| |
|
Titolo discussione |
Risposte |
Autore discussione |
Visite |
Ultima azione |
 |
 |
|
0
|
Terry B. |
709 |
5 Apr 2006, 09:35 Ultimo messaggio di: Terry B. |
Sezione Cinema, TV, Libri, Musica, Spettacolo, CultureScopo di questa sezione è ospitare tutte le notizie relative al mondo della musica(quindi i vostri gusti, le vostre preferenze, le vostre domande, e gli eventi musicali di rilevo),le ultime notizie dal mondo del cinema (news, trailers, ecc...) e tutto ciò che riguarda la televisione (personaggi tv, trasmissioni preferite, e tanto altro) le quali potranno essere commentate dando luogo così a dei veri e propri dibattiti.
Ricordiamo di assumere nelle discussioni sempre un tono civile e di rispetto per le opinioni altrui.
Sono vietati link a materiale coperto da copyright, pertanto ogni messaggio che li conterrà verrà eliminato senza preavviso.
Per tutte le altre norme siete invitati a leggere il
Manifesto GeneraleQui le regole per la pubblicazione di immagini.
Qui le regole per la pubblicazione di link
Lo staff di
Free Play Club
| Altre discussioni |
 |
|
|
59
|
Sonia_love |
1.810 |
30 Aug 2010, 07:25 Ultimo messaggio di: Boomerang |
Diciamo che questo è uno dei topic più famosi, presente in ogni forum, ho deciso di aprirlo anche qui. Scrivete cosa state ascoltando nel momento in cui scrivete.
potete mettere anche il video se vi va

Io ho appena finito di ascoltare Ci vuole un attimo di Aleandro Baldi
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Hu6FLzawXm0&hl=it&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Hu6FLzawXm0&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object>
 |
|
|
8
|
Napolentone |
279 |
20 Jul 2010, 22:26 Ultimo messaggio di: numerone |
Come tutti gli anni, anche quest'anno ho disdetto il mio abbonamento a Mediaset premium perchè scadendo l'offerta dell'anno scorso avrei dovuto pagare molto di più e come al solito ho cominciato a vedere le offerte che ci sono per decidere cosa fare per vedermi le partite di calcio in diretta TV.
Negli anni scorsi alla fine, mio malgrado finivo sempre per riattivare un offerta Mediaset premium, visto che era più economica (Costava € 19.90 al mese) rispetto a Sky (che costava € 39.90 al mese) e visto che Dhalia che era la più economica, non trasmetteva tutte le partite dell'Inter ne quelle della champions league.
Quest'anno la concorrenza di SKY però ha superato per la prima volta il costo di Mediaset premium e quindi sono passato a SKY, ben contento di non dover più dare i miei soldi al berlusca.
Questo topic lo apro perchè nello scegliere SKY ho tenuto conto delle varie offerte (ma non di quelle come le vediamo in TV, bensì quelle reali che possiamo vedere solo facendo certi ragionamenti che purtroppo non tutti si fanno. Se sarò di aiuto a qualcuno per fargli aprire gli occhi sarò ben contento di averlo fatto.
Allora, L'offerta corrente che Mediaset premium propone è quella da 14 € al mese fino a fine anno.
CITAZIONE
Se scegli Easy Pay con il pacchetto "Gallery + Calcio" entro il 22/08/2010 vedi cinema, il meglio del calcio, le serie tv e Disney Channel a soli 14 euro al mese anziché 29 euro fino al 01/01/2011**. Per te quindi uno sconto di ben 15 euro al mese fino alla fine dell'anno.
Sempre 15 euro di sconto al mese fino al 01/01/2011 se opti per il pacchetto "Tutto Premium" (cinema, serie tv, tutto il calcio e il divertimento per ragazzi) al costo di 18 euro al mese anziché 33 euro.
Quindi ammesso di cominciare un abbonamento, con opzioni minime (calcio + gallery) dal primo agosto pagheremo 5 mesi a 14 euro ( = 70 €) più 7 mesi a 29 € ( = € 203) in totale in un anno (perchè non potete disdire il contratto prima di un anno, pena perdere gli sconti), pagheremo in totale € 273 che diviso 12 mesi fanno € 22.75, e se non fate la disdetta dopo un anno pagate 29 € al mese. senza parlare di offerte che contengono altri canali che costano anche di più.
Quindi ricapitolando, un anno con Mediaset Premiun (gallery + Calcio) costa 22.75 al mesePassiamo ora a considerare un abbonamento a SKY di uguale durata.
Il pacchetto minimo 2 channel pack più il Calcio (scegliete il pacchetto Sport per avere anticipi, posticipi e la Champions League)
costa 29 € al mese quindi questo dovrebbe essere il prezzo finale e bloccato per due anni anche se il contratto minimo è sempre di un anno, ma....
....Ci sono le promozioni. Se vi abbonate oggi per esempio potete avere in omaggio un impianto home teatre oppure un telefonino della samsung, ma non è tutto.
Per caso siete clienti Enel Energia o volete diventarlo?Se volete diventare clienti Enel Energia vi scontano 3 mesi di abbonamento quindi in un anno l'abbonamento vi costerebbe € 261 che diviso 12 mesi fa
21.75 € quindi meno di mediaset premium.
Ma se invece siete già clienti di Enel Energia vi scontano 150 € dalla bollettaSi avete capito bene, risparmiate sulla vostra bolletta Enel Energia, la bellezza di 150 € che vi verranno scalati direttamente dalla bolletta della luce fino a 75 euro per bolletta fino a raggiungere i 150 euro.
L'offerta è valida fino al 31 luglio quindi se volete farlo dovete affrettarv. Io l'ho fatto stamattina, quindi ecco come fare:
Basta telefonare al numero verde 800922308 dare i vostri dati e il numero cliente di Enel Energia. Tutto qui

addirittura se facciamo un po di conti, in un anno quest'offerta porta il
costo mensile a € 16.50 Quindi come dissi l'anno scorso, chiamando quelli di Mediaset premium: ladri, anche quest'anno, vi consiglio di controllare bene le offerte che propongono e dopo aver verificato che sono i soliti ladri e imbroglioni, passare senza dubbio a Sky, considerando anche che l'anno prossimo Sky sbarcherà sul digitale terrestre e sicuramente sarà ancora più competitiva.
 |
|
|
0
|
Wireless Mind |
650 |
1 Mar 2010, 22:41 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
Google Maps ci permette di vedere tanti posti senza alzarci dalla nostra sedia.
La funzione Street View poi è ancora meglio: camminiamo per la strada!
E' utile per trovare percorsi, per vedere monumenti che non abbiamo mai visto se pure non di persona...
Ma tra le tante cose utili ce n'è qualcuna più inutile, ma che magari ci toglie qualche curiosità o semplicemente ci fa passare del tempo.
Vogliamo vedere le location di alcuni famosi film o telefilm?
Ecco qualche esempio:
Brothers & SystersProfondo rossoecco la villa torinese dove sono state girate alcune scene del filmQui invece la locations romana dove potete andare a comprare molti gadget horror
Cliccate qua se volete visitare il sito del negozio basta un clic. Il negozio si chiama "Profondo Rosso" ovviamente
Harry Potter e il principe mezzosangue dove hanno girato la maggior parte degli interni ed esterni di Hogwarts....e ditemi se è poco!
CLICCATE QUAAngeli e DemoniPiazza del PopoloL'inizio del passetto Gran Torino per tutti quelli che amano Clint Eastwood
HancockI CesaroniLa bottiglieria dei Cesaroni!!!! Niente paura è un bar potete andarci tranquilla mente a prendere un caffè o un gelato....ma non andateci con maglie biancheazzurre
The GodFather ovvero... Il PadrinoL'allenatore nel palloneCosì guardando il campo dall'alto potrete studiare meglio la tattica 5-5-5
PinocchioEccovi alcune locations.
La prima è il ponte da dove Pinocchio-Ciuchino viene gettato in mare per crearne un tamburo:
Clicca quaL'altra location è quella che conclude il film, cioè la spiaggia dove approdano, portati dal tonno, Geppetto- Manfredi e Pinocchio- Balestri:
Clicca quaEccovi le coordinate del paese di Pinocchio, qui sono girate le prime scene e tutte quelle inerenti al paese:
Clicca quaGhostL'appartamento dei protagonistiOcean's 13Il casinòla casa di Reuben Tishkoff sul lago di Las VegasGrindhouse: Death Proof Harry ti presento SallyDonnie Darkola casa di Donnie Darkola scuola di Donnie DarkoLa casa di Jim Cunningham (Patrick Swayze)TroyTwin PeaksDesperate housewivesElisa di Rivombrosail castelloCast AwayL'isolaThe Flintstonesdove è stata creata BedRockIl laureato (scena della chiesa)
E.T.La casa di ElliotHappy DaysLa casa dei CunninghamPsychoIl famoso motel Bates... ovvero Universal Studio di Los Angeles
Rockyscalinata del museo d'arte di PhiladelphiaNell'ultimo film "Rocky Balboa" il pugile , rimasto vedovo, apre un locale e lo chiama "Adrian's Restaurant. Il locale esiste veramente, se andate a Philadelphia eccovi l'indirizzo:
Victor Cafe, 1303 Dickinson St, Philadelphia, Pennsylvania, USA e qui il
sitoTitanicpunto esatto dove è affondato e dove sono state fatte alcune riprese del film di CameronColazione da TiffanySe volete andare a fare Colazione da Tiffany eccovi
le coordinate per il vero negozio...ma occhio, non vendono cornetti, quindi non invitateci una donna per prendere un caffe, altrimenti uscirete in mutande
Streghela casaIl signore degli anelliIl villaggio degli hobbit che si vede nel primo film esiste verasmente, per la preciusione è stato creato appositamente per il set e li è rimasto, si trova vicino a Matamata nella Nuova Zelanda.
Intanto...
il paese di FrodoGrey's Anatomyl'ospedaleDr. Housel'ospedalePretty WomanIl
motel in cui lui sale di corsa le scale antincendio e le porta le rose
L'esorcistala casaStarWarsla casa di Luke SkywalkerFull Metal Jacketil campo di addestramentoFrankestein Junioril
Myfair Theatre purtroppo oggi chiuso
Lady HawkeIl Palazzo del VescovoAltri esterni sono stati girati anche a
Castell'ArquatoEyes Wide Shutla villa della festa in mascheraI Gooniesla casa di MickeyDawson's Creekla casa di DawsonKarate Kidla casa dove si trasferisce Danny all'inizio del film
la mitica scuola Cobra Kai DojoMamma ho perso l'aereola casa protagonista del primo film
la chiesa dove il bambino parla con il vecchioRitorno al futuroparcheggio da dove Marty McFly scopre di essere su una macchina del tempo
la piazza della cittadina con il famoso orologio fermo da quella famosissima notte in cui fu colpito da un lampo
La casa di Doc del 1985
la casa di Doc nel 1955
La casa di MartySpiderManil Daily Bugle, il giornale dove lavora Peter Park
Dopo la battaglia con Goblin a Time Square, Spiderman, salva Mary Jane e la porta su un
tetto con giardinoThe Rocky Horro Picture ShowQuasi tutto il film è girato in interni, l'unico esterno è il
castello ed eccolo qua, in realtà è un albergo
The Blair Witch Projectil boscoThe Blues Brothersla prigione davanti alla quale inizia tuttoIl codice da VinciTutti i luoghi segnati sulla mappaFriendsla casa ripresa durante gli esterni (tutti gli interni sono girati in studio)
Le coordinate del
la fontana che si vede nella sigla del telefilm
Kill BillLa casa di Tarantino ... ok non c'entra con il film
La chiesa dove avviene il massacro
Sex & the Citysexy shop dove le 4 amiche comprano "Rabbit habit"
Se siete oltremodo interessati all'oggetto potete anche acquistarlo via internet, questo è il sito
http://www.thepleasurechest.com/ logicamente la visione del sito è per soli maggiorenni.
PastisJimmy Choola casa di Carrie
 |
|
|
0
|
Napolentone |
177 |
17 Feb 2010, 10:53 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Sanremo Web Radio
In questo periodo in cui il festival di Sanremo impazza ecco a voi la radio online dove potete ascoltare tutti i più grandi successi di Sanremo e avere informazioni sul sanremo in corso con le schede di tutti i partecipanti in collegamento al teatro Ariston.
Sanremo Web Radio è la nuovissima radio via internet dedicata ai protagonisti e alle canzoni del Festival della Canzone Italiana. Online dal 13 al 21 febbraio 2010 i grandi successi dei campioni in gara e le nuove proposte di quest'anno, come anche le tante canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo, oltre a notizie e commenti direttamente dal Teatro Ariston.
Clicca qui o sull'immagine di testa per accedere al sito
 |
|
[NEWS] Inneres Auge
Il nuovo singolo denuncia di Franco Battiato
|
0
|
Napolentone |
583 |
26 Oct 2009, 12:41 Ultimo messaggio di: Napolentone |
ROMA - Qualcuno potrebbe anche maliziosamente suggerire: era ora che dalla nostra prestigiosa canzone d'autore arrivasse un cenno su ciò che accade nella sfera morale della vita pubblica. Ma ora ci ha pensato il più esoterico, allusivo, enigmatico dei nostri cantautori, Franco Battiato, che nel suo nuovo pezzo Inneres auge (da oggi in anteprima sui siti di Repubblica.it e Xl.repubblica.it) usa parole furenti, esplicite, perfino difficili da immaginare cantate dalla sua voce delicata e misterica: "Come un branco di lupi affamati che scende dagli altipiani ululando o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti precipitano come massi da altissimi monti in rovina. Uno dice: che male c'è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato? Non ci siamo capiti, e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?".
Un vero sussulto, un'indignazione tangibile, ma è pur sempre una canzone di Battiato, e infatti si intitola Inneres auge ("l'occhio interiore" in tedesco) ed è una canzone ben strana, piena di disagio e di evocazioni profonde, divisa in due parti. Dopo la sparata iniziale, che continua con altri vituperi ("... di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente"), scarta verso temi altissimi, verso quell'occhio interiore che ci fa intravedere ben altra bellezza.
Insomma siamo lontani dal tono caricaturale di Edoardo Bennato che faceva il verso al presidente Leone quando cantava Uno buono, dall'anarchismo dissacrante di Rino Gaetano in Nun te reggae più e perfino dal più garbato De Gregori che nel 1992 dedicò a Bettino Craxi una corrosiva La ballata dell'uomo ragno ("si atteggia a Mitterand ma è peggio di Nerone") salvo poi pentirsi anni dopo e riabilitarne la figura.
Click here to find out more!
Qui mancano nomi e cognomi ma il quadretto evocato da Battiato è desolante. Sembra la voce di un artista esiliato che si consola con Corelli ("mi basta una sonata di Corelli perché mi meravigli del Creato!") ma poi si affaccia alla finestra e vede un paese preso a sberle dalla politica.
Articolo di Gino Castaldo
Fonte:
La Repubblica.itclicca qui per accedere alla pagina di ascolto del brano
 |
|
|
2
|
Wireless Mind |
538 |
24 Oct 2009, 22:15 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
U2 in concerto su YouTube(ANSA) - LOS ANGELES, 24 OTT - Gli U2 si confermano innovatori, con un concerto dal vico che sara' trasmesso in diretta su YouTube. Lo show della band irlandese di domani sera al Rose Bowl di Pasadena in California sara' trasmesso in diretta sul sito web. Milioni di persone nel mondo potranno unirsi cosi' ai 96.000 spettatori dello stadio californiano per assistere al concerto, l'ennesimo tutto esaurito del '360 tour'. Gli spettatori potranno anche inviare comemnti via Twitter.
ansa.it
 |
|
|
0
|
Wireless Mind |
469 |
24 Oct 2009, 16:11 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
Sapevate che esiste una lista dei 25 Film più pericolosi mai girati? Pericolosi per il tema trattato, per la storia crudele, per le immagine impressionanti, insomma film pericolosi da vedere destinati ad un pubblico adulto non con l’animo debole, non sto parlando solo di horror, ma parlo di film tratti da fatti realmente accaduti o film girati da registi maledetti. La lista comprende alcuni film dei quali non ha mai sentito parlare ed altri che conosco molto bene, spero che qualcuno di voi abbia visto qualcuno di questi film, se si ditemi che ne pensate.
I 25 Film più pericolosi mai fatti
* 25 Bonnie and Clyde (1967)
* 24 Boys Don’t Cry (1999)
* 23 In the Company of Men (1997) - Nella società degli uomini
* 22 Dead Ringers (1988) – Inseparabili
* 21 Eraserhead (1977) – Eraserhead, la mente che cancella
* 20 Gimme Shelter (1970)
* 19 Happiness (1998) – Felicità
* 18 Bad Lieutenant (1992) – Il cattivo tenente
* 17 M (1931) – M il mostro di Düsseldorf
* 16 Once Upon a Time in the West (1969) – C’era una volta il West
* 15 A Clockwork Orange (1971) – Arancia Meccanica
* 14 Repulsion (1965) – Repulsione
* 13 Requiem for a Dream (2000)
* 12 Reservoir Dogs (1992) – Le Iene
* 11 The Sweet Hereafter (1997) – Il dolce domani
* 10 Taxi Driver (1976)
* 9 Blue Velvet (1986)
* 8 Dancer in the Dark (2000)
* 7 Freaks (1932)
* 6 Peeeping Tom (1960) – L’ occhio che uccide
* 5 The Lost Weekend (1945) – Giorni perduti
* 4 Natural Born Killer (1994)
* 3 Romper Stomper (1992) – Skinheads
* 2 Un Chien Andalou (1929)
* 1 Weekend (1967) – Weekend, un uomo e una donna dal Sabato alla Domenica
In grassetto quelli che ho visto io...
e voi?
che ne pensate di quelli che avete visto?
 |
|
|
0
|
Napolentone |
944 |
12 Oct 2009, 13:01 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Come sapete, tra qualche giorno comincerà lo switch off (passaggio al digitale terrestre) di tutti i canali in alcune regioni Italiane tra cui la mia: La Campania.
In questi giorni sono arrivate migliaia di lettere dalla RAI che avvisavano gli utenti in regola con il canone e che avevano compiuto il 65 esimo anno di età. Che se avavano un reddito inferiore a 10.000 euro l'anno potevano usufruire di un bonus di 50 Euro per l'acquisto di un decoder digitale terrestre nei negozi convenzionati aderenti all'iniziativa.
Bene, ottima iniziativa, si aiuteranno i poveri pensionati a non dover subire un nuovo salasso per poter continuare a vedere la tv, penseremo noi, ma si può in uno stato ormai governato da chi sappiamo, avere qualcosa senza che ci sia dietro il trucco?
Purtroppo no.
Non mi ero interessato della cosa fino a stamattina quando un amica mi ha fatto vedere la lettera ricevuta dalla RAI chiedendomi che decoder poteva comprare per la zia ultrasessantacinquenne.
Lei pensava che col buono da 50 euro avrebbe potuto comprare più di un decoder (sappiamo che in ogni casa c'è sempre più di un solo televisore) e con i prezzi che ci sono in giro (si va dai 19 euro fino ai 39 per i decosder free to air) magari rifondendo qualche euro di tasca propria poteva prenderne addirittura 3 e risolvere tutti i problemi e con questa prospettiva e il ringraziamento a chi ci governa chiedeva che modelli poteva prendere.
Leggo con attenzione la lettera e scopro che (
come anche il sito del ministero riporta ). Per usufruire del buono bisogna comprare un decoder il cui costo non deve essere inferiore all'importo del buono stesso. In parole povere si deve comprare un decoder che costa più di 50 euro e siccome quelli free to air costano meno di 50 euro non li si può comprare e si deve comprarne di quelli di tipo zapper (per intenderci, quelli predisposti a ricevere anche i programmi a pagamento) che normalmente sono in vendita con in omaggio una tessera medaset premium con un mese di attivazione gratuita.
Non credo che devo aggiungere altro per poter affermare che il famoso buono per gli anziani si è trasformato nell'ennesimo aiuto all'azienda di berlusconi, con buona pace di noi contribuenti che pagheremo anche questo.
 |
|
[NEWS] Ciao Mike
se n'è andato Mike Bongiorno
|
8
|
Napolentone |
355 |
10 Sep 2009, 18:09 Ultimo messaggio di: Rainer |
ROMA - Mike Bongiorno è morto. Un infarto lo ha fermato a 85 anni, era a Montecarlo, dove stava trascorrendo alcuni giorni di riposo. Una notizia che coglie tutti di sorpresa. C'era da sempre, non aveva età. Se ne va un bel pezzo di storia della televisione italiana. Che lui ha contribuito in gran parte a inventare, rivoluzionare, arricchire, cambiare. Prima, importando dagli Stati Uniti il quiz televisivo. Poi, dando vita a format innovativi e a uno stile "diverso" di fare tv. "Uno straordinario esempio di laboriosità e capacità professionale", ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
E' stato conduttore, autore, partigiano, intrattenitore, scrittore, scalatore, imprenditore, produttore. Indimenticabile il suo "Allegria!". Celebri le sue gaffe. Lascia la moglie, Daniela, e i tre figli Michelino, Nicolò e Leonardo. Si preparava a un nuovo debutto: quello con il quiz Riskytutto su Sky, dove era approdato dopo la scadenza del contratto con Mediaset. E dove aveva conosciuto una seconda, formidabile giovinezza al fianco di Fiorello: prima negli spot tv, poi con le incursioni nei suoi show. "Con lui - aveva raccontato a Repubblica - farei qualunque cosa. Ci inventiamo tutto noi, e ci divertiamo un sacco". Proprio due giorni fa, aveva fatto una riunione in conference call per parlare della scenografia del nuovo programma. La moglie Daniela e i figli sono tornati a Milano. La salma del conduttore rientrerà fra due giorni.
L'infanzia e la guerra. Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nasce a New York il 26 maggio del 1924. Sua madre è torinese, suo padre italoamericano. Si trasferisce in Italia ancora bambino, fa le scuole a Torino, durante la Seconda guerra mondiale lascia gli studi e si unisce alle formazioni partigiane: parla l'inglese, è perfetto come staffetta per comunicare con gli alleati. Catturato dai nazisti, trascorre sette mesi nel carcere di San Vittore (vicino di cella di Indro Montanelli), in seguito viene trasferito prima nel campo di concentramento di Bolzano poi in quello di Mauthausen. Si salva grazie a uno scambio di prigionieri fra Germania e Stati Uniti.
Il successo in Italia. Tornato a New York, dal 1946 lavora per la radio del quotidiano "Il progresso italoamericano" nel programma Voci e volti dall'Italia. Torna in Italia, definitivamente, nel 1953, chiamato a lavorare alla neonata televisione. E inaugura il primo giorno di trasmissioni, il 3 gennaio del 1954, con il programma Arrivi e partenze.
Lascia o raddoppia?. Il programma che decreta il suo successo è Lascia o raddoppia? (1955), ispirato all'americano "64000 dollars". Il riscontro di pubblico va al di là di ogni previsione. Chi non possiede un televisore in casa - e all'epoca sono in tanti - si incontra nei bar, il quiz diventa un momento di aggregazione popolare, quando il programma va in onda le sale cinematografiche chiudono i battenti. "Anche in Italia gli 'uomini che sanno tutto' hanno incominciato la corsa ai milioni", scrive allora Sorrisi e canzoni. La visione del programma è un rito collettivo. Umberto Eco ne coglie la portata sociale e all'inizio degli anni Sessanta l'analizza nel suo saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno: le radici di tale successo, scrive Eco, sono nella "mediocrità assoluta" del personaggio, nella quale lo spettatore "vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti".
I grandi successi. Da quel momento ogni suo programma è un trionfo. Da Campanile sera (1960) a Caccia al numero (1972), da La fiera dei sogni (1963-1965) a Giochi in famiglia (1966-1967), da Ieri e oggi (1976) a Scommettiamo (1977) a Flash (1980). Con Rischiatutto (1970-1974) - uno dei programmi più importanti di Mike - per la prima volta vengono introdotti in tv l'elettrocnica e gli effetti speciali. Nasce la figura della "valletta parlante", Sabina Ciuffini.
L'incontro con Berlusconi. Fondamentale l'apporto di Bongiorno alla nascita e all'ascesa delle tv private. Risale alla fine degli anni Settanta l'incontro con Silvio Berlusconi. All'epoca, per la sua Telemilano - la futura Canale 5 - sceglie i personaggi allora più noti e apprezzati del piccolo schermo: Mike Bongiorno, ma anche Corrado, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Mike ha frequentato il modello americano, conosce le regole del marketing e per primo introduce, nei programmi della tv di Berlusconi, le sponsorizzazioni. Si apre una nuova, importante fase della sua carriera, con un successo che gli vale la vicepresidenza di Canale 5, nel 1990. "Se fosse nato in America potrebbe fare il presidente", disse una volta di lui Berlusconi. Ed è di provenienza americana anche il game show che gli vale un nuovo, duraturo trionfo (oltre tremila puntate): La ruota della fortuna.
Conduttore, attore, scalatore. Una carriera lunghissima e senza sosta, quella di Bongiorno (non a caso ribattezzato SuperMike), che lo ha visto anche condurre per ben 11 volte il Festival di Sanremo, fare l'attore - interpretando se stesso - in alcuni film come C'eravamo tanto amati, Il giudizio universale, Totò lascia o raddoppia?, Sogni mostruosamente proibiti, Ragazze d'oggi, I miliardari. Inarrestabile anche nelle passioni private, era partito nel 2001 - quindi a 77 anni - con una spedizione diretta al Polo Nord. Nel 2004 l'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli aveva conferito l'onorificenza di Grande Ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica.
L'approdo a Sky. Negli anni recenti Bongiorno si era dedicato alla conduzione di Genius e Il migliore, due quiz su Retequattro, mentre nel 2007 era tornato in Rai per presentare la 68esima edizione di Miss Italia, insieme a Loretta Goggi. Nel 2008 era uscita la sua autobiografia La versione di Mike. Alla fine del 2008 il suo contratto con Mediaset era scaduto e, lo scorso marzo, era stata ufficializzata la firma del suo contratto con Sky.
Fonte: La Repubblica.itCiao Mike
 |
 |
|
9
|
C@pit@nB@rboss@ |
304 |
7 Sep 2009, 16:42 Ultimo messaggio di: veleno |
Su su non ditemi che sono l'unico che legge ?

Cosa state leggendo in questo momento ?
Sono curioso di sapere che libri vi piacciono e che genere preferite
Io adoro i Fantasy e mi appassionano molto i trhiller e i libri di avventura.
In questo momento sto leggendo :
I signori del cielo di
Angus Wells un libro misto a leggende e magia
e durante l'estate ho letto
Il broker di
John GrishamTrhiller americano svolto principalmente in Italia.

 |
|
|
2
|
marcorossi17 |
490 |
27 Jul 2009, 17:10 Ultimo messaggio di: Lady G |
raga ciao a tutti mi chiamo marco complimenti per il forum siete magnifici
gentilmente avrei bisogno di due film in dvd che non riesco a trovare in rete
e sono zombi del 1978 dvd ita e la notte dei morti viventi dvd ita a colori
se qualcuno mi puo' aiutare glie ne sarei grato aggiungo la mia e-mail
xxxxxxxxxxxxxxxxxx perche' a volte ho da fare e non posso verificare
i messaggi nel forum invece le e-mail le controllo anche da fuori casa
grazie a tutti arrisentirci a presto
 |
|
|
2
|
Napolentone |
432 |
14 Jul 2009, 05:52 Ultimo messaggio di: mery74 |
Stavo leggendo delle news e questa ve la voglio proprio riportare.
Magari stava meglio nella sezione politica, perchè ci fa capire questi dove vorrebbero arrivare... o forse in umorismo visto che posso solo riderci (o piangerci) sopra, ma tant'è eccovi la news:
CITAZIONE
MILANO - "Che sia un bergamasco, un alto atesino, o un tedesco, gli attori parlano tutti comunque con accento romanesco", e questo per il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, "è veramente insopportabile". L'occasione per lanciare una provocazione criticando il modo di parlare nei film italiani è quella dell'inaugurazione del Polo cinematografico lombardo, la Cinecittà di Milano ricavata dalla ristrutturazione dell'ex Manifattura Tabacchi.
Durante il suo intervento, il viceministro alle Infrastrutture ha fatto notare che l'accento della Capitale "dà fastidio non tanto per una questione localistica o campanilistica", ma perché "è chiaro che il linguaggio è parte essenziale dei personaggi". Castelli ha citato il caso del bergamasco papa Roncalli e della sua celebre frase "Volemose bene": ''Sentire Giovanni XXIII, che era un bergamasco verace, parlare con accento romanesco è storicamente sbagliato e dà fastidio dal punto di vista culturale".
Con l'apertura del Polo cinematografico lombardo, fortemente voluto dal leader della Lega, Umberto Bossi, "si pongono le premesse per fare un'azione culturale migliore" ha aggiunto. Quindi, ha concluso Castelli, "nelle ambientazioni a Roma si parli romanesco, in quelle napoletane si parli napoletano e, in quelle a Milano, si parli milanese".
Fonte:
Repubblica.itMa tu guarda cosa ci tocca sentire. Non so dove abita Castelli, ma sicuramente a casa sua si parlerà in idiotesco

 |
|
|
1
|
pietrobell |
815 |
19 Jun 2009, 22:55 Ultimo messaggio di: Napolentone |

Da molti anni, la nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger è scomparsa senza lasciare traccia. Il cadavere non è mai stato ritrovato. Quando, ormai vecchio, Vanger riceve un dono che riapre la vicenda, incarica Mikael Blomkvist, noto giornalista investigativo, di ricostruire gli avvenimenti e cercare la verità. Aiutato da un'abilissima giovane hacker, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger, ma più scava, più le scoperte sono spaventose.
potete acquistarlo da qui
 |
|
|
4
|
Wireless Mind |
602 |
6 Jun 2009, 15:02 Ultimo messaggio di: Elysiana |
MORTO DAVID CARRADINE, SI SAREBBE IMPICCATO
WASHINGTON - Impiccato nella suite di un lussuoso albergo di Bangkok, in Thailandia: così è morto l'attore americano David Carradine, diventato nel corso della sua lunga carriera un'icona cinematografica delle arti marziali orientali dopo essere stato protagonista negli Anni '70 della fortunata serie televisiva 'Kung Fù e, recentemente, del film di Quentin Tarantino 'Kill Bill'.
Secondo quanto riportato dal sito del quotidiano thailandese The Nation, David Carradine è stato trovato impiccato nella suite room 352 del Park Nai Lert Hotel di Bangkok, dove l'attore si trovava per lavorare al suo ultimo film, 'Strech', un lavoro del regista francese Charle de Meaux per la casa di produzione francese MK2. Le riprese del film avrebbero dovuto concludersi entro la settimana.
L'attore si sarebbe impiccato utilizzando la corda di una tenda ed è stato trovato seminudo nell'armadio della stanza. A trovarlo sarebbe stata una cameriera dell'albergo, entrata intorno alle 10 del mattino per riassettare la stanza. Anche se le autorità ufficiali americane non hanno fornito ulteriori dettagli, limitandosi solo a confermare la morte dell' attore, secondo la polizia thailandese l'ipotesi più probabile é quella di suicidio: la stanza di Carradine, infatti, è stata trovata in ordine, nessun segno di effrazione alla porta o alle finestre, nessun segno di colluttazione nella camera. L'attore era atteso a cena la sera precedente dai compagni del film a cui stava lavorando, i quali lo avevano cercato al telefono senza trovarlo. Non si erano preoccupati, convinti che fosse andato a dormire. Nel suo rapporto, citato dal giornale di Bangkok, la polizia thailandese riferisce che Carradine quando è stato trovato era morto da almeno 12 ore. Il suo manager, Chuck Binder, si è detto "sotto shock" per la notizia.
"La morte di David è scioccante e tristissima - ha detto -. Era un uomo così pieno di vita, sempre desideroso di lavorare. Una grande persona". Figlio di John e fratello di Keith e Robert Carradine, entrambi attori di Hollywood, David Carradine aveva 72 anni. La sua popolarità, oltre al personaggio di Bill nella famosa saga di Quentin Tarantino, era legata all'interpretazione del monaco e maestro di arti marziali Kwai Chang Caine nella famosa serie televisiva degli Anni '70 'Kung Fù. Nel 1976 David Carradine aveva vinto una nomination all'Oscar come migliore attore per l'interpretazione del cantante Woody Guthrie nel film 'Bound for Glory' (titolo italiano 'Questa terra e' la mia terrà). Tra gli altri, aveva lavorato anche con Ingmar Bergman nel film 'L' uovo del serpenté.
ansa.it
 |
|
|
5
|
Napolentone |
803 |
1 Jun 2009, 14:24 Ultimo messaggio di: veleno |
MILANO - Sky cancella la replica di «Shooting Silvio», il film del giovane regista abruzzese Berardo Carboni che racconta di un giovane scrittore di norme Kurtz che decide di uccidere Silvio Berlusconi. Il lungometraggio era stato mandato in onda in prima visione televisiva dall’emittente satellitare di Murdoch la sera di Pasquetta in prime time suscitando la reazione indignata del Pdl che ha definito il film come «un inno alla violenza».
PALINSESTO MODIFICATO - Nel palinsesto dell’emittente satellitare erano previste altre repliche, una lunedì pomeriggio alle 17 e l’altra il 25 aprile. La contestata pellicola tuttavia non è andata in onda: al suo posto un film americano di cui Sky non fornisce il titolo nel tradizionale sottopancia. Shiacciando il tasto del telecomando «i», quello che fa comparire in sovraimpressione una breve descrizione di quello che sta andando in onda, compariva il titolo della «vecchia» programmazione che prevedeva appunto «Shooting Silvio». Segno, probabilmente, che la modifica di palinsesto è stata decisa all'ultimo momento.
«VITA: PERCHE' IL CAMBIO?» - La decisione è stata commentata a breve distanza dal cambio di programma dal senatore del Pd, Vincenzo Vita, che è anche membro della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai: «Come mai Sky ha cancellato le repliche di "Shooting Silvio" - si chiede -? Forse l’onda lunga della richiesta della destra è arrivata a buon fine?».
IL REGISTA: «SONO ALLIBITO» - Non se la sente di parlare di censura, ma per Berardo Carboni, autore della pellicola, la cancellazione dal palinsesto è «un fatto grave»". Il regista si dice «allibito» per quanto accaduto: «Non è una censura perché è una scelta libera di Sky ma è il segno di un potere immanente. Sono allibito e preoccupato se questo potere tocca anche Sky che è stata l’unica tv che negli ultimi anni ha dato visibilità a registi giovani e indipendenti e, insieme al Ministero della Cultura, ha di fatto consentito la sopravvivenza del cinema giovane». Nonostante ciò, il giovane regista si dice "ottimista": "Quanto accaduto dimostra che esiste un controllo ampio e diffuso" dell’informazione e della televisione "e che spesso non si fanno delle cose perché si ha paura. Io non rifarei "Shooting Silvio" ora, ma sono orgoglioso di averlo fatto allora e spero di riuscire a fare ancora. Anzi, ne sono convinto: io riesco a esprimermi. Credo in un futuro di libertà». Ciò che tuttavia lo lascia più "allibito", spiega Carboni, è il fatto che «il film sia stato bloccato non per quello di cui tratta ma perché non era opportuno mandarlo in onda in questi momenti delicati dopo il terremoto in Abruzzo. Ma io mi chiedo: in un paese in cui vanno in onda solo reality e spazzatura come ’La Fattoria’ che non aiutano certo a pensare ma educano una generazione di tronisti, è di cattivo gusto solo un film come il mio che invece invita alla riflessione?».
Fonte: Corriere.itSempre su Corriere.it trovate una recensione e il trailer del film (
clicca)
Certo se non fosse stato per la chiara censura avuta, possiamo immaginare da chi. Questo lungometraggio sarebbe passato perlopiù inosservato a molti, visto che andava sulle Pay Tv, ma ora che si è intervenuti con l'ascia censoria, non mi meraviglierebbe se questo film, vista l'impossibilità di vederlo da parte di chi legge questa notizia sia qui che su altri lidi, facesse scattare il download selvaggio sui siti p2p con il risultato di una diffusione capillare del film alla faccia dei censori.
 |
|
|
2
|
renia |
693 |
22 Apr 2009, 17:24 Ultimo messaggio di: Spartan |
Qual'e' il film piu' brutto che avete mai visto, tanto che avreste voluto dire......"voglio indietro i soldi del biglietto"?

 |
|
|
1
|
bliss754 |
720 |
16 Apr 2009, 16:37 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Ciao!
Son capitata qui cercando "The Millionaire", ma in generale sono un'appassionata di cinematografia,
ho aperto questo topic per chiunque fosse interessato a uno "scambio" di film tramite megaupload!
Grazie per l'attenzione!
 |
|
|
0
|
Napolentone |
777 |
3 Apr 2009, 06:15 Ultimo messaggio di: Napolentone |
Roma - Un mese d'anticipo esatto rispetto all'uscita nelle sale: la coincidenza che la data fissata per lo sbarco al cinema di <strong>X-Men Origins: Wolverine</strong> fosse proprio il 1 maggio ha fatto sì che, per qualche ora della giornata del primo aprile, tutti pensassero all'ennesima bufala. D'altra parte, un <a href="http://torrentfreak.com/unreleased-michael-jackson-songs-hit-bittorrent-090401/" target="_blank">annuncio simile</a> su decine di presunte canzoni inedite di Michael Jackson finite sul P2P era uno scherzo. La fuga di Wolverine, invece, uno dei più amati supereroi della Marvel, è tutta vera.<br><br><img src="http://img6.imageshack.us/img6/7485/lucwolv01.png" title="Wolverine è già online" alt="L'eroe Marvel infuriato" align="right">Al momento la 20th Century Fox, marchio che produce il franchise degli X-Men assieme alla casa di fumetti, brancola nel buio: non c'è nessun indizio su chi abbia deciso di mettere in rete una versione, seppur non finita, dell'intero <a href="http://www.imdb.com/title/tt0458525/" target="_blank">film</a>. Chi l'ha visto <a href="http://tech.yahoo.com/news/afp/20090402/tc_afp/usitinternetfilmcopyrightcrimefox" target="_blank">spiega</a> che <strong>mancano parecchi effetti speciali</strong> e musiche di sottofondo: ogni tanto compaiono dei segnaposto in luogo delle figure generate al computer, oppure i personaggi che volteggiano sullo schermo sono evidentemente appesi a dei fili che consentono le evoluzioni più ardite.<br><br>La qualità del video e dell'audio, tuttavia, sembrerebbe essere ottima: paragonabile a quella, <a href="http://www.zeropaid.com/news/85924/x-men-origins-wolverine-workprint-leaked-to-bittorrent/" target="_blank">si dice</a>, di altre release avvenute però dopo l'uscita in DVD del titolo in questione. La bontà delle immagini e del sonoro <strong>fa pensare quindi ad un rilascio avvenuto grazie a un basista</strong>: un impiegato o un tecnico che collabora con la produzione, che aveva accesso ad una delle copie di lavorazione del film e che ha deciso - per motivi che rimangono incomprensibili - di consegnare al pubblico in anticipo l'intera pellicola non completa.
Inizialmente, vista la comparsa di un sottotitolo che rimanda ad una nota casa di produzione di effetti speciali, si era puntato il dito verso uno dei tecnici australiani della <em>Rising Sun</em>: l'azienda, già nota per aver lavorato ad altri titoli ad alto budget di Hollywood, ha però voluto smentire queste voci con una nota. Il presidente di Rising Sun, <strong>Tony Clark</strong>, ha infatti <a href="http://www.rsp.com.au/news.htm" target="_blank">chiarito</a> che "È normale nelle fasi di scambio del materiale tra noi e la produzione marchiare questi lavori, e spesso gli spezzoni finiscono in diversi montaggi: questo spiegherebbe perché il nostro nome compare nel filmato".<br><br>In ogni caso, chiarisce Clark, "Da quello che ci risulta il materiale rubato è una versione intermedia del film con molte sezioni incomplete. Poiché lavoriamo su singole sequenze del film, né Rising Sun né i suoi membri sono mai stati in possesso di una versione completa, rendendo impossibile l'eventualità che il rilascio del filmato sia originato da qui". Rising Sun, quindi, "nega di essere in alcun modo in relazione con il rilascio del materiale non autorizzato".<br><br>Detto questo, resta il problema di scovare la "talpa" che ha concesso ai downloader di condividere il film (seppure incompleto). Fox <a href="http://hollywoodinsider.ew.com/2009/04/wolverine-leak.html" target="_blank">ha fatto sapere</a> di aver "immediatamente contattato le autorità per far rimuovere" il film dalla Rete, e che "la fonte iniziale del rilascio e qualunque ulteriore diffusione saranno perseguite con il massimo rigore della legge". FBI e MPAA sono state coinvolte: <strong>impossibile probabilmente impedire la diffusione del filmato</strong> a questo punto, ma "siamo rincuorati dal supporto ricevuto e dalla condanna da parte dei fan di questo atto illegale, che sottolineano mette a rischio gli enormi sforzi di produttori, attori e regista".<br><br>Difficile, tuttavia, stabilire oggi quali potranno essere le conseguenze di questo evento: a giudicare da <a href="http://torrentfreak.com/unfinished-x-men-movie-a-hit-on-bittorrent-090401/" target="_blank">alcuni commenti</a> alla notizia, la stragrande maggioranza dei navigatori intende comunque recarsi al cinema per godersi lo spettacolo (finito) sul grande schermo. Ciò nondimeno in molti sono curiosi di dare un'occhiata a quanto è stato realizzato fino a questo punto: ed è indubbio che la notizia, <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/02/business/media/02film.html?_r=2&partner=rss&emc=rss" target="_blank">facendo</a> il giro dei giornali e dei blog, <strong>garantirà una buona notorietà al film</strong> ancor prima che sia iniziato il vero battage pubblicitario per promuoverlo nelle sale.<br><br>La pirateria, in ogni caso, <a href="http://www.zeropaid.com/news/85929/mpaa-enjoys-another-year-of-record-profits/" target="_blank">non sembra intaccare</a> il business delle sale cinematografiche. Nonostante la crisi, infatti, <strong>il bilancio di MPAA per il 2008 si è chiuso con un discreto +2,8 per cento</strong> rispetto all'anno precedente, grazie soprattutto ad un finale di anno molto positivo. Le major di Hollywood, che <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/7978130.stm" target="_blank">pare</a> abbiano anche cambiato look alle loro campagne per sensibilizzare rispetto alla pirateria, non si dicono comunque soddisfatte: "Senz'altro oggi vediamo il bicchiere mezzo pieno. Ma sebbene le cose vadano bene al botteghino, non si può dire lo stesso dell'home video - ha <a href="http://arstechnica.com/media/news/2009/04/mpaa-box-office-up-but-sober-epic-underway-in-home-video.ars" target="_blank">chiarito</a> il CEO di MPAA <strong>Dan Glickman</strong> - In ogni caso, dobbiamo fare in modo di offrire ai consumatori sempre il prodotto originale, dove e come lo desiderano: al cinema, a casa, ovunque".<br><br><em>Luca Annunziata</em>
Fonte: Punto Informatico via immagine
 |
|
|
2
|
Zampa74 |
849 |
17 Mar 2009, 00:30 Ultimo messaggio di: MisaDrums |
LA CITTÀ CHE IO VORREI
Edizioni Freedom, anno 1973
"La città che io vorrei" è un sogno. La sua storia di disco – non disco (non contemplato nella discografia ufficiale, ritirato dal mercato, insomma un disco quasi sperimentale) si sposa perfettamente con l’atmosfera che si respira nei suoi solchi. Ma forse è uno dei dischi più veri di Graziani, dove troviamo il giovane Ivan, ancora forse un po’ ingenuo ma assolutamente genuino, in una veste che non ritroveremo più nei lavori successivi.
Per capire la natura di questo album, che si estranea totalmente dalla discografia del cantautore, bisogna analizzare il periodo storico in cui è stato prodotto e quello da cui Ivan usciva nel 1973. All'età di ventisei anni, Graziani viene chiamato a svolgere il servizio militare, esperienza che lo segna e lo guida nel componimento di alcuni brani. "Arcipelago Chieti è un luogo chiuso di assurdi orrori... dove l'inerzia domina sovrana" Così Umberto Piersanti descrive l'ospedale militare di Chieti, dove il fante Graziani è stato rinchiuso nel periodo di leva a causa di un'ulcera duodenale. "Il mondo di chi sta fuori - aggiunge Piersanti - è un mondo continuamete sognato, evocato, è l'oggetto del dialogo dei reclusi". Basta questo a giustificare l'enorme voglia di libertà, la grande ostilità che Ivan contrappone all'inerzia, alla pigrizia mentale, alla staticità vissuta tra il '71 e il '72. Questo discorso è stato ripreso in vari brani, "Nah nah nah" e "L'ubriaco" non lasciano dubbi: Fai quello che vuoi e vivi alla giornata! Questo è il messaggio. Poi c'è "Colori", un elogio alla fantasia ed un pugno allo stomaco di chi, come in "Luisa" e "Situazione", non sa fare altro che abbandonarsi alla monotonia.
Terminato il servizio militare a Chieti, Graziani torna alla casa teramana lasciata nel 1967, quando cominciò a fare la spola tra lo studio di registrazione "Il Mulino" di Milano e l'Accademia delle Belle Arti di Urbino. Qui a malincuore trova profondi cambiamenti: nella canzone che dà il titolo all'album descrive situazioni quasi idilliache, che si concludono inevitabilmente con un ritornello che ci dà certezze sul pensiero di Ivan: "Non esiste più, non ritrovo più la città che io vorrei; è scomparsa ormai, ingoiata ormai, la città che io vorrei".
Ritroviamo la città di Teramo in altre tre canzoni: nel brano "Il Campo della Fiera", zona di mercato appena fuori dalle mura della città, descrive una giornata vista con gli occhi di uno storpio che campa d'elemosina e sogna, come in un miraggio, l'amore sfuggitogli a causa della sua deformità. Fanno da cornice all'album due liriche soavi, "Apertura" e "Chiusura", che descrivono in maniera singolare l'alba e il tramonto della tanto decantata cittadina e rappresentano quasi l'alba e il tramonto dell'intero album.
"Tom Sawyer" è forse la prima canzone in cui Graziani si occupa di problematiche sociali: questo ragazzo che fugge dalla zia che lo punirà con lo scudiscio per averle rubato un po' di marmellata, è secondo me l'emblema ed il prototipo di molte canzoni di Ivan.
"L'età gratis" e "A volte in primavera" sono due brani che, pur essendo diversissimi dal punto di vista musicale, narrano entrambi il rimpianto di una giovinezza ormai andata.
Sarebbe stato curioso ascoltare l'intero disco arrangiato in chiave moderna e, soprattutto, con mezzi tecnici che a quei tempi Ivan non possedeva, perché avrebbe probabilmente portato a risultati interessanti.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
893 |
16 Mar 2009, 19:00 Ultimo messaggio di: zampa |
SOGNO ROSSO
Il brano "Sogno rosso" viene pubblicato nel 1990 solo in formato cassetta e vuole essere un omaggio alla casa automobilistica Ferrari, mito italiano che accomuna molti ragazzi in qualcosa in cui credere, che in ogni gara crea un'unica speranza di vittoria ed un tifo corale e, per chi la vive in prima persona (anche nel senso più ampio del termine), determina il convincimento a lottare fino alla fine e a non mollare mai.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
759 |
16 Mar 2009, 18:58 Ultimo messaggio di: zampa |
TUTTO IL CORAGGIO CHE HAI
GUAGLIO' GUAGLIO'
Edizioni Curci /Festival - Officine Pan Idler per SILB anno 1990
Nel '90, sull'onda emotiva delle stragi del sabato sera e su richiesta del presidente del Sindacato Italiano dei Locali da Ballo, Graziani scrive e pubblica "Tutto il coraggio che hai", una canzone che esorta i ragazzi a non lasciarsi andare all'alcool e alle droghe. Consideriamo poi che il primogenito di Ivan in questi anni è appena diciassettenne e la preoccupazione di un padre nei confronti di un fenomeno così devastante e dilagante non ha pari. L'invito del presidente del sindacato dei locali da ballo ha forse dato lo spunto ad Ivan, ma un problema tanto importante non sarebbe sicuramente sfuggito ad un cantautore così attento alla cronaca giornalistica, al sociale e allo spirito dei ragazzi. L'altro brano presente in questo 45 giri è "Guagliò guagliò", già pubblicato nell'LP "Ivangarage" del 1989.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
767 |
16 Mar 2009, 18:55 Ultimo messaggio di: zampa |
FRANCA TI AMO/ VENTO CALDO
Distribuzione BMG Ricordi (già RCA Italiana) Ed. Universale/Officine Pan Idler anno 1985
I testi appaiono per gentile concessione di: BMG Ricordi S.p.A.
Nel 1985 esce il 45 giri che include, oltre a "Vento caldo", quel brano che al Festival di Sanremo dello stesso anno si classificò tra le ultime posizioni: "Franca ti amo". L'altra canzone, molto meno impegnata, si rifa' nell'ambientazione a "Ugo l'italiano", nei ricordi di sempre e nella nostalgia alla singolarità di Ivan.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
643 |
16 Mar 2009, 18:54 Ultimo messaggio di: zampa |
LONTANO DALLA PAURA/GRANDE MONDO
Nel 1981, parallelamente a "Seni e coseni", esce un 45 giri comprendente i brani "Grande mondo" e "Lontano dalla paura". Quest'ultima canzone, riproposta l'anno successivo nell'LP "Parla tu..." in versione live, è stata scelta da Noel Marshall come colonna sonora del film "Il grande ruggito".
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
1.007 |
16 Mar 2009, 18:51 Ultimo messaggio di: zampa |
FRAGILI FIORI... (Livan)
CGD East-West anno 1995
L'album del '95 si compone essenzialmente di due parti: una di brani nuovi, editi Liking e Officine Pan Idler ed una di successi, più o meno vecchi, inseriti qui in versione live. Anche il titolo dell'album si compone di due parti: "Fragili fiori" (che è uno dei cinque brani inediti) e "Livan" (che è una composizione grafica, quella di copertina, di Filippo tra LIVE ed IVAN).
I brani live percorrono la storia di Ivan dal '77al '84 per poi saltare al 1994 con i brani dell'ultimo LP, forse inseriti anche per una questione pubblicitaria. I pezzi classici di Graziani, da "Fuoco sulla collina " a "Pigro" a "Lugano addio", sono interrotti da "Maledette malelingue", "il topo (signore delle fogne)" e "Poppe, poppe, poppe". Nella versione live di quest'ultimo brano, Ivan ci dà dei chiarimenti su ciò che intendeva dire con questo pezzo nel 1994. "Al mondo ci sono troppe poppe... e poche palle!" si affianca a ciò che gli Articolo 31 hanno indicato con la frase "...per vendere saponette bisogna mostrare una serie di culi e di tette...", ovvero "le scollature... dove si appuntano gli sguardi dei golosi..." ci tormentano senza tregua per mascherare quel prodotto che altrimenti non ci farebbe gola.
Tra i cinque brani inediti annotiamo "Fragili fiori ", "Buona fortuna (io scendo qui)" e "Bum, bum, bum", che evidenziano ancora la debolezza e la fragilità dell'essere umano. "Eri bella" segue quel filone di nostalgia e ricordi, anche per la citazione del Campo della fiera, di una lei dolce, sensibile, paradisiaca, quasi inventata. "Lanutella di tua sorella", in cui è intervenuto vocalmente l'amico Renato Zero, (già presente nell'album "Malelingue") conclude la serie dei cinque brani.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
589 |
16 Mar 2009, 18:49 Ultimo messaggio di: zampa |
MALELINGUE
Carosello Records anno 1994
Al festival di Sanremo del 1995, tra i vari Morandi, Drupi, Fiorello, c'era anche Graziani. Un giorno ho chiesto ad un ragazzo cosa ne pensava di Ivan Graziani, come musicista, e lui distrattamente, da grande ignorante qual è, mi ha risposto "Conosco qualcosa, se non sbaglio è quello di La mia banda suona il rock ? " Deluso ed amareggiato, non tanto per Ivan quanto per la musica italiana in genere, rimango un po' tra me e me. Un colossal come quel brano di Fossati non può essere attribuito ad altri. Indubbiamente la risposta che ho ottenuto da quel beota non è data dal fatto, pur vero, che Ivan mancava dalle scene musicali da tre anni, ma da una sua tendenza involontaria e naturale a fare gaffe. Sicuramente quando un cantante non calca le scene per tanto tempo, soprattutto se si tratta di uno che non è tra i preferiti delle masse, si tende a dimenticarlo. Per Ivan, nella fattispecie, è bastato veramente poco per farsi ricordare come l'autore di alcune tra le più belle canzoni italiane del passato. Il brano che ci ha presentato al Festival, "Maledette malelingue", ha ottenuto poi un meritatissimo settimo posto (che non è poco per uno come Graziani). La canzone è contenuta nell'album "Malelingue" (peraltro registrato interamente negli studi adiacenti la casa di Novafeltria), uscito poco dopo la fine del Festival di Sanremo.
Ancora una volta l'adolescenza è al centro del gioco di Graziani. Un genitore giudica e condanna una ragazzina, Federica in questo caso, perché ingenuamente colpevole di aver alimentato, come paglia sul fuoco, le dicerie nei propri riguardi, dipingendosi come una poco di buono agli occhi della gente. L'album, nato dietro i preziosi consigli di Renato Zero, si concretizza poi in altri pezzi come "Avrò bisogno ancora di te", "Voglio un mondo minorenne", "Sempre dritto in mezzo al cuore sparerò" e "L'orsacchiotto Sughy Pooh", che con toni ed indirizzi differenti, ruotano comunque intorno al discorso adolescenza. C'è chi contrappone alle bruttezze del mondo reale la fuga in un'ipotetica stanza dei giochi; chi gli contrappone la voglia di rimanere bambina con le proprie dolcezze ed ingenuità; chi, ancora, confronta la tenerezza e la forza di una ragazza alla debolezza della propria madre. Il Rock alla Ivangarage lo ritroviamo solo nel brano "Il topo (signore delle fogne)" in cui, come Ivan stesso spiega, si vuole ammonire chi fa precedere l'arroganza alla buona educazione.
Due canzoni, "La bella Gina" e "Le mani di Giulia", ci riportano poi all'album "Agnese dolce Agnese". Il primo brano riconduce al grande attaccamento che Ivan ha nei confronti della periferia; lo schiaffo simboleggia appunto la ribellione e la forza della provincia. L'altro brano ci porta alla solita lei (Giulia sostituisce Agnese) che ora non c'è più, se non in sfumature di vaghi ricordi.
D'accordo che, secondo Ivan, nel Rock il 90% è divertimento ed il 10% deve servire per mandare un messaggio, ma credo che nella canzone "Poppe, poppe, poppe" non ci sia nessun messaggio: il divertimento stavolta si è preso il 100% della torta. Se così non è il messaggio e molto ben nascosto...
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
836 |
16 Mar 2009, 18:45 Ultimo messaggio di: zampa |
CICLI E TRICICLI
Carosello Records anno 1991
L'ultimo album risale a due anni fa, il successivo esce dopo tre anni. Cosa sta succedendo ad Ivan nel frattempo? Lo ricordavamo come chi, almeno finché era con la RCA, produceva mediamente un album all'anno. Dopo "Ivangarage" uscito nel 1989, nello stesso anno esce una raccolta di canzoni d'amore. Poi "Cicli e tricicli" nel 1991 e, dopo ben tre anni, "Malelingue". Ivan ha sempre sostenuto, a ragione, che se uno non ha niente da dire è meglio che stia zitto: così è stato!
Però perché uno come lui, sempre così attento alla realtà che lo circonda, non aveva niente da dire? La verità è che, come ha sostenuto lui in un'intervista rilasciata a Fernando Fratarcangeli, in quegli anni ha attraversato un periodo di debolezza psicologica in cui non ha combinato quasi niente. Due anni per pubblicare "Cicli e tricicli", un album che, secondo Ivan, è un incidente di percorso. Personalmente non sono d'accordo: l'album, pur scostandosi dalla vecchia linea seguita dal cantautore, rimane comunque un buon lavoro. Un lavoro che si è preso il tempo necessario, ma che alla fine è risultato un album fatto di storie fantastiche che ci riportano vagamente ai doppi sensi che si respiravano in "Ballata per quattro stagioni", anche se la musicalità ovviamente non è quella degli anni '70. In occasione di questo lavoro Graziani abbandona i colori forti e propone Rock e ballate dipinte coi pastelli, brani più dolci e melodici quindi, che accompagnano storie leggendarie, misteriose, quasi medioevali. E' il caso di "Emily": ancora il ricordo di una lei che in un racconto rinasce e si concretizza per poi ritornare nel nulla da dove è venuta
Molte le canzoni che, in quest'album, parlano dei suoi sentimenti e del suo stato d'animo attuale: "Bambino antico", "L'ippocampo", "Io mi annoio", "Soltanto fumo " e "Un'ora". Tutte con toni più o meno accesi, e che più o meno direttamente, riconducono alla malinconia, alla solitudine ed alla galleria che Ivan sta attraversando in questo periodo. Ci sono poi "Kryptonite" (che è un'idea di Venditti) e "Solo arte", in cui racconta le storiacce che ormai fanno parte di lui, del suo mondo musicale. "Boccacciana" poi, ci riporta ad un vecchio brano: "Il piede di San Raffaele". Nel 1978 per essere assolti dai propri peccati bisognava prostrarsi, baciando il piede di San Raffaele; oggi, tredici anni dopo, "se vuoi l'assoluzione inginocchiati e bacia l'altare". Demagogia e credenze popolari quindi, che ritornano.
Ma come appare Ivan in copertina? Capelli corti, ordinati, più magro in viso, senza gli occhialini rossi... (il che la dice lunga!) E' forse questo il risultato di quel periodo di cui si parlava?
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
998 |
16 Mar 2009, 18:44 Ultimo messaggio di: zampa |
SEGNI D’AMORE
Carosello Records, anno 1989
Il lavoro di Ivan per la Carosello prosegue con "Segni d'amore", un album registrato nel 1989 a Novafeltria, presso le Officine Pan Idler. Questo lavoro, inciso con Beppe Pippi al basso e Pasqualino Venditto alla batteria, è una raccolta di vecchie canzoni d'amore che include anche il nuovo brano "La sposa bambina", che s'inserisce molto bene tra le vecchie produzioni.
Qui troviamo l'Ivan di "E sei così bella", "Lugano addio", "Canzone per Susy" e "Agnese", ma anche quello di "Signora bionda dei ciliegi" e "Noi non moriremo mai". Tappe che passano per "Firenze", "Cleo" e "Signorina", in una sorta di bignami della discografia. Quasi un riassunto del lavoro di una vita, in cui però si esclude il Rock e si pone l'accento su quelle melodie tipiche delle canzoni d'amore. Amore con la A maiuscola, nel senso più ampio del termine: passione tra un uomo e una donna, l'amore impossibile tra un ragazzo e una donna matura, i ricordi dell'infanzia mescolati all'amore, inteso stavolta come affetto fraterno.
Nell'album troviamo quindi i pezzi che dal 1976 al 1989 hanno formato l'Ivan cantautore, dandogli a volte notorietà e soddisfazione, a volte passati inosservati agli occhi di molti (ma non di tutti!). Cronologicamente si salta però dal 1983 al 1989, un buco di sei anni in cui si colloca, oltre all'album "Nove", l'album "Piknic", che contiene, tra le altre, la canzone "Rosanna non sei tu".
La serie di brani di quella lei mai trovata, ora perduta, ora sognata qui prosegue il suo iter. Perché allora i sei anni di pausa non sono interrotti da questa canzone che secondo me, visto il percorso iniziato, meritava di essere inserita nell'album? Presumibilmente perché Ivan considerava "Piknic" un errore, un incidente di percorso: da qui la voluta esclusione del brano. La copertina dell'album, infine, sembra l'immagine distorta di una chitarra, tinta di colori forti come il rosso opposto al nero, in contrasto con la dolcezza dei brani e con l'aria che si respira nell'intero album.
Componendo oggi una raccolta di canzoni d'amore, quali inseriremmo? Sicuramente "Emily" e "Le mani di Giulia", rispettivamente del '91 e del '94. A dire il vero potremmo inserirne molte altre e molte altre, probabilmente, ne avrebbe inserite Ivan...
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
714 |
16 Mar 2009, 18:43 Ultimo messaggio di: zampa |
IVANGARAGE
Carosello Records, anno 1989
"A tutti coloro che mi hanno aspettato dirò: inseguivo una Dakota del '59". Così Ivan spiega la sua pausa triennale; bisogna ricordare che nel frattempo ha lasciato la RCA per la Carosello.
"Ivangarage" è un album di Rock duro in cui emerge, come non mai, l'animo forte di Ivan che alterna schitarrate pazze quasi heavy metal a brani dolci, che comunque si inseriscono molto bene nel contesto, per esprimere non tanto la nuda cronaca giornalistica, quanto il disagio psicologico di chi la vive. Dopo tre anni Graziani si propone al pubblico con un lavoro che lo dipinge di nuovo. L'album, ricco di ricercati doppi sensi e frasi meno dirette di quelle cui Ivan ci aveva abituato evoca, in alcuni passi, i vecchi amori suonati in gioventù e qui ripresi in una veste molto matura.
Due i brani che riconducono ai Fab Four di Liverpool: "Noi non moriremo mai" termina in un medley musicale favoloso di "She loves you", "Hey Jude" e "Hello goodbye"; vecchi ricordi emergono ancora in "Ora et labora", in cui si parla di campi di fragole (Strawberry fields) e Lucia nel cielo coi diamanti (Lucy in the sky with diamonds). C'è ancora "Prudenza mai", un rockaccio duro che in lui si veste di sarcasmo ed irriverenza. Ivan mena le chitarre e si trasforma quasi in Dr. Jekyll, non riconoscendo più la vecchia melodia di "Agnese"; qui manca, infatti, l'Ivan vittima delle donne, anzi si presenta come un lupo che ringhia e mostra i denti. Sempre di Rock si tingono i brani successivi: "Un uomo", dedicato a chi ha ancora il coraggio di picchiare duro i pugni sul tavolo, "I metallari", dipinti come antichi guerrieri perennemente innamorati, "Psychedelico", che ci rimanda al ritmo di "Taglia la testa al gallo" e al testo allucinato di "Al festival slow - folk di Bi - Milano".
Non è Graziani però se non si accosta al sociale, perciò "Johnny non c'entra" è parte integrante dell'album: qui affronta con gran sensibilità e coraggio il delicato tema della violenza sui minori, giungendo all'amara ma purtroppo reale conclusione che la violenza partorirà ancora violenza.
Oltre a tutto questo, nell'album ritroviamo l'Ivan delle ballate dolci con "Radici nel vento", brano introspettivo e "Guagliò, guagliò", che narra con infinita dolcezza il coraggio con cui un'amica d'infanzia sfidava le ottuse regole sociali. Particolarmente bella è, infine, "E mo' che vuoi", che descrive con pungente ironia grazianesca lo strano (ma forse è più normale di quanto non si creda) rapporto tra un uomo ed una donna.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
2.171 |
16 Mar 2009, 18:39 Ultimo messaggio di: zampa |
PIKNIC
RCA Italiana - distribuzione BMG Ricordi anno 1986
Nel 1986 esce un nuovo lavoro a cui partecipa l'amico Evangelisti, dal titolo "Piknic"; un album senza toni, piatto, in bianco e nero. Un LP in cui non dice niente di nuovo, le canzoni riprendono i temi abituali del cantautore con qualche concessione in più all'intimismo come in "Sola", "Ed è felicità" e "La mia isola", brani che ci fanno rendere conto di ciò che Graziani provava in quel periodo, del perché della stasi creativa attraversata nella seconda metà degli anni 80.
Esce un po' da questi canoni "Zio Gorilla", un brano che ricorda un vecchio successo: Ivan chiede a questo zio, nome in codice di quell'istinto primordiale che è dentro ogni essere umano, la cattiveria e la prontezza per affrontare una situazione quanto mai scomoda; il tema riallaccia, anche se a grandi linee, il discorso di "Taglia la testa al gallo". La morale è occhio per occhio, dente per dente. Per il resto dell'album si dovranno dire le cose già dette per gli altri lavori: il Rock, i pensieri a quella lei che non c'è, l'adolescenza, sono i temi che ritroviamo in questo lavoro. La copertina: il volto di Ivan senza occhiali quasi impaurito, in una foto in bianco e nero. Niente di più adatto per questo LP.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
723 |
16 Mar 2009, 18:36 Ultimo messaggio di: zampa |
NOVE
Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (già RCA Italiana) anno 1984
Nel 1984 Ivan Graziani ottiene un discreto successo con un nuovo lavoro intitolato "Nove", comprendente appunto nove brani arrangiati e prodotti insieme a Celso Valli. Gli arrangiamenti di Valli danno un volto nuovo alla musica di Ivan, che appare più moderna, più armonica, molto meno spigolosa. Tutto l'album viene prodotto, infatti, in maniera molto orecchiabile, lontano dai vari "Pigro" e "Monna Lisa", ad indicare che il nuovo modo di lavorare si distacca enormemente dalle produzioni di fine anni '70.
I vari pezzi si mescolano tra i ricordi ed i sogni, sfiorando appena le problematiche trattate da Ivan fino ad ora. Gli stessi brani ce ne fanno rendere conto: "Chitarra bar", "Blouson noir", "Il tamburino (little drummer boy)", "Geraldine", "Lucetta tra le stelle" e "Limiti (affari d'amore)" musicalmente ci portano a melodie inconsuete che avremmo affiancato istintivamente ad altri artisti. Nuovi anche i temi affrontati: "Limiti (affari d'amore)" tratta ad esempio dell'omosessualità (problema sfiorato fino ad ora solo in "Dada"), dell'indecisione e della paura di sbagliare ancora in amore. "Lucetta tra le stelle "dedicata al golfo partenopeo, ci riconduce ai Beatles della canzone "Lucy in the sky with diamonds". Il testo racconta la solitudine di una ragazza, quasi una Paolina degli anni '80.
Sogni d'amore ancora in "Geraldine" e sogni d'avventura in "Io che c'entro". Il primo riprende l'illusione di Lucetta, il secondo i racconti fantastici di "Oh mamma mia" e "Il chitarrista". Il cocktail di amore e paura continua in "Blouson noir", con qualche goccia in più di vecchi ricordi. Il tributo ai tempi passati lo troviamo in "Chitarra bar", brano che, per chi conosce la storia di Ivan, si sovrappone perfettamente al suo passato. La traccia prosegue col brano "Gangsters": un ambiente cupo, chiuso, un teatro di ragnatele ed ombre in cui vengono descritti personaggi e situazioni che purtroppo non esistono solo nella fantasia di Ivan.
"Minù Minù" racconta l'amore (ovviamente problematico) di una zingara che, per scelta o per dovere, lascia il suo lui, proprio come in "Lugano addio". Una ragazza libera che vive alla giornata, che si collega da una parte a "Il tamburino (little drummer boy)", dall'altra ai brani proposti nel lontano '73 in "La città che io vorrei".
In copertina troviamo Ivan Graziani in una foto di repertorio, apparentemente felice, i soliti occhialini rossi, calvizie marcata e, non a caso, un maglione nero.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
1.069 |
16 Mar 2009, 18:33 Ultimo messaggio di: zampa |
PARLA TU... (Dal vivo)
Numero Uno - distribuzione BMG Ricordi (già RCA Italiana) anno 1982
Dopo una serie di LP che gli hanno garantito un meritato successo, con "Parla tu..." Ivan corona il sogno inseguito da sempre: un album dal vivo.
Questo lavoro, senza dubbio il miglior live di Ivan, è stato realizzato assemblando vari concerti registrati tra il 1980 e il 1982, in particolare a Roma, Pesaro, Bari e Catania. Il risultato è un album compatto, di chitarre veloci ed incredibili assoli, un album in cui si sentono l'entusiasmo e i rumori della piazza, dove vince quel divertimento che l'autore ha sempre sottolineato nei suoi Rock
Tutte le canzoni sono presentate in una veste nuova, sembra che siano state vittime di un'accelerazione generale; il risultato è energia allo stato puro e rende perfettamente l'idea dell'atmosfera magica che si respirava nei concerti di Ivan. La band che suona in questo album si chiama "Dr. Jekyll & Mr. Hyde" ed è composta da musicisti di talento collaudato, molto affiatati fra loro e con Ivan: Daniele Angelini alle chitarre, Fosco Foschini al basso, Gilberto "Attila" Rossi alla batteria e Maurizio "Pastrocchio" Lucatoni alle tastiere.
Tra i vecchi successi troviamo due brani "nuovi", apparsi in precedenza solo su 45 giri. Il primo è "Lontano dalla paura", colonna sonora del film "Il grande ruggito" di Noel Marshall, l'altra è "Parla tu", che dà il titolo all'album ed è ripresa da un vecchio 45 giri dell'Anonima Sound, pubblicato nel 1967 e firmato Lo Vecchio - Vecchioni.
La prima parte dell'album è all'insegna del Rock più genuino, troviamo infatti "Dr. Jekyll & Mr. Hyde", "Angelina", "Taglia la testa al gallo", "Pigro", "Fuoco sulla collina", "Isabella sul treno" e "Lontano dalla paura" (brano che condanna la caccia, considerandola una dimostrazione della crudeltà umana). La seconda parte dell'album si apre invece con tre ballate lente: "Lugano addio", "Paolina" e "Agnese" che, insieme alla più rockettara "Motocross", Ivan definisce "Quattro canzonacce a cui sono molto legato...". Con "Motocross" si ritorna al Rock, segue infatti un medley meraviglioso di "Monna Lisa" e "Digos boogie". L'album si conclude con "Parla tu", che ritroviamo qui in versione di prova registrata in studio.
A questo meraviglioso capolavoro manca però qualcosa, uno dei pezzi più conosciuti e cantati di Ivan: "Firenze (canzone triste)". Come mai un colossal degli anni '80 viene tagliato fuori da un album così importante? Niente viene lasciato al caso, è stata sicuramente una scelta ben precisa, anche se personalmente ne ignoro i motivi. La copertina contribuisce, dal canto suo, a rendere ancora più singolare e prezioso l'album. Il disegno di un uomo di spalle che imbraccia una chitarra e guarda il suo pubblico (sicuramente è Ivan!) è stato realizzato dallo stesso autore che, solo in questo caso, si propone anche in veste di disegnatore.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
771 |
16 Mar 2009, 18:29 Ultimo messaggio di: zampa |
SENI E COSENI
Numero Uno - distribuzione BMG Ricordi (già RCA Italiana) anno 1981
Nell'anno in cui nasce Filippo, il secondo figlio di Ivan, viene pubblicato "Seni e coseni". Siamo nel 1981, un evento importante come la nascita di un figlio incide enormemente, oltre che sulla vita privata, anche sulla sfera musicale di un artista; infatti, anche se nell'album non ne troviamo alcun riferimento esplicito, la morbidezza dell'intero lavoro lascia intuire che Ivan è un padre soddisfatto... Nel '73, in occasione della nascita del primo figlio Tomaso (che coincide con la pubblicazione del primo album "La città che io vorrei"), Ivan aveva composto "Situazione", che descrive in modo molto ironico la disperazione di un marito lasciato solo a casa mentre la moglie si trova in ospedale a partorire. La linea di lavoro, quella dei problemi sociali ed adolescenziali, della noia generale, del buio, delle storiacce, prosegue qui meno marcata, ma pur sempre con indice grazianesco. L'album si spacca perfettamente in due: la melodia ed il Rock occupano i due lati dell'LP come le due facce di una moneta.
"Ehi Padre Eterno" che apre l'album, è un brano in cui Ivan, con l'orgoglio di un contadino abruzzese, rifiuta un posto in paradiso tra gli dei e i beati, per rimanere ben piantato sulla terra, accettando i difetti che ormai la caratterizzano. La noia è il tema dominante di "Pasqua": una giornata piatta, movimentata dalla singolare comparsa di un pazzo, è caratterizzata da vecchi ricordi, guarnita poi da uno stato d'animo che Ivan rappresenta come un cane enorme che sbadiglia e muove piano la coda. "Cleo" e "Signorina" simboleggiano i problemi di cuore di due adolescenti: da una parte il fascino e il mistero che porta con sé una ragazza greca, dall'altra la tenacia di Raimondo che "andrà in vacanza, probabilmente giù in Calabria" per continuare una relazione osteggiata da tutti.
Un pensiero concreto ed un occhio più terreno dominano invece l'altro lato dell'album. Il divertimento di suonare senza doversi struggere l'anima, lavorare serenamente, è quello che emerge in "Oh mamma mia" e "Digos Boogie". "Tigre" vuol essere poi un'esortazione a non fermarsi di fronte ai vari ostacoli che man mano si presentano, ma a reagire e guardare avanti con occhi ottimisti. Chiude l'album "Ugo l'italiano": ancora noia, vecchi ricordi e malinconia, stavolta però con un ritmo inconsueto, molto molleggiato, quasi tendente al blues.
L'album nel suo insieme è un buon lavoro, il cui tema dominante è la noia interrotta ora da un pazzo, ora da un patetico play boy, ora da altri eventi. Si sente soprattutto nei primi quattro pezzi la presenza, in un passato non troppo lontano, di Antonello Venditti: l'importanza che Ivan ha dato al pianoforte in alcuni brani e l'organo che apre "Ehi Padre Eterno" non lasciano dubbi. La copertina è di Mario Convertino: una donna fatta di linee geometriche su cui cammina Ivan, che lascia spazio alle più varie interpretazioni...
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
746 |
16 Mar 2009, 18:27 Ultimo messaggio di: zampa |
Q-CONCERT: GRAZIANI - RON - KUZMINAC
RCA Italiana LP: PG 33412 (non più ristampato) anno 1981
Nel 1981, anno in cui esce "Seni e coseni", è edito dalla RCA il "Q-Concert", nato dalla collaborazione live tra Ron, Goran Kuzminac e Ivan Graziani. Questo lavoro di gruppo produce un brano nuovo firmato da tutti e tre gli artisti, intitolato "Canzone senza inganni" ed inserito nel Q-disc insieme a "Dada", per quel che riguarda la discografia di Ivan, "Tempo", per ciò che concerne Goran, e "Io ti cercherò" per quanto riguarda Ron. Un album in cui tutti insieme suonano le canzoni di ognuno ed in cui Ron è al piano, Ivan e Goran alle chitarre.
E' un'esperienza senza dubbio molto interessante e contribuisce in maniera significativa ad arricchire il patrimonio culturale e musicale dei tre, e non ultimo, alla composizione di un brano meritevole di ogni attenzione.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
829 |
16 Mar 2009, 18:26 Ultimo messaggio di: zampa |
VIAGGI E INTEMPERIE
Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (già RCA Italiana) anno 1980
L’album nasce nell’80 dall’incontro – scontro fra Ivan ed uno dei più sensibili e capaci musicisti italiani del momento: Giovanni Tommaso. L’impatto tra i due produce profondi cambiamenti nel mondo musicale di Graziani, pur mantenendo inalterate alcune caratteristiche fondamentali di Ivan. Il passaggio da una fase "artigianale" (quella di "Pigro" ed "Agnese dolce Agnese", tanto per intenderci) ad una "elaborata" (che ci conduce a "Seni e coseni") è sempre traumatico; Graziani sembra ammortizzare il colpo e, pur assimilando i cambiamenti sonori, si rivela coerente nel trattare problematiche sociali più o meno profonde.
L’album spazia dai brani ricchi di malinconia e dolcezza ("Olanda", "Siracusa" e "Firenze", che è una delle canzoni più struggenti del cantautore) ai pezzi di Rock duro ("Angelina", "Dada", "Radio Londra" ed il più rappresentativo "Tutto questo cosa c’entra con il R.&R.?"). Singolare "Isabella", in cui il rumore del treno che incalza tutto il tempo fa quasi vivere in prima persona gli eventi.
Ma perché proprio "Viaggi e intemperie"? Il titolo rende perfettamente l’idea delle difficoltà incontrate dall’autore nel compiere questo viaggio ideale: da una musicalità più semplice, che pure non gli nega successi, ad una più elaborata che va comunque di pari passo coi tempi e collega gli appena terminati anni '70 ai primi anni '80, più moderni e rivolti al futuro.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
835 |
16 Mar 2009, 18:24 Ultimo messaggio di: zampa |
AGNESE DOLCE AGNESE
Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (già RCA Italiana) anno 1978
Il 1978 non è ancora finito. Dopo un album strepitoso come "Pigro", sarebbe stato abbastanza normale che fosse uscito quello che i critici chiamano un buon album di passaggio, in cui il cantautore si adagia sul successo ricevuto e, in una fase di rilassamento, riposa il cervello e la chitarra in preparazione dell'album successivo. Graziani, uscendo da questi canoni e combattendo la monotonia e la pigrizia non solo a parole, produce "Agnese dolce Agnese", che è forse ancora più importante del lavoro precedente.
L'album contiene brani tra i più conosciuti ancor oggi, includendo il Rock, le ballate e le melodie ricche di pathos. La tradizione popolare è ancora l'argomento intorno al quale ruota il mondo di Graziani: "Il piede di San Raffaele", "Il prete di Anghiari" e "Taglia la testa al gallo" fanno tutte parte di quella magica dimensione provinciale di cui Ivan ci ha già parlato. Sempre a proposito di provincia c'è "Canzone per Susy", in cui un bassista fa la spola tra due ragazze: una coi capelli lunghi, nata a Roma e l'altra, quella gelosa. Lo scontro tra le due produce un odio ed una vendetta inaspettata che, col taglio di capelli, simboleggia la vittoria della vita provinciale, della semplicità della periferia, sulla frenetica e caotica città.
L'album contiene poi "Dr. Jekyll & Mr. Hyde", il bianco e il nero, tutto e niente insomma, quello che sei e quello che vorresti essere. Non la solita menata della doppia personalità di Ivan, ma un fatto reale. Le contraddizioni che fanno parte di ciascuno di noi costituiscono in maniera naturale le due facce di una stessa medaglia.
"E ho lavorato come un pazzo a cose in cui io non credevo, lasciando che morisse l'erba che io calpestavo..." è il ritornello della canzone "Fame", che batte su quel dente che ad Ivan, dopo tanto tempo, ancora duole: il lavoro di strumentista, svolto più per bisogno che per passione. "Modena Park" e "Veleno all'autogrill" raccontano poi due fatti, più o meno veritieri, che continuano quel filone di storiacce che ritroviamo in tutti gli album di Ivan.
Come descrivere l'aria che si respira, necessariamente ad occhi chiusi, in "Fuoco sulla collina" ed "Agnese"? Sono due sogni che impreziosiscono l'album e gli danno quell'importanza di cui si parlava all'inizio. "Fuoco sulla collina", secondo Ivan, è la canzone più bella che lui abbia mai scritto. Un sedicenne, nel sogno, conosce l'altra metà di se stesso, quella più matura, che gli apre gli occhi e gli propone un secondo aspetto della realtà. Ciò che uno interpreta come una cosa orribile, una guerra, l'altro più ottimista, la vede come dei contadini intenti ad arare i campi, niente di più naturale. Chi ha ragione dei due? La risposta ai grandi pensatori della storia: Pirandello, per esempio, non decreta una sola verità, ma tante. Ad ognuno la sua verità, a seconda del proprio modo di vedere le cose.
La canzone che dà il titolo all'album si affianca alla passata "Lugano addio", ma anche alle future "Firenze (canzone triste)", "Franca ti amo", "Signora bionda dei ciliegi", "Rosanna non sei tu", in un gioco in cui la nostalgia e la malinconia dominano il pentagramma ed il ricordo struggente delle varie "lei" fa venire, di volta in volta, un nodo in gola. La melodia di "Agnese", poi, ti culla come una vecchia nenia popolare. Non ci sarebbe da stupirsi se, ipoteticamente, altri cantanti, anche più affermati di Graziani, riprendessero il brano per cantarlo, magari in inglese, trasformandolo in un successo internazionale...
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
769 |
16 Mar 2009, 18:22 Ultimo messaggio di: zampa |
PIGRO
Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (già RCA Italiana) anno 1978
Siamo a Milano, è il 1978. Ivan si trova alle spalle alcuni album che, pur contenendo lavori d'apprezzabile rilievo, non gli hanno dato ancora un successo pieno ed appagante. E' qualche anno ormai che fa chitarra - bar nei locali della Brianza e collabora al Mulino con musicisti più affermati di lui, tra cui Venditti, Battisti e la PFM. Questo lavoro lo fa per campare e, anche se la seconda metà degli anni settanta l'ha sempre considerata un periodaccio, l'ha vissuta degnamente. Dopo aver prodotto "I lupi", un album duro, spietato, di rabbia, nel 1978 esce "Pigro". Il lavoro risente di quell'insoddisfazione che Ivan si porta ancora dentro e che, col tempo, lo abbandonerà. L'album si compone di svariati pezzi Rock, più o meno duro, e di ballate popolari tra le quali spicca, per la sua natura quasi psichedelica, "Al festival slow - folk di Bi-Milano", che racconta appunto di quali e quante avventure ha visto il Mulino, dove Graziani faceva la ruota di scorta (per dirla come lui) ad altri artisti, un'atmosfera surreale conosciuta da molti ma esplicabile da pochi, lui lo ha fatto in maniera quasi arlecchinesca. Un'altra ballata Rock è "Sabbia del deserto", in cui esprime il suo grande attaccamento alla vita di provincia ed alle tradizioni che la guarniscono. Tra i pezzi Rock troviamo "Fango", "Pigro", "Monna Lisa" e le più melodiche "Gabriele D'Annunzio", "Paolina" e "Scappo di casa".
"Fango" continua quel filone di storiacce in cui l'aspetto barbaro dell'essere umano la fa da padrone e coinvolge spesso ragazzi in furti, omicidi, e delitti tra i più riprovevoli. La scelta dei giovani non è casuale: Ivan pone spesso l'accento sulla vulnerabilità e la forza dei ragazzi, quella fascia d'età cui è sempre stato legato. Il brano che intitola l'album continua, per certi versi, il discorso cominciato da Ivan nel 1973 con "La città che io vorrei" sull'oziosità e la pigrizia mentale di chi è sempre pronto a sapere tutto ed in ogni caso l'ultimo a mettere in pratica le proprie idee. "Monna Lisa" è un Rock folle con delle parole folli, dove un ladro vuole rubare il capolavoro di Leonardo perché sente che gli appartiene, perché la scuola glielo ha reso talmente bello che quasi lo ama... Ma si può amare una cosa che non si ha? La musica poi, incalzante come poche volte, rende il brano più vivo e stimolante.
Con "Paolina" Graziani continua la sua strada nel raccontare cose atroci, una ragazza che non vuole o non sa uscire dalla sua solitudine. "Scappo di casa" e poi "Gabriele D'Annunzio" concludono l'album. Nella prima Ivan vede l'indifferenza di una madre al gran gesto del figlio. Del ragazzo, figlio più di una sottocultura di stampo feudale che della madre stessa, sappiamo che "non ha imparato a leccare bene la mano di chi gli dà da mangiare" e questa ribellione si concretizza appunto in una fuga che, neppure dopo venti giorni, commuove l'animo indifferente del genitore. Cosa dire di Gabriele D'Annunzio? La storia già riporta, al fianco delle sue opere, la sua perversione. Graziani, con evidenti riferimenti allo scrittore, riferisce la canzone ad un altro Gabriele D'Annunzio, uno da lui realmente conosciuto, un contadino, un ubriacone, un reietto che (a Milano, appunto) andava nei parchi con l'impermeabile, nudo sotto, a far paura alle bambine. Ironia della sorte è per uno che si chiama Gabriele D'Annunzio, che è stato il re dei sofà, dei letti delle donne più belle, essere uno straccio d'uomo, un disgraziato, ma forse, a modo suo, anche lui un poeta. E la copertina? Il maialino con gli occhialini rossi nasce dalla fantasia di Convertino: ma è poi tutta fantasia?
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
1.023 |
16 Mar 2009, 18:17 Ultimo messaggio di: zampa |
I LUPI
Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (già RCA Italiana) anno 1977
Nel 1976 Ivan ha prodotto "Ballata per quattro stagioni", un album che non ha avuto un grande riscontro fra il pubblico, nonostante lo stesso autore lo considerasse un buon lavoro. Questa insoddisfazione porta nel 1977 a comporre un album di rabbia, immediato, edito in soli dieci giorni: "I lupi", prodotto dall'amico Venditti, che risente appunto della situazione interiore di Ivan. L'enorme successo ottenuto da questo nuovo lavoro fatto d'istinto, rispetto al vecchio molto pensato ed elaborato, si deve ad un brano in particolare: "Lugano addio". E' questo pezzo che ha esortato il pubblico a comprare l'LP, un brano d'amore, ovviamente tormentato, non può che commuovere e quindi colpire l'animo degli italiani.
Il primo grande successo per Ivan giunge quindi nel '77. Graziani lavora al Mulino e, tra una collaborazione e l'altra, trova il tempo di comporre anche per sé. Sono tempi d'oro questi, i successi si susseguiranno anno dopo anno: Ivan otterrà nella seconda metà degli anni '70 forti soddisfazioni personali.
L'album vede l'équipe solita del Mulino: Hugh Bullen al basso, Claudio Maioli al piano elettrico, Walter Caloni alla batteria ed Ivan alle chitarre; inoltre, la collaborazione di Antonello Venditti al piano impreziosisce sia l'album, sia il bagaglio d'esperienza dello stesso Graziani. Il pianoforte collaudato nel 1976 ha prodotto buoni effetti, figuriamoci se a suonarlo è uno come Venditti! Due i brani che in questo senso spiccano: "Lugano addio" e "Ninna nanna dell'uomo". Il primo è una stupenda canzone d'amore che ne inaugura una lunga serie; mentre il secondo, cantato in dialetto teramano, evoca vecchie nenie popolari che risaltano l'importanza che Ivan ha sempre dato alla provincia. La rabbia di cui si parlava viene fuori in "Motocross", "I lupi", "Zorro" e "Il topo nel formaggio", storie che in qualche modo mettono a nudo l'aspetto violento e crudo dell'uomo che Ivan simboleggia con un lupo in tutta la sua ferocia.
La copertina riporta un Graziani molto serio da cui nascono radici ed intorno al quale camminano i lupi, in uno sfondo di solitudine e tristezza.
 |
|
|
0
|
Zampa74 |
735 |
16 Mar 2009, 18:14 Ultimo messaggio di: zampa |
BALLATA PER QUATTRO STAGIONI
Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (già RCA Italiana) anno 1976
L'esordio ufficiale, riconosciuto come tale anche dall'autore, è con "Ballata per quattro stagioni", che inaugura una lunga militanza nella scuderia della Numero Uno di Mogol. Corrono i tempi del Mulino, il giovane ed inesperto Graziani si sta facendo le ossa suonando per i vari Battisti, Lauzi, ma soprattutto Venditti, con cui ha già collaborato al poco fortunato album "Ullallà"; i due lavorano fianco a fianco, influenzando l'uno la musica dell'altro.
"Ballata per quattro stagioni" nasce nel 1976 per gli arrangiamenti di Claudio Pascoli; a quest'album non collabora direttamente Antonello Venditti, ma troviamo comunque evidenti segni della sua presenza al fianco di Ivan. L'importanza che Graziani dà al pianoforte in alcuni brani, più marcata nel successivo album ma che andrà scemando col tempo, rende perfettamente l'idea del rapporto tra i due artisti.
I brani "Ballata per quattro stagioni", "Il mio cerchio azzurro", "I giorni di novembre" e "Donna della terra" sono letteralmente dominate dal pianoforte che, con un dolce sottofondo, accompagna testi poeticamente sublimi. Un brano su tutti, quello che intitola l'LP, descrive con rara dolcezza la nascita, il corpo e la fine di una storia d'amore, che si contorna di poesia ed arte nella descrizione di ogni singola stagione. Troviamo poi il brano "Come", che riprende una pagina di diario datata 6/12/71 che lo stesso Ivan scrisse nel cesso dell'ospedale militare di Chieti.
"Il campo della fiera", già proposta tre anni prima, non riporta qui il ritornello "Ah, l'amore che male mi fa..." alla fine di ogni strofa. Il differenziare le due versioni sottolinea, nel brano del '73, l'aspetto interiore dello storpio, che si propone come vittima nei confronti dell'amore, mentre nella versione del '76 lo stesso si propone solo come mendicante che tende il piattino ai passanti della piazza. Quindi diverse angolazioni di una stessa situazione ci propongono realtà diverse. Ancora a rendere singolare l'album troviamo "Trench", unico brano strumentale pubblicato nell'intera carriera di Ivan. Qui batteria, basso, fiati e chitarre regnano sovrani e non c'è spazio per le armoniose melodie suonate da un dolce pianoforte. Come può Graziani, che ha sempre sostenuto la superiorità del testo sulla musica, comporre un brano strumentale? La risposta è semplice: una canzone deve prima di tutto divertire ed Ivan con questo esperimento si è tolto lo sfizio.
 |
|
[NEWS] Hell Ride
Il team vincente di "Kill Bill" di nuovo insieme
|
2
|
Wireless Mind |
1.099 |
15 Feb 2009, 21:25 Ultimo messaggio di: Wireless Mind |
Il team vincente di "Kill Bill" di nuovo insieme per "Hell ride".
Presentato con successo presso il Sundance Film Festival del 2008, s'intitola "Hell ride" e vede al timone di regia quel Larry Bishop che, attivo nel campo della recitazione fin dal lontano 1996, ha recentemente ricoperto il ruolo di Larry Gomez in "Kill Bill volume 2".
Del resto, accanto ai fratelli Bob e Harvey Weinstein, in qualità di produttore esecutivo dell'opera, che omaggia in maniera evidente il vecchio filone americano dei biker-movie, ovvero i film che avevano per protagonisti tipi poco raccomandabili in sella alle proprie moto, è l'enfant terrible di Hollywood Quentin Tarantino, il quale, come testimoniato anche con "Grindhouse",
non ha mai tenuto nascosto il suo amore verso il cinema cosiddetto di serie b.
E dall'accoppiata di pellicole che vedono protagonista l'inferocita Uma Thurman provengono anche Michael Madsen e David Carradine, questa volta l'uno contro l'altro e non più fratelli, insieme a Vinnie Jones, Dennis Hopper, Eric Balfour e lo stesso Bishop, per una vicenda incentrata su
tre motociclisti intenti a vendicare la morte della ragazza di uno di loro, avvenuta per mano di una gang avversaria.
In Italia ancora non sappiamo se e quando arriverà, intanto, però, alcune notizie c'informano che il lungometraggio
potrebbe rappresentare il primo tassello di una trilogia.
Titolo originale: Hell Ride
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione, Thriller
Durata: 84'
Regia: Larry Bishop
Sito ufficiale:
http://www.hellridemovie.comCast: Michael Madsen, Larry Bishop, Eric Balfour, Dennis Hopper, Vinnie Jones, David Carradine, Kanin J. Howell, Leonor Varela, Michael Beach, Cassandra Hepburn, Laura Cayouette, Julia Jones
Produzione: Dimension Films
Data di uscita: 2009 (cinema)
Trama:
Una banda di motociclisti, composta da tre membri, Pistolero, Gent e Comanche, é assetata di vendetta. La donna di Pistolero, é stata brutalmente uccisa da una banda rivale ed ora i tre, sono alla ricerca dei suoi componenti per ucciderli uno ad uno. La loro missione non é facile da compiere, anche perché durante la caccia all'uomo, Pistolero, si troverà ad avere a che fare con diverse questioni del passato...
[yt]jHglhwcwO8I[/yt]
Fonte:
filmup leonardo
|
|
|