoi più biechi istinti al bene collettivo. È per questo motivo forse che il film risulta un po' indigesto e sporco, perché ci sbatte crudamente in faccia un lato della natura umana che preferiremmo ignorare.
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Spartan |
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4 May 2007, 18:44 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Crank

Titolo originale: Crank
Nazione: U.S.A
Anno 2006
Genere: Azione, Thriller
Durata: 87'
Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor
Sito ufficiale: www.crankfilm.com
Cast: Jason Statham, Amy Smart, Jose Pablo Cantillo, Dwight Yoakam, Carlos Sanz, Reno Wilson
Produzione: Lakeshore Entertainment, Lions Gate Films, Radical
MediaDistribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 2007 (cinema)Trama:Chev Chelios è il miglior killer al servizio della malavita, nell'ultimo incarico che gli viene affidato però viene preso da scrupoli di coscienza e rifiuta di uccidere una giovane donna. Per punirlo dello sgarro la famiglia criminale dei Verona che lo aveva ingaggiato gli fa iniettare nel sonno un veleno micidiale che si attiverà nel momento in cui i suoi battiti cardiaci scenderanno al di sotto di una certa frequenza e che può essere contrastato soltanto con un afflusso continuo di adrenalina. Venuto a conoscenza del macchinoso piano ordito ai suoi danni il killer, si scatena in una folle corsa contro il tempo mettendo a ferro e fuoco la metropoli di Los Angeles per attuare la sua tremenda vendetta e trovare un antidoto prima di esalare l'ultimo respiro...
Critica:Che dire... "Crank" promette dosi massicce di adrenalina nel vero senso della parola poiché la trama attorno a cui si snoda lo fa sembrare quasi una versione umana di "Speed". ... inizia a 200 all'ora e finisce a 200 all'ora. Un cast brillante, in cui compaiono anche Amy Smart e Jose Pablo Cantillo; inseguimenti mozzafiato e scene di combattimento di altissimo livello tecnico fanno di "Crank", scritto e diretto a quattro mani da Mark Neveldine e Brian Taylor, il migliore film d’azione al momento in circolazione (è prossimo all’uscita anche qui in Italia).
C'è un po' di tutto: violenza pura, ironia, tensione. Davvero un film che mi ha sorpreso e la scena finale è da antologia!
Sicuramente diventerà un cult!
P.S. in rete si trova già da ora la versione in lingua originale finemente sottotitolata in italiano

maledetti pirati

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Spartan |
748 |
1 May 2007, 19:46 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Illusionist

Titolo originale: The Illusionist
Nazione: Republica Ceca, U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Fantastico
Durata: 110'
Regia: Neil Burger
Sito ufficiale:
www.theillusionist.comSito italiano:
www.lillusionista.itCast: Edward Norton, Paul Giamatti, Jessica Biel, Rufus Sewell, Eddie Marsan, Jake Wood, Tom Fisher, Aaron Johnson
Produzione: Bull's Eye Entertainment, Bob Yari Productions, Contagious Entertainment, Michael London Productions, Stillking Films
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 06 Aprile 2007 (cinema)
Trama:
In un mondo dove nulla è come appare, un'illusionista di nome Einsenheim e l'ispettore di polizia Uhl, si confrontano in una sfida di volontà nel cercare di determinare dove finisce la realtà e dove inizia la magia… tutto questo mentre si offusca la linea immaginaria che divide il potere e la corruzione, l'amore e la devozione, l'essere vigile e la mania ed infine la vita e la morte. Quando Eisenheim inizia ad esibirsi con i suoi stupefacenti spettacoli a Vienna, le voci su di lui e sui suoi poteri iniziano a dilagare… fino a raggiungere l'orecchio di uno degli uomini europei più potenti e pragmatici, il Principe ereditario Leopold. Certo che l'illusionista sia solo un truffatore, Leopold va a vedere uno degli spettacoli di Eisenheim convinto di poterlo smascherare durante la performance. Ma quando la bella fidanzata e compagna del Principe, Sophie von Teschen, aiuta il mago sul palco, Eisenheim e Sophie si riconoscono poiché durante l'infanzia si erano già conosciuti e così un amore sopito si risveglia prepotentemente. Con Eisenheim e Leopold che competono per l'amore di Sophie, appare chiaro che entrambi faranno di tutto per averla accanto. Mentre la storia clandestina continua, Uhl è incaricato da Leopold di intensificare i suoi sforzi per smascherare Eisenheim, anche se il mago riceve sempre più consensi dall'opinione pubblica. Con Uhl alle calcagna, Eisenheim si prepara ad eseguire la sua più grande illusione.
Critica:Questo film ha solo il peccato di essere uscito dopo The Prestige... in realtà di comune nei due film c'è solo il tema di base che nel caso di prestige è stato affrontato in maniera più tecnica, in questo caso invece in maniera più "divina" dando risalto alla figura di mago intesa nell'accezione mistica del termine. Chi vede il film si sente spettatore di uno spettacolo (non complice del mago come nell'altro caso); viene messa su una montatura assurda e proprio quando inizi a crederci ecco il colpo di scena che capovolge il bicchiere facendoti cadere l'acqua in faccia! superiore sicuramente a The Prestige che invece lascia intravedere il finale a mezz'ora dalla fine quando ancora si è nel pieno dello spettacolo.
Grande Norton (come sempre del resto), ottimo Giamatti, ma pessima Biel.
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Spartan |
744 |
1 May 2007, 13:22 Ultimo messaggio di: Spartan |
SCHEDATitolo originale: The prestige
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2006
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 130'
Regia: Christopher Nolan
Sito ufficiale: theprestige.movies.go.com
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/theprestige
Cast: Christian Bale, Michael Caine, Hugh Jackman, Scarlett Johansson, Andy Serkis, David Bowie
Produzione: Newmarket Productions
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: Roma 2006
22 Dicembre 2006 (cinema)
Trama:Londra, fine '800, gli illusionisti sono considerati delle vere e proprie star. Tra questi, due amici, Robert Angier, affascinante e sofisticato, capace di intrattenere il pubblico come nessun altro, e, Alfred Borden, un purista della professione, un vero e proprio genio capace di creare i trucchi più spettacolari ma non altrettanto in grado di far apprezzare al pubblico le proprie idee. La rivalità tra loro nasce quando il loro più grande trucco finisce male. Da quel momento i due faranno di tutto per cercare di carpire i segreti dell'altro, fino ad oltrepassare qualsiasi limite...
CriticaUn film veramente intrigante... Certo all'inizio è un po' complicato (insomma, non ti devi distrarre un attimo, a causa dei continui avanti e indietro), ma una volta ingranato il filo si segue che è una meraviglia. Poi alla fine, quando sembra che tutto sia finito, ecco uno spettacolare colpo di scena: idea eccezionale... Che dire? Un film brillante!
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Spartan |
746 |
1 May 2007, 13:03 Ultimo messaggio di: Spartan |

Titolo originale: The Number 23
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 95'
Regia: Joel Schumacher
Sito ufficiale:
www.number23movie.com Sito italiano:
www.number-23.it Cast: Jim Carrey, Virginia Madsen, Paul Butcher, Patricia Belcher, Michelle Arthur, Logan Lerman, Danny Huston
Produzione: New Line Cinema, Contrafilm, Fingerling Films
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 23 Aprile 2007 (cinema)
Trama:Coinvolto in una terribile spirale ossessiva legata al numero 23, Walter Sparrow (Jim Carrey) vede la sua vita, un tempo idilliaca, trasformarsi in un inferno di torture psicologiche che potrebbero portarlo alla morte, così come a quella dei suoi cari. Incuriosito da un misterioso romanzo, The Number 23, che non ha il coraggio di mettere da parte, Walter è obbligato a far luce sui segreti del suo passato, prima di poter continuare a condurre una vita normale con sua moglie Agatha (Virginia Madsen) e suo figlio adolescente Robin (Logan Lerman).
CriticaNonostante avessi letto ottime recensioni ovunque, mi aspettavo qualcosa di diverso da questo film. Tra l'altro ci sono molte incongruenze nella storia. Esempio: se la moglie sapeva tutto, perche regalargli il libro???? E poi questo maledetto cane da cui inizia il tutto cosa rappresenta nel film, il destino?? La coscienza??? Cosa??
Inoltre il film è di una lentezza terribile e Jim Carrey recede nella sua abilità di recitazione fornendo una prova incolore. Troppi intrecci, troppe assurdità, un finale sciocco per un film che scorre via e si dimentica dopo 23 minuti che si è usciti dal cinema.
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Spartan |
1.289 |
1 May 2007, 12:45 Ultimo messaggio di: Spartan |
SCHEDATitolo originale: Epic Movie
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Avventura, Commedia
Durata: 86'
Regia: Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Sito ufficiale:
Cast: Kal Penn, Adam Campbell, Carmen Electra, Faune A. Chambers, Jayma Mays, Fred Willard, Mary Castro, Qiana Chase, Jennifer Coolidge, Tony Cox
Produzione: New Regency Pictures, Regency Enterprises, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 27 Aprile 2007 (cinema)
Trama:La storia si incentra su quattro orfani non più tanto giovani: uno allevato da un curatore del Louvre (dove è in agguato un assassino albino), un altro è un campione di wrestling messicano, la terza è reduce da un incontro ravvicinato con dei serpenti su un aeroplano, il quarto è un normale abitante di una comunità di mutanti. Gli sventurati visitano una fabbrica di cioccolato e finiscono accidentalmente in un armadio incantato che li trasporta nel paese di Gnarnia (con la 'G' muta). Là i quattro incontrano uno stravagante Capitano dei pirati e alcuni studenti di magia e si uniscono, tra gli altri, a un leone saggio ma allupato per sconfiggere la cattiva White Bitch di Gnarnia.
Critica:Uno dei pegiori film che abbia mai visto...questo film non è riuscito a strapparmi manco un sorriso (e ce ne vuole...). Lo sconsiglio vivamente a tutti, è noioso, a tratti irritante...nn c'è nessuno sforzo registico nè narrativo, il cast nn brilla mai nonostante lo sforzo.
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Napolentone |
2.221 |
30 Apr 2007, 16:53 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Spiderman 3
In Spider-Man 3 Peter Parker ha finalmente raggiunto l’equilibrio tra la sua dedizione all’amata M.J. e i suoi doveri da supereroe. Ma una tempesta si profila all’orizzonte. Quando il suo costume improvvisamente cambia, colorandosi di nero e aumentando i suoi poteri, anche Peter si trasforma, facendo emergere il lato più oscuro e vendicativo della sua personalita’. Sotto l’effetto del nuovo costume, diventa troppo sicuro di se e inizia a trascurare le persone a lui piu’ care. Costretto a scegliere tra il potere seduttivo del nuovo costume e l’eroe buono che era un tempo, Peter si ritrova a dover combattere da una parte contro i suoi demoni personali e dall’altra contro due dei più temibili nemici, l’Uomo Sabbia e Venom. I due infatti hanno acquisito un potere e una sete di vendetta senza precedenti e minacciano Peter e le persone a lui care.
Cast:Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Topher Grace, Mageina Tovah, Daniel Gillies, Cliff Robertson
Regia:Sam Raimi
Sceneggiatura:Alvin Sargent
Data di uscita:Martedi 1 Maggio 2007
Genere:Fantascienza, Fantasy, Azione
Distribuito da:SONY PICTURES RELEASING ITALIA (2007)

Recensione critica: (da "cinematografo")
Promette di essere il maggiore incasso mondiale del 2007. Solamente in Italia, da martedì 1 maggio, arriverà in oltre 900 copie. L'attesa per questo Spider-Man 3 - annunciato da tempo come il migliore della "provvisoria" trilogia firmata Sam Raimi - si sgretola di fronte ad un film che avrebbe dovuto fare sfaceli e che, invece, lascia quel riconoscibile sapore amarognolo dato dall'insoddisfazione. Che fosse un'opera altamente spettacolare, persino inarrivabile dal punto di vista tecnico, era possibile immaginarlo e doveroso aspettarselo (indiscutibili le vette raggiunte per le scene di azione ipercinetiche, da standing ovation la "nascita" e le "manifestazioni" a dir poco dirompenti dell'Uomo Sabbia/Thomas Haden Church): oltre 300 milioni di dollari per il budget più alto nella storia del cinema, qualcosa come 1000 persone impiegate per la realizzazione delle sequenze più impegnative e per la gestione degli effetti speciali e visivi, ancora una volta affidati al genio della Sony Pictures Imageworks. A fronte di uno sforzo gargantuesco per mantenere elevato l'aspetto funambolico della pellicola è altrettanto evidente quanto, da un punto di vista strutturale, il lavoro di Raimi (tornato a scrivere con il fratello Ivan a quindici anni di distanza da L'armata delle tenebre) non riesca a salvaguardare quanto di buono espresso nel precedente episodio. Cosa che, quasi sicuramente, causerà non poca delusione tra i cultori più radicali del fumetto. La carne messa sul fuoco è davvero tanta: c'è l'arrivo del simbionte (entità aliena capace di impossessarsi anche psicologicamente delle creature ospiti) e la conseguente lotta di Spider-Man per far prevalere il lato positivo della sua personalità; il conflitto tra Peter Parker/Spider-man e l'amico Harry/Goblin jr.; la crisi del rapporto tra Peter e Mary Jane; la comparsa di Gwen Stacy (Bryce Dallas Howard), in realtà primo amore dell'Uomo Ragno, qui ridotta a semplice "diversivo". E infine la minaccia di due nuovi nemici: Flint Marko/Sandman e soprattutto Eddie Brock/Venom (Topher Grace): arcinemesi del supereroe (prende vita dalla cacciata del simbionte da parte di Spider-Man) che avrebbe meritato un film a parte e non la superficiale manciata di minuti che Raimi gli riserva. C'è talmente tanto che a risentirne sono l'equilibrio del racconto e il ritmo narrativo (abbastanza latitante), per non parlare dello spessore necessario, solamente accennato, che alcuni snodi e alcune figure avrebbero preteso. Si punta ancora una volta, e giustamente, sulle contraddizioni che investono la sfera caratteriale di uno fra i supereroi più sfaccettati dell'universo Marvel - costretto al bivio che lo porterà a scegliere tra vendetta e perdono - relegando però sullo sfondo le dinamiche e le profonde mut(u)azioni che intercorrono tra l'umano e il sovrumano di antieroi (Venom su tutti) che hanno segnato, da oltre vent'anni a questa parte, l'immaginario fumettistico mondiale. Curiosità: Stan Lee compare ancora una volta in un brevissimo cammeo, così come il produttore Grant Curtis (al volante del furgone portavalori); Bruce Campbell, attore feticcio di Raimi, protagonista de La casa e L'armata delle tenebre, è il grottesco maĩtre del ristorante francese.
Il trailer:
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Sito dedicato
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fintoignorante |
1.537 |
3 Apr 2007, 09:32 Ultimo messaggio di: Spartan |
ROCKY
BALBOA
Titolo originale: Rocky Balboa
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 105'
Regia: Sylvester Stallone
Sito ufficiale:www.rockythemovie.comCast: Sylvester Stallone, Burt Young, Milo Ventimiglia, Geraldine Hughes, Antonio Tarver, James Francis Kelly III, Tony Burton, Talia Shire
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), Rogue Marble, Columbia Pictures Corporation, Revolution Studios, Chartoff-Winkler Productions, United Artists
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 12 Gennaio 2007 (cinema)
Giudizio:
Trama:Dopo la morte della moglie Adriana, Rocky vive da solo col figlio e gestisce un piccolo ristorante. Ma qualcosa lo spinge ad infrangere per l'ennesima volta la promessa fatta alla moglie, e ritornare sul ring all'età di 50 anni per un'altra entusiasmante ultima sfida...
Recensione:Avvertenza: questo non è un film, è una sorta di amarcord per chi, più o men ogiovane (più di ora sicuramente) si gasava quando sentiva la mitica musichetta di rocky, e urlava assieme alla tv "Adrianaaaaaa".
Rocky Balboa è questo: una continua citazione dei 4 film con protagonista lo stallone italiano; frasi, ricordi, flashback.
La cosa interessante è che il film non è altro, questo amarcord si basa assolutamente su nulla. la storia è praticamente tutta nelle due righe della trama, niente di più, niente di meno. Solito stereotipo dei film moderni del padre che è distante dal figlio, l'invaghimento per una povera donna, l'orgoglio, il richiamo al diritto alla felicità per tornare a combattere ecc.
Un'accenno di storia c'è, ma è fragilissimo, e si disgrega subito, e quando si arriva alla parte interessante si accelera, quasi si volesse finire in fretta e furia: personaggi che cominciano a delinearsi e poi vengono abbandonati, questioni torncate di netto, e quando si arriva alla parte degli allenamenti (citazione spudorata dal primo, stesso identico percorso con la solita, celeberrima, musichetta) e quindi al combattimento siamo praticamente agli ultimi 20 minuti di film. è coe se ad un certo punto si fossero voluti chiudere in fretta e furia i lavori del film.
Tuttavia gli per una storia mediocre ci sono, ma non vengono sfruttati, e forse è meglio così, si lascia intatto il mito.
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fintoignorante |
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2 Apr 2007, 23:35 Ultimo messaggio di: Napolentone |
il 7 e l'8
Titolo originale: Il 7 e l'8
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata:93'
Regia: Giambattista Avellino, Ficarra & Picone
Sito ufficiale: www.medusa.it/il7el8
Cast: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Tony Sperandeo, Arnoldo Foà, Andrea Tidona, Remo Girone
Produzione: ITC MOVIE
Distribuzione: Medusa Film
Data di uscita: 16 Marzo 2007 (cinema)
Giudizio:
Trama:Tommaso e Daniele, due ragazzi completamente agli antipodi, con differenti storie personali, diverse frequentazioni e livello sociale, s'incontrano un giorno per caso. Il primo, che frequenta la facoltà di Giurisprudenza, é cresciuto con gli insegnamenti del padre che lo spronava a non perdere tempo con i fannulloni. Ma il destino gli mette davanti Daniele, nato guarda caso, lo stesso giorno, nella stessa città e nello stesso ospedale. I due non riusciranno più a separarsi, anche perchè piano piano scopriranno qualcosa di sconvolgente.., i due sono stati scambiati nelle culle alla loro nascita...
Recensione:Delizioso.
Bravi Ficarra e Picone ad essersi usciti dal cappello una storia davvero graziosa,bravi ad aver radunato un cast di senatori che rimangono al loro posto pur facendo valere tutta la loro esperienza di animali da palconscenico; bravi ad aver fatto un film degno di tale nome, capace di farci ridere e di non farli rimpiangere nella loro dimensione teatrale (cosa per nulla facile, abbiamo visto con altri colleghi), bravi ad avermi fatto ridere di gusto, bravi ad aver fatto ridere una sala senza la minima volgarità, cosa rara nella commedia italiana. Ma soprattutto bravi, bravi, bravi ad aver portato al cinema i siciliani nella loro veste più innoqua e unica.
è da questo che si deve partire per capire l'originalità e il successo di questo film: hanno portato in scena i siciliani veri, non quelli stereotipati da una subcultuira italiota; mafiosi,volgari, gelosi e ignoranti; ma creativi, capaci di battute e di un sarcasmo tutto loro, semplice, immediato, geniale, anche quando non è voluto.
Bravi per averli fatti vedere come veramente sono i siciliani semplici, quell iche non ammazzano nessuno, che non spaccano stadi. Bravi per averci riscattato, bravi per averci fatto vedere chi siamo noi siciliani "della strada".
A contorno c'è una storia originale, ben interpretata, piena di imprevisti.
A contorno (e davvero a contorno) ci sono dei bravissimi attori, Arnoldo Foà, Tony Sperandeo e Remo Girone, che appaiono pochissimo (anche se gli ultimi due hanno un ruolo fondamentale, trovata da non sottovalutare) ma quando lo fanno regalano momenti di pura accademia, specialmente Sperandeo che nel uolo dell'infermiere impazzito per no naver vinto alla lotteria è sublime.
Ottimo film forse con l'unica pecca di avere una trama forse troppo svelata nelle varie comparsate di promozione.
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8
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fintoignorante |
1.699 |
2 Apr 2007, 23:29 Ultimo messaggio di: Napolentone |
300
Titolo originale: 300
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione, Avventura
Durata: 116'
Regia: Zack Snyder
Sito ufficiale: www.300themovie.warnerbros.com
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/300
Cast: Gerard Butler, Vincent Regan, Lena Headey, David Wenham
Produzione: Warner Bros. Pictures, Hollywood Gang Productions, Atmosphere Entertainment MM, Legendary Pictures, Virtual Studios
Distribuzione:Warner Bros.
Data di uscita: 23 Marzo 2007 (cinema)
Giudizio:
Trama:"300" è il travolgente racconto dell'antica battaglia delle Termopili, nella quale il re Leonida e 300 Spartiati affrontarono la morte pur di ritardare l'avanzata di Serse e del suo enorme esercito persiano. Il loro valore e il loro sacrificio spinsero tutte le città greche a unirsi contro l'invasore, per riconquistare l'indipendenza e la democrazia della civiltà di cui erano espressione. Un'avventura epica che parla delle più grandi battaglie della storia.
Recensione:Il mio approccio alla visione di questo film può essere sintetizzato in tre espressioni:
Prima:

Durante:
Dopo:
Sono andato al cinema pensando di spendere 4 euri vedendo il classico kolossal ultraviolento, che no nvale niente però almeno ci sono schizzi di sange che non fanno male.
durante la visione credevo di essere finito dentro un film demenziale e che quello che stavo vedendo era una specie di parodia alla classica americanata e in effetti tutte le caratteristiche di tali film sono esasperate fino al ridicolo.
uscendo ho avuto la netta impressione di no naver mai buttato così i miei soldi.
è preso da un fumetto occhei, ma è presentato come se fosse la ricostruzione di un fatto storico, e del fatto storico non ha proprio un cazzo di niente, nè di numeri nè ovviamente la presenza di orchi, uomini capra, soldati che sembrano cloni di darh vader e spartani senza corazza per far vedere che sono palestrati, elefanti portati sulle navi e rinoceronti ammaestrati.
dicevo che ci sono entrambi gli elementi che rendono un film mediocrissimo appetibile ai ragazzetti: sangue e femmine nude. il problema che non c'è nient'altro, altro non è che una continua successione di sgozzamenti e scopate con tette di fuori, qualche leccata e lesbicone che si scambiano effusioni.
non c'è nient'altro.
anzi, si.
purtroppo.
è una specie di propaganda mascherata ma neache troppo alla politica americana, interna ed estera.
Serse, che è il cattivo, è rappresentato come un negrone ultragay che vive nella perdizione (strizzatina d'occhio ai neocon).
Per di più è persiano (ergo iraniano, e comunque mediorientale) e sparta(governo bush) è rimasta sola, tradita sia dagli alleati (inghilterra, europa in genere) sia internamente (democratici in maggioranza al congresso che non avallano la politica in iraq, rappresentati da un parlamento corrotto).
del resto, leonida e i suoi amci palestrati combattono per la libertà.
pare faranno un seguito di 300, dove leonida scoprirà che serse nasconde armi di distruzione di massa, ma i corrotti ispettori del peloponneso faranno finta di non trovare nulla ma lui dichiarerà guerra lo stesso alla persia. lì però i persiani avranno i fucili laser. del resto ormai che c'hanno da perdere? alla fine se i persiani hanno chi orchi non vedo perchè non possano avere i cacciabombardieri!
può andar bene per un 15 enne ingorante, ma non vedo come possa piacere ad altre persone.
eppoi non ci sono stati nemmeno schizzi di sangue, stavano per esserci se i miei amici non mi avessero bloccato mentre tentavo di aggredire lacassiera per farmi tornare i soldi.
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Spartan |
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2 Apr 2007, 20:28 Ultimo messaggio di: fintoignorante |
Blood Diamonds
Titolo originale: The blood diamond
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 143'
Regia: Edward Zwick
Sito ufficiale:
www.blooddiamondmovie.comSito italiano:
www.warnerbros.it/blooddiamondCast: Leonardo DiCaprio, Djimon Hounsou, Jennifer Connelly, David Harewood, Arnold Vosloo, Ntare Mwine, Jimi Mistry
Data di uscita: 26 Gennaio 2007 (cinema)
Recensione:
Danny Archer è un ex mercenario della Rhodesia che contrabbanda diamanti durante la guerra civile, scoppiata in Sierra Leone sul finire degli anni Novanta. Arrestato sul confine con la Liberia, finisce in carcere dove incontra Solomon Vandy, un pescatore separato dalla sua famiglia dopo la feroce irruzione dei ribelli del Fronte rivoluzionario nel suo villaggio. Indicato pubblicamente per avere nascosto un diamante di grande caratura, Solomon accende l'interesse di Archer.
In cambio della libertà e della promessa di ritrovare la sua famiglia, finita in un campo profughi dove si sono raccolte oltre un milione di persone, Solomon decide di condurre Archer al diamante. Con l'aiuto di Maddy Bowen, una giornalista idealista e appassionata, i due uomini intraprendono un viaggio alla ricerca di un bene più prezioso.
Fedele alla retorica del suo "ultimo samurai", Edward Zwick replica il percorso di formazione imperniato sul confronto tra etnie diverse. Da una parte il bianco contrabbandiere di Di Caprio, dall'altra il pescatore nero di Djimon Hounsou, ficcati nel cuore di una guerra civile, scatenata e mantenuta viva dagli interessi di commercianti di diamanti senza scrupoli.
L'impianto della sceneggiatura è tradizionale: il percorso compiuto dal protagonista lo porterà a una nuova consapevolezza.
Se
The Constant Gardener denunciava gli abusi delle multinazionali farmaceutiche ai danni della popolazione africana,
Blood Diamond punta il dito contro l'industria dei diamanti e i commerci illegali che finanzia(ro)no guerre civili in cui vengono impiegati bambini soldati e violati i diritti umani. Zwick coniuga la denuncia sociale con il cinema di genere (action), la meditazione dell'autore su soggetti gravi e urgenti con la tecnologia decisamente esibita di Hollywood.
E a questo proposito non sfugga la dimensione critica e intellettuale del film, che mentre fa spettacolo e produce azione invita alla meditazione e alla responsabilizzazione del consumatore (di diamanti).
Blood Diamond è un film di recitazione, fatto anche di prove d'attore: quella vitale di Djimon Hounsou, che non nasce eroe ma lo diventa di fronte a circostanze estreme e drammatiche e quella ambigua di Leonardo Di Caprio, condannato da Scorsese a incarnare il bene e il male, a cercare la redenzione e il riscatto. Perduto l'aspetto efebico e raggiunta la definizione sessuale, Di Caprio costruisce un personaggio di luci e ombre, un cattivo che compie azioni buone al "tramonto" della vita.
Il tema molto delicato è stato trattato con stile. Storia intensa, forse un pò scontato il finale (la conversione dell' "uomo bianco" ai veri "diamanti" della vita appare purtroppo poco realistica), ma ugualmente bello.
Grande interpretazione dell'attore co-protagonista insieme ad un altrettanto bravo Di Caprio che ancora una volta fa centro.
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Spartan |
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2 Apr 2007, 07:53 Ultimo messaggio di: Spartan |
L'ultimo re di Scozia

Titolo originale: The last King of Scotland
Nazione: Gran BretagnaAnno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 121'
Regia: Kevin MacdonaldCast: Forest Whitaker, Gillian Anderson, James McAvoy, David Oyelowo, Kerry Washington
Recensione:
Nicholas Garrigan è un medico inglese neolaureato che sogna l'avventura umanitaria. La trova in Uganda dove si reca ad esercitare la sua professione. Viene immediatamente colpito dalla moglie del medico responsabile dell'ospedale ma ben presto una più forte calamita lo attrae a sé: si tratta di Idi Amin Dada, il trascinatore di folle che ha appena sconfitto l'avversario Milton Obote e rimarrà Presidente del Paese dal 1971 al 1979. Nicholas diverrà suo medico personale e poi suo principale consigliere scoprendo progressivamente che dietro alla facciata di brillante bonomia si cela un uomo crudele. "Sua Eccellenza Presidente per la Vita, Federmaresciallo Al Haidji Dottor Idi Amin, Signore di tutti gli animali della terra e dei pesci del mare, e Conquistatore dell'Impero Britannico, In Africa e particolarmente in Uganda".
Così si autoproclamò l'uomo che è stato accusato del massacro di centinaia di migliaia di persone. MacDonald, al suo primo lungometraggio dopo un'intensa attività di documentarista, ce lo mostra così come appare allo sguardo "ingenuo" di un occidentale pronto inizialmente a chiudere gli occhi su alcune "stranezze" dell'affascinante personaggio. Ancor più affascinante perché interpretato da un Forest Whitaker assolutamente straordinario nell'offrirci l'ambiguità della follia coniugata al potere.
Se in La caduta Bruno Ganz alternava, nei panni dell'Hitler degli ultimi giorni, la cordialità riservata agli intimi con gli scatti della più incontenibile ira, l'attore afroamericano ha di fronte a sé una materia ancora più complessa. Le battute, l'ammirazione per la Scozia, la voglia di vita e il desiderio di giustizia di cui Amin fa sfoggio esteriore si velano pian piano dell'ombra della follia. Una follia al contempo determinata e insicura che viene resa con grande sensibilità in modo da non rendere mai il dittatore del tutto "simpatico" ma neppure di delinearlo come il Mostro da esorcizzare. Nel far questo è coadiuvato da James McAvoy (il fauno de Le cronache di Narnia) che, insieme allo spettatore, compie un viaggio alla scoperta del lato oscuro del fascino esercitato dal potere.
Ammetto di aver visto il film con un pregiudizio positivo: avevo già letto alcune recensioni (tutte positive) e l'argomento mi interessava molto. Solitamente, in queste circostanze, è facile rimanere un po' delusi... Questa volta, invece, il "pregiudizio" non solo è stato confermato, ma addirittura superato! E' raro infatti vedere un film così interessante e, soprattutto, non banale. Più che la bellezza del film sotto il profilo strettamente cinematografico (ottima fotografia, trama avvincente, etc.) sono rimasto impressionato dall'originalità dell'idea centrale del film: raccontare l'Africa attraverso gli occhi di un giovane medico scozzese che - lungi dal voler essere un eroe - vive la sua esperienza africana facendosi trascinare dagli eventi, donando così un tocco di umanità alla vicenda.
Dopo tanti, troppi film in cui la storia è narrata dagli occhi di personaggi tanto perfetti da apparire quasi caricaturali - penso ad es. al vincitore dell'Oscar Crash-Contatto fisico, o a Bobby - finalmente si vede una storia il cui protagonista altro non è se non un ragazzo "normale". Il dottor Garrigan parte infatti pieno di sogni (come tutti), ma cede poi a facili compromessi, vinto dal fascino del denaro e del potere (come molti).
Il regista riesce così a spiegarci le tristi vicende del continente africano, evitando toni censori o da maestrina, facendoci invece immedesimare in un personaggio chiaroscurale che (probabilmente) rappresenta un po' tutti noi, o almeno quanti di noi hanno la modestia di riconoscere i propri limiti.
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Spartan |
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31 Mar 2007, 10:12 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Convoy - Trincea d'asfalto 
di
Sam Packimpah,
con
Kris Kristofferson, Ali MacGraw, Ernest Borgnine e Burt Young.
Recensione: "Anatra di gomma", un capo-camionista, si ribella ai soprusi di un esoso poliziotto stradale e protesta, in Arizona, con decine e decine di camionisti solidali. Qualche cedimento e qualche stereotipo sono riscattati dal talento visionario di S. Peckinpah che offre momenti memorabili. La corsa dei camion sulla pista sabbiosa al ritmo di una canzone country è un pezzo d'antologia.
Commento: Ottimo x gli estimatori di Peckimpah e dei films "on the road"
Voto: 8
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30 Mar 2007, 19:47 Ultimo messaggio di: Spartan |
SCHEDAThank you for smoking
Titolo originale: Thank you for smoking
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 92'
Regia: Jason Reitman
Sito ufficiale:
www.foxsearchlight.com/...
Cast: Aaron Eckhart, Maria Bello, Cameron Bright, Adam Brody, Sam Elliott, Katie Holmes, William H. Macy, Robert Duvall, Rob Lowe,
Produzione: Room 9 Entertainment, TYFS Productions LLC, ContentFilm
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 01 Settembre 2006 (cinema)
Trama:
Nick Naylor crea una serie di intrighi per tenere vivo il mercato del tabacco, del quale é uno dei principali attori, ma allo stesso tempo cerca di rimanere un modello da seguire per su figlio.
RECENSIONEThank you for smoking
L'arte della persuasione. E' questa la materia da cui muove il film, tratto dall'omonimo romanzo di Christopher Buckley e diretto dall'esordiente Jason Reitman (autore di cortometraggi e spot, figlio dell'Ivan regista di "Ghostbusters").
Nick Naylor è vicepresidente dell'Accademia di Studi sul Tabacco, emanazione diretta delle corporazioni del settore responsabili di 1.200 decessi al giorno (lui si definisce un MDM, ossia un mercante di morte che attua un "controllo demografico"). La strada sembra spianata: "Le sigarette sono fighe, facili e danno assuefazione. Praticamente il lavoro è già fatto", gli dice il capo. E se non bastasse ci sono le influenze politiche degne di una grande lobby, una squadra composta dai migliori studi legali e ricercatori scientifici "disposti a negare anche la legge di gravità". Ma in epoca di sensibilizzazione alla salute, relative crociate anti-fumo e calo dei consumi in seguito pure ai divieti, il suo ruolo di avvocato del diavolo è quello di arginare i danni all'industria della nicotina. Questo necessita di abilità dialettica supportata da una "moralità flessibile" adatta a "mantenere i segreti e distorcere la realtà". O meglio, rimanendo in tema come la locandina, "filtrarla".
Quando poi, parlando ad esempio di gelato, al tuo interlocutore piace la vaniglia e a te il cioccolato, puoi sempre puntare più in alto ("Cioccolato o vaniglia? Non mi bastano, voglio avere la scelta"). Naylor ha questa dote, e gioco-forza è un cinico. Il suo ragionamento è lineare: "La morte ci toglie clienti. Noi vogliamo il cliente vivo e fumatore", e per ottenere questo è disposto perfino a concedere 50 milioni di dollari per la pubblicità contro il tabacco.
Ma se nel libro egli è un personaggio integralmente negativo, qui viene mostrato umano al punto di farsi ingannare da una giornalista, suscitare l'affetto del proprio figliolo, e in definitiva risultare un simpatico farabutto. Un vero mattatore col sorriso e l'energia di Aaron Eckhart, in un'opera dinamica, acuta (buona parte dei dialoghi viene direttamente dal libro), provocatoria.
E non si vede neanche una sigaretta accesa.
La frase: "Se argomenti, non hai mai torto".
E' uno dei miei film preferiti (tanto che ho una frase in firma

), molto originale nel suo genere....
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Spartan |
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30 Mar 2007, 19:36 Ultimo messaggio di: Spartan |
The Choirboys (I Ragazzi del Coro)
Di
Robert Aldrich, con
James Woods.
Recensione: Protagonisti un gruppo di poliziotti che lavorano nel distretto di una metropoli americana. Molti di loro provenendo dall'esperienza terribile del Vietnam sono psicologicamente fragili e insicuri. Induriti dalla guerra, dalla sofferenza e inquadrati nella caserma dove vivono - il loro tenente è infatti una persona senza scrupoli - diventano violenti e arroganti macchiando con gravi episodi la divisa che indossano. Il film è così un'analisi spietata del cattivo funzionamento di un sistema repressivo e apparentemente senza controllo. Per alcuni di questi agenti il percorso è inevitabile: arrivano all'omicidio, alla corruzione, al suicidio...
Commento: Per anni il cinema americano è andato avanti a raccontarci che il poliziotto è un uomo come gli altri, ha una famiglia e degli affetti. Adesso, sulla scorta di un romanzo dell'ex poliziotto Joseph Wambaugh, arriva Robert Aldrich per farci sapere che i poliziotti sono molto peggio degli altri. Godendo della relativa impunità che gli deriva dal portare la divisa, gli sbirri di un distretto della città di Los Angeles formano addirittura una squadraccia. Chi ricorda i forzati che costituivano il commando di
Quella sporca dozzina o i carcerati-giocatori di
Quella sporca ultima meta può facilmente immaginare come lo stesso regista descrive I ragazzi del coro. Non è certo per il suo valore espressivo che il film è destinato a restare negli annali: la mano di Aldrich si va facendo sempre più pesante, esattamente il contrario di quella leggerezza che veniva chiamata il tocco alla Lubitsch. Qui l'Aldrich touch manda a pezzi ogni buona intenzione, riduce le situazioni a episodi di grand-guignol e i personaggi a torre caricature, senza attingere a un risultato incisivo. Il gusto di infrangere tutti i tabù è ormai diventato, in Aldrich, pura sguaiataggine. Però un posticino nelle cronache come film limite di un certo filone I ragazzi del coro se lo merita: e nella rappresentazione abietta e offensiva della polizia trapela una vena di goffo e virulento anarchismo.
Voto: 8
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Spartan |
914 |
30 Mar 2007, 19:25 Ultimo messaggio di: Spartan |
Casino Royale
Titolo originale: Casino Royale
Nazione: U.S.A., Gran Bretagna
Anno: 2006
Genere: Azione
Durata: 145'
Regia: Martin Campbell
Sito ufficiale:
www.sonypictures.com/casinoroyaleSito italiano:
www.007casinoroyale.itSito italiano:
www.sonypictures.it/film/...
Cast: Daniel Craig, Judi Dench, Eva Green, Cécile De France, Giancarlo Giannini, Caterina Murino, Simon Abkarian, Jeffrey Wright, Claudio Santamaria
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer, Eon Productions Ltd., Danjaq Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 05 Gennaio 2007 (cinema)
Trama:
Casino Royale ripercorre i primi passi della carriera di James Bond. Nella sua prima missione da "007", Bond deve confrontarsi con Le Chiffre, banchiere delle organizzazioni terroristiche mondiali. Il piano di Bond per fermarlo e smantellare la rete terroristica a lui collegata, é quello di battere Le Chiffre in un torneo di poker milionario al Casino Royale. All'agente viene affiancata una bellissima burocrate del Tesoro, Vesper Lynd, incaricata di consegnargli la cifra da giocare e tenerlo d'occhio. La presenza della donna inizialmente infastidisce Bond che si troverà a lottare insieme a lei per sopravvivere agli attacchi sferrati da Le Chiffre e dai suoi scagnozzi. Quando si accende la passione tra i due, correranno ulteriori pericoli, affrontando esperienze che sconvolgeranno per sempre la vita di Bond.
Commento: non male, poi ad un certo punto mi ha annoiato abbastanza, x poi riscattarsi nel finale. :biggrin2:
Unica pecca: la mancanza delle forniture tecnologiche speciali di Q... cmq assolutamente da vedere, parola di Spartan!

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Spartan |
1.605 |
25 Mar 2007, 11:45 Ultimo messaggio di: Napolentone |
E' uscito nelle sale cinematografiche "300", il film tratto dall'opera più sentita e voluta dal Frank Miller fumettista.
La più sentita, perché Miller non ha mai nascosto la sua passione per l'antica Grecia. Ci sarebbero decine di esempi simili, che non è il caso di elencare, ma, è curioso notare che, gia in "Sesso e sangue a Sin City", verso le ultime pagine, in una spettacolare splash page, mostrava Leonida alla guida dei suoi guerrieri lungo il passo delle Termopili in un parallelo col protagonista che stava conducendo i suoi nemici ad una trappola analoga.
Già in passato covava il desiderio di scrivere a sua volta qualcosa basato sulle gesta di quegli eroi che tanto l'affascinavano. Questa storia alla fine l'ha realizzata, e il risultato è un racconto che ha sbancato negli Eisner Awards del 1999, vincendo nelle categorie: Migliore Serie Terminata/Limitata, Miglior Scrittore/Disegnatore e Migliori Colori (quest'ultimo vinto da Lynn Varley, sua moglie).
La trama è un interpretazione dell'autore della famosa battaglia tenuta al passo delle Termopili nel 480 a.C., dove 300 guerrieri spartani guidati dal loro re, Leonida, assieme ad alcuni alleati inviati dalle altre città greche, riuscirono per 3 giorni a tener bloccato l'immenso esercito persiano di Serse I.
Alla fine vennero traditi. Leonida allontanò gli alleati e rimase col manipolo di spartani a coprire loro la fuga. Il loro sacrificio (oltre che causare più di ventimila morti tra i persiani) smosse tutto il mondo greco, e diede il tempo agli alleati di organizzare la difesa, che si concluse con la sconfitta di Serse nella Battaglia di Salamina.
Molte storie e leggende sono sorte dietro questa battaglia, e Miller fa man bassa di aneddoti che la riguardano, spargendoli nella sua personalissima reinterpretazione dello scontro.
Riguardo il film, quello che più colpisce vedendo le prime immagini è la perfetta fedeltà alle tavole da cui sono tratte. Stesse inquadrature, stessi passaggi, stessi dialoghi. Come nel film di Rodriguez, anche qui i personaggi, interpretati da attori reali, si muovono su uno sfondo ricreato con la computer grafica. Il risultato finale è la parvenza di trovarsi quasi catapultato nelle pagine del racconto. Si crea un forte senso di legame con il fumetto che manca nei film girati completamente dal reale.
Unico neo nelle anteprime che ho visionato è la presenza di alcune scene e personaggi che nella storia originale non ci sono. Alcune parti di un Leonida bambino e alcuni guerrieri persiani dall'aspetto completamente inumano che non trovano spazio nel fumetto.
[yt]NUNPtHbKOoo[/yt]
[yt]wDiUG52ZyHQ[/yt]
L'ho visto, anzi gustato, al multiplex [post="http://www.multiplexarcadia.com/"]Arcadia[/post] di Melzo (MI), un cinema che sfrutta la tecnologia audio [post="http://it.wikipedia.org/wiki/THX"]THX[/post], proiettato su uno schermo di 30m. di larghezza x 16,50 di altezza....
Film epico, splatter, emozionante fino alle lacrime, irriverente e a volte divertente...insomma...DA VEDERE ASSOLUTAMENTE!

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fintoignorante |
949 |
10 Feb 2007, 19:13 Ultimo messaggio di: AkiFZero |
Una Notte al Museo
Titolo originale: Night at the museum
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 108'
Regia: Shawn Levy
Sito ufficiale: www.nightatthemuseum.com
Cast: Ben Stiller, Robin Williams, Carla Gugino, Owen Wilson, Kim Raver, Mickey Rooney, Dick Van Dyke, Bill Cobbs
Produzione: Twentieth Century Fox Film Corporation, 1492 Pictures, 21 Laps Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 02 Febbraio 2007 (cinema)
Giudizio
Trama:Il guardiano del Museo di Storia Naturale di New York, un certo Larry Daley, incautamente e per puro caso, evoca un'antica maledizione a causa della quale, tutte le creature che si trovano all'interno del museo si animano creando naturalmente disastri e paura...
Recensione:Dunque, scrivere una recensione di questo film per me non è semplice.
Anni fa infatti ho avuto la fortuna e insieme la disgrazia di vedere Zoolander, film spettacolare cone e anche di Ben Stiller, e da allora tutti i film del genere li sottopongo inevitabilmente a un metro di giudizo parecchio severo.
Uscendo dal cinema comunque la sensazione è che abbia assistito alla classica favola per famiglie da trasmettere in prima serata su canale 5, però fatta e soprattutto interpretata particolarmente bene.
Ben Stiller tuttavia risulta un pò imbrigliato, quasi gli venisse impedito di dare sfogo alla sua geniale follia creativa, complice forse anche un Owen Wilson (sua spalla da parecchi film) relegato in secondo piano. Brilla ma con discrezione Robin Williams, bravissimo pure quando sta fermo, a testimonianza del suo status di attore purosangue. Poi il resto poco originale, il padre che fa di tutto per riconquestare il figlio, il datore di lavoro cattivo che si ricrede, tutti i personaggi prima ostili che si uniscono per aiutare il protagonista, la morale di credere in se stessi e altre (detto sinceramente) banalità del genere. Tuttavia consiglio di vederlo, giusto per passare due orette in allegria.
Sì, è vero, è una favola per famiglie come tante, ma le altre non hanno Ben Stiller.
Davvero divertente la "guerra" tra le miniature di pionieri americani guidati dal pistolero Owen Wilson e i la legione romana guidata da Ottaviano (che parla in romanesco), che i quali tentano reciprocamente di invadere le teche rivali, quasi fosse una satira sull'imperialismo americano.
Spettacolare la scena finale, nella quale il museo si trasforma in una discoteca e tutte le creature ballano al ritmo di "September"degli Earth, Wind and Fire.
Ah, ultima raccomandazione, Guardate Zoolander solo in punto di morte, ne trarrete doppuio giovamento:
1)potrete godervi appieno le altre commedie prima
2)morirete stramazzando a terra dalle risate.
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fintoignorante |
1.178 |
10 Feb 2007, 13:25 Ultimo messaggio di: mister-pippo |
La ricerca della felicità
Titolo originale: The Pursuit of happyness
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 117'
Regia: Gabriele Muccino
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/...Sito ufficiale: www.medusa.it/laricercadellafelicitaCast: Will Smith, Thandie Newton, Jaden Smith, Chandler Bolt, Domenic Bove, Ian Baptiste, Aida Bernardino, Mia Bernardino, Richard Bischoff
Produzione: Overbrook Entertainment, Escape Artists, Columbia Pictures Corporation
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 12 Gennaio 2007 (cinema)
Giudizio:
Trama:Chris Gardner (Will Smith) è un padre di famiglia che fatica a sbarcare il lunario. Nonostante i lodevoli e coraggiosi tentativi di tenere a galla il matrimonio e la vita famigliare, la madre (Thandie Newton) del piccolo Christopher, che ha solo cinque anni (Jaden Christopher Syre Smith) non riesce più a sopportare le pressioni dovute a tante privazioni e, incapace di gestire la situazione, decide di andarsene. Chris, trasformato in un padre single, continua a cercare ostinatamente un impiego meglio retribuito utilizzando le sue notevoli capacità di venditore. Alla fine riesce ad ottenere un posto da praticante presso una prestigiosa società di consulenza di borsa, e sebbene si tratti di un incarico non retribuito, lo accetta con la speranza che alla fine del praticantato avrà un lavoro e un futuro promettente. Privato dello stipendio, Chris e il figlio, vengono sfrattati dall'appartamento e costretti a dormire nei ricoveri per i senza tetto, nelle stazioni degli autobus, nei bagni pubblici o ovunque trovino un rifugio per la notte. Nonostante i suoi guai, Chris continua ad essere un padre affettuoso e presente, usando l'amore e la fiducia che il figlio nutre per lui come spinta per superare tutti gli ostacoli che incontra sulla sua strada.
Recensione:Sarà che sono insensibile, sarà che non capisco nulla di cinema, sarà quello che volete voi, ma a me sto film non è piaciuto epr nulla.
Tutta la critica entusiasta che gli si è costruita attorno mi è sembrata più una forzatura, un elogiare il lavoro di un nostro regista in un paese (e in un mercato) così ristretto.
Il lavoro di Muccino mi èsembrato un voler fare accademia a tutti i costi, un fervore estetista a oltranza.
Non che la storia sia priva di spunti di riflessione, per carità, ma una storia tanto ricca si rivela un'arma a doppio taglio. Può capitare infatti che ci si soffermi ossessivamente su alcuni particolari rendendo la storia monotona e provocando allo spettatore una sofferenza quasi fisica e una voglia di alzars idalla poltroncina e guardare una partita di cricket a -3 gradi pur di non assistere più allo spettacolo. In sintesi, la storia (vera) c'è, ma poteva essere trattata decisamente meglio, e senz'altro non doveva essere ridotta a una favoletta noiosa e inconsistente. Nemmeno i mille imprevisti che capitano al pur bravo Will Smith riescono a catturare l'attenzione dopo 10 minuti, dato che dopo aver visto i primi 3-4 li hai visti tutti, e l'unica sorpresa che ti puoi aspettare è il prossimo particolare ultrainutile sul quale si sprecheranno metri e metri di pellicola.
Spero che muccino sia in disaccordo coi critici e abbia capito l'errore, nonostante tutto sono con lui, spero che il prossimo lavoro sia davvero degno d lodi.
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